Archivi categoria: Carpi

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Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Ilmessaggero.it, serie B. Carpi-Pisa 1-1. Vantaggio di Lasagna, emiliani in 9 dalla mezz’ora della ripresa, l’ex Eusepi pareggia da lontano

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/serie_b_eusepi_pareggia_lasagna_carpi_in_9_buon_punto_per_il_pisa-2003444.html

La sfida fra grintosissimi premia il Carpi, più del Pisa, nel senso che gli emiliani per l’ultimo quarto d’ora più recupero sono con 2 uomini in meno, addirittura, e allora festeggiano come avessero vinto, l’1-1. E’ l’ex Eusepi a pareggiare e Castori appunto ferma Gattuso, Ringhio da calciatore quanto il tecnico marchigiano in panchina. Anzi, entrambi se la vedono con Mihajlovic e magari Iachini come più grintosi del nostro calcio. Segna Lasagna, il bomber della quasi salvezza dei biancorossi in A. All’11’ della ripresa il cartellino rosso per Mbaye, poi la seconda ammonizione di Sabbione. I toscani segnano una volta, i due uomini in più non bastano. Viene in mente quando in serie A il Parma tenne testa al Perugia nonostante il secondo tempo con due uomini di meno. Eccezioni.

Il Pisa è quinto, il Carpi è in linea con l’obiettivo playoff. Il miracolo di un anno e mezzo fa è quasi impossibile.

La serie B del Carpi. La festeggiamo lo stesso? Come ha fatto il Frosinone, come il Cesena un anno fa

Carpi - Roma, il pareggio di Lasagna, servito da Mbakogu
Carpi – Roma, il pareggio di Lasagna, servito da Mbakogu

di Silvia Gilioli (in copertina) e Vanni Zagnoli

Abbiamo un sogno, stavolta. Non solo l’Europa del Sassuolo, ma pure la festa di quasi salvezza per il Carpi. So che non si fa mai, ma è mancato solo un punto, la squadra non era super, ce l’ha messa tutta, come Castori. Come il Frosinone, applaudito e ringraziato nonostante lo 0-1 con il Sassuolo.

E come un anno fa il Cesena. Una bella serata, a Carpi, Cabassi o dove volete per un grazie lo stesso, sentito, accorato, meritato.

Perchè il Carpi è stato da 10 per l’impegno, da 5,5 per il gioco,

Puzzolo. Carpi, sogno infranto. I meriti di Castori e di Ballardini. Le colpe delle due società. Meglio la Spagna con i premi a vincere, c’è meno ipocrisia

Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini
Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini, evidenti le colpe della società carpigiana.

di Vanni Puzzolo

Come sarebbe finita lo si era capito la settimana prima.

Il pareggio-sonnifero strappato dal Palermo a Firenze, in concomitanza della rovinosa sconfitta casalinga subita dal Carpi per opera di una Lazio crudele, aveva orientato definitivamente la lotta salvezza, al Carpi non sarebbe bastato vincere l’ultima a Udine, al Palermo sarebbe stato sufficiente vincere la gara casalinga con il Verona per salvarsi.

Cosi è’ stato.

I media si sono sforzati di raccontare di una partita vera, giocata in Sicilia, ma così non è stato, è stata fatta tanta pantomima.

Le motivazioni hanno fatto la differenza, hanno prontamente raccontato tutti, ma più che altro la differenza l’ha fatta Gollini, giovane e  bravissimo portiere veronese, che non ha ripetuto le prestazioni precedenti, e, anzi, ha commesso due errori, in particolare quello sul gol di Maresca, che hanno indirizzato la partita.

Alla Favorita è stata fatta comunque, una piccola-grande recita, fatta bene (con le polemiche che vi erano state ovvio che non poteva essere diversamente) ma sempre recita, partita vera giocata fino ad un certo punto, ma il pareggio degli scaligeri è durato, fatalità, soli due minuti, e dopo il 3-2 messo a segno di Pisano , non si è più giocato, mancavano 6 minuti, ma entrambe le squadre hanno pensato solo a farli passare in fretta.

Cosi fan tutti, o quasi, nessuno scandalo, tutto come era previsto.

Credo sia doveroso però riconoscere i meriti del mister Ballardini, che ha avuto il coraggio di tornare, dopo essere stato trattato ignobilmente da certi giocatori ( non si era mai visto un giocatore esonerare in diretta TV un allenatore ! ) e di crederci, ricompattando lo spogliatoio, e di riuscire a tirar fuori i valori reali di un a squadra che prima sembrava l’armata brancaleone.

Pure la Società, nonostante i demeriti di Zamparini e i suoi demenziali ripetuti cambi di allenatore, ha fatto la sua parte, le relazioni con le altre società, ormai consolidate da tanti anni di serie A, hanno fatto sì che alcune partite siano state meno ostiche, in particolare, credo, che il punto di Firenze, fondamentale, quello non lo abbia conquistato Ballardini, ma la società.

A volte succede che pure le società, i rapporti personali, le amicizie, gli scambi di mercato,  e tante altre  cose, facciano punti al posto della squadra, a volte  basta anche un solo punto, perché quando si lotta per la salvezza si dice sempre di dover vincere, ma spesso alla fine, la differenza la fa un punto.

Il punto che il Carpi non è riuscito a fare con la Lazio, perché probabilmente non ha le stesse relazioni consolidate che poteva vantare il Palermo, è vero che il Carpi ha sbagliato due rigori, ma è anche vero che la Lazio è stata spietata, e spesso, certe gare, da chi non ha interesse di classifica, risultano giocate in maniera più morbida.

Castori da gennaio, con la sua squadra, ha fatto 28 punti, una media da Europa League, ma la società quanti ne ha fatti?

Bonacini e c. hanno  il grande torto di non aver creduto al suo allenatore che gli aveva sempre detto : questa squadra non va stravolta, ma migliorata, invece , imbeccati dal ds Sogliano ha prima smantellato la squadra della promozione e poi esonerato il suo condottiero.

E’ stato perso del tempo, risultato poi decisivo, perché una volta tornato Castori e, ripristinata l’ossatura della vecchia squadra , i punti sono stati fatti, ne è mancato uno, a volte, quel punto, lo fa la Società.

Moggi amava dire che in un campionato 10 punti li faceva lui, qui ne bastava uno.

Sarebbe stata una bella favola la salvezza del Carpi, e l’avrebbe pure meritata , come si sarebbe meritato Zamparini,  la retrocessione, ma, lo ha ammesso pure lui, ad un certo punto ha agito ” furbescamente” e  così ,il sogno del Carpi si è infranto e il Verona retrocede con il suo ampio ” paracadute” .

Forse sono meno ipocriti gli spagnoli: il ” maletin” ( premio a vincere che viene dato come stimolo a chi stimoli non ne ha ) e’ regolare e consentito.

Loro almeno evitano le pantomime.

(v.zagn.) Sono d’accordo quasi completamente con Vanni

 

Il Gazzettino, Palermo-Verona 3-2. La salvezza rosanero con 10 punti in 4 gare, Irrati danneggia indirettamente il Carpi evitando ai rosanero l’inferiorità numerica e convalidando il 3-1 irregolare di Gilardino

Palermo-Verona, l'1-0 di Franco Vasquez, da fuori
Palermo-Verona, l’1-0 di Franco Vasquez, da fuori

Vanni Zagnoli

Dura mezz’ora e poi 2’ a inizio secondo tempo la vera incertezza sulla serie A del Palermo. Potrà disputare il terzo campionato di fila, dal 2004 è mancato solo per una stagione e in assoluto sarà la 37^. A parte il Napoli, i rosanero rappresentano la capitale del calcio meridionale, la salvezza arriva con 10 punti nelle ultime 4 gare eppure non è così meritata. Perchè con Carpi e Frosinone (in B), Sampdoria e la stessa Udinese facevano a gara a giocar peggio e perdere occasioni, magari subendo valanghe di gol. Neanche riconteggiamo gli allenatori cambiati da Zamparini in 30 anni di calcio o il record da ottobre, va detto invece che il Verona gioca seriamente, come negli uppercut al Milan e alla Juve. In avvio ci sarebbe un tocchetto con la mano di Helander, punibile con il rigore per i siciliani, non per Irrati. Il vantaggio è di Franco Vasquez, sinistro da fuori angolato, prendibile, non per il sopravvalutato Gollini.

Il presidente gialloblù Maurizio Setti è stato socio del patron Bonacini, anche nel Carpi, si era offeso per le accuse di mister Emmezeta: “Il Verona ha fatto vincere il Frosinone apposta, nel recupero, Pisano si è girato apposta. Il Carpi è favorito dagli arbitri”. Lì allora servono le parate di Sorrentino, 37 anni e mai in nazionale, tocca sul palo le bordate di Pazzini e di Ionita. In mezzo Irrati incide sulla battaglia per la sopravvivenza, con la doppia espulsione, ingiusta, di Morganella e Wszolek. E’ lo svizzero a toccare con il gomito e poi di nuovo a sbracciare, la reazione del polacco ex Fiorentina è minima, l’Hellas doveva restare in superiorità numerica e qualcosa forse sarebbe cambiato.

Fra Mandorlini e Delneri, la serie B ai piedi dell’Adige è ripiombata con le sconfitte al Bentegodi nei confronti diretti e pure con la vulnerabilità esterna (l’unica vittoria è stata a Bologna), confermata anche al Barbera. La ripresa però si incendia, con il pareggio del talentuoso Viviani, trequartista potenziale titolare per una media serie A. Risponde subito Maresca, di testa su fallo laterale mancato da Helander e soprattutto da Bianchetti, con la corresponsabilità di Gollini. Il Verona gioca, anche contro i propri interessi perchè salvasse il Carpi diminuirebbe di almeno 5 milioni il paracadute economico per la retrocessione. Il Palermo ha paura ma non fa autogol, anzi l’ex padovano Cionek ruba palla al fragile Marrone, aziona a destra Rispoli (in fuorigioco) e Gilardino segna il 188° gol in A. Chissà se Zamparini avrà esultato in taxi, ascoltando la radio. L’ultimo brivido quando Viviani calcia la punizione da sinistra, Hiljemark perde Pisano che fa 3-2. Tardi anche per illudere il Carpi.

Palermo-Verona 3-2

GOL: 29’ pt Vazquez; st 3’ Viviani (V), 6’ Maresca, 19’ Gilardino, 39’ Pisano (V).

PALERMO (3-4-1-2): Sorrentino 7; Cionek 6,5, Gonzalez 5,5, Andelkovic 5,5; Rispoli 6,5 (39’ st Vitiello sv), Hiljemark 5,5, Maresca 6,5, Morganella 4,5; Vazquez 6,5 (45’ st Jajalo sv); Gilardino 6, Trajkovski 5,5 (11′ st Lazaar 6). All. Ballardini.

VERONA (4-2-3-1): Gollini 5; Pisano 6,5, Bianchetti 5, Helander 5, Emanuelson 5; Viviani 6,5, Marrone 5 (25’ st Forman 5); Wszolek 5,5, Ionita 6 (1’ st Romulo 6), Siligardi 5,5 (35’ st Checchin sv); Pazzini 6. All. Delneri.

ARBITRO: Irrati di Pistoia 4.

Note: espulsi Wszolek (V) e Morganella al 34′ pt per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Gilardino, Viviani, Vasquez. Recupero: pt 2’, st 6’. Angoli: 4-4. 25mila spettatori.

In copertina, la curva rosanero

A cura di Giangabriele Perre

 

 

 

Alganews. Meritava il Carpi, più del Palermo. I 4 punti di Sannino in 5 gare non hanno causato la retrocessione, il mercato di Sogliano forse sì. Ma lo spettacolo di Castori…

Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini
Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini

di Vanni Zagnoli e Silvia Gilioli

Qui siamo di parte, onestamente, sì. Ma anche no. Meritava il Carpi, la salvezza, più del Palermo, più convinto e convincente, continuo e simpatico, onestamente.

Il Palermo piazza 10 punti nelle ultime 4 gare, ha un budget massimo rispetto ai biancorossi, Castori meritava. Però non si dica che il Carpi è retrocesso per quelle 5 partite di interregno di Beppe Sannino. L’esonero dell’epica della promozione era inguisto, ma l’avvio era stato pessimo e il livello di gioco non è mai stato appagante.

