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Questo è l’archivio. Dal 20 ottobre tutto è solo su vannizagnoli.it. Grazie a Silvia e ai sostenitori

Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Boxe. La poliziotta Alessia Mesiano vince l’oro mondiale contro il caporal maggiore Romina Marenda

L’oro mondiale di Alessia Mesiano, campionessa contro un’altra italiana, Romina Marenda, caporal maggiore dell’esercito italiano.

Alessia Mesiano- Romina Marenda

A destra e in copertina, Alessia Mesiano (25 anni) agente della polizia di stato, campionessa del mondo di boxe. Contro Romina Marenda (32)  primo caporal maggiore dell’esercito italiano.

 

 

 

A cura di Giangabriele Perre

Il successo sui social. Coglionismo, battutismo, provocazioni, insulti. Foto. Belle donne, attenzione su di sè, luoghi comuni, demagogia. Meglio pochi mi piace ma buoni

Il successo sui social. Coglionismo, battutismo, provocazioni, insulti. Foto. Belle donne, attenzione su di sè, luoghi comuni, demagogia. Meglio pochi mi piace ma buoni.

Meglio un’informazione di servizio, corretta, equa, intellettualmente onesta.

Oggi tante belle ragazze sono popolarissime, tanti opinionisti che hanno sempre ragione. Demagoghi, qualunquisti, perbenisti.

Per loro, l’Avvelenata di Francesco Guccini, sempre con grande piacere.

 

Caro Roberto Donadoni, mi auguro di sbagliare e non ho difficoltà ad ammetterlo. L’ho sempre fatto. Manenti non ci pare affidabile, almeno per 96 milioni di passivo. E’ un facilone e anche arrogante

Caro Roberto Donadoni, mi auguro di sbagliare e non avrò difficoltà ad ammetterlo. L’ho sempre fatto, ho il sito apposta. Avevo sbagliato su Pellè, a pensare che il Parma si salvasse, a tanto.

Manenti non ci pare affidabile, almeno per 96 milioni di passivo. E’ un facilone e anche arrogante. Le sue risposte non ci sono state. Ha risposto in maniera scomposta anche Alborghetti.

Tutti noi speriamo di sbagliarci. Ma solo un magnate si potrebbe accollare i 96 milioni di debiti del Parma. In tempi di crisi, solo un kamikaze. Se Brescia, Pro Vercelli e cartiere Pigna non l’hanno ritenuto credibile, come può far rinascere il Parma?

No, non l’avevo detto, non l’avevamo detto. Ci spiace tanto. A me, a mia moglie, a tanti. Il Parma è tanto, nella nostra vita, anche da non parmigiani. “Il Parma è la squadra del cuore”, canta la curva dei Boys.

A Bologna ero in lacrime, 10 anni fa. Scrivevo per Avvenire, Il Gazzettino, forse altro e piangevo. Da non reggiano. Ragiono con la mia testa, sempre, al massimo condiziono mia moglie. Tengo il Parma e tante altre squadre. Più seguo, più frequento uno stadio, più mi affeziono, alle persone.

Anche a Ghirardi, nonostante non avessi un grande rapporto.

Ma lasciamo stare. Ringrazio Dio, il Parma, Parma, i parmigiani, gli emiliani, ringrazio lei. Donadoni. Lei meritava il Milan. Lei è qua, a Parma. Parma alè. Lo dico volentieri.

Forza Parma, ma dico anche forza varie altre squadre, Sassuolo in primis e varie altre.

 

Le mie affinità elettive. Con Schittone, con Ampollini (anche se ha fatto una domanda tattica a Donadoni), con Milano, Balestrazzi, Angella, Pacciani, Piovani. Non con Boni, Schianchi, Gallerani, Cervi e in parte Bellè

Prendo spunto dalla conferenza stampa di oggi per qualche considerazione personale sui colleghi.

Dunque, non mi sentirete mai criticare Schittone, Pacciani, Angella, Milano, Marco Balestrazzi, lo stesso Piovani che in passato ho ritenuto troppo vicino al presidente Ghirardi.

Non mi dispiace Luca Ampollini, anche se vuole insegnare a Donadoni l’interpretazione della partita. Luca, te l’ho spiegato mille volte, ha ragione Donadoni, sempre, a prescindere, te l’ha spiegato. In genere gli allenatori hanno ragione, è troppo facile fare noi gli allenatori. Tu, Schianchi, capite di calcio ma non al punto da sostituirvi a Donadoni. Schianchi lo faceva con Baldini e poteva avere ragione. Donadoni mi pare diverso.

Gli interventi di Enrico Boni, con certi toni, non capisco che significato avessero. Su Schianchi avevo scritto un lungo dossier, quasi tutto contro. Lascio perdere, l’ho cestinato. Io stimo lui, lui non stima me. Pace.

Con Gallerani non c’è mai stato feeling. Neanche saluta, neanche stringe la mano. Schianchi saluta, almeno. Magari saluta con una presa in giro. E’ la supponenza tipica di chi lavora alla Gazzetta o a Sky. Ieri ho chiesto a Manenti di rivelarci qualcosa del suo privato. La sua fede calcistica, magari tifa una squadra particolare, certamente non il Parma, a occhio. Gallerani commentava a voce alta: “La sua fede religiosa”.

Le domande intime, intimistiche, psicologiche, danno fastidio. Sono patrimonio di pochi, comunque i colleghi che rappresentano le testate più importanti si sentono di un altro pianeta. Io preferisco persone umili come Gabriele Majo e tantissimi altri

La policy di vannizagnoli.it: commenti, antologia dei miei articoli, interviste con storie. Tutto sempre a cura di Biagio Bianculli: giovedì il picco dei 525 contatti

Dunque, piccola svolta su vannizagnoli.it. Meno articoli, meno tutto, più qualità. Invito Biagio a selezionare i comunicati, il materiale che gli arriva, a personalizzarlo, a sintetizzarlo. A linkare bei temi con un suo brevissimo commento, con il mio.

Il resto, la cronaca in sè, non ci interessa.

Qui solo commenti, l’antologia dei miei articoli (alcune notizie magari non vengono pubblicate e allora qua le recuperiamo), l’integralità degli articoli. E poi interviste: a sportivi (amici e non) con storie. Tutto sempre a cura di Biagio Bianculli.

Con i contributi di Paola Bonacini, reggiana che ha molto da dire, e di alcuni studiosi della mente, coach o meno. Diego Panicucci e, quando vorrà, Marco Marchese. E chi volesse, sempre, intervenire con continuità, in totale autonomia.

Giovedì il picco dei 525 contatti, davvero tanti.

Tutto è merito di Biagio. Le fotografie, le didascalie, le categorie, le parole chiave. Io correggo e basta. O meglio, semplicemente integro, sintetizzo i titoli e faccio il tweet. Stop. Tutto è di Biagio, qui. Grazie alla sua famiglia, soprattutto.

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Io, da ore bloccato in macchina, in mezzo alla strada, a Reggio: “Dal nostro inviato involontario in mezzo alla neve”

Niente paura, canta Ligabue. Massì, in fondo c’è di peggio. Penso a chi lavora per tenere la città in condizioni di agibilità.

Dunque, esco come spesso, la notte, leggo i giornali del giorno prima, mangio, raccolgo due belle esclusive, ma belle sul serio, ma intanto nevica. Vorrei andare a intervistare la polizia municipale: “Siamo solo in due, non le aprirei”.

Questo alle 3.

Va beh, finisco la registrazione, audio, l’intervistato vuole ascoltare, rientro a casa.

Allora sono in via fratelli Rosselli, alle porte di Reggio. Faccio per girare in via Mazzoli, la strada di casa mia. C’è un bel muretto di neve, azzardo. Niente. La mia Bmw 320 ha le gomme termiche, ha solo 4 anni, c’è una pianta in mezzo alla strada, non posso esagerare. Rovino intanto le gomme. Chiamo i vigili del fuoco: “Abbiamo 100 emergenze più importanti della sua”.

Carabinieri. Li avevo trovati pochi prima in sala giochi. Provano con le scarpe a farmi spazio, la neve è incastrata sotto la scocca.

Un’ora e passa così. Dai e dai, almeno esco dalla carreggiata principale, c’era il posteriore, c’era il rischio di finire investiti.

Avanzo di quel tanto sufficiente a immettermi nella strada di casa mia. La pianta è alla mia sinistra, non posso esagerare nell’accelerazione, aspetto che passino a fare la neve perchè non riesco a muovermi. Vado a casa a piedi, rischio distorsioni più volte, devo caricare il telefonino, mi manca il filo.

Vado in bagno, prendo un pizzico di betabloccante. Passano le ore, sono abituato a scrivere in macchina, vorrei anche dormire. C’era un vicino a presidiare la mia auto, chissà quando arriveranno.

Niente paura.

Cronaca epifaniche, mi viene in mente un libro di Francesco Guccini.

Passa una vicina civittuola, con un’utilitaria entra in contromano e credo abbia raggiunto casa, quel rettilineo di mezzo chilometro pare infinito. Io qua, con il mio macchinone, fermo. Le gomme quasi fumavano, i carabinieri hanno preferito non provare il cambio automatico.

Niente paura.

Sovvengono le immagini viste in diecimila film, citazione di Guccini. O meglio, dall’America. L’America era “life”, diceva il maestrone in Amerigo. Oggi mi sento un po’ così, Caboto, esploratore.

“Viaggiatori di media eclisse, spettatori sempre seduti”.

Chi sa le canzoni di Guccio a memoria mi capirà.

Scendo dalla macchina, mi metto per traverso per fermare due spazzaneve. Le priorità sono altre.

Va beh, ha ragione un mio vicino di casa, Nicola Magliulo: “Se non scrivi quel che sta succedendo ti levo il saluto”.

Va beh, certo, scrivo, ma poi mica è detto che mi pubblichino.

In fondo chissà quanti reggiani sono nelle mie condizioni.

“Arriviamo”.

Mi fanno compagnia la radio e i brani di Ivano Fossati.

Vorrei anche dormire. Va beh, posticiperò la sveglia.

Il diario del perfetto viaggiatore, del cronista d’assalto assaltato dalla neve proseguirà forse su qualche testata seria.

Chissà come finirà, poi.

Dal nostro inviato involontario in mezzo alla neve.

 

Arriva l’uragano Paola Bonacini. Ex imprenditrice, blogger, pittrice, sub e maestra di arti marziali. Firmerà tutto il non sport

vannizagnoli(v.zagn.) Benvenuta Paola Bonacini, reggiana tostissima, sarà come un uragano, peccato non abbia tanto tempo.

Ex imprenditrice, blogger, pittrice, sub e maestra di arti marziali. Firmerà tutto il non sport. Dialogherà con i lettori su tutto quanto non è sport e media.

di Paola Bonacini

TOC TOC…POSSO ?

Perchè non accogliere il messaggio di Vanni Zagnoli che mi chiede di scrivere?

Tutto si può a 63 anni.  Se si sbaglia si dà la colpa all’età, diversamente si è bravi. Vediamo cosa sono in grado di fare io. Ciao a tutti, vi presento quella Paola Bonacini della quale leggerete “episodi di vita quotidiana e non solo“ Vanni permettendo.

Tra arte e musica, il 1 ottobre del 1951, accompagnata da un temporale pazzesco, aprii gli occhi al mondo e da quel momento iniziai a “far danni“, come soleva ripetere mia madre.

Da quel temporale continuo’ a piovere incessantemente fino ad arrivare all’alluvione del Polesine nel mese di novembre.

Dite poco per una bambina di un mese ?

Senza altri disastri arrivai alle scuole inferiori della Gaetano Chierici, poi le superiori completando gli studi nella sezione legno arredamento.

Fui una delle prime donne a entrare in questa sezione insieme a Claudia – due intrepide ragazze-falegnami come venivamo chiamate.

Nessuna ragazza aveva oltrepassato quella soglia tanto che per renderci la pillola meno amara, aggiunsero al termine “ sezione legno “ anche la parola arredamento.

A me andava bene così, lavorare il legno, toccarlo, sentirlo vivo nelle sue fibre e soprattutto modellarlo creando. Chi non si è sposato almeno una volta nella vita ? Lo feci e da quel matrimonio ho avuto tre figli.

Ho portato avanti la mia vita tra il lavoro ( creativo…poteva essere diversamente ? ) svolto con estrema passione e i miei figli. Il mio lavoro era prendere per mano, la clientela pubblica e privata che necessitava di aiuti e/o suggerimenti, per studi e realizzazioni legati alla ristrutturazione edile.

Che c’è di più bello e stimolante che mettere le mani su una ristrutturazione edile con tutti i suoi vincoli e limitatezze ? Amo le sfide. Ho lavorato a fianco di architetti di Reggio Emilia ( e non solo ) con i quali ho collaborato e imparato moltissimo, con tanta soddisfazione.

Tengo a dirlo perchè è stato per me motivo di grande soddisfazione, l’aver elaborato, con l’architetto Bernardi di Firenze, attraverso la società Cattolica di Reggio Emilia , tutte le pavimentazioni di palazzo Binelli a Carrara.

Abbiamo fatto un ricerca notevole dei particolari per ricreare perfettamente i disegni dei vecchissimi pavimenti completamente distrutti negli anni.  Attraverso fotografie, per ricreare le stesse cromie, abbiamo cercato e cercato… alcune essenze legnose non erano neppure più sul mercato. Ma ci siamo riusciti ed il nostro lavoro è sotto gli occhi di tutti e a portata di clic ( clicca palazzo Binelli Carrara per vederlo nel virtuale).

Con questo lavoro ho chiuso la mia carriera lavorativa per una meritata pensione nel 2012 ed esattamente il 1 maggio!

Senza interruzioni da quando ero ragazza e a condimento di tutto cio’, per staccare la fatidica spina dalla famiglia e dal lavoro, passavo qualche sera in palestra di pesistica alla quale è seguito lo yoga, piscina ed infine divenni marziale.

Da quel lontano 1992 non mi separai mai dal tatami del Maestro Bondavalli Ideo, mio maestro di vita e di palestra.

Ancora oggi sono su quel tatami e da quello ho potuto apprezzare che significa insegnare le arti marziali. Tutta la mia vita è evoluzione e cambiamento. Nulla di lasciato, ma tutto trasformato. In ogni accadimento anche negativo cerco sempre il lato positivo, diversamente non sarebbe vita vissuta, ma solo subita. Ritirarmi dal lavoro andava benissimo, ma ad oziare proprio no, quindi che può fare un’anima come la mia sempre stimolata dalle novità, curiosa di imparare, conoscere e terribilmente incapace di star ferma ?

E’ dura tenerla ferma la Paola, dicono di me gli amici ed io continuo a non capire perche DOVREI farlo. Ho praticato ( e li pratico tuttora ) tanti sport all’aria aperta ( come si suol dire ) ma mi mancava di “ entrare nell’acqua “ Lo scorso anno ho preso il brevetto da subacquea e da quel momento è stato amore ! In pensione la mia creatività sarà bene non perderla, quindi eccomi all’opera per reinventare qualcosa da fare che mi dia la possibilità di esprimermi.

Sono nata tra l’arte con pennelli e colori e musica, ma …. l’orecchio non è il mio forte nonostante siano due,  il nonno materno era il maestro Aurelio Barbieri, un conosciutissimo musicista, ero e rimano decisamente negata per la musica, quindi perchè non rispolverare quelle tele e pennelli che il professor Giannino Tamagnini seguito da Vivaldo  Fornaciari , mi avevano fatto conoscere ? Da cosa nasce cosa : sistemando in garage alcuni miei quadri ( sempre per caso ) passa una critica d’arte che vede alcune mie opere , spalanca gli occhioni e dice “ bellissimo “ …. al mio dubbioso sguardo mi sprona a “ buttarmi “ .

Il fatto è che io mi sono buttata sul serio, come immergersi in una immensa vasca di acqua profumata con essenze esotiche, con tanto di candele profumate. Il 29 novembre 2014 mostra quadri a tema per la chiusura anno della Scuba & Sail adventures di RE – scuola di vela, apnea, subacquea. Dal 19 dicembre i miei quadri sono esposti al ristorante La Cantina 10 di Puianello Re dal bravissimo nostro Robby Cattani.

Prossima tappa ( ad oggi ) è la personale alla Galleria Zannoni di Via Guido da Castello a Reggio in programma dal 18 aprile 2015.

Dovreste aver capito che sono un tipino abbastanza scomodo, sportiva , leggermente pazzerella, quel tanto per essere definita artista , amante degli animali , sensibile e dolce, contro la violenza e saggia q.b , rispettosa delle idee altrui e non riuscirete mai a farmi arrabbiare, tanto è il mio autocontrollo….se dovesse capitarvi di riuscire nell’intento, ricordate che insegno arti marziali.

Passeremo insieme tanti bellissimi momenti che io ritengo magici, simpatici , sportivi, di aggregazione, vi racconterò di viaggi anche nel deserto in fuoristrada o immersioni nella barriera corallina, di arrampicate su pareti del ns appennino o delle alpi /Dolomiti.

A presto, Paola Bonacini.

 

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Cassano part-time, un tempo non sempre. E’ l’ideale per qualsiasi squadra di classe

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Antonio Cassano

L’Inter valuta il ritorno di Cassano, non è un problema, a mio avviso sarebbe molto utile a tutte le squadre di serie A, anche a chi lotta per lo scudetto. Un tempo ogni tanto, meglio il secondo, ma anche il primo va bene. Poche giocate di classe, alcune determinanti. Mani sui fianchi, corre poco, non chiude, non sempre ha voglia però risolve ancora, a 32 anni e mezzo.

Io lo vorrei in una squadra di medio livello, il Verona, per esempio. Il Palermo ha già Vasquez e Dybala. Lo vorrei al Bologna, per esempio, al Carpi, a chi deve salire in A. Al Cagliari. Non conosco abbastanza il Genoa per capire se farebbe bene.