Archivi categoria: Pallanuoto

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Il Giornale. Sarri vuole le nazionali da metà maggio al 20 giugno. “Perchè voglio allenare al meglio e tutti”. Il basket fa già così, la pallavolo escluso negli anni preolimpici. Campagna: “La pallanuoto rende gli Europei qualificanti ai mondiali, ma non è davvero mondiale”. Antonella Del Core: “Nel volley abbiamo il club Italia in A1, ma va bene solo per le giovanissime”

Antonella Del Core
Antonella Del Core

La 1^ edizione del pezzo per Il Giornale.

di Vanni Zagnoli
Il teorema di Sarri (in copertina) è preciso: “Le nazionali solo da metà maggio al 20 giugno”. Mah, basterà? Basterebbe? L’allenatore del Napoli vuole allenare per davvero, lavorare seriamente sul piano tecnico e tattico con i singoli, fare gruppo veramente. “Perchè quando vanno via tanti nazionali si combina poco”.

Non è abituato, in effetti, è solo alla 3^ stagione in serie A e l’Empoli ebbe solo Valdifiori, tra i convocati, più una manciata di under 21. A Napoli è diverso, perchè in molti vanno per le qualificazioni ai mondiali, agli Europei under 21, e così aumentano il numero degli infortunati.

“Il Sassuolo ne ha 8 – obietta Eusebio Di Francesco -, ma posso mostrarvi i test atletici, i dati della corsa in partita e va tutto bene”.
Già, come sarebbe il calcio senza gli infortunati delle nazionali? Non bastano le assicurazioni, tutta la prosopopea della fattispecie, negli ultimi anni, servirebbe qualcosa di più. “Abolire” le nazionali. Cioè limitarle a fine campionato. E allora poi i calciatori andrebbero in vacanza a luglio, la preparazione sarebbe spostata e abbreviata, verso la nuova stagione.

La teoria di Maurizio Sarri è probabilmente irrealizzabile eppure fascinosa, farebbe emergere i valori autentici, l’arte dell’allenamento, senza se e senza ma. Niente voli aerei intercontinentali, fusi orari da smaltire o finti infortuni e dintorni, per evitare le chiamate dell’Italia, in particolare. Ricordate le battaglie di Prandelli e Conte, a questo proposito? Ma poi di tutti gli allenatori delle grandi squadre e le risposte dei ct, perchè Conte voleva il massimo per sè da tecnico della Juve e ancora più dell’Italia.
Senza nazionali, il campionato sarebbe da chiudere al massimo a maggio, per lasciare respiro alla preparazione delle nazionali e poi per chiudere davvero a metà giugno, per consentire vacanze vere.
E in fondo basket e volley concentrano l’attività delle nazionali in estate, con Europei, mondiali. La pallavolo anzi moltiplica gli eventi, la World league è annuale, nel femminile è il World Grand Prix, in più c’è la coppa del mondo. O meglio, la pallavolo fa qualcosa di intermedio, solo fine stagione nelle tre non olimpiche, molto durante nell’annata di qualificazione. Un anno fa, si è partiti la coppa del mondo, che qualificava appunto le prime due, poi altre due chance per raggiungere Rio. Idem in campo femminile, con l’Italia neanche iscritta alla coppa del mondo, vinta nel 2011.

La pallanuoto mischia un po’, la World league è variabile, gli Europei sono stati in inverno, i mondiali slegati da campionati del mondo di nuoto, comunque in estate.

“L’idea di Sarri – argomenta il ct Campagna – è condivisibile ma difficilmente praticabile. La pallanuoto fa così, a parte la World league, utile per far giocare i giovani. In effetti è meglio avere 6 settimane di tempo, come vorrebbe il tecnico del Napoli, per avere tutti i giocatori riposati e rodati. Il calcio però è molto diverso, come diffusione, come si potrebbe concentrare a fine primavera ogni qualificazioni ai mondiali e agli Europei? In vasca l’Europeo è qualificante per il campionato del mondo e comunque non si gioca in tutto il mondo, almeno ad alti livelli”.

