Archivi categoria: Vanni Puzzolo

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Dal 20 ottobre 2016, è attivo il nuovo sito vannizagnoli.it, con youtube. Grazie da Silvia e Vanni Zagnoli. E soprattutto dagli amici.

Il sito all’indirizzo attuale non sarà più aggiornato. Tutti gli articoli pubblicati sono stati trasferiti sulla nuova piattaforma e rimarranno comunque qua come ulteriore archivio.

Puzzolo: “Allