Archivi categoria: Motori

Questo è l’archivio. Dal 20 ottobre tutto è solo su vannizagnoli.it. Grazie a Silvia e ai sostenitori

Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Motogp, Valentino Rossi: “Perchè 7 vincitori diversi in 7 gare. All’inizio ho pagato il mondiale perso l’anno scorso”

Valentino Rossi, Austria 2016.
Valentino Rossi, Austria 2016.. Sull’inizio di stagione.

 

 

 

L’intervista di Valentino Rossi a Skysport, con Guido Meda.

All’inizio del campionato non ero pronto al 100% perché sicuramente dopo la battaglia dell’anno scorso, e soprattutto per com’è andata a finire, era stato difficile riprepararmi bene per il Qatar. Non ero al 100%, ho fatto degli errori e potevo prepararmi meglio perché tutte le energie che usi in una lotta punto a punto per tutto l’anno con il tuo compagno di squadra, le recuperi in un attimo se vinci il Mondiale. Ma se lo perdi fai più fatica e se lo perdi male fai più fatica ancora.

Questo Mondiale ci ha offerto 7 vincitori diversi in 7 gare diverse. C’è una ragione più plausibile delle altre perché sta andando così?

Bisogna guardare bene tutto, la cosa che ha fatto di più la differenza è stata la pioggia, perché altrimenti ci sarebbero stati meno vincitori diversi, secondo me. Però anche la centralina unica, che ha livellato le performance di tutte le moto, abbassando la Yamaha e la Honda, che erano quelle più avanti come elettronica, aiutando invece la Suzuki e le altre, e anche per un team privato come quello di Crutchlow per esempio il gap è minore rispetto alla moto di Marquez e rispetto agli anni scorsi. E poi la Michelin, che ha lavorato molto soprattutto sull’anteriore, quindi adesso si possono fare dei sorpassi, si può spingere di più. Ma soprattutto ha una gamma di gomme più larga, che si possono adattare meglio a un pilota o a un altro o a una moto o a un’altra. Con la Bridgestone si doveva sempre usare quella o quella e quindi c’era più differenza. Stiamo bene con le Michelin, la moto è bella da guidare, si può spingere forte, a me piacciono.

Si può dire che Misano è una pista tecnica? È possibile che gli outsider tornino al loro posto e che voi torniate su?

Misano è una pista completamente diversa da Silverstone, ma è una pista più facile. Probabilmente Silverstone è la pista più difficile dell’anno o comunque una delle, dove ci sono più trucchi, più linee strane per evitare le buche, dove uno che la conosce può fare più la differenza. Misano è un po’ più normale. Bisogna però capire se tornerà il Viñales di prima di Silverstone, cioè molto veloce, molto competitivo sempre e comunque che è riuscito a fare un podio. O se lui e la moto sono cresciuti talmente tanto che adesso possono lottare per vincere tutte le gare. per quello che riguarda Crutchlow, a Silverstone ha dimostrato che è andato molto forte anche sull’asciutto, secondo me la  Honda lo sta aiutando fortunatamente per lui, e lui li sta ripagando con i risultati.

È vero che forse la Yamaha non è la moto più equilibrata di tutte, come dicevamo a inizio stagione, oppure che gli altri magari sono un po’ cresciuti e voi avete rallentato un po’?

Sì, secondo me la nostra moto andava molto bene all’inizio della stagione e adesso la Honda è cresciuta tanto, ma anche la Suzuki e la Ducati vanno molto forte. Quindi siamo più sullo stesso piano.   

Sulle quattro ruote…

Negli ultimi anni, soprattutto dal 2014 che sono stato sempre in ballo per vincere il Mondiale o comunque ho lottato per le posizioni che contano, ho cercato di concentrarmi di più sulle moto. E quindi ho deciso di non fare altre cose in macchina durante il campionato, anche se mi piacciono molto. Penso che avrò il tempo quando smetterò con la MotoGP. Adesso bisogna concentrarsi lì. Il rally di Monza è bellissimo ed è a fine campionato, quindi…

Quando provavi la F1 si è aperto un bivio…

C’è stato un momento che era più andar di là che rimanere di qua, ma bisogna dire anche che non sarei diventato subito il pilota della Ferrari e avrei dovuto fare il test driver e poi magari mi avrebbero messo in un’altra squadra di seconda fascia, poi se avessi dimostrato la mia velocità magari un giorno chissà. Però moto. Ed è andata bene così. Magari con la F1 avrei potuto essere un buon pilota ma non sarei mai riuscito a raggiungere questi livelli.

