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Il Gazzettino, tennis. Il friulano Barazzutti, ct azzurro, scrive delle semifinali di Vinci e Pennetta: “Hanno la stoffa delle campionesse, valorizzata dagli allenatori”.

Corrado Barazzutti guida l'Italia dal 2001
Corrado Barazzutti guida l’Italia dal 2001

Da friulano, per il Gazzettino del nordest, il capitano non giocatore della Davis e della Fed. cup accetta di scrivere delle semifinali vinte dalle due pugliesi.

di Corrado Barazzutti

Sono sbarcato da New York nel pomeriggio, perchè domenica mattina parto per la Siberia, con i 4 azzurri di coppa Davis. Ho fatto in tempo a vedere le due semifinali, è qualcosa di veramente fantastico: due italiane in una finale di un torneo del grande slam. Mai successo, tantopiù contro le due migliori al mondo. E’ una finale tutta azzurra strameritata.

Non ho idea se Serena Williams non fosse al meglio, considerato che era un po’ ferma. La realtà è che Roby Vinci ha giocato con grandissima freddezza, è stata brava a rimanere lì, attaccata alla partita, con molta determinazione e pochissimi errori. Magari, a un certo punto, come succede a tantissimi giocatori, nell’americana può essere subentrata la paura, per il grande slam che sfuggiva.

E’ bellissima la storia di queste due ragazze pugliesi, cresciute nella stessa scuola e approdate assieme al centro federale di Tirrenia. Sono grandi amiche e con questa finale fanno benissimo al nostro tennis, ispirano il movimento. E’ così che nascono i campioni, i bambini davanti alla tv vedono le loro prodezze e iniziano a giocare, tentando di emularle. E’ un momento unico per l’intero sport italiano, a livello mondiale.

Entrambe hanno la stoffa delle campionesse, io le guido solo in Fed.cup e ne abbiamo vinte 4, ma i meriti sono anche dei loro allenatori. Il palermitano Francesco Cinà segue Roberta da anni e l’ha portata a questi grandi risultati, lo spagnolo Salvador Navarro da 2 stagioni ha fatto recuperare Flavia dall’operazione. E adesso non chiedetemi per chi tengo…

(testo raccolto da Vanni Zagnoli)

Tennis. La più grande impresa nella storia è di Roberta Vinci, impedisce il grande slam a Serena Williams. E’ la prima finale tutta italiana in uno dei 4 super tornei

Roberta Vinci è in finale, con Flavia Pennetta
Roberta Vinci è in finale, con Flavia Pennetta

E’ il momento più alto nella storia del tennis italiano, due azzurre in finale, in un torneo del grande slam. A Flushing Meadows accade qualcosa di impensabile, Roberta Vinci batte Serena Williams, la ferma alla penultima vittoria, impedendole di completare il grande slam.

E’ qualcosa di incredibile, per lo sport nostrano, vedere una ragazza normalissima, filiforme, superare quella montagna di muscoli, terribilmente potente al servizio fa sentire meno diversi.

Serena ha provato la paura di perdere e ha perso, lo dicono il ct della Fed. Cup Corrado Barazzutti e l’ex ct Adriano Panatta.

Serena è in evidente sovrappeso, ma proprio quella è la sua forza. A un certo punto gioca da ferma, come paralizzata.

Roberta è continua, tiene botta, risponde agli attacchi con grazia e convinzione.

Nel terzo set se la prende con il pubblico: “Un po’ anche per me, c…”. Già, ha ragione. E’ troppo facile fare il tifo per chi gioca in casa e ha battuto ogni record, escluso il grande slam della tedesca Steffi Graf.

Poi da ragazza meridionale conquista tutti, nell’intervista sul campo. Dapprima la rimanda, non se la sente, l’emozione è troppa. Occhieggia, si comporta da italiana scanzonata, fa smorfie.

Il derby di finale è stasera, dalle 21, pioggia permettendo.

Adesso ci si può dividere, tra la bellezza di Flavia Pennetta e la classe di Roberta Vinci.

 

Desideriamo imprese in sequenza: la prima finale tutta italiana di uno slam di tennis; l’Italia vincente nella coppa del mondo di volley, agli Europei di basket, agli Europei di volley, maschili e femminili. Diamo un calcio al calcio, offuschiamo il mondiale del 2006

Flavia Pennetta non ha mai disputato la finale di uno slam
Flavia Pennetta non ha mai disputato la finale di uno slam

di Silvia e Vanni Zagnoli, con gli amici Puzzolo e Occhiuto, Giudice e Pigato, Pignagnoli e Giovanni Nicotera.

Abbiamo voglia di imprese in sequenza: della prima finale tutta italiana di uno slam di tennis, servirebbe il miracolo di Roberta Vinci, Pennetta non parte battuta.

Desideriamo ; l’Italia vincente nella coppa del mondo di volley e agli Europei di basket, come nell’83 e nel ’99. Bramiamo l’oro agli Europei di volley, maschili e femminili.

Diamo un calcio al calcio, offuschiamo il mondiale del 2006, in 12 anni sono arrivate appena due coppe, le Champions di Milan e Inter.

Si vive anche senza calcio, anzi…

 

Tennis. Un finalista sarà svizzero, l’altra semifinale è fra Djokovic e Cilic.

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Roberta Vinci

Nel pomeriggio  le semifinali femminili degli Us open, con le pugliesi Vinci e Pennetta. Era prevista pioggia e nell’aria c’era il rinvio a oggi: la copertura è stata installata di recente, sarà utilizzabile dalla prossima edizione.

Vinci affronta Serena Williams, lanciata verso il grande slam, a seguire Pennetta con la romena Simona Halep, numero 2 al mondo, capace di battere la bielorussa Azarenka per 6-3, 4-6, 6-4, con un’interruzione per pioggia. Pennetta era già arrivata in semifinale due anni fa (fermata da Azarenka): per 4 volte raggiunse i quarti e ha superato Halep in 3 incontri su 4. Da partner di Sara Errani, invece, nel doppio manca l’accesso in finale, superata per 6-4 6-1 dalla miglior coppia al mondo, Hingis (Svizzera) e Mirza (India).

In campo maschile, oggi dalle 18 le semifinali, su Eurosport. Una sarà elvetica, tra Federer e Wawrinka, vittoriosi in 3 set e in un’ora e mezza. Il numero 2 piega il francese Gasquet 6-3, 6-3, 6-1, Wawrinka rifila un 6-4, 6-4, 6-0 a Kevin Anderson, per la prima volta ai quarti: nel terzo parziale, il sudafricano conquista appena 5 punti. L’altra semifinale è tra il serbo Djokovic e il croato Cilic, campione in carica.

Vanni Zagnoli

Tennis. Abbiamo due sorelle d’Italia, Roberta Vinci e Flavia Pennetta in semifinale agli Us Open. Peccato che Serena Williams sia lanciatissima verso il grande slam.

Roberta Vinci è alla prima semifinale in uno slam
Roberta Vinci è alla prima semifinale in uno slam

Vanni Zagnoli
Due italiane in semifinale in un torneo del grande slam, non era mai successo. Entrambe sono ultratrentenni e pugliesi, Roberta Vinci ha 32 anni e mezzo, da 43^ al mondo affronta nel pomeriggio di oggi Serena Williams, che nel derby con la sorella Venus si è imposta per 6-2, 1-6, 6-3. La minore delle sorelle americane è a due successi dal grande slam, centrato nell’88 dalla tedesca Steffi Graf.

Il pronostico è impossibile, per Vinci l’impresa sarebbe anche solo portare a casa un set.

Ieri sera all’Us open è passata anche Flavia Pennetta, 33 anni, capace di battere la numero 5 del tabellone Petra Kvitova per 4-6, 6-4, 6-2.

La brindisina è numero 26 e a Flushing Meadows è alla seconda semifinale: approfitta dei 52 errori non forzati della ceca, che aveva iniziato con personalità. Dal 3 pari, nel secondo parziale, la supremazia è di Pennetta, al 4° successo in 7 incontri con la ex numero 2 del mondo. Crollata dal 2-1 e 0-30, nell’ultimo set.

Kvitova vinse Wimbledon nel 2011 e nel 2014, stavolata Flavia ha mostrato capacità di reagire, nel primo set sembrava apatica, dà spesso quella sensazione, con il suo tennis di classe, controllato.

“Ha inciso il calo finale dell’avversaria – racconta -, io ho cercato di concentrarmi al massimo nel tentativo di vincere”.

Flavia ha la possibilità di raggiungere la prima finale della carriera, in un torneo dello slam. Attende la vincitrice del confronto tra Victoria Azarenka e Halep, fermato sull’1-1. La bielorussa è avanti 2-1 nel terzo set, adesso il match è fermo per pioggia.

Flavia e Roberta hanno fatto grande il tennis italiano in questo millennio, assieme a Sara Errani e a Francesca Schiavone. La Schiavo ha vinto Roland Garros, Pennetta e Vinci probabilmente non ci riusciranno, solo perchè di mezzo c’è Serena Williams.

 

 

Tennis. L’impresa di Fognini, batte Nadal, è il primo italiano agli ottavi, 10 anni dopo Sanguinetti. Passa anche Roberta Vinci, fuori Seppi contro Djokovic

Fabio Fognini
Fabio Fognini

Il talento pazzo di Fabio Fognini perfeziona un’altra impresa. Rimonta su Rafa Nadal e raggiunge per la prima volta gli ottavi agli Us Open. E’ il primo italiano a riuscirci dopo un altro ligure, Davide Sanguinetti, che raggiunse la seconda settimana di incontri 10 anni fa.

Stessa impresa per Roberta Vinci in campo femminile, mentre Andreas Seppi non ce l’ha fatta contro il numero 1 del mondo Novak Djokovic.

 

Fognini è alla migliore partita della carriera, se l’aggiudica in tre ore e 46′ , per 3-6 4-6 6-4 6-3 6-4. Solo una volta, in passato, il fuoriclasse spagnolo aveva perso dopo essersi aggiudicato i primi due set, avvenne 11 anni fa contro l’altro grande del tennis mondiale, Roger Federer.

Fognini è numero 32 del ranking, è al terzo successo in 8 sfide contro Nadal, che dunque lo soffre particolarmente.  Ha rovesciato il match nel 3° set, recuperando il break di svantaggio e poi strappando di nuovo il servizio.

La differenza risalta dai colpi vincenti, 70, contro i 30 dello spagnolo. Che vanta 14 titoli nel grande slam, fra cui due a Flushing Meadows, nel 2010 e 2013. Dopo un decennio, tuttavia fallisce per la prima volta l’obiettivo di vincere almeno un torneo ‘major’ per stagione.

Ora Fognini affronterà un altro spagnolo, Feliciano Lopez, numero 19. Adesso viene il difficile perchè dopo un’impresa ha la tendenza a tirare il fiato

Tennis. 40 anni fa la storica vittoria di Arthur Ashe nel torneo di Wimbledon. Morì per l’Aids, colpa di una trasfusione infetta. Obama: “Un simbolo della lotta per la libertà”.

AsheLa vittoria dei Championships. Arthur Ashe trionfava a Wimbledon, primo giocatore di colore a festeggiare sul mitico Centrale. Era il 1975, non solamente un trionfo tennistico, ma un evento che oltrepassò i confini dello sport, per assumere un valore politico-sociale.

Un ricordo indelebile che l’All England Lawn tennis and croquet club, come da tradizione, non celebra perchè i campioni passano, mentre il blasone del torneo resta immortale.

”La sua eredità vive ancora oggi”, dice Serena Williams che guida la classifica mondiale della Wta.

“Una vittoria che ha rotto le barriere, un fatto storico per tutta la comunità afroamericana, senza di lui oggi non sarei qui”.

Parole della tennista britannica Heather Watson.

Infine l’autorevole dichiarazione di un altro esponente che ha lasciato un segno nella storia, Barack Obama, presidente degli Stati Uniti. “Un simbolo della lotta per la liberta”.

Ashe nasce nel 1943 in Virgina, nel profondo Sud, ancora legato alla tradizione segregazionista.

Orfano di madre in tenera età, viene cresciuto dal padre, consegue una borsa di studio all’Ucla. Un colored che si impone in uno sport tipicamente appannaggio dei bianchi stupisce ma i risultati sono incontrovertibili. Nel 1963 entra nella squadra di coppa Davis, nel 1968 vince il primo slam, gli Us Open, allora disputati a Forrest Hills, nel 1970 gli Australian Open.

L’appuntamento con la storia è fissato per il 5 luglio 1975. Finale del singolare maschile di Wimbledon. Ashe batte Jimmy Connors, numero uno e campione uscente. Il gentleman stile Sidney Poitier contro il ragazzo di campagna che idolatra Dean Martin. Quattro set che consacrano un nuovo eroe della racchetta.

Morirà nel febbraio 1993 per Aids contratto mediante una trasfusione di sangue effettuata durante un’operazione al cuore. Negli ultimi anni della sua vita si era dedicato all’associazionismo e all’impegno contro l’apartheid in Sudafrica. In sua memoria gli è stato intitolato il campo centrale di Flushing Meadows, a New York, dove si giocano gli Us Open.

Tennis. La 16enne Ines Ibbou è l’unica tennista algerina. “Sono musulmana ma voglio vestirmi a mio piacimento”.

inesibbouE’ musulmana, gioca a tennis e vuole vestirsi come preferisce.

Ines Ibbou, 16 anni, di Algeri, è l’unica tennista algerina in circolazione.

Gioca indossando bandana bianca, maglietta arancione, pantaloncini viola e scarpe fucsia. In questi giorni è a Santa Croce sull’Arno (Pisa), per gli Internazionali juniores, in programma fino a sabato.

“Il problema – spiega – è che in Algeria sono l’unica a praticare il tennis a certi livelli. E’ sempre stato così, da quando decisi di iniziare. Fu allora che mio padre mi disse che avrei potuto fare la mia scelta”. Ines Ibbou, spiega una nota degli organizzatori del torneo, “è la numero 68 tra le junior ed ex 780 tra le pro (prima dell’infortunio del luglio scorso alla caviglia destra).

Oggi, al secondo turno, ha polverizzato (61,60) la numero 2 del seeding, la cinese Wushuang Zheng (numero 21 al Mondo), giocando un tennis molto vario, tecnico, con un rovescio in top-spin e un dritto importante”.

“In Algeria sono una star – racconta Ines – mi vogliono tutte le radio e le tv del Paese. E quando sono libera, coltivo una passione, andare sul go-kart. Adoro le macchine, sono tifosissima della Ferrari. Alle donne algerine che non praticano sport dico di non avere paura, di fare la propria scelta, senza rimorsi”.

Ines ha iniziato a sei anni: “Presi la racchetta in mano e me ne innamorai. Andavo a scuola, poi il tennis. Ma non ci sono mai state compagne con cui confrontarmi, solo maestri. Dal prossimo settembre mi sposterò a Valencia, all’accademia TenisVal, dove lavora Sergio Gallego, il coach che mi segue nel circuito italiano. Sono arrivata qui grazie alla federazione e al ministero dello sport”.

Tennis. Australian Open: Seppi firma l’impresa, elimina Federer e vola agli ottavi. E’ l’evento dell’anno per le racchette azzurre, rilancia su Fognini

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Andreas Seppi

 

(b. bianc.) – Un’impresa nel tennis. Andreas Seppi ferma Federer a Melbourne e vola agli ottavi di finale. Per l’italiano è la prima vittoria contro Federer e per la quarta volta accede agli ottavi. Dopo 17 slam il tennista svizzero si ferma prima delle semifinali e quattro titoli vinti. A Melbourne non succedeva dal 2004.

Per leggere l’articolo integrale continua qui, su Il Mattino di Napoli. http://sport.ilmattino.it/altrisport/australian-open-seppi-federer/1138356.shtml

(v.zagn.) – E’ l’impresa dell’anno per le racchette azzurre, Seppi vuole risorpassare Fabio Fognini.