Il volley femminile ha istituito addirittura il club Italia, per incentivare le crescita delle azzurre e di quello parla Antonella Del Core, ex capitana della nazionale, che a 36 anni ha chiuso con l’olimpiade.

“Non conosco il calcio, ma indubbiamente è molto diverso dal volley. Il club Italia è iscritto alla serie A1, eppure funziona sino a un certo punto, perchè una cosa è giocare con coetanee giovani e un altro è farlo in un club, dove le varie esperienze di tutte ti portano a giocare a un livello superiore e una crescita maggiore. Sino a 17-18 anni, serve il club Italia, per far crescere un talento in fieri, quando una società tradizionale insegue risultati più immediati. Ma dai 21 anni è meglio il club”.

Del Core non si pronuncia sulla teoria di Sarri, ma il dibattito è aperto. Fra decenni, magari, Sarri sarà accontentato, come sarà presto per la moviola in campo.

A cura di Francesco Delendati

Pallanuoto, il bronzo vinto dall’Italia con il Montenegro. Su Il Giornale del luglio 2011, il ct Campagna raccontava il mondiale vinto. “Come fossimo la nazionale di calcio. Anch’io ho i miei Buffon, Cannavaro, Pirlo e Cristiano Ronaldo”

Sandro_Campagna

(v.zagn.) Per celebrare il bronzo olimpico, pubblico l’intervista di 5 anni fa uscita su Il Giornale. Il ct Campagna raccontava il mondiale vinto a Shanghai. Era il luglio 2011

di Vanni Zagnoli

L’ultima, vera nazionale campione del mondo era stata l’Italia di Lippi, 5 anni fa in Germania. Sabato la pallanuoto, con un ct appassionatissimo di calcio. Sandro Campagna, 48 anni, conquistò l’iride nel ’94, a Roma, mentre all’epoca del primo mondiale del settebello, a Berlino ‘78, già era in attività.

Coach, Stefano Tempesti è il miglior portiere in circolazione, il suo valore va molto al di là di Buffon e della vostra disciplina.

“Allora vi dico che il difensore Gitto è il nostro Cannavaro. A centrovasca, Deni Fiorentini è l’uomo di contenimento, come Ambrosini per il Milan, mentre Maurizio Felugo ha il ruolo di Pirlo”.

E il tridente?

“A destra Pietro Figlioli, nato in Brasile da padre australiano, è un tiratore formidabile”.

Fa venire in mente le punizioni di Cristiano Ronaldo.

“L’attaccante mancino Valentino Gallo è come Vargas, il peruviano della Fiorentina, che ho seguito in Copa America. E il centroboa Matteo Aicardi è stato come Toni nel 2006”.

A chi si sente più vicino, tra gli allenatori-guru dello sport italiano?

“Caratterialmente a Ratko Rudic”.

Dunque è un duro, con i giocatori.

“Sul piano tattico a Sacchi, mi sono state utili le sue lezioni ai noi tecnici olimpici. Cerco di dare un gioco diverso all’Italia, esattamente come fece lui”.

Perdendo ai rigori con il Brasile il Mondiale ’94.

“Soprattutto ammiravo il suo Milan, il pressing e la coralità della manovra”.

La forza della sua Italia però è la difesa: un gol concesso alla Croazia in semifinale nell’intero primo tempo, uno su retropassaggio sbagliato nel primo quarto della finale.

“Abbiamo contenuto gli avversari, come facevano Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Arrigo mi ha spiegato come amalgamò Gullit, Van Basten e Baresi”.

Julio Velasco (Inter e Lazio) e Gian Paolo Montali (Juve e Roma) lasciarono la panchina del volley per fare i dirigenti calcistici, venendo respinti.

“Io lascerei il bordo vasca solo per andare alla Juve, ne sono tifosissimo”.

Il basket digiuna dall’Europeo ’99, il volley dal 2005, la pallavolo femminile domina solo in campo continentale. Dopo 44 anni Prandelli riporterà l’Europeo in Italia?

“Tifo per lui. Apprezzo il suo stile, è un educatore. Pure io insegno l’etica: è fondamentale, alla lunga produce risultati”.

Gli ori di Shanghai vengono ricompensati con 20mila euro lordi, gli argenti 12,5, il bronzo vale 7,5. Campagna quanto ha accumulato, con la sua vita in acqua?

“Abbastanza per vivere bene”.

Il vostro successo e la doppietta di Federica Pellegrini hanno catturato l’attenzione del Presidente della Repubblica.

“Lo ringraziamo per la stima e il sostegno, ci ha fatto sentire partecipi dei 150 anni dell’Unità. Quando si fa squadra, tutto più accadere, in un momento di grande divisione e individualismo, anche politico. Questo oro è per Napolitano, caposquadra del paese”.

Euforici soprattutto i 4 oriundi. Mamma ungherese, Giorgetti andrà in pellegrinaggio a Medjugorje. Per Amaury Perez, cubano di Rende, 35 anni, “non ci possono essere tre Italie”, tant’è che il suocero gli ha insegnato a cantare l’inno.

“Il gruppo regge tranquillamente sino a Londra 2012, ho altri 6 elementi reclutabili. L’oro avrà una ricaduta positiva tangibile sul movimento. Nell’ultima serie A metà squadre erano liguri, contiamo di coinvolgere sempre più regioni”.

A cura di Valmore Fornaroli

Liberoquotidiano.it e Alganews.it. Pallanuoto femminile, l’Italia qualificata alla 2^ occasione: 8-7 al Canada, in Olanda, è fatta per la 4^ volta di fila. E’ ripetibile l’oro al supplementare di Atene ’04, con Di Mario

Tania Di Mario è la miglior azzurra, anche a 37 anni
Tania Di Mario è la miglior azzurra, anche a 37 anni

di Vanni Zagnoli

Pallanuoto femminile, l’Italia qualificata alla 2^ occasione, per l’Olimpiade di Rio de Janeiro. 8-7 al Canada, in Olanda, è fatta per la 4^ volta di fila, andiamo a memoria. E

E’ ripetibile l’oro al supplementare di Atene ’04, con Tania Di Mario onni e sempre presente.

Non serve arrivare alla 3^ chance, le azzurre profittano della seconda con un cammino perfetto, conducendo sempre il quarto di finale.

Sono da medaglia, quantomeno, magari non arriverà però è bello che l’Italia sia sempre presente, in acqua. Il portiere Giulia Gorlero sfiora il pallone canadese sull’ultima azione e lo manda contro la traversa.

E’ vittoria, presto toccherà al settebello di Sandro Campagna.

Ci saranno anche le due nazionali di pallavolo, resta da aspettare il basket maschile, peccato per le donne e per l’hockey su prato e per una scherma che non sarà al completo nelle 6 armi.

Bravo Fabio Conti, 44enne ct figlio di un allenatore laziale di calcio, in serie D, e già vincitore di un Europeo, sempre con Garibotti e compagne.

 

 

Alganews.it, pallanuoto. Arriva il bronzo dell’Italia, ai rigori. Finalmente premiano il setterosa e più di tutte Tania Di Mario, a 36 anni sempre la migliore.

di Vanni Zagnoli

Tania Di Mario è la miglior azzurra, anche a 36 anni
Tania Di Mario è la miglior azzurra, anche a 36 anni

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/08/08/pallanuoto-femminilebronzo-a-kazan/

Tutte e 5 le discipline a medaglia, ai mondiali di Kazan. Dunque, nuoto, anche di fondo e sincronizzato, tuffi e stasera la pallanuoto con il capolavoro dai 5 metri firmato dall’Italia. Sconfitta in semifinale ai rigori dall’Olanda, rincorsa, ripresa ma poi più precisa nell’appendice delle partite.

Non ci sono più i tempi supplementari ed è un peccato per lo spettacolo, molte gare ora finiscono così e l’Italia aveva già perso la semifinale europea, in questo modo, oltre a quella dell’altra sera.

In acqua c’è stata anche stasera una regina, Tania Di Mario, la principessa di questo sport, eterna con i suoi 36 anni e i 7 campionati del mondo. Segna con una palombella da lontanissimo il 5-3, un prodigio, meglio di quanto sapeva fare, in acqua, 20 anni fa, il ct maschile Sandro Campagna.

Ha una grinta di esempio per l’intero sport italiano.

Le australiane però passano in vantaggio, le riprende Aiello sul 7 pari. Ai rigori segnano tutte escluso la penultima oceanica, para Laura Teani, portiere del Plebiscito Padova, campione d’Italia, entrata giusto per opporsi ai penalty. Arianna Garibotti azzecca l’esecuzione decisiva.

Dodici anni dopo, l’Italia risale sul podio iridato, peccato che questo non valga il posto per Rio 2016.

E’ la rivincita per il ct Fabio Conti, 4° ai mondiali di Shangai, eliminato anzitempo a Barcellona e 4° agli Europei di Budapest.

Viene in mente l’oro di Atene 2004, con ct Pierluigi Formiconi.

 

“Non avevo mai vinto una finale per il bronzo – racconta Di Mario -, per me è un grande traguardo. Sono la più vecchia e pure la più felice. Abbiamo vinto una finale, da tanto non succedeva. Devo pensarci un attimo, prima di guardare a Rio…”.

Resisterà sino ai 37 anni, ne siamo certi.

 

 

Il Gazzettino, pallanuoto. La versione integrale dell’intervista al ct Sandro Campagna: “Ungheria, Serbia e Croazia sono favorite. Vi presento la nazionale, come se fossimo nel calcio…”.

Sandro Campagna è il ct più vincente dello sport italiano, fra quanti sono in carica. Ha 52 anni, è siracusano
Sandro Campagna è il ct più vincente dello sport italiano, fra quanti sono in carica. Ha 52 anni, è siracusano

L’integralità del colloquio con il ct della pallanuoto, pubblicata solo in parte per il Gazzettino del nordest. Con il grazie a Toni Liviero.

Vanni Zagnoli
C’è subito l’ostacolo più duro per la nazionale di pallanuoto. Alle 19,10 (Raisport1) l’Italia affronta l’Ungheria, la squadra migliore del millennio, con 3 ori olimpici di fila (dal 2000) e i mondiali del 2003 e 2013, più due World league. Gli azzurri si aggiudicarono il titolo iridato 4 anni fa, a Shanghai, più l’argento a Londra e il bronzo europeo nel 2014.
Sandro Campagna, i magiari di quanto sono favoriti?
“Non ha importanza la percentuale, certamente il pronostico è per loro, da campioni in carica. Ce la giochiamo alla pari. Chissà, magari ai rigori, visto che non sono più previsti i tempi supplementari. Dobbiamo puntare come sempre sull’aggressività, in particolare in difesa”
Rudic non compie più miracoli, il suo Brasile è stato eliminato e a un anno dalle olimpiadi ancora non vale il podio. Qui chi è favorito, per l’accesso in semifinale?
“Oltre all’Ungheria, Serbia e Croazia”.
Rispetto a 4 anni, ha cambiato mezza nazionale…
“Per esigenze anagrafiche, principalmente. Perez a 39 anni è stato protagonista a Ballando con le stelle, gioca nell’Acquachiara Napoli. Deserti è a Verona, Figari a Recco, dove Pastorino ancora il secondo portiere. Fiorentini e Felugo hanno appena smesso: Maurizio era vicecapitano, adesso è dg della Pro Recco, è arrivato al 10° scudetto e alla 6^ coppa dei campioni. Come vedete il ricambio generazionale è persino obbligato”.
Da juventino, ci sta a fare un gioco?
“Volentieri. Allora, Tempesti vale assolutamente Buffon, con una differenza: rispetto al capitano azzurro regge benissimo la tensione, dorme sereno, a differenza sua al mondiale del 2006”.
Continuiamo con gli iridati di 4 anni fa, in Cina.
“L’attaccante Figlioli spacca le partite, come Tevez. Il religiosissimo Giorgetti è un bomber puro, ha il gol nel sangue come Paolo Rossi. Gitto è un difensore arcigno quanto Cannavaro. Il centroboa Aicardi vale il pivot spagnolo della Nba, Paul Gasol”.
Fra le novità c’è Nicola Presciutti, fratello minore di Cristian.
“Un difensore giovane, promettente quanto Rugani, passato dall’Empoli alla Juve. Giacoppo e universale, dà equilibrio come Padoin per i campioni d’Italia del calcio”.
E poi è buddista e dunque molto tranquillo…
“Però in acqua non parla di fede… All’ala sinistra ci sono Luongo, che si accentra bene, come Izco nel Real Madrid, e Di Fulvio: il nostro Gigi Riva. Fondelli, invece, è un giovane, ragionatore come Valdifiori, passato al Napoli. Baraldi fa il centroboa, come il serbo Vlade Divac nel basket. Velotto mi ricorda Modric, il croato del Barcellona. Infine Del Lungo è il secondo portiere ideale, com’è stato Storari nella Juve in questi anni”.
E il ct somiglia più ad Allegri o a Conte?
“Questo chiedetelo ai giocatori…”.

Il Giornale, vittorie e religione. Il tiratore Pellielo si è fatto la chiesa in casa, nella pallanuoto Giorgetti è stato a Medjugorje e Giacoppo è buddista.

L’integralità del pezzo per il Giornale, con un grazie a Benny Casadei Lucchi, per avere shakerato un’idea a cui tenevo tanto.

 

Il pallanonista Massimo Giacoppo è buddista, qui era in ritiro spirituale
Il pallanonista Massimo Giacoppo è buddista, qui era in ritiro spirituale

 

http://www.ilgiornale.it/news/sport/prega-che-ti-fa-bene-1157100.html

 

Vanni Zagnoli
“Religione del tirare tardi e la fantasia”. Viene in mente Farewell, canzone di Francesco Guccini, con le storie dei pallanotisti e del tiratore mistico, che dovrebbero essere di esempio ai 4 che rientrarono tardissimo alla World league di pallavolo. La religione è alla base della vita di Alex Giorgetti e di Massimo Giacoppo, azzurri della pallanuoto, di esempio per tutti. Anche per quei reprobi rimpatriati dall’ascetico Berruto, ct dimesso dopo un richiamo ai valori forti. La fantasia è nelle palombelle che effettava il ct Sandro Campagna, adesso le trasmette ai saggissimi due della nazionale. Sino a due anni fa l’altro motore religioso era il capitano Maurizio Felugo, affezionato di Medjugorje, il 4° posto mondiale però l’ha spedito a casa.
Più religione e fantasia di tutti ha Giovanni Pellielo, biellese per la terza volta campione d’Europa nello skeet e da un anno qualificato per la 7^ olimpiade. “Festeggio direttamente in chiesa, ma a casa mia”. Al mondo non esiste un laico che si sia costruito la chiesa in casa, tantomeno un personaggio al livello di Jonnhy, 45enne vercellese. “La mia giornata inizia naturalmente con la preghiera, anzichè spostarmi in città mi ritiro direttamente nella chiesa ricavata in una stanza”. Non è scaramanzia, il rituale comunque porta bene, con un totale di 3 podi olimpici, 15 iridati e 22 europei. “Soprattutto, io ascolto, chiunque. Ascoltare è il dono più bello”.
La fede trasmessa da due incoraggia anche la pallanuoto. Battuta di un gol dalla Grecia, ne ha rifilati 3 alla Russia e oggi dovrebbe ripetersi con gli Usa: in tal caso, se i russi dovessero sconfiggere gli ellenici, si passerebbe direttamente ai quarti. La nazionale di waterpolo intende bissare il titolo di 4 anni fa a Shangai, aveva già l’ultradevoto Alex Giorgetti, che allora svoltò proprio mentalmente. “Venivo da un periodo buio – ci raccontava l’attaccante nato in Ungheria -: sportivo, familiare e persino sentimentale, poichè mi ero illuso di avere trovato la ragazza giusta. Mancava pure l’allegria con gli amici, ne uscii solo con la fede”.
Raccogliendo 4 segni casuali. “Mi colpirono due gemelli a leggere la Bibbia. Su un aereo sedetti a fianco di un insegnante canadese che mi regalò l’immaginetta di Medjugorje. Incontrai il giornalista Paolo Brosio, risollevatosi dalla depressione tramite la religione. Fu però un prete di Savona a trasmettermi sicurezza, facendomi riscoprire pace e amore”.
Non in acqua, dove sgomita più di prima. “E’ aumentata la passione per il gioco. Fuori dalla piscina, invece, aiuto il prossimo, perchè dalla famiglia parte lo star bene con gli altri: compreso con la fidanzata Fanny, magiara”. L’oro iridato del 2011 contribuì a cambiargli la vita, festeggiò in pellegrinaggio al santuario bosniaco. “A Medjugorie vanno anche ex campioni del calcio: in tv parlai della mia conversione, come gli allenatori Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic”.
A proposito di grandi ex, da un terzo di secolo, l’unico pallone d’oro italiano è Roberto Baggio, buddista. Possibile che abbia ispirato Massimo Giacoppo, messinese di 32 anni e 5 podi azzurri. Buddista tibetano, era stato in ritiro da un monaco del Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa), la meditazione aveva organizzazione peloritana, dello Shakyamuni. “Sfatiamo un luogo comune – spiega in un video -, la religiosità non è da bigotti, anziani o disadattati. Il buddismo fa conoscere la mente, la addestra, così si gestiscono le emozioni e si vive il gruppo”. In caso di medaglia, insomma, conosciamo il segreto.

Giovanni Pellielo è un fuoriclasse dello skeet
Giovanni Pellielo è un fuoriclasse dello skeet

Il Gazzettino, pallanuoto. Italia attesa dall’esame Croazia, battuti gli Usa nella chiusura del girone di World league

5155df1e86a8c7ccf9ed6f59ba29f280_M(v.zagn.) Oggi i quarti di World league, nella pallanuoto. Alle 18,40 (Raisport1) l’Italia affronta la Croazia. Ieri ha battuto gli Usa 13-10 (3-3, 4-0, 2-3, 4-4 i parziali), con triplette di Di Fulvio, Figlioli e Gallo. Fra i pali Del Lungo, al posto di Tempesti.

Il Gazzettino. Pallanuoto. L’Italia si riscatta con un 7-5 all’Australia. Stasera la Serbia.

giorgetti
Giorgetti va a segno

(v.zagn.) A Bergamo sono iniziate le final eight di World league di pallanuoto. Contro l’Australia, l’Italia recupera da 1-3 e si impone per 7-5, grazie al 5-0 del 3° tempo. Doppiette di Aicardi e Giorgetti, eccellente il portiere Tempesti. Stasera alle 20 sfida alla Serbia (Raisport2).

Il Messaggero, pallanuoto. La Juventus prova ad imitare il triplete della Pro Recco: tutti i primati dei liguri

pro recco
L’esultanza della Pro Recco

Sabato sapremo se la Juve sarà stata capace di imitare l’Inter, ripetendo il suo triplete. Intanto però ha un’altra squadra italiana a cui ispirarsi, perchè la Pro Recco nella pallanuoto inanella trofei in sequenza. I genovesi hanno ripetuto il tris del 2007, 2008 e 2010, sono al 10° scudetto di fila (il 29° in assoluto), vengono dalla 10^ coppa Italia e sabato hanno interrotto il digiuno in Europa di tre anni.

