Archivi categoria: Bologna

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Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Il Gazzettino, Bologna. Morta per farsi un video al volante, a 170. La romena aveva 25 anni, andava dai genitori, nel Varesino. Il precedente del 19enne caduto dalla Pietra di Bismantova arretrando, per farsi un selfie

Foto da Quotidiano.net

Vanni Zagnoli
Bologna
E’ morta a 25 anni, per farsi un video al volante, a 170 chilometri orari. L’ebbrezza dell’alta velocità le è costata la vita: sognava quel momento, da mostrare alle amiche, non potrà farlo perchè non c’è più.
Venerdì sera, Ana Maria Ahmeti, romena, stava guidando in Autosole, pochi minuti prima delle 22. Viveva a Bologna, nel quartiere della Barca, vicino allo stadio Dall’Ara, assieme al fidanzato. Un minuto prima dello schianto si fa il video, il cellulare riprende la strada e il cruscotto, la velocità è da panico, appunto 170. La sua Punto grigia si scontra con il new jersey, viene rimbalzata per alcuni metri e finisce ribaltata, uccidendo sul colpo la ragazza dell’est e tutte le sue speranze.
Sull’utilitaria è da sola, diretta verso Varese, a salutare i genitori. Non ci arriva perchè all’altezza di Calcara, frazione di Crespellano, quella distrazione le fa perdere il controllo dell’auto, unita alla velocità pazzesca. Interviene la polizia stradale e nel telefonino trova il filmato. Attorno non c’è grande traffico, è tutto tranquillo, con poche auto in transito. Fa tutto da sola, presa dall’euforia per l’alta velocità, l’impatto con l’asfalto è tremendo, muore sul colpo. Per estrarla dall’abitacolo intervengono i vigili del fuoco e gli uomini del 118, ma ogni soccorso è vano. Brandelli di carrozzeria e parti del motore finiscono sulla corsia nord dell’A1, investendo altri 4 veicoli. Chi era a bordo chiama i soccorsi, rendendosi subito conto della situazione disperata.
Viene in mente la tragedia di Denny Faraboni, il 18enne morto sulla Pietra di Bismantova, sull’Appennino Reggiano, per farsi un selfie. Due mesi fa, era indietreggiato troppo, sino a perdere l’equilibrio e a cadere nel dirupo caro ai fidanzati della zona e a chi lo sceglie per levarsi la vita.
Ana Maria era venuta dalla Romania come tante connazionali, in cerca di fortuna. Per guadagnare molto di più rispetto a quanto fosse nelle sue possibilità a casa. Fra l’altro la sua Punto era tirata ai limiti, i 170 non sono una velocità da quel tipo di vettura. Bastava una persona accanto a lei a fare quel video, guidare con una mano a quella velocità è davvero autolesionistico.

Il Messaggero. Solo un punto per la Fiorentina a Udine con gran gol di tacco di Babacar. Il Chievo non è tanto superiore al Sassuolo, Atalanta brillante ma beffata dal Palermo. A Bologna, la Sampdoria aveva iniziato bene, poi il gran gol di Verdi

Bernardeschi punta Badu, è uno dei duelli chiave di Udinese-Fiorentina

L’integralità, per Il Messaggero

Cartoline dagli altri 4 campi della serata, in serie A.

Udinese-Fiorentina 2-2 Il gioco è viola. Badu sbaglia un gol per i friulani, segna Zapata, servito da De Paul e tenuto in gioco da Tomovic. Il pari in 4’, con affondo del solito Tello, a destra, per il colpo di tacco di Babacar. All’intervallo il tocco sottoporta di Danilo, a bersaglio dopo due anni, su cross di De Paul, mancato da Tomovic. Alla ripresa l’iraqeno Ali Adnan spinge appena Babacar, il rigore è fiscale, Bernardeschi lo angola con personalità: è l’unico italiano in campo, non brilla più.

Chievo-Sassuolo 2-1. Matri esce per infortunio, entra Iemmello che devia il cross da cui scaturisce il vantaggio. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, finisce sotto la traversa. Hetemaj sbaglia il retropassaggio, Defrel si conferma nel miglior momento neroverde e angola il diagonale del pari. Risolve Castro in acrobazia, su angolo da destra di Birsa. Ci stava il pari.

Atalanta-Palermo 0-1 Serve tempo per mandare a memoria il gioco di Gasperini, che comunque è molto superiore. A metà primo tempo, il palo del siciliano Rispoli, servito da Diamanti. Replica bergamasca con Kessiè, Masiello e Gomez, con 4 parate di Posavec. Allo scadere risolve la girata di Nestorovski, già autore del pari con il Crotone, su cross da destra.

Bologna-Sampdoria 2-0. Giampaolo incappa nella 3^ sconfitta di fila, pur facendo la partita, almeno nel primo tempo. La sblocca Simone Verdi con un destro al volo da fuori, il gol più bello della serata. Il raddoppio è ancora su assist del ceco Krejci, per Destro. Poi l’espulsione di Barreto per fallo sul magiaro Nargy, nel recupero espulso anche il rossoblù Di Francesco, che ricorda un po’ Berardi, allievo prediletto del padre Eusebio, con un’entrata inutile su Linetty.

Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, il turno infrasettimanale di serie A. Le vittorie di Chievo, Bologna e Palermo. Ma l’Atalanta era stata superiore ai siciliani

Il gol di Nestorovski a Bergamo

L’integralità del commento alla serie A per il Gazzettino

(v.zagn.) Le emozioni delle altre 5 gare della serata.
Roma-Crotone 4-0: pt 26’ El Shaarawy, 37’ Salah, st 3’ e 12’ Dzeko. Paredes serve Dzeko, che coglie il palo. E’ l’affondo di Florenzi, a destra, a sbloccare un match squilibrato. Assist di Totti (lungo) e Salah. Dopo un’ora Szczesny para il rigore a Palladino (fallo di Florenzi su Falcinelli): come a Empoli, l’esterno si divora gol.
Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Hetemaj sbaglia il retropassaggio, Defrel angola il diagonale del pari. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa.

Atalanta-Palermo 0-1. Palo del macedone Nestorovski per i siciliani, bergamaschi molto superiori. Allo scadere risolve la girata di Nestorovski, già autore del pari con il Crotone, su cross da destra.
Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore, espulso all’intervallo Acquah, la seconda ammonizione è per fallo su Caprari. Aramu avvicina il vantaggio per i granata. Dubbia la simulazione di Martinez, vola ma per evitare l’uscita di Bizzarri. Al 33’ espulso anche Vives, Toro in 9. Pali di Memushaj e del granata Belotti. Il finale è ovviamente biancazzurro.
Bologna-Sampdoria 2-0: 45’ pt Verdi, 5’ st Destro. Giampaolo incappa nella 3^ sconfitta di fila, pur facendo la partita, almeno nel primo tempo. La sblocca Simone Verdi con un destro al volo da fuori, il più bel gol della serata. Il raddoppio è ancora su assist del ceco Krejci, per Destro, al 5’ della ripresa. Poi l’espulsione di Barreto per fallo sul magiaro Nargy, nel recupero fuori anche il rossoblù Di Francesco, intervento su Linetty.

Il Gazzettino. Il 3-0 della Lazio, ma il Pescara aveva sbagliato il rigore procurato da Caprari. Milik azzecca la 3^ doppietta in 5 partite

Anche quest’anno per lo scudetto sarà Juve-Napoli. Gli azzurri per qualche ora passano da soli al comando, puntano a resistere il più possibile grazie a Milik, centravanti dalla continuità nei gol analoga a Higuain: doppietta al Milan, a Kiev e ieri, da metà ripresa. Anzi, sembra Lewandowski, l’altro polacco, stella del Bayern. Il vantaggio arriva sull’asse Insigne, finalmente titolare-Callejon, pareggia Verdi con un destro da 30 metri. L’assist di Hamsik cambia la partita, con il subentro di Milik; Insigne manca il tris, centrato dal polacco. A 10’ dalla fine l’espulsione di Krafht, per fermare l’ottimo Zielinski. La squadra di Sarri è da 7, gli emiliani da 6.

Nel pomeriggio, il Pescara gioca a lungo meglio della Lazio, sbaglia un rigore con l’albanese Memushaj (al 27’ Bastos sospinge Caprari) e nel secondo tempo si arrende al suggerimento di Felipe Anderson, all’angolo di Cataldi e al contropiede condotto da Keita. Per salvare gli abruzzesi, Oddo deve migliorare la difesa.

Vanni Zagnoli

LAZIO-PESCARA 3-0: st 22′ Milinkovic-Savic, 27′ Radu, 31′ Immobile.

NAPOLI-BOLOGNA 3-1: 14’ pt Callejon; st 11’ Verdi (B), 22’ e 33’ Milik.

A cura di Giangabriele Perre

Il Giornale, Bologna-Cagliari 2-1. Federico Di Francesco: “Papà Eusebio non mi ha voluto”. Squinzi: “L’avremmo portato volentieri al Sassuolo”. Cesarone allenò Paolo Maldini, ma era un fenomeno

http://www.ilgiornale.it/news/sport/francesco-jr-nazionale-pap-non-mi-vuole-1305510.html

Vanni Zagnoli

“La disciplina della terra, sono i padri e i figli…”, Ivano Fossati. Genovese agnostico calcistico, viene in mente perché la Sampdoria per un’ora è stata in testa con la Juve (e anche il Genoa, prima del rinvio) e ogni volta che nello sport si parla di papà e figlio.

Dunque, se ti chiami Paolo Maldini e sei al top, a 30 anni, il papà ct (Cesarone, scomparso a primavera) ti lascia la fascia di capitano e conferma la linea Sacchi e Vicini, in nazionale, per Francia ‘98. La linea di Maldini senior con l’under 21, dall’86. Anzi, l’errore fu di Bearzot che non lo chiamò al mondiale del Messico, a 18 anni, come fece con Bergomi a Spagna ’82.

Ma se ti chiami Di Francesco… Il patron Giorgio Squinzi al Sassuolo lo avrebbe voluto: “E non perché il primogenito del mio allenatore preferito”. Eusebio Luca (all’anagrafe) aveva incontrato Berlusconi, che poi gli preferì Giampaolo e dopo ancora Montella. Sbagliando?

Comunque, Federico ha qualità, emerse dal debutto nel 2013, al Pescara che retrocedette in B, e poi alla Cremonese, con Giampaolo. “Che mi impiegò anche da centravanti. Esperienza”. Difra furoreggia in B, 8 gol e potenza, nel girone di ritorno al Lanciano: “Retrocesso ai playout solo a causa della penalizzazione”. Federico è l’erede ideale di Sansone, passato al Villarreal, come ala sinistra. “Ma il papà non mi vuole”. “Già averlo vicino – ci confessava Eusebio -, a Bologna, mi scoccia. Verrà a rompere più spesso, mamma e nonno tifano per lui e non per me. Ha bisogno di allenarsi duramente, per confermarsi”. Autografa settimane inebrianti, con il subentro strong in under 21, con la Serbia, la doppietta ad Andorra e il raddoppio al Cagliari. E’ già da nazionale. Lo sanno Eusebio e la Mapei. Magari l’anno prossimo lo accettano in neroverde…

A cura di Giangabriele Perre

Il Messaggero. E’ nata una stella? Di Francesco jr conquista con le prestazioni in under 21. Papà Eusebio: “Si guadagni spazio in allenamento, al Bologna può far bene”

Federico Di Francesco in maglia rossoblù
Federico Di Francesco in maglia rossoblù

In tre anni e mezzo, la stella Federico Di Francesco si è illuminata. Tanto è passato dall’esordio al Pescara, in A, nel girone di ritorno della retrocessione, mentre il papà Eusebio era lanciato verso la promozione del Sassuolo. Poi il passaggio formale al Parma, fra le centinaia di giocatori controllati dall’ad Leonardi, la parentesi al Gubbio, il ritorno a Pescara. Due anni fa, Federico segnò i primi gol da professionista, 5 nella Cremonese, in Lega Pro. “Giampaolo – raccontava – mi impiegò anche al centro, è un bene saper muoversi non solo sulle fasce”.

Il ritorno in B a Lanciano è stato da primattore, con 8 reti, nonostante la retrocessione ai playout. Velocità, potenza e tiro, da sinistra a rientrare sul destro, così Donadoni l’ha fatto prendere, al Bologna.

Nell’ultima settimana la consacrazione, con il debutto nell’under 21. A Vicenza subentra e combina più da solo del resto degli azzurrini, entrando nel rigore del pari. A La Spezia, martedì, segna sui cross dell’atalantino Conti: incrocia sul secondo palo, tacco in girata sul primo. D’accordo, c’era Andorra di fronte, però il ragazzo ha le stimmate del campione.

“Dedico la doppietta alla mia famiglia – racconta -, a chi mi è stato vicino e pure a quanti non hanno creduto in me. Riscatto dopo anni in cui magari non ho fatto bene, sono serviti per crescere. Essere in nazionale è un orgoglio e uno stimolo, il sogno di quando ero bambino”.

In fondo l’esplosione è stata ritardata di appena una stagione, fu solo nel 2013-14 che non ebbe lo spazio preteso, ma neanche aveva 20 anni. A 22, gioca a 70 chilometri da papà Eusebio, che racconta: “Mi verrà a rompere le scatole più del solito…. Sono contento perchè ha trovato il posto e la società giusta, a Bologna mi auguro possa far bene”.

E’ contento anche il nonno Arnaldo, tifoso petroniano. “Farà il tifo per lui, non per me. Ma quasi tutti, nella nostra famiglia, sono per Federico: anche mia moglie Sandra”.