La gara di Misano.

Questa gara per me è una gara a sé, qui non è importante il Mondiale, è importante arrivare domenica al massimo e fare il massimo.

a cura di Giangabriele Perre

Moto, Skysport. “La regola di Marco”, il film su Simoncelli e il programma del Gp d’Italia

Kate Fretti è l'ex fidanzata del Sic
Kate Fretti è l’ex fidanzata del Sic

C’È MISANO, MISANO C’È!

Da domani su Sky On Demand e domenica alle 16.15 sul canale 208:

“LA REGOLA DI MARCO”

Il film su Marco Simoncelli prodotto e realizzato da Sky

  

Milano, 7 settembre 2016. Su Sky inizia il grande weekend nella terra dei motori, al via domani con il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, tutto in diretta su Sky Sport MotoGP HD (canale 208) fino a domenica 11 settembre.

Come sempre, per garantire un’esperienza di visione all’altezza dello spettacolo in pista, torneranno anche i 5 canali del mosaico interattivo in HD, lo Sky Sport Tech e il “Ghost”, per analizzare traiettorie e dinamiche a confronto.

 

“LA REGOLA DI MARCO” –  Da domani su Sky On Demand – e domenica 11 settembre, alle 16.15, su Sky Sport MotoGP HD – sarà possibile vedere “La regola di Marco”, un programma di Guido Meda, Paolo Beltramo e Massimo Battiston, con la regia e il montaggio di Simone Spadola.

Un film sulla vita di Marco Simoncelli attraverso filmati inediti e testimonianze di chi gli è stato vicino. Marco Simoncelli è un caso eclatante di presenza e continuità anche dopo la scomparsa. “La regola di Marco” è un titolo naturale. E’ bastato viverlo negli anni più belli della sua carriera umana e sportiva, sentirlo raccontare dagli amici e dai famigliari per capire che la regola di Marco era semplicemente quella di avere, sempre, l’amore attorno. Le testimonianze raccolte nel film hanno dentro una costante intensa e continua: Marco Simoncelli era disposto a rinunciare ad un progresso tecnico in nome dell’armonia. Ad un anno di vittorie in nome della serenità che avrebbe portato al successo negli anni successivi. Arrivato al Motomondiale dopo un’infanzia da tenerissimo discolo romagnolo,  è riuscito nell’impresa di fondere la sua squadra e la sua famiglia in una cosa sola. Non è banale in un mondo, quello delle corse, in cui spesso guidano il business e la prestazione. Innamorato della vita, della sua Romagna, della sua fidanzata Kate, degli amici e della famiglia, Marco Simoncelli ha dato vita ad una leggenda che gli sopravvive. Vinto il mondiale 250 era arrivato alla MotoGP. Lo stesso Valentino Rossi (che in “La regola di Marco” confida di non aver mai avuto tra i piloti un amico caro come Marco al punto da confidare solo a lui i segreti del proprio allenamento) sa che in Simoncelli poteva esserci l’erede. Troppo bravo umanamente per non portarselo altrove. Il 23 ottobre del 2011 si è interrotta una vita, ma forse ne è cominciata un’altra. Quella della Regola di Marco. 

IL RACCONTO DI SKY – Guido Meda è al microfono della MotoGP insieme a Mauro Sanchini, Zoran Filicic al commento della Moto2 con Roberto Locatelli (e della Moto3 con Sanchini). Irene Saderini è in conduzione dal Paddock, affiancata dalle analisi di Loris Capirossi. Inviati ai box Sandro Donato Grosso e Marco Selvetti, con gli interventi di Giovanni Zamagni.

comunicato di Sky

a cura di Giangabriele Perre

Automobilismo. Domenica sono 30 anni dalla morte del romano Elio De Angelis. Gli furono fatali i test a Le Castellet. Ricordando anche Riccardo Paletti, a cui è dedicato l’autodromo di Varano de’ Melegari, nel Parmense

Vanni Zagnoli

Domenica saranno 30 anni dalla morte di Elio De Angelis, il pilota romano della Lotus. Gli furono fatali i test a Le Castellet, con la Brabham. Si capottò più volte e prese fuoco, in quattro provarono a estrarlo dalle fiamme: l’australiano Alan Jones, Nigel Mansell, Keke Rosberg e Alain Prost. Gli furono fatali i fumi respirati in quei minuti, ce ne vollero 10 per estarlo dall’abitacolo e oltre 30 per l’elisoccorso. Oggi anche per le provce ci sono l’elicottero e i commissari.

