Archivi categoria: Spiritualità

Questo è l’archivio. Dal 20 ottobre tutto è solo su vannizagnoli.it. Grazie a Silvia e ai sostenitori

Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Riza Psicosomatica. La depressione: impariamo ad ascoltarla

Vanni Zagnoli: nel tempo libero rimugina...
Vanni Zagnoli: nel tempo libero rimugina…

http://www.riza.it/psicologia/depressione/240/impariamo-ad-ascoltare-la-voce-della-depressione.html

https://marilenafacci.wordpress.com/2015/05/04/la-depressione-impariamo-ad-ascoltarla/

Da Riza Psicosomatica, una bella interpretazione

Dal talento negato alla depressione

La depressione nasce quando ignoriamo con ostinazione il nostro talento, ossia quando non facciamo “la vita che fa per noi”. Ognuno di noi, infatti, ha un talento che lo guida. Al momento opportuno, quando le condizioni sono mature, ci porta a esprimerci. A volte però non ne siamo consapevoli e finiamo per ostacolarlo, imponendoci dei percorsi inconciliabili con la nostra inclinazione naturale. Succede allora che dentro di noi nasca l’attrito, sotto forma di insoddisfazione, malessere, disagio generalizzato. Se il contrasto interiore si cronicizza, la depressione può rivelarsi l’unica risposta a disposizione per spazzar via uno stato di cose insostenibile. Come la febbre, con la sua vampa, brucia tante tossine accumulate nell’organismo, così la depressione, con la sua irruenza, depura la mente dai veleni che la opprimono.

Libero Quotidiano. Attenti a come chiamate vostro figlio: dal nome dipenderà la sua carriera

(v.zagn.) Non abbiamo figli, quindi non sappiamo, però è un bel tema. Vanni, mi chiamo, all’anagrafe, proprio. Giovanni Zagnoli, mi chiamava Xavier Jacobelli. A tavola, Schianchi, idem, Giovanni. Vanni è divertente, ma unico.

Silvia. Non so cosa significhi, però ha valori umani enormi.

http://www.liberoquotidiano.it/

Nonostante l’esempio e i precedenti, anche molto curiosi, sdoganati dai vip, la scelta del nome da dare a un figlio è un momento piuttosto delicato. Ci sono genitori che arrivano a discutere animatamente, altri che aspettano diversi giorni dopo la nascita, altri ancora che optano per più nomi per non scontentare nessuno. Anche perché, in questo campo, scelte improvvide possono costare care: dalle rime moleste a scuola, fino alle allusioni e alle prese in giro, i nomi scomodi sono dietro l’angolo. Ora però, a moltiplicare le preoccupazioni dei futuri genitori arriva un nuovo studio, secondo cui il nomi assegnato alla nascita può avere un’influenza profonda sulla nostra vita: dalla scelta della professione, alla città, fino allo stile di vita e ai collaboratori.

L’importanza delle lettere – Secondo alcuni studi elaborati per l’ultima edizione di PBS Digital Studios’ BrainCraft series , l’atto di scrivere e ascoltare i nostri nomi più e più volte per tutta la vita può portare a un ‘egoismo implicito’, una sorta di culto di sé e compiacimento narcisistico della propria persona, indirizzato alle lettere e ai suoni coinvolti nel nostro nome. Insomma, “più siamo esposti a qualcosa, come ad esempio queste lettere, più questo ci piace”, spiega Vanessa Hill in un video pubblicato online sul ’Daily Mail’. Risultato? Finiamo per essere attratti da luoghi, carriere e persone che hanno un legame con le lettere usate nel nostro nome. A volte senza accorgercene. Lo studio chiama questo fenomeno “effetto lettere del nome”. Secondo gli autori, questo spiega anche perché lavorare con un gruppo di persone che condividono le nostre iniziali aumenterebbe la qualità del gruppo di lavoro.

Nomi dei figli – Non solo, l’effetto lettere del nome influenza anche la scelta di come chiamare la propria società, la barca o nostro figlio. O la scelta della città in cui vivere. Ad esempio a St. Louis c’è un numero insolitamente elevato di Louis, a Philadelphia di Philips e così via. A dimostrare il fascino delle lettere del proprio nome è anche il caso di celebrity come Will e Jada Pinkett Smith: i due attori hanno combinato i propri nomi per dar vita a quelli dei figli Jaden, Willow e Willard. Ma l’effetto nome può avere altre influenze insospettate, come indicherebbe una ricerca del University of New York a Buffalo: usando dati raccolti tra Usa e Canada gli autori hanno individuato correlazioni interessanti fra i nomi delle persone e le città in cui vivono, le loro carriere e molti altri aspetti della propria vita.

Ricordi di sé – Insomma, si finisce per scegliere ciò che, in qualche modo, si percepisce come legato a sé. In parole più semplici, le persone in genere si piacciono e apprezzano ciò che in qualche modo ricorda loro se stessi. E questo vale per il nome, ma anche per il cognome. Così non è un caso trovare professionisti il cui cognome rievoca il mestiere scelto, e questo in tutte le lingue. Insomma, c’è di che pensare quando ci si trova di fronte alla scelta del nome da dare ad un inconsapevole bebè.




Libero Quotidiano. Sesso, lo studio: più fai l’amore, più è alto il tuo stipendio.

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Uno studio britannico ha messo in luce un aspetto del sesso che forse non avevamo mai preso in considerazione. I ricercatori della Anglia Ruskin University hanno coinvolto circa 7.500 lavoratori greci e hanno scoperto che i dipendenti che fanno sesso più di quattro volte a settimana ricevono uno stipendio più alto del 5 per cento. Secondo gli esperti le persone più attive sessualmente potrebbero essere in forma migliore sia emozionalmente che fisicamente, cosa che li renderebbe dipendenti più amabili, produttivi e creativi. E non solo, gli studiosi hanno scoperto che chi pratica tanto sesso ha anche più probabilità di ricevere una promozione o di mantenere il posto di lavoro. L’autore dello studio, il dottor Nick Drydakis infatti sostiene: “Le persone più felici, soddisfatte e produttive sono quelle che praticano tanto sesso: il risultato sono salari più alti. La gente ha bisogno di amare e di essere amata, sessualmente e non sessualmente. In mancanza di questo elemento, le persone diventano sensibili alla solitudine, ansia sociale e depressione, tutti fattori che influenzano la vita lavorativa”.

(s.occhiuto) Anche se questi studi mi lasciano sempre perplesso, è vero che il sesso fa bene perchè è una componente fondamentale dell’esistenza umana. Bisogna poi distinguere in quanto c’è sesso senza amore, amore senza sesso, amore con sesso. Un sentimento comprende affinità intellettive, morali, valoriali. Rimane indubbio che l’attrazione fisica è il fattore scatenante che trasforma un flirt in un rapporto più stabile.

La conformazione del viso ci rivela la nostra personalità: rotondo significa buonsenso, penso a Silvia

Vanni Zagnoli, con Silvia Gilioli. Il volto di Silvia è tondeggiante
Vanni Zagnoli, con Silvia Gilioli. Il volto di Silvia è tondeggiante

(v.zagn.) Ogni tanto do un’occhiata al sito di una signora che aveva collaborato a questo sito, alcuni suoi temi sono sempre interessanti. Molte volte l’ho linkato, ora ogni tanto salto.

Splendido, comunque, questo bello studio. Mia moglie ha il viso tondo, infatti è una persona eccezionale.

 

Tutto del nostro viso; forma del volto, degli occhi, della fronte, della bocca, ecc……può concorrere a rivelare la nostra personalità. Con questo prontuario, semplice ma esauriente, vogliamo offrirvi un modo divertente, per individuare con chi avete a che fare quando incontrate persone nuove, o per capire meglio chi credete di conoscere bene, magari voi stessi.

FORMA DEL VOLTO
Rotondo
la forma del volto, anche quando è leggermente allungata dal mento a sua volta tondo, che descrive un cerchio quasi perfetto, denota una personalità serena, tranquilla, che prende la vita con filosofia, ma senza pigrizia o indolenza. La qualità fondamentale di questi soggetti è il buonsenso. Sanno giudicare fatti e persone con chiarezza, acume, non criticano per principio e si dovrebbe far tesoro dei loro consigli. Sono dotati di senso della giustizia, amano se stessi e sono magnifici intermediari nelle diatribe altrui. Fiducia in sé e pacato ottimismo sono le armi del loro successo.

Quadrato
si ha un volto quadrato quando la linea delle mascelle e quella delle tempie sono dell’identica, o quasi, larghezza. Più la mascella è quadrata, in linea con il mento, più il soggetto è brusco, duro, rude nei giudizi e nel comportamento. In linea di massima si hanno soggetti che tendono a fare affidamento sulle proprie capacità, pratici, decisi, attivi, fermi nelle opinioni, desiderosi di affermarsi, costantemente all’attacco e destinati a raggiungere un buon successo grazie alla propria incessante attività. Per quanto essenzialmente pratici, non mancano soggetti dall’intensa attività intellettuale, o intellettuali veri e propri.
Triangolare
si distingue per le tempie larghe e il mento aguzzo. Questi soggetti lavorano principalmente con la mente, sono pronti, rapidi nell’afferrare le situazioni, non di rado scaltri più che profondi o colti. Il temperamento è malinconico, tendono al rimpianto. Una caratteristica di molti soggetti dal volto triangolare è quella di imparare ciò che serve per attirare l’attenzione altrui, per fare salotto diventando degli orecchianti saccenti.

FRONTE
Alta: indica soggetti portati alla teoria più che alla pratica. Le speculazioni filosofiche, anche vere e proprie arrampicate sui vetri, impiegano la maggior parte del tempo del soggetto.

Bassa: indica una personalità fondamentalmente pratica, che ragiona in termini di dare e avere.
Ampia: se la fronte è alta e larga indica soggetti dotati di qualità induttive e deduttive, analisi e sintesi, praticità e ideali.
Stretta: indica soggetti che perseguono uno scopo, che non mancano di idee ma che difficilmente si trovano d’accordo con gli altri. E’ un po’ il simbolo del bastian contrario.

Allungata: si ha questo tipo di fronte quando la larghezza diminuisce verso l’apice, tipo uovo. Indica soggetti inquieti, ribelli, attratti da tutto ciò che corrisponde a una novità, generalmente superficiali, tendenti a sopravvalutare le proprie possibilità.

Prominente: se è alta e bombata indica soggetti concentrati, tendenti alla malinconia, osservatori acuti che cercano di trarre vantaggio dalle situazioni e dalle debolezze altrui che percepiscono con facilità. Se la fronte è bombata alla radice dei capelli si hanno soggetti ricchi di idee ma confusi, bizantineggianti, dal gusto decadente.

SOPRACCIGLIA

  • Folte: soggetto dal carattere difficile, irascibile, vendicativo, con punte di fanatismo.
  • Rade: soggetto pigro, indolente, mancante di volontà.
  • Quasi assenti: debolezza dell’organismo e della volontà.
  • Unite: se si congiungono alla radice del naso, indicano un soggetto appassionato, sensuale, geloso, possessivo negli affetti.
  • Ad accento circonflesso: carattere forte, tempra del lottatore.
  • Arcuate: gentilezza d’animo, atteggiamenti ben impressionanti, ipocrisia.
  • Rettilinee: personalità dispotica, tenace, tendenza all’intrigo e alla dissimulazione.
  • Lontane dagli occhi: debolezza, indecisione. ATTENZIONE: è difficile giudicare le donne dalla forma delle sopracciglia. Spesso vengono allontanate dai continui interventi di chirurgia plastica che le fa rassomigliare a conigli presi per le orecchie e indicano piuttosto scaltrezza, dissimulazione che non ingenuità, debolezza e indecisione.
  • Ravvicinate: autorevolezza, energia, ambizione, diffidenza.

OCCHI
Grandi: intelligenza, dinamismo fisico e mentale. Se sono velati, con le palpebre abbassate indicano un soggetto che punta sul fascino, sulla carica erotica per sfruttare le situazioni.

Piccoli: se sono infossati indicano vivacità intellettuale, dono d’osservazione, curiosità, in alcuni casi superficialità, incapacità a concentrare l’attenzione durevolmente.
Se sono piccoli per effetto della palpebra semichiusa indicano un soggetto diffidente, introverso, spesso egoista, avaro e avido, qualche volta crudele.

Rotondi: il soggetto è autoritario, collerico.

A mandorla arrotondata: soggetto inquieto, capriccioso, capace di slanci generosi, sbalzi tra malinconia e entusiasmi. Se la mandorla è allungata verso le tempie il soggetto è intrigante, abulico, infido, punta sul proprio potere di seduzione sessuale.

Piccoli e vivaci: soggetto ironico, mordace, tendente ad agire con astuzia, a prendersi gioco degli altri con un pizzico di crudeltà.

COLORE DELL’IRIDE

  • Nera: soggetto nervoso, ansioso di affermarsi, spirito dominatore, sensualità.
  • Azzurro chiaro: indicano soggetti che vivono intensamente, impegnandosi a fondo in ogni iniziativa ma dalla relativa resistenza fisica, che può essere compensata da un eccellente spirito organizzativo.
  • Blu porcellana: vedi precedente. Inoltre, si tratta di soggetti che difficilmente si lasciano fuorviare dalle apparenze, dalle argomentazioni o dalle chiacchiere altrui.
  • Verdi: indicano soggetti nervosi, inquieti, irascibili, sensuali. Se il colore è cangiante indica soggetti delicati, sentimentali. Gli occhi verdi esprimono spesso capacità ipnotiche che il soggetto può o meno sfruttare.
  • Acquosi: siano azzurri o verdi, gli occhi acquosi indicano un soggetto dalla scarsa volontà, incline al vizio, irresponsabile, a volte con qualche deviazione sessuale.
  • Grigi: se il colore è piuttosto cupo indica soggetti intelligenti, organizzati, con i piedi ben piantati a terra, ottimi osservatori, costanti nello sforzo.
  • Castani: indicano soggetti realistici, pratici, che sanno imporsi un notevole autocontrollo, operano le loro scelte, di qualsiasi natura, seguendo i consigli della ragione a dispetto di quello che può suggerire il cuore.

NASO

  • Prominente: carattere energico, dinamico, autorevole, il soggetto è intraprendente edifficilmente rinuncia alle proprie idee.
  • Prominente a punta stretta: curiosità, intuizione e spirito di iniziativa caratterizzano questi soggetti che ricorrono anche a piani complicati, intrighi pur di ottenere i risultati prefissati.
  • Prominente, stretto e all’ingiù: indica soggetti freddi, malinconici e pessimisti, diffidenti, avari anche nei sentimenti.
  • Largo: indica una forte personalità, dinamismo, desiderio di affermarsi, spirito di iniziativa e coraggio.
  • Poco prominente: intelligenza media, pigrizia fisica e mentale.
  • Narici larghe: soggetto estroverso, dinamico, curioso, sensuale. Se le narici sono molto larghe e vibranti indicano scarsa consistenza morale, poca sensibilità e diplomazia.
  • Narici strette: indicano soggetti inclini allo studio, alla malinconia, alla depressione.

BOCCA

  • Spinta avanti: indica soggetti diffidenti, sempre pronti a mettere in discussione ciò che fanno gli altri, perennemente di cattivo umore.
  • Rientrata: quando non si tratta di mancanza di denti o difetti congeniti, indica persone invidiose, malevole, astute e intriganti. Se le labbra sono molto sottili le caratteristiche sono ancora più accentuate, si hanno soggetti avari, avidi, facili a prendere posizioni intolleranti e fanatiche.
  • Piccola, grossa e tonda: superficialità, sensualità, vigliaccheria.
  • Labbra serrate: è indice di soggetti meticolosi, ordinati, precisi che seguono la ragione e agiscono anche con dissimulazione per senso dell’opportunità.
  • Labbra socchiuse: indicano soggetti dalla scarsa volontà. Attenzione: il soggetto può essere sordo o sordastro o soffrire di adenoidi, in questi casi l’indicazione non vale.
  • Labbro superiore sporgente: indica soggetti buoni, deboli. Quando il labbro superiore sporge al centro delle due metà esterne indica freddezza nei sentimenti, tendenza alle deviazioni sessuali, in particolare omosessualità. E’ il tipo di bocca che si trova frequentemente nelle statue antiche di efebi.
  • Labbro inferiore sporgente: indica un soggetto incline alla gelosia, dall’umore altalenante, avido, diffidente, portato al rancore e all’avarizia.

ORECCHIE

  • Lobo spesso, ben formato: intelligenza e buone disponibilità.
  • Spesso e arrossato: soggetto goloso, sensuale, aggressivo.
  • Floscio e grande: indica tendenza alla malinconia, ai rimpianti. Scarsa la vitalità e la resistenza fisica in genere.

MASCELLA

  • Larga: indica soggetti dotati di volontà, combattivi, dallo spirito conquistatore. Se la larghezza è eccessiva indica che il soggetto ha un’esagerata confidenza nei propri mezzi, l’ambizione e l’orgoglio possono far perdere aderenza con la realtà. All’ascesa può seguire una rovinosa caduta.
  • Stretta: indica soggetti poco vitali, egoisti, caparbi. Se il mento è arrotondato, e non appuntito, indica debolezza, sentimenti delicati.

MENTO

  • Largo: indica forza, ma anche mancanza di sensibilità e tatto.
  • Quadrato: esprime forza di volontà, elasticità, buone doti persuasive.
  • Grosso: indica soggetti golosi, essenzialmente pratici.
  • Rotondo: indica soggetti dotati di spirito di iniziativa, costanza, desiderio di affermazione, spirito organizzativo.
  • Stretto: scarsa vitalità: Se si accompagna a una fronte ampia indica soggetti intelligenti, esteti alla perenne ricerca del bello, del puro.
  • Fossetta: la fossetta sul mento indica intelligenza, spirito pratico e generosità.

CAPELLI

  • Sottili: animo buono, sensibile, generoso.
  • Lisci e sottili: personalità fine, sensibile, sincera nei sentimenti.
  • Grossi: bruschezza, dinamismo.
  • Grossi e ricci: la personalità è dominata dall’ostinazione.
  • Neri: soggetto appassionato, resistente, possessivo.
  • Biondi: sensibilità d’animo.
  • Castani: personalità calma, sensibile, ordinata, comprensiva.
  • Stopposi: scarsa vitalità, a volte scarsa moralità.
  • Rossi: la tradizione vuole che indichino una personalità nevrotica, irascibile, collerica, soggetti tutt’altro che sensibili e generosi. Un antico proverbio ammonisce: “Il più buono dei rossi, ha gettato suo padre nel pozzo”, rosso è Malpelo per Verga, gli psicologi dicono che quando una donna sposata si tinge di rosso i capelli vuole tradire, se è singola è in cerca di marito.

COLLO

  • Lungo e delicato: sensibilità d’animo, intelligenza, generosità.
  • Con pomo d’Adamo evidente: soggetto portato allo studio, alla ricerca, meticoloso e prudente.
  • Taurino: soggetto nel quale prevalgono predisposizioni pratiche, tendenza a godere della vita, anche grossolanamente. Generalmente si abbina a scarsa sincerità.
  • Corto e grasso: soggetto disordinato, inclinazione ai piaceri, al vizio.
  • Corto e sottile: soggetti intriganti, spirito di contraddizione, litigiosità.
  • Inesistente: vigliaccheria.
  • Inclinato lateralmente: indecisione, insicurezza.
  • Rigido: vanità.
  • Proporzionato: ottimo carattere, forte volontà.
  • In perenne movimento: a meno che il soggetto non stia facendo ginnastica, indica una persona falsa.

 

 

Libero quotidiano, Marianna Baroli: “Coppie in crisi, esercizi d’amore: come recuperare il vostro rapporto”

http://www.liberoquotidiano.it/news/lifestyle/11782546/Coppie-in-crisi–esercizi-d.html

Marianna Baroli, giovane, brava e affascinante firma di Libero
Marianna Baroli, giovane, brava e affascinante firma di Libero

da Libero Quotidiano

Di Marianna Baroli

In un mondo che corre veloce e non lascia il tempo nemmeno per fermarsi a osservare il nuovo taglio di capelli di lei o il ritocchino all’auto di lui, in cui la doppia spunta verde su Whatsapp è diventata sinonimo di fedeltà e in cui, il tag sbagliato su Facebook può far esplodere conflitti al pari di una bomba atomica, la pace, sempre più spesso, la si trova seduti sul divano, con il partner al proprio fianco, e davanti uno psicoterapeuta. Benvenuti in una seduta tipo di Psicologia di coppia, ovvero il modo per sopravvivere ai rapporti lui-lei, lei-lui, e perché no, lei-lei e lui-lui. Studi recenti rivelano che circa il 25% delle coppie italiane (sposate, conviventi o semplicemente fidanzate) ricorre almeno una volta nella vita a una seduta di terapia di coppia per risolvere un problema che, a casa, pare insormontabile.

Ma quali sono i motivi che, principalmente, spingono una coppia a chiedere aiuto? Generalmente, sono tre i macrosettori in cui vengono suddivisi i malesseri del rapporto a due: un sintomo, in questo caso la coppia chiede aiuto per via di un problema riconducibile a solo uno dei partner come l’ansia, l’eiaculazione precoce, la depressione, il calo del desiderio; un rimedio, in questo caso la terapia è vista come soluzione per una relazione logorata dai conflitti e dalle divergenze in cui non ci si sente più amati e il clima diventa insostenibile; il tradimento, in cui l’aiuto viene focalizzato in sedute alla presenza di entrambi i partner. Il comune denominatore di questi tre settori è la presenza dello psicoterapeuta scelto, ovviamente, e di un modus operandi ben preciso. Non si tratta delle semplici chiacchiere, l’esposizione forzata del proprio io o del malessere più profondo davanti al compagno/a e a un estraneo, bensì di giochi ed esercizi creati ad hoc per essere effettuati anche casa, una volta finita la sessione di terapia, e utili a rafforzare il rapporto. Tra gli esercizi più proposti, la «tecnica della sedia vuota» o «calda», come definita da Fritz Perls, fondatore della psicoterapia della Gestalt. Utilizzatissima, questa tecnica avviene spesso in presenza dello psicoterapeuta che si inserisce nell’io del partner in questione per analizzare le sue problematiche e da dove esse nascono. Come funziona?

Si prendono due sedie e le si posizionano l’una di fronte all’altra. Seduti davanti a una sedia vuota, nel silenzio, si immagina quindi di avere davanti a sé il proprio partner a cui si racconta il proprio malessere, cosa piace e, soprattutto, non piace, della coppia. Dopo il monologo, ci si sposta sull’altra sedia e, calandosi nei panni del compagno/a ci si prova a dare una risposta. La tecnica della sedia vuota ha due benefici: permettere al paziente di liberare le sue emozioni attraverso il pianto e quindi abbassare le sue difese e permettere l’emergere di un evento negato. Un altro esercizio semplicissimo è quello di stilare un elenco di cosa piace e cosa non piace del proprio partner.

ll gioco, che prende il nome di «Michelangelo Effect» porta ad evidenziare gli aspetti più ovvi di un rapporto di coppia che, tuttavia, possono creare incomprensioni e malumori e a spingere il partner a fare meglio portandolo verso il modello ideale di uomo/donna. Il beneficio del gioco, oltre a quello di aver finalmente rivelato al partner il proprio malessere è quello di riportare alla luce gli aspetti positivi che hanno spinto, in primo luogo, a innamorarsi di quella persona. Le mani, importanti nell’intimità, diventano anche lo strumento per dipingere quello che si pensa della situazione di coppia. L’esercizio è semplicissimo: a entrambi i partner viene chiesto di creare con le mani un’immagine. La stessa, significherà come la persona vive il rapporto. Esaminate le proprie «sculture» si passerà a un lavoro a quattro mani in cui i due partner sono chiamati a rappresentare la loro unione.

E mai sottovalutare l’importanza di uno sguardo. Cinque minuti di silenzio, gli occhi fissi gli uni negli altri sono in grado di creare un livello di profonda sintonia e a far ritrovare l’empatia perduta. E ancora, uno degli esercizi più utilizzati è la «Comunicazione non violenta». Detta anche «linguaggio giraffa», è un processo di comunicazione assertivo sviluppato da Marshall Rosenberg che porta a indicare l’oggetto del proprio malessere e la soluzione desiderata con un linguaggio pacifico fatto, per esempio, degli ormai dimenticati «per favore» e «grazie». Ma davvero servono questi esercizi? Il beneficio è effettivo? Per la dottoressa G.C Giunta dello Psycocenter di Milano e Parma «questo tipo di esercizi hanno utilità solo quando sono inseriti in un contesto. Contestualizzati con un prima e un dopo possono avere qualche effetto perché l’esercizio in sé non porta a risultati».
Il consiglio è uno: «Non esagerare con gli esercizi che sono pratiche standard. Ogni tipo di lavoro va individualizzato per la coppia».

Da necessità a moda, forse. La terapia di coppia infatti sta prendendo piede un po’ ovunque, nella realtà così come nella finzione. Basti pensare ai recenti telefilm, come House of Cards o Jane the Virgin in cui i protagonisti ricorrono alla psicoterapeuta per cercare di tenere insieme i pezzi di una storia che ormai sembra al tracollo. A far tornare coi piedi per terra sono però i numeri: circa l’80% delle coppie in terapia finiscono per lasciarsi. Un fallimento? Certo che no. Semplicemente la giusta soluzione a un effettivo problema.

Prima Pagina Modena rimanda a Famiglia Cristiana. Il difensore del Modena Lino Marzorati: “La mia famiglia e la missione Mato Grosso, in Sudamerica”.

marzorati, viaggio di nozze
Lino Marzorati con la moglie in viaggio di nozze

Una bella sorpresa, per i lettori di Famiglia Cristiana. Sul periodico di riferimento del mondo cattolico c’è un servizio di due pagine, al centro del settimanale, su Lino Marzorati. E’ l’unico tema sportivo del numero in edicola sino a mercoledì.

Il difensore del Modena, in lotta per la salvezza in serie B, racconta l’aspetto sociale e umanitario della sua vita e della famiglia. Cresciuto nel Milan, venne promosso in A con l’Empoli e poi la sfiorò con il Sassuolo. A 28 anni non è sempre titolare, come difensore centrale, eppure ha una storia unica tra i nostri sportivi. L’ha raccontata al giornalista Vanni Zagnoli dopo una conoscenza casuale, partendo da una stretta di mano in un momento pubblico con il Modena.

“Mi aveva battezzato padre Ugo De Censi – racconta su Famiglia Cristiana -, missionario a capo dell’operazione Mato Grosso, con cui aiuta i bambini poveri di Perù, Bolivia, Brasile, Ecuador e tanti altri paesi sudamericani: a oltre 80 anni, è ancora il perno del progetto. Aveva celebrato anche il mio matrimonio con Francesca, in viaggio di nozze andammo proprio a vedere le missioni, nel 2010”.

E sua sorella Anna, 25 anni, è tornata proprio dopo 6 mesi in missione gratuita, a Piscobamba, in Perù.

“E’ rientrata a marzo e ha creato il suo gruppo assieme al fidanzato Manuele, di Padova: fanno giardinaggio, raccolgono ferro dai campi di lavoro e portano avanti l’attività dei miei genitori, Gabriella e Francesco”.

Il racconto prosegue su Fc.

Addio a Ugo Mazzoni, 34enne amico del Tardini. Aveva coronato il suo sogno, di opinionista a Teleducato Parma

ugo mazzoniTorno a casa da Bologna, ho dormito pochissimo, devo finire il montaggio di Filippo Boniperti. Qualche riga sull’Europa league, lavori in arretrato, pizza, pensieri. Il dispiacere per il pari interno del Torino. Arriva un sms di Gabriele Majo, direttore di Stadiotardini.it: “E’ morto Ugo Mazzoni?”.

Non ci voglio credere, non ci posso credere. Chiamo in Gazzetta di Parma, non risulta. Arrivo a casa. Ugo mi disse che aveva problemi simili al compianto Pino Colombi, per anni mio compagno di stadio. Però, 34 anni. Com’è possibile?

Non mi è mai capitato di chiedere se è morto un amico, ma da scrivere, anche. Ugo al telefonino non risponde, ci sentivamo raramente.

Telefono a casa, mi consulto con Silvia. Come si fa? Il dovere di cronista si mischia all’amico in ansia. Risponde la madre: “Ugo è…”.

Forse l’ho vista una volta, avevo conosciuto il papà, era un mio spettatore nelle ospitate sulle tv parmigiane.

Era un immenso tifoso del Parma, un grande esperto di calcio, inteso come partita, come tutto. Molto più di chi scrive. Anni fa, non ricordo in quale stagione, esattamente, ma c’era ancora Fernando Couto, forse dunque quando il Parma retrocedette per diverse partite venne con me.

Sì, quell’annata disgraziata. Ugo in tribuna stampa si trasformava in quasi ultrà, mi distraeva, mi voleva dimostrare di sapere molto più di me. Non faceva fatica. Perchè io devo seguire mille cose.

Aveva collaborato con l’Informazione di Parma, l’avevo segnalato io all’amico Matteo Billi. Si era occupato di rugby, aveva coperto in precedenza 2-3 servizi per conto mio, di prova, ma ovviamente pubblicati a nome mio.

Voleva fare il giornalista, l’opinionista, non accettava che la strada fosse lunghissima. Lo presentai a Enrico Boni quando questi commentava per radio Bruno, apprezzò il suo intervento. Parlai di lui a Michele Angella, che nel tempo lo portò almeno 5 volte a Teleducato Parma.

Ci sentivamo 2-3 volte l’anno, al ritorno dalle mie vacanze, perchè tutti sanno che preferiscono farmi vivo io, per non finire sotto pressione eccessiva.

Ugo aveva coronato in qualche modo il suo sogno, opinionista sul Parma. Nove anni fa, a E’ tv Parma, aveva telefonato e vinto una maglia crociata.

Ugo era molto apprezzato da Michele Angella, il parziale di 5 ospitate stagionali era fermo al nostro ultimo contatto. Non so quante ne avesse inanellate. Ci teneva molto.

Andai al suo compleanno, appena ci eravamo conosciuti.

Ricordo quando mi raccontò che l’adorato padre Gian Carlo aveva conosciuto in vacanza Paolo Grossi, firma de La Gazzetta di Parma. Sperava, grazie a lui, di scrivere di Parma per la Gazzetta. Nel tempo aveva capito che serviva pazienza.

Mi fermo, il resto uscirà su La Gazzetta di Parma ma di dopodomani, perchè stasera la notizia è arrivata troppo tardi per smontare una pagina.

Sono senza parole. In avvio di settimana Erio Stecchezzini, potenzialmente nonno di Ugo Mazzoni, 74 contro 34 anni.

Ugo. Un polemista come pochi. In quell’anno della retrocessione gialloblù quando incrociava in giro i giocatori quasi li provocava, li rimproverava.

Andava in curva, è capitato di chiedergli i voti delle partite del Parma, alcune volte. Ugo. Non dico altro. Ugo, con quel nome così singolare per un giovane. Ugo, di una umanità pari alla vis polemica.

Il meglio del 2014. Una maratona in carcere: “Libertà tra i muri”. A Nantes detenuti impegnati in una 42 km disegnata dalla direttrice della prigione.

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Uno dei cinque detenuti che ha gareggiato a Nantes

Tra le tante curiosità del 2014 che vi segnaliamo c’è la maratona in carcere: “Libertà tra i muri”. I cinque partecipanti hanno corso per 42 chilometri compiendo 66 giri su un anello di 638 metri.

Il racconto è su La Stampa del 10 novembre, a firma Giulia Zonca.

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/francia-a-nantes-maratona-in-carcere-una-q42-kmq-inedita-disegnata-dalla-direttrice.

 

Serie B. Giocatori e staff di varie squadre dedicano la propria giornata alla diversa abilità.

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Lo Spezia impegnato nella campagna per il sociale

Lo Spezia ha organizzato un torneo di biliardino con tanto di trofeo, a Trapani invece la partita si è disputata su varie discipline mentre a Catania la sfida è andata in scena sotto canestro. A Bologna invece giocatori e diversamente abili hanno passeggiato insieme per la città in modo da verificare lo sforzo nell’abbattimento delle barriere architettoniche, mentre a Lanciano la squadra si è fermata a cena con i ragazzi dell’Anffas.
Si è svolto oggi nelle città della Serie B il terzo appuntamento di Un Giorno per la nostra città, dedicato alla diversa abilità. Centinaia fra atleti, tesserati e staff tecnici hanno dedicato, insieme al proprio territorio, la giornata ai temi legati alla riduzione delle capacità motorie e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Si tratta di attività concordate con le Amministrazioni Comunali, svolte in centri, campi e auditorium all’interno dei quali giocatori e ragazzi con disabilità hanno giocato, si sono divertiti e hanno assistito a un allenamento concretizzando insieme il messaggio di integrazione che da sempre lo sport promuove.

A Bari i giocatori si sono confrontati con gli ospiti di una struttura sulle problematiche legate alle barriere architettoniche a Crotone, Pescara, Carpi, Terni, Modena, Cittadella e Livorno ma anche ad Avellino e Vercelli hanno visitato centri per diversamente abili. A Varese la squadra ha fatto tappa a un centro di formazione e inserimento lavorativo. Attività ludiche con coinvolti calciatori e ospiti a Frosinone, Vicenza e Latina. A Brescia alcuni ospiti erano presenti sugli spalti del Rigamonti per assistere all’allenamento e dimostrare l’assoluta assenza di barriere architettoniche. A Chiavari venerdì 23 gennaio il campione del mondo di handbike intratterrà ospiti e calciatori. Iniziativa posticipata anche a Perugia: si svolgerà
mercoledì 28.

Come detto si tratta del terzo incontro in questa stagione, dopo quello del 5 novembre dedicato ai bambini e del 10 dicembre rivolto alla terza età. Un Giorno per la nostra città è un progetto pensato da Lega Serie B con l’obiettivo di aderire al principio di prossimità e saldare il legame con la propria gente.

Un Giorno per la nostra città è alla seconda stagione ed è promosso da Lega Serie B, con il patrocinio dell’Aic, dell’Aiac e dell’Anci, e prevede che ogni società dedichi un giorno al mese al territorio, da novembre a marzo, impegnandosi a realizzare iniziative a favore dell’infanzia, della terza età e dei diversamente abili, oltre a decoro
urbano e integrazione sociale, appuntamenti questi ultimi due previsti rispettivamente il prossimo 18 febbraio e 25 marzo.

Biagio Bianculli