Nata in Belgio ma abruzzese, con l’hobby della pittura. Ha un altro figlio calciatore, Mattia, 18 anni, centrocampista in Eccellenza, nella Folgore Sambuceto.

Donadoni affiancherà Federico a Destro, nel suo 4-3-3, affidandogli l’eredità di Giaccherini. “Non è una punta centrale – sottolinea il papà -, fa l’esterno. Deve essere bravo a ritagliarsi uno spazio. Viene dalla serie B, se lo deve guadagnare con gli allenamenti, perchè niente arriva per caso”.

Un caso fu che Di Francesco junior fosse nato a Pisa, perchè nel ’94 il padre militava nella Lucchese, in B. Papà e figlio si troveranno di fronte  domenica 23 ottobre, alle 18, quando al Dall’Ara arriverà il Sassuolo. Anche il padre era esterno, ma di centrocampo e arrivò in nazionale, con 13 partite e un gol. Federico magari entrerà in concorrenza con Berardi, per un posto in Russia 2018. In serie A, i Di Francesco sono unici: padre allenatore e figlio giocatore. Federico alla presentazione a Casteldebole fu chiaro: “Per me il papà è un orgoglio e un esempio da emulare. Ma quando arrivai a Pescara qualcuno pensava fossi raccomandato…”. Adesso non più.

Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, l’under 21. Federico Di Francesco viene dal Lanciano, non è un raccomandato dal papà. Eusebio: “La mia famiglia tifa per lui, più che per me”

Federico Di Francesco è esploso nel Lanciano
Federico Di Francesco è esploso nel Lanciano

Manca giusto un gol in A, per la consacrazione di Federico Di Francesco. Magari arriverà domenica, dalle 12,30, in Bologna-Cagliari. In under 21 è stata la settimana del figlio di Eusebio, l’allenatore del Sassuolo atteso sabato dalla Juve.

A Vicenza contribuisce all’azione del rigore contro la Serbia (1-1), a La Spezia fa doppietta con Andorra: “La dedico a chi mi è stato vicino e pure a quanti non hanno creduto in me. Riscatto anni in cui magari non ho fatto bene, servono a crescere”.

In fondo l’esplosione è ritardata di una stagione, fu solo nel 2013-14 che non ebbe spazio, fra Parma, Gubbio e Pescara. A 22 anni, gioca a 70 km da papà. Che sorride: “Mi verrà a rompere le scatole più del solito… Sono contento che abbia trovato il posto e la società giusti”.

E’ felice anche nonno Arnaldo, sostenitore del Bologna. “Farà il tifo per lui, non per me, come mia moglie Sandra”.

Donadoni affiancherà Federico a Destro, nel 4-3-3, affidandogli l’eredità di Giaccherini. “Non è una punta centrale, fa l’esterno. Si ritagli spazio con gli allenamenti, perchè niente arriva per caso, venendo dalla serie B”.

A Lanciano è retrocesso, nonostante 8 gol splendidi. Eusebio disputò 13 partite in azzurro, con un gol. Per Russia 2018, Federico può entrare in concorrenza con il suo Berardi.

Vanni Zagnoli

Bologna, Federico Viviani in prestito dal Verona. E’ un De Rossi giovane, con un piede eccellente, geometria e punizioni. E Donadoni valorizza regolarmente i registi

viviani(v.fornaroli)  Arriva in prestito dall’Hellas Verona il centrocampista Federico Viviani.
Scuola Roma, campione d’Italia Primavera con Stramaccioni, ha esordito in A con i giallorossi prima di andare a farsi le ossa a Pescara, Latina e poi approdare ancora in A a Verona.

Tackle deciso e piede geometrico, nell’under 21 ha giostrato come regista basso. Vestirà la maglia numero 6.

(v.zagn.) Un acquisto eccellente, per i rossoblù. Gran piede, in particolare sulle punizioni. E poi Donadoni è un mago nel valorizzare i registi, si era inventato Valdes e Marchionni, al Parma.

Bologna, arriva Torosidis, jolly per la difesa. Il filo diretto con la Roma

(Valmore Fornaroli, da un’idea di Vanni Zagnoli)

Il Bologna chiude il mercato con l’acquisto di Torosidis, il secondo arrivo dalla Roma dopo Sadiq.
Difensore grintoso e polivalente, il nazionale greco arriva a completare un reparto che necessitava rinforzi dopo la partenza di Rossettini e gli infortuni.
Si tratta del sesto giocatore ellenico che vestirà la maglia del Bologna, dopo essere passato da Olympiacos e Roma.
Vestirà la maglia numero 35.

E’ una certezza, un buon innesto per Donadoni. E piace il canale privilegiato con la Roma