Castori è un amico, un gran professionista, una persona di uno e 65 tutta d’un pezzo. Serio, irascibile, istrionico, altro che motivatore.

Dispiace, però il gioco. Lo dico qui, il gioco non è stato da matricola brillante, è stato molto cholistico, utilitaristico.

Le sconfitte in trasferta a Frosinone e a Bergamo, a Verona con il Chievo, a Empoli, il 5-2 iniziale di Marassi con la Sampdoria sono pesanti. I due derby persi con il Sassuolo, le imprese sfiorate con la Roma e la Juve e l’Inter, tutto all’insegna del tutti indietro.

Sean Sogliano è un ottimo ds, con il Genoa si è salvato con personalità, come ds. Giancarlo Romairone è stato un attaccante di discreto livello, ha fatto un mercato saggio, seguendo le indicazioni di Castori e dell’ex dg Giuntoli. Al Carpi va un 6,5, sarebbe diventato 7,5 con la salvezza.

Negli ultimi 20 anni sono retrocesse subito solo tre debuttanti, il Piacenza di Cagni nel ’94 (grazie al favore del Milan, contro la Reggiana) e la Salernitana di Delio Rossi, nel ’99. E poi il Carpi, la meno spettacolare delle matricole nella storia. Ma dignitosissima.

 

Cari castoristi, vincete per Fabrizio. Quell’irascibile, burbero allenatore. Con un cuore grande così. Che vorrei come papà

Castori, prima stagione in serie A
Castori, prima stagione in serie A

Cari cholisti, cari adepti di Fabrizio Castori,

vi scrivo prima di dormire, sperando che i miracoli esistano. Che il Carpi vinca a Udine e che si salvi. E’ dura, durissima. Soprattutto che il Palermo non batta il Verona.

Volevo lasciare un whatsapp a Castori, anzi lasciarlo all’amico Vanni Puzzolo ma poi esterno come al solito.

Caro Fabrizio Castori, è stato un onore, un piacere, un orgoglio frequentarti, incontrarti, chiederti, conoscere tua moglie, tuo figlio, fotografarli.

Per me sei un fratello maggiore, anzi sei il papà che non ho più.

In fondo io la penso come te: “Ricordati, Vanni, che nel calcio la cosa più facile è giocare bene e perdere”.

Ecco, io ho sempre giocato male, nel giornalismo, e spesso ho vinto.

Oggi, perdo ma gioco bene. Anzi, perdo e gioco male.

Però, però. Manca giusto il miracolo del Verona, di Delneri, altra persona perbene.

Voi, allenatori della vecchia guardia, gente seria che vorrei come padri.

Papà Vasco non c’è pi dal 2002, io in voi rivedo lui. Burberi e gentiluomini. Castoristi e cholisti.

In bocca al lupo, biancorossi. Anche da mia moglie Silvia. Non potete retrocedere.

Mi, ci ricordate il Piacenza. Il caro, vecchio. Piace.

 

Puzzolo. La furbata di Zamparini, lo sfogo di Bonacini: tutto finito? Io dico probabile, ma ci sono almeno tre buoni motivi per pensarla diversamente. La lezione di Stirpe. Rigore ed espulsione contro la Juve, quando non conta è più facile…

Stefano Bonacini, patron del Carpi, polemico con Zamparini
Stefano Bonacini, patron del Carpi, polemico con Zamparini

Intervenendo stamane a “Radio anch’io lo sport” il presidente Zamparini risponde alle domande di chi lo rimprovera di aver fatto polemiche gratuite e inopportune: “Beh, io ho 35 anni di esperienza e l’ho fatto un po’ furbescamente per alzare il livello di guardia ” .

Ovviamente gli interlocutori hanno glissato e nessuno ha avuto il coraggio di dirgli quello che meritava.

Ma si sa, così vanno le trasmissioni e Zamparini e’ sempre prodigo di titoli per i media, quindi meglio tenerselo buono.