De Angelis era romano, il padre Giulio era costruttore e campione di motonautica, fu uno dei primi rapiti in Italia.

Elio era campione italiano di F3, arrivò in F1 con con la Shadow, divenne popolare con la Lotus, di Colin Chapman: 108 gp e 2 vittorie, in Austria nell’82 e a Imola 3 anni più tardi. Aveva Riccardo Patrese e poi Senna come compagni di squadra, preferì passare alla Brabham di Bernie Ecclestone, dove ritrovò Patrese.

La sua morte rientra fra le dimenticate, dell’automobilismo. Come la scomparsa di Riccardo Paletti, nel 1982, alla partenza del gran premio di Montreal, in Canada.

 

Riccardo Paletti

Riccardo Paletti

 

A cura di Giangabriele Perre

Ferrari. Il team principal Maurizio Arrivabene: “10 e lode a tutta la squadra”.

arrivabene
Maurizio Arrivabene

L’intervista di Sky Sport F1 HD a Maurizio Arrivabene (Team Principal Ferrari), nel post gara del Gran Premio di Abu Dhabi.

 Se ci fosse un quarto gradino del podio, Sebastian se lo meriterebbe?

Se lo merita tutta la squadra, che durante questo anno è salita molte volte sul podio e ha risalito la china facendo dei gradini che, assicuro, non sono stati facili. La Mercedes ha meritato di vincere, noi abbiamo fatto il secondo nei costruttori e il terzo e quarto nei piloti, quindi Kimi ha passato Bottas. Complimenti a tutti.

Che voto daresti a questa squadra?

10 e lode per tutta la squadra. Veramente, lo penso sul serio. Adesso siamo una squadra.

Cosa ti aspetti dal 2016?

Ognuno deve porsi degli obiettivi, non dobbiamo porci quello di essere secondi, ovviamente. Dobbiamo porci l’obiettivo di essere davanti alle Mercedes. Siamo persone serie, dei professionisti, ed è quello che dobbiamo fare. Non è detto che ci riusciremo, ma faremo di tutto per raggiungerlo.

Il Gazzettino. La bwin rimborsa le scommesse su Valentino, l’aveva già fatto Paddy Power. Intanto Rossi scioglie il contratto di merchandising con Marquez e anche Lorenzo perde sponsor. Arriverà una causa per quanto avvenuto in pista?

Linda Morselli è la fidanzata di Valentino Rossi
Linda Morselli è la fidanzata di Valentino Rossi

Anche a nordest centinaia di scommettitori vengono rimborsati da bwin.it, uno dei bookmakers più noti. Rifonde chi ha scommesso su Valentino Rossi campione del mondo in motogp. “L’intera giocata – spiegano gli allibratori, dall’Austria – sarà restituita come bonus, applicando il justice payout. Lanciamo un segnale forte di sportività”. La mossa è di marketing, però tutela gli scommettitori vittima del piano di Marquez. “Bwin promuove l’integrità nello sport – dice Moreno Marasco -, rimborsa per le controversie di Sepang e Valencia, perchè gli scommettitori avevano creduto in una competizione vera”.

Dopo Sepang, anche Paddy Power si era schierata con Rossi e per i rimborsi. “Diamo una piccola soddisfazione ai giocatori, scippati di una vincita quasi incassata”. Dall’Irlanda restituirono puntate nel 2012, quando la Juve vinse a Catania grazie al gol annullato a Bergessio, e l’anno scorso con il 3-2 di Juve-Roma, con gli errori dell’arbitro Rocchi.

VIA GLI SPONSOR. Continua l’emorragia di marchi, per le squadre spagnole. Sector e Gas abbandonano Lorenzo, si rompe anche il sodalizio commerciale con la V46 (fa merchandising persino per la Juve), perchè Valentino non vuole più rapporti con Marquez. Magari la ferita sportiva si rimarginerà, almeno con il compagno Lorenzo, Marquez però non avrà una seconda chance, nonostante la chieda a Striscia la notizia. La stretta di mano arriverà solo quando Valentino avrà smesso. A 36 anni però continua. E Marquez vuole battere il suo record di 9 titoli mondiali, è a quota 4 a 22 anni, dunque ha tutto il tempo.

“La Yamaha – spiega l’ex campione Giacomo Agostini (Sky) – non esce dai contratti con Valentino e Lorenzo, resteranno entrambi. E’ nato questo contrasto con Marquez, per colpa anche di Valentino, e adesso va chiuso. Senza aspettare marzo, il prossimo mondiale. Io lasciai a 35 anni, Valentino può proseguire per varie stagioni”.

Quest’anno hanno fallito entrambi i fratelli Marquez. “Anche Alex, raramente protagonista, in moto2. La scorsa stagione, Marc finiva per terra e si rialzava, nel 2015 è caduto troppo”.

Vanni Zagnoli

 

Il Gazzettino. Valentino Rossi diserta il galà mondiale. La Yamaha: “Resta con noi assieme al campione Lorenzo”. La Honda: “Nel tempo si calmerà”.

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Vanni Zagnoli

L’ultimo schiaffo di Valentino Rossi a Jorge Lorenzo è la mancata partecipazione al gala di Valencia. Ha preferito andare a cena con la fidanzata Linda e un gruppetto di amici, facendosi rappresentare dal direttore di Yamaha Racing Massimo Meregalli, che ha ritirato il premio di vicecampione del mondo da Vito Ippolito, presidente della Fmi.

Le accuse di Vale a Marc Marquez di avere coperto le spalle a Lorenzo hanno colpito anche i tifosi spagnoli. Il quotidiano sportivo As ha indetto un sondaggio, secondo il 51,2% Marquez ha aiutato il connazionale, ma poi in un titolo parla di “rabbia infantile” di Rossi. Per Abc, “sporca il titolo di Lorenzo, attaccando Marquez”. E Marca in prima pagina lo definisce “Un mito nel fango”.

Valentino ha il contratto con la Yamaha per un altro anno, al pari di Lorenzo, però deve ricostruire il rapporto. In fondo i top team sono pochi, alla Honda troverebbe Marquez, che gli ha fatto perdere il 10° mondiale perchè un giorno vorrebbe battere il suo record (a 22 anni ne ha già conquistati 4), mentre alla Ducati è già stato per due stagioni, le peggiori della carriera. Lorenzo prova a fumare il calumet della pace: “Valentino l’ha presa così male perché si rende conto che questa probabilmente era la sua ultima chance di vincere il 10° Mondiale”. E il direttore della Yamaha Lin Jarvisg garantisce: “La squadra non cambierà”. Il vicepresidente della Honda Nakamoto lo invita a rivalutare il discorso nel tempo: “Quando le acque si saranno calmate, accetterà che la gara di Valencia sia stata il degno finale di una stagione stupenda”. “Doveva essere squalificato anche Marquez”, sostiene l’ex presidente della Ferrari Luca di Montezemolo. E’ stato antisportivo ma non c’erano gli estremi per la squalifica. “Non siamo squadre di calcio – osserva giustamente Danilo Petrucci, ternano della Ducati Pramac -, dovremmo correre ognuno per sé”.

Intrigante il consiglio che arriva a Valentino dall’ex ct Lippi: “Da 20 anni è lo sponsor più grande della motogp, senza di lui perderebbe il 50%. Come vendetta sportiva, l’ideale sarebbe ritirarsi e passare alla superbike”.

Dice tutto la metafora di papà Graziano Rossi: “Si va molto più sul violento rispetto alla politica. Mio figlio e Marquez si detestano più del doppio, rispetto a Renzi e a Bersani. Qui alcuni hanno perso la dignità. Se non si può vincere in un certo modo, forse è meglio non vincere proprio”.

 

 

Il Gazzettino. Albertini giocò nell’Atletico Madrid: “La Spagna non c’entra, è stato uno spudorato regolamento di conti”.

Valentino-Rossi

(v.zagn.) C’è l’intero sport italiano dalla parte di Valentino. “E’ il vincitore morale – spiega il presidente del Coni Giovanni Malagò -, senza nulla togliere a Lorenzo. Ha fatto sì che l’Italia e gli italiani ne uscissero con grande orgoglio”.

Il presidente della federmotociclismo parla esplicitamente di biscottone: “Era abbastanza evidente che fosse già tutto preordinato per far perdere il mondiale a Rossi. Le colpe però vengono dalla carenza di gestione dell’autorità sportiva e del promotore, perchè hanno perdonato troppo a tanti”.

Dunque l’accusa è alla Dorna, la società spagnola fondata dalla Banesto, detentrice dei diritti della motogp. “Alla fine delle gare c’era il terzo tempo, come nel rugby, poi si è rotto qualcosa. Non è mai stato sanzionato nessuno tranne Valentino. A Valencia l’80% del pubblico era per Rossi, anche gli spagnoli. Adesso alcuni sponsor potrebbero lasciare”.

