Archivi categoria: Alessandro Mazzarino

Questo è l’archivio. Dal 20 ottobre tutto è solo su vannizagnoli.it. Grazie a Silvia e ai sostenitori

Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Caso Pantani, intercettazione shock. Così la camorra ha fermato il Pirata. Parla Tonina, la mamma di Pantani ” Marco lo ha sempre detto, era stato fregato. Ma Pantani non fu ucciso.

Uno scatto che rivela la consuetudine e la routine delle gare di Marco Pantani, abituato a dominare
Uno scatto che rivela la consuetudine, la routine delle gare di Marco Pantani, abituato a dominare

(vanni Puzzolo) Sicuramente la squalifica di Pantani del 1999, che gli fece perdere il Giro d’Italia, e la sua morte avvenuta il 14 febbraio del 2004, hanno un comune denominatore: la depressione  nella quale è piombato per la ingiusta squalifica e lo strapiombo che si è creato facendo ricorso alla cocaina.

Credo che le analisi siano state alterate, e credo che quel’emarocrito  alterato solo quel mattino, la sera prima era regolare, la procedura sbagliata e tante altre cose portano a credere che sicuramente Pantani è stato ” fregato.”.

L’apertuta dell’inchiesta sulla morte di Pantani, però non c’entra nulla, questa ipotesi sollecitata dall’avv. De Renzis, e dalla signora Tonina, mamma di pantani, secondo la quale Pantani era stato assassinato  nella stanza del residence Le Rose di Rimini, non ha trovato alcun riscontro, e l’inchiesta e’ stata archiviata.

Pantani, purtroppo , si era infilato nel tunnel della droga, e per gli spacciatori era una gallina dalle uova d’oro, nessuno aveva interesse ad ammazzarlo, e lui ha trovato la morte per un’ overdose, l’ipotesi di omicidio non ha trovato alcun riscontro giudiziario.

Di Alessandro Mazzarino

La verità fa male, lo si sa. Soprattutto se essa viene scoperta svariati anni dopo l’avvenimento di una terribile vicenda. E, ancora, se la verità diventa la conferma di ciò che si è sempre pensato.

Dodici anni dopo la sua morte, oggi si è scoperta la causa indiretta della scomparsa di Marco Pantani, deceduto per “overdose”. Lo storico ciclista faceva uso di cocaina, ma cosa lo ha indotto a far ciò?
Il 4 giugno 1999, un controllo antidoping a sorpresa rivela la positività di Pantani, il quale stava dominando il Giro d’Italia ed era ad un passo dalla vittoria, che invece se la aggiudica Ivan Gotti, in seguito all’esclusione del ciclista cesenate.

Un verdetto troppo ingiusto e difficile da digerire per il “Pirata”, che proclama la sua innocenza (inutilmente) e poco tempo dopo, abbandonato da tutti coloro che credevano in lui prima del test, cade nel tunnel della droga, morendo il 14 febbraio 2004.

Qualche anno dopo, Renato Vallanzasca rivela di esser stato avvicinato, in carcere, da un uomo: quest’ultimo gli avrebbe detto di non scommettere su Pantani, perché il “Pirata” non sarebbe arrivato alla fine del Giro.

Questione di soldi. E la conferma arriva oggi, quando SportMediaset manda in onda un’intercettazione telefonica tra un indagato (presente nella lista di coloro che facevano parte del carcere assieme a Vallanzasca) e un membro della sua famiglia: “La camorra ha fatto perdere il giro a Pantani, cambiando le provette e facendolo risultare dopato”.

Dichiarazioni terribili quelle fuoriuscite dall’intercettazione. Azione della camorra svolta con lo scopo di evitare lo “sbancamento”, dato che molti scommettitori avevano puntato sulla vittoria di Pantani.

Ecco le dichiarazioni di Tonina Pantani, la mamma del “Pirata”: “Queste parole fanno male, è una conferma di quello che ha sempre detto Marco. Lo avevano fregato e non ha mai accettato questa situazione”.