Alla  stessa trasmissione poi sono intervenuti, credo per par (e anche pax) condicio, il patron del Carpi Bonacini e il presidente del Frosinone Stirpe.

Quest’ultimo si è dimostrato pacato e maturo come il suo pubblico, che ieri ha dato prova di grande sportività, applaudendo la squadra seppur retrocessa e incitando e ringraziando Stirpe con uno striscione significativo: “Grazie presidente, riproviamoci”.

Stirpe ha parlato di risorse, ha spiegato che se non avesse investito in strutture forse avrebbe potuto fare una squadra migliore: “Ma le strutture vengono prima e ora il Frosinone le avrà in un futuro molto prossimo e grazie a queste potrà riprovarci davvero”.

Stirpe parla della suddivisione iniqua della torta dei proventi tv, del paracadute per le retrocesse, secondo lui inadeguato, ma non ha trovato alcun seguito, a nessuno dei suoi interlocutori interessava  fare la guerra alle grandi.

Il presidente del Frosinone ha confermato di aver querelato Zamparini per le frasi di dubbio gusto che avevano messo in discussione la loro vittoria di Verona.

Bonacini ha spiegato, come ieri Castori, che il loro calcio è stato fatto in lealtà con tutti, che nessuno ha regalato nulla e che le allusioni di Zamparini fatte in occasione della partita vinta con l’Empoli lui non si era permesso di farle in occasione della partita vinta dal Palermo con la Sampdoria. “Juve e Lazio hanno giocato, come è giusto che sia,  al meglio e pur non avendo obiettivi precisi, nulla hanno regalato”.

Mister Gaudì auspica che anche il prossimo turno sia regolare e che il Verona vada a giocare a Palermo cercando di fare fino in fondo il proprio dovere.

Ora si sa che alla fine le “motivazioni” sono diverse e spesso abbiamo visto come chi deve vincere di solito vince, e le squadre senza stimoli fare solo passeggiate e impiegare seconde linee.

Castori ha detto che i biancorossi sono ingenui, ma non scemi, facendo capire che tutto è già deciso, ma io dico che potrebbe non essere così.

Certo Toni, ad esempio, non si capisce perché deve dare l’addio al calcio alla penultima partita e non all’ultima. Perché non darlo a Palermo davanti al suo ex pubblico?

Certo pensare che non abbia voluto trovarsi in una situazione scomoda e che si fosse tirato fuori pure lui “furbescamente” non credo sarebbe peccato mortale.

Potrebbe pure essere, però, che si possano ritorcere contro Zamparini le parole dette contro la squadra del Verona, in occasione della partita persa con il Frosinone.

Quel “i giocatori del Verona si sono spostati”, detto con malizia e poco “furbescamente”, potrebbe non essere stato ben digerito dai giocatori scaligeri che magari hanno voglia proprio a Palermo di dimostrare tutta la loro professionalità. E il Verona, ultimamente, ha dimostrato di essere in palla, anche senza Toni.

Delneri  a Palermo subì un esonero rapidissimo e non avrà certo dimenticato, il presidente veronese Setti prese molto male le allusioni di Zamparini, inoltre sono risaputi i suoi eccellenti rapporti di lavoro con Bonacini. Pertanto io consiglio agli uomini di Fabrizio Castori di concentrarsi bene sulla gara di Udine e possibilmente di vincerla. Poi  nel calcio, in questo calcio ultimamente più vero, tutto può accadere.

Pillole sulla Juve: non ripeterò che ha vinto con merito e in maniera limpida, è assodato.

Vedere però l’arbitro Maresca che ieri sera non ha esitato a fischiare un rigore contro ed ammonire Alex Sandro (senza dimenticarsi di farlo come Rizzoli), per un fallo veniale e poi espellerlo per un seconda ammonizione, pure questa veniale, mi ha fatto pensare un po’…

Come dire, facile ora che non conta, ci mancava pure che Bonucci non protestasse e sarebbe stata la serata giusta per dimostrare che il Bonucci che protesta sempre eè solo una leggenda metropolitana, ma in questo il difensore azzurro non è proprio riuscito. Sarebbe come chiedere al Papa di non pregare…

Vanni Puzzolo