Tornano a vincere la coppa dei Campioni aggiudicandosi la final six di Barcellona, in finale battono 8-7 il Primorje Rijeka: i croati rappresentano la scuola ex slava, rivale di sempre, e hanno in Sukno uno dei migliori giocatori al mondo. Questa stessa finale aveva portato l’ultimo titolo ligure, 3 anni fa in Romania.

CINQUANTENARIO. Mezzo secolo fa la prima vittoria dei recchini nel trofeo continentale più importante, ora sono i più titolati d’Europa, con 8 trofei, contro i 7 di Mladost Zagabria e Partizan Belgrado. In autunno ripartiranno da favorita nella Supercoppa europea, contro il Posillipo, vincitore dell’Euro cup, in finale con l’Acquachiara Napoli. E anche la Len, in campo femminile, è stata tutta italiana, con il successo di Imperia su Padova, poi campione d’Italia, a dimostrazione di una grande stagione azzurra in acqua.

In semifinale, la Pro supera i padroni di casa del Barceloneta, in finale si porta a +2 nei tempi centrali, senza farsi più riprendere.

Il segreto è la difesa, come in tutte le medaglie conquistate dalla nazionale di Campagna, spiccano così le parate di Tempesti, il lavoro dell’attaccante Figlioli (2 reti), del difensore Gitto e pure del centrovasca croato Jokovic (2 gol e vicino alla laurea in economia).

Ma in fondo la squadra del serbo Milanovic è come fosse la nazionale italiana, perchè ha pure Giorgetti (una rete), Giacoppo, Aicardi e Di Fulvio. Inoltre viene rafforzata da stranieri eccellenti: i serbi Prlainovic, Pijetlovic (un gol) e Filipovic e il montenegrino Ivovic. La rosa è talmente forte che vanno in tribuna Fondelli, Figari e l’ex vicecapitano azzurro Felugo, dal 2013 messo in stand by da Campagna.

PRIMATI E CURIOSITA’. Maurizio Felugo è comunque alla 6^ coppa, eguaglia il record di 40 anni fa di Perisic (Partizan). “Come noi nessuno mai” è la maglietta celebrativa della coppa. L’Italia raggiunge così la vecchia Jugoslavia con 13 successi nella coppa dei Campioni, la disgregazione ha moltiplicato le avversarie, ma il nostro Paese tiene il passo di Croazia, Serbia e Montenegro.

“Vinciamo tutto il possibile – spiega Pietro Figlioli, brasiliano che giocò le Olimpiadi del 2004 e dell’08 con l’Australia, mentre a Londra fu azzurro -, la tripletta è davvero di poche squadre. Siamo uniti e forti, professionisti di fatto e come mentalità, anche se il nostro sport ha uno spirito dilettantistico, al punto che nessuno ha il procuratore”.

Neanche si paga, alle partite casalinghe della Pro Recco (“Solo alle finali scudetto”, sottolinea il presidente Barreca) e così i fedelissimi sono un centinaio. L’intera stagione costa meno di un milione, il giocatore più pagato è uno straniero, con 70mila euro netti. I religiosissimi del gruppo sono Giorgetti e Felugo, mentre Giacoppo, laureato in economia turistica, è buddista e l’anno scorso è stato dal Dalai Lama. Il patron Gabriele Volpi, 72 anni, è socio di Predrag Sloboda, presidente del Primorje e pure della federazione croata di pallanuoto. Fra i dirigenti, la società battuta in finale di coppa ha Damir Miskovic, al quale l’imprenditore recchino affida le sue attività petrolifere in Nigeria e anche ruoli nel calcio: è consigliere dello Spezia, uscito nel preliminare playoff in B, e presidente del Rijeka, 3° e due volte secondo nel campionato croato. Sempre con la proprietà Volpi, magnate dello sport.

Vanni Zagnoli