Interessante la disamina dell’ex vicepresidente della federcalcio Demetrio Albertini, ex Atletico Madrid: “In Spagna la lealtà è radicata, non generalizzerei. Mi è sembrato uno spudorato regolamento di conti nei confronti di Valentino”.

Sembra che Marquez sia peggio di calciopoli. Ma stiamo scherzando? C’era chi comprava gli arbitri, le partite, manovrava. Con tutto il marcio dello sport italiano? Scommesse, campionati comprati e venduti?

vanni zagnoli con mircea lucescu

Sembra che Marquez sia peggio di calciopoli. Ma stiamo scherzando? C’era chi comprava gli arbitri, le partite, manovrava. Ma stiamo scherzando? Con tutto il marcio dello sport italiano? Scommesse, campionati comprati e venduti? Ma scherziamo?

Con tutto il marcio che vedo e leggo e sento e ho toccato con mano, della società italiana? Sport, politica, imprenditoria. Ma scherziamo?

Sembra che Marquez sia peggio di Calisto Tanzi…

E basta con questa mania di far discutere, di alimentare il dibattito in maniera artificiosa. Basta duetti, diatribe ad arte, processi e processini.

Viene in mente quando Gianni Melidoni diceva a Gianni Minà: “Sei un lacchè”.

O quando disse all’amico e collega Alberto Caprotti di Avvenire che aveva criticato una sua intervista a Maradona: “Ti auguro di fare metà della mia carriera”.

A me non interessa che Valentino sia il top del mondiale, che abbia in mano tutto il merchandising. Ecco, già quello mi pare anomalo.

E allora? Marquez ha tutto il diritto di fare quel vuole.

Tutto. Non ha offeso nè provocato nessuno.

Perchè se è così, che il grande campione come Valentino, a 36 anni merita rispetto, allora vale anche la mia teoria che i giovani devono fare la loro gavetta, come allenatori e pure come giornalisti. O no?

Marquez oggi sembra peggiore di Pulvirenti e di Moggi, di Gervasoni e di Doni, ma di tutto il marcio dell’economia e politica e tutto d’Italia.

Complessivamente, mi pare che l’etica spagnola sia superiore a quella italiana.

Volgariamo, volgariamo, qualcosa resterà. M., parolacce a gogò, irrispetto. Ne ho sentite tante, su Marquez e Lorenzo

Valentino Rossi sperona apposta Jorge Lorenzo

di Vanni Zagnoli

Ho sfogliato la margherita, dico la mia? Ma la dico con volgarità? Mai. E non solo perchè collaboro dal ’93 con Avvenire e dal 2012 con Famiglia Cristiana.

Diceva bene Pippo Marchioro, nel ’94: “Il giornalismo dovrebbe essere a livelli alti, dare messaggi positivi, importanti, di cultura”.

Ecco, sono ignorante, non so bene cosa sia il minculpop e simili, gli sfoggi culturali li lascio a scrittori e scrittrici. Al massimo mi concedo la parola leccapiedi, lacchè – ammesso che sia la stessa cosa -.

Ecco, sulla stampa e sui social vedo sempre più volgarità, parolacce a raffica, battutoni.

Dico basta. Mi prendo sul serio, ma basta cavolate, basta risate grasse, giornali di pancia. Basta.

Basta. Non serve essere colti, basta essere medi. In medio stat virtus, ricordo poco altro di latino.

Dunque, nello sport chiunque ha diritto a ostacolare, senza fare male, chiunque. Esistono le lepri, i guardaspalle.

Ha perso Valentino, la vinto l’alleanza spagnola. E allora? E i biscottoni fatti nel calcio e non solo, in Italia?

Marquez ha diritto ad aiutare chi vuole, quando vuole, per i motivi suoi. Lorenzo ha diritto ad allearsi come vuole e con cui vuole.

Ora chi scrive ha l’abitudine di disturbare le redazioni, di non tacere, di confutare. Non è sempre colpa delle redazioni, no? Tanta è colpa mia.

Allora, come ricordava Giacomo Agostini in mia intervista su Il Giornale di Sicilia.

Valentino ha avuto molti più problemi con tanti colleghi di me con i capiservizio.

Con Gibernau, con Max Biaggi.

E quel calcetto a Marquez?

Immaginante se una redazione sceglie un altro collaboratore al mio posto, io che faccio, do un calcio al caposervizio o al collega prescelto?

E poi denuncio pubblicamente che me l’hanno fatta sporca? Ma stiamo scherzando?

Marquez ha tutto il diritto di fare il gioco che vuole, la storia dello sport è piena di scelte analoghe.

Valentino è il più grande sportivo italiano da 20 anni ma è umano. Meritava il mondiale, ha pagato l’alleanza.

Perchè arriva l’alleanza contro di lui?

Semplice, ha litigato con tanti, quasi come me. Anzi, io molto meno. Io mi lamento, Valentino, accusa, provoca.

Certo, di collaboratori è pieno il mondo, nel giornalismo, di campioni è vuoto.

Marquez, come il caposervizio, direttore o caporedattore o redazione, ha tutto il diritto di fare quel che vuole.

Qual è il problema?

Premesso che non è stato sportivo, che forse è solo geloso e invidioso ma dov’è il problema? Se l’avesse fatto Rossi, a favore di un altro, ai danni di Marquez, sarebbe stato altrettanto poco sportivo? Non credo.

Bimbom…? bimbo cosa?

Per me si chiamano cadute di stile, ne vedo tante. Non mi piacciono.

Un conto sono lamentele, noia, telefonate private, whatsspp tormentanti, un conto sono le parolacce. Di giornalisti, di Valentino, di tutti.

Dico basta. Bisogna saper perdere, io vivo nella sconfitta, nell’introspezione, mai troverete una mia esternazione pubblica volgare.

Mai. E cerco di non esserlo neanche in privato. Sempre.

Quindi, bravo Valentino, bravo Lorenzo, Marquez ha fatto perdere chi, fores, l’ha provocato, chi vuol vincere per forza, come me che voglio scrivere per forza.

Perdere, nel giornalismo, nella vita, è un’arte. Io devo imparare da tanti, da tutti, da Valentino e da chi dà della m. ad altri no.

Vengano loro a prendere lezione di fairplay da me e da chiunque.

Giornalisti e sportivi devono sempre dare il buon esempio, a mio avviso.

Ah, scusate. Questo è un pezzo riservato agli editorialisti, io non lo potrò mai pubblicare da nessuna parte, la prima, il commento, il fogliettone sono proibiti per i freelance polemici.

Volgariamo? Io non ci sto, mai. Mai.

“Mi tira il c…”, ha detto Valentino. Ma sta scherzando?

Preferisco i campioni gentiluomi. Altro che bambole gonfiabili e scherzi ai rivali.

Ripeto, se Biaggi, Gibernau, Marquez e magari Lorenzo, ci sarà un motivo, no?

Non è che tutti ce l’hanno con Valentino per caso, no?

Ne ho sentite tante, in tv. Ne sento e leggo tante da tanto. Preferisco scrivere o parlare in maniera illeggibile o confusa, piuttosto che usare parolacce. Basta, dico basta. Basta a chi mi dà lezioni. Non le accetto neanche da Valentino.

Ah, dimenticavo. L’evasione fiscale… Io ho pagato piccole somme, spese mediche non puramente mediche, piccole cifre. Mi controllano regolarmente. Io, collaboratore, precario a vita.

E poi dovrei studiare il personaggio daccapo. Non è un santo, neanch’io lo sono.

Però Marquez non è un farabutto, un delinquente, un poco di buono. Perchè allora quando due squadre si accordano per il pareggio per far retrocedere una terza cosa fanno?

Agostini dice che tutto è nato dalla conferenza stampa di Valentino Rossi a Sepang. Ha ragione.

Ah, il più forte non deve vincere per forza, quando corre per l’Italia. Perchè allora sennò Schumacher, la Juve e molti altri dovrebbero vincere sempre.

Io preferivo Agostini, quel poco che ricordo.

Papà Vasco era per Virginio Ferrari, il rivale di Graziano Rossi, a fine anni ’70. Preferivo l’eleganza di Franco Uncini al look zingaresco di Marco Lucchinelli.

Sapete chi è il mio idolo? Andrea Dovizioso, regolarista come mia moglie Silvia. Discreto, sempre composto, sempre a punti, una sicurezza. Mai una sbruffoneria.

A me non piacciono.

Fare gli sbruffoni per me è reato, ostentare il curriculum o presumere di avere qualità come faccio io non credo lo sia…

Ah, vedete che siamo tutti blogger, dalla scrittura ficcante, senza chiamarsi grande firma o blogger pura? Senza essere Selvaggi nè emuli?

Alla larga. Mi tengo il mio stile ingessato. Mi tengo l’educazione, sempre. Dentro e fuori il campo e le redazioni.