Una conferma arrivata, però, troppo tardi. L’inchiesta sulla morte di Pantani è stata chiusa con la richiesta di archiviazione per prescrizione. Questa conferma sta ad indicare che, ancora una volta, ingiustizia è stata fatta.

 

Mazzarino. Zamparini ai tifosi: “Il Palermo deve rialzarsi. Non temo la contestazione, ma voglio la vostra collaborazione”. L’arrivo di Novellino: “Spero di dare soddisfazioni. Voglio restare l’unico non esonerato”

Foto da primo giorno di Walter Novellino da allenatore del Palermo
Foto da primo giorno di Walter Novellino da allenatore del Palermo

Da un’idea di Vanni Zagnoli

Ore calde in casa Palermo. Al termine della telenovela tra Zamparini e Iachini, con conseguente arrivo di Novellino sulla panchina rosanero, il presidente del club siciliano, tramite una nota sul sito ufficiale, ha rilasciato alcune dichiarazioni in risposta alle critiche e alle contestazioni ricevute in questi giorni.

“Il Palermo sta vivendo un momento delicato in una annata paradossale e difficile – dice Zamparini – non è questo il momento della contestazione, è il momento della collaborazione. Bisogna collaborare tutti insieme, affinché con l’energia di tutti il Palermo resti in serie A. E’ facile contestare, è più difficile costruire – conclude il presidente – io ho bisogno di voi tutti per costruire la salvezza del Palermo con la stessa bella passione che avete e che mi avete regalato in questi anni”.

Questa mattina, Walter Novellino ha guidato il primo allenamento da tecnico del Palermo ed ha espresso le sue opinioni riguardo alla nuova avventura in terra sicula: “Ho questa possibilità, speriamo di fare belle cose. Serve molto entusiasmo, io ce l’ho. Spero di restare l’unico a non essere esonerato, l’importante è lavorare. Non ho chiesto garanzie. La mia voglia è tanta, i tifosi sono bravi e speriamo di dargli tante soddisfazioni”.

Ritorno in Serie A, ritorno al glorioso passato. Domenica sera, il Palermo ospiterà il Napoli, la squadra che Novellino ha condotto dalla B alla A nel 2000. Il tecnico commenta così: “Un bellissimo passato, speriamo di far bene”.

Alessandro Mazzarino

Mazzarino. Palermo, il nuovo allenatore è Walter Novellino. L’ultima apparizione in Serie A è dell’ottobre 2009, esonerato a Torino. Ora va in cerca della salvezza a Palermo

Walter Novellino, 63 anni, neo allenatore del Palermo
Walter Novellino, 63 anni, neo allenatore del Palermo

Da un’idea di Vanni Zagnoli

Dopo le tensioni relative alla lite Zamparini-Iachini, con le dimissioni presentate dal tecnico e respinte dal presidente, probabilmente a causa del rifiuto di Ballardini, il Palermo trova il suo nuovo allenatore.

L’uomo che siederà sulla panchina rosanero sarà Walter Novellino, il quale torna in Serie A dopo sette anni. L’ex centrocampista, infatti, non allenava una squadra nel massimo campionato italiano dal 2009, quando venne esonerato dal Torino.

Oggi, il tecnico campano ha 63 anni, lo scorso anno è stato esonerato dal Modena, ma non per questo è scontata la retrocessione del Palermo, anzi. Zamparini ci crede, la città vorrebbe farlo, adesso tocca a Novellino, che dovrà dare tutto per raggiungere l’ardua impresa: la salvezza.

Alessandro Mazzarino

Il Foggia perde 3-0 contro la Fidelis Andria. Squadra aggredita al ritorno in terra dauna. La società minaccia: “Rivedremo il nostro impegno, potremmo fare un passo indietro”. Il racconto di A. Mazzarino

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Da un’idea di Vanni Zagnoli

Ieri pomeriggio, in quel di Foggia, si è scritta l’ennesima pagina nera del calcio italiano. Dopo la vicenda che ha coinvolto il Taranto (compagine militante in Serie D) ad ottobre, un’altra squadra ha subito un’aggressione in seguito ad una sconfitta.
Ma andiamo per ordine.

Al “Degli Ulivi” di Andria va in scena una delle partite della 25esima giornata del girone C di Lega Pro. La sfida è tra la Fidelis Andria e il Foggia. I rossoneri giocano una buona partita, creano occasioni, ma non riescono a concretizzare. E quando succede ciò, la beffa c’è, sempre. Ed infatti, la partita termina con un 3-0 per la Fidelis Andria. Un risultato largo, forse troppo.

Però, il risultato finale non è l’unica beffa: i rossoneri tornano a Foggia. Ad accogliere la squadra ci sono alcuni tifosi. Sull’autobus salgono alcuni supporters, muniti di mazze e bastoni che, “fortunatamente”, vengono usati solo per “minacciare”. Si arriva comunque anche alle mani: una mischia, qualche schiaffo ed un pugno ad un calciatore, con la squadra che, una volta finito tutto, va a dormire in una località segreta. Risultato: cinque feriti, tra cui quattro agenti di Polizia.

La reazione della Lega Pro non tarda. Ecco il comunicato: “La Lega Pro e i suoi club condannano ogni episodio di violenza. Manifestando piena solidarietà e vicinanza al Foggia Calcio, Gabriele Gravina, Presidente della Lega Pro, ha disposto che le gare in programma oggi e domani, abbiano inizio 5 minuti più tardi”.

Più spinoso, invece, il comunicato del Foggia, che minaccia di lasciare le redini della società: ““Il Foggia Calcio, nelle persone del Presidente Lucio Fares, dei soci Franco e Fedele Sannella, Massimo Curci, Carla Di Corcia e Luca Leccese, condannano fermamente la brutale aggressione perpetrata ai danni della squadra ieri sera nel piazzale antistante lo stadio Pino Zaccheria da pseudo tifosi che nulla hanno a che vedere con il calcio.  Se per certi aspetti ci si poteva aspettare una manifestazione di delusione della tifoseria per il risultato negativo mai e poi mai ci si sarebbe aspettati tanta violenza. Non è questo lo sport e il calcio che intendevano fare Franco e Fedele Sannella e tutti i soci. Se tutti gli sforzi e i sacrifici fatti devono portare a situazioni di questo tipo tutta la compagine societaria è fermamente intenzionata a rivedere il proprio  impegno in seno al Foggia Calcio e a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di fare un passo indietro”.

Alessandro Mazzarino

Alessandro Mazzarino. Lo stadio cambia, il restyling degli impianti sportivi è generalizzato: il Mapei, lo Juve stadium da 4 anni, la Dacia arena a Udine. Ora Empoli, Cagliari, manca giusto il palaBigi di Reggio

Dacia Arena, la nuova casa dell'Udinese
Dacia Arena, la nuova casa dell’Udinese

Dall’idea di Vanni Zagnoli, Alessandro Mazzarino

Fonte di passione, fonte di amore, ma soprattutto fonte di vittorie: lo stadio. In una parola, casa. Di fronte al romanticismo e allo splendore degli stadi inglesi, anche l’Italia si è messa al lavoro per quanto riguarda il restyling delle proprie arene.

La prima a cambiare radicalmente il proprio stadio è la Juventus, la quale ha riscosso, e riscuote ancora, molti successi, sugli spalti e soprattutto in campo.

Due anni dopo, lo “stadio di Reggio Emilia Città del Tricolore” diventa “Mapei Stadium” e il Sassuolo viene trascinato ai piani medio-alti della classifica di Serie A grazie al calore dei suoi tifosi.

Sembra di essere all’ “Estádio José Alvalade”, ma in realtà, è la “Dacia Arena” di Udine, colorato dalle poltroncine sugli spalti che sembrano occupati anche quando lo stadio è completamente vuoto. Si poteva inaugurarlo meglio, però: 25.000 spettatori travolti dalle quattro reti della Juventus, domenica scorsa.

Progetti anche per il “Castellani” di Empoli e il “Sant’Elia” del Cagliari.

Buon segno, dunque, per il campionato italiano, che oltre a tornare grande in campo, vuole tornare “big” anche sugli spalti.

 

(v.zagn.) Manca giusto il palaBigi di via Guasco, a Reggio. Ha la capolista del basket ma è un impianto piccolo e vecchio.

Il meglio della settimana di Zagnoli, raccontato da Alessandro Mazzarino. Il miracolo dell’Alessandria, il coraggio di Gasperini, la mancata qualificazione della Schiavone e l’opportunità per l’ItalBasket

Riccardo Bocalon, attaccante e uomo chiave dell'Alessandria, realizza la rete del momentaneo pareggio
Riccardo Bocalon, attaccante e uomo chiave dell’Alessandria, realizza la rete del momentaneo pareggio contro lo Spezia.

I fatti principali della settimana, riassunti da Alessandro Mazzarino.

1) “Toc toc, c’è spazio?” E’ l’Alessandria, che bussa alla porta della storia, allo stadio “Alberto Picco” di La Spezia, mentre al 92′, Riccardo Bocalon colpisce di testa e manda in rete il pallone che vale una storica semifinale di Coppa Italia per i “grigi”. La compagine di Lega Pro, infatti, supera lo Spezia vincendo in rimonta, recuperando la rete di Calaiò su rigore, grazie ad un super Bocalon, autore del gol del pareggio e della rete decisiva per la qualificazione.

2) Il Genoa esce dal periodo nero rifilando 4 reti al Palermo. Nonostante ciò, però, gli ultras del “Grifone” espongono uno striscione anti-presidente ed anti-allenatore. Coraggioso il gesto di Gian Piero Gasperini, tecnico del Genoa, che in conferenza stampa fa i nomi degli ultras coinvolti in questa iniziativa di “destabilizzazione dell’ambiente”.

3) In ambito tennistico, la francese Virginie Razzano sconfigge Francesca Schiavone, la quale, quindi, non accede agli Australian Open e manca la qualificazione al 62° slam.

4) Grande occasione per l’ItalBasket: il preolimpico si giocherà a Torino. Un’opportunità da non sprecare per gli uomini guidati da Ettore Messina, che nelle ultime 7 Olimpiadi sono stati assenti per ben 5 volte.

 

Alessandro Mazzarino

Palermo, Maurizio Zamparini colpisce ancora: Ballardini esonerato, torna Iachini. Poche ore dopo, dietrofront

Davide Ballardini, tecnico del Palermo, resta sulla panchina dei rosanero, nonostante l'esonero ricevuto da Zamparini
Davide Ballardini, tecnico del Palermo, resta sulla panchina dei rosanero, nonostante l’esonero ricevuto da Zamparini

Da un’idea di Vanni Zagnoli

Non si smentisce mai, Maurizio Zamparini. Domenica sera, il presidente del Palermo ha dato vita ad una nuova telenovela, per la tristezza dei tifosi palermitani. Al termine della sconfitta interna dei rosanero contro la Fiorentina, avversario tutt’altro che scarso, il patron ha deciso di esonerare il tecnico Davide Ballardini. Al suo posto, era già pronto Iachini, il quale varie settimane fa era stato sostituito dall’ex allenatore del Bologna. Sembrava tutto fatto, e invece…

Arriva la notizia clamorosa: dietrofront di Zamparini, sulla panchina del Palermo resta Ballardini.  Le diverse vedute sono state causa del mancato accordo tra Iachini e Zamparini. Il primo ha richiesto l’acquisto di giocatori che facessero fare il salto di qualità alla squadra del “Barbera”. Il secondo, invece, preferisce “coltivare” i giovani, per poi, probabilmente, venderli e guadagnarci.
Vedremo come la storia andrà a finire, ma intanto, solidarietà ai tifosi del Palermo…

Alessandro Mazzarino

La mia prima a Milanello. Mihajlovic: “Un leone non perde il sonno per l’opinione di una pecora, un leone se la mangia. A Frosinone avevamo 7 italiani in campo, 8 alla fine”

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, allenatore del Milan
Sinisa Mihajlovic, 46 anni, allenatore del Milan

(v.zagn.) La mia prima volta a Milanello, che poi racconterò in un video, è stata molto stimolante.

A cura di Alessandro Mazzarino

Alla vigilia della sfida tra Milan e Bologna, nella sala stampa di Milanello, il tecnico dei rossoneri, Sinisa Mihajlovic.
Una conferenza molto lunga, quella tenuta dal serbo, il quale alla domanda di Carlo Pellegatti su un probabile cambio di panchina il prossimo anno, risponde così: “Un leone non perde sonno per opinione di una pecora, un leone se la mangia”.
E poi il tema del calcio italiano, prospettato da Vanni.

“A Frosinone avevamo 7 italiani in campo, 8 alla fine. L’età media era di 25 anni, siamo unici, nel panorama nazionale”.

E la chiusura è stata sempre di Vanni, sulla differenza caratteriale nei confronti di Donadoni. “Lo invidio perché riesce a restare fermo in panchina”.

 

Il meglio della settimana. Mazzarino racconta Zagnoli. I maghi eterni: Mourinho, Hiddink, Van Gaal. La morte del professor Vittori.

L'incidente tra Rossi e Marquez, che ha condannato "il dottore" ad una squalifica che gli è costata la perdita del Mondiale
L’incidente tra Rossi e Marquez, che ha condannato “il dottore” ad una squalifica che gli è costata la perdita del Mondiale

Dalle idee di Vanni Zagnoli

Il 2015 volge al termine, è il momento del 2016. Facciamo un passo indietro, però, per parlare di ciò che in quest’ultima settimana non è stato trattato, partendo dal calcio, ritornando all’esonero di Mourinho dal Chelsea. Come già detto, sulla panchina dei blues arriva Hiddink. Questi due tecnici hanno un preciso collegamento con un loro collega, il quale è in difficoltà. Sulla panca dei Red Devils, del Manchester United, siede Louis Van Gaal, ma a quanto pare ancora per poco, dato che è a serio rischio esonero. Questi tre allenatori vengono considerati “maghi eterni”. Da ciò che si vede, però, non sono poi così maghi, ma riescono sempre a ripartire. Buon per loro.

Vanni ha proposto poi un’idea niente male: il mercato degli allenatori. Mourinho in crisi con il Chelsea, finisce la stagione all’Anzhi. Mihajlovic esonerato dal Milan, va in serie B per portare in A una squadra. Ovviamente, erano solo esempi, ma sarebbe bello se tutto ciò accadesse. Credo, però, che sia solo utopia, purtroppo.

Il 2015 può essere ricordato come “l’anno di chi meritava più di chi ha vinto”. Ad esempio, Valentino Rossi, avrebbe meritato la vittoria del Mondiale, distante pochi giri, prima dello scontro con Marquez.
Nel basket, Reggio Emilia avrebbe meritato di vincere il campionato più di Sassari, nonostante la grande stagione della squadra di Sacchetti. La Lazio avrebbe meritato di portarsi a casa la Coppa Italia.

Infine, per quanto riguarda l’atletica, il 24 dicembre è morto il professor Carlo Vittori, atleta e allenatore che scoprì Mennea.

Alessandro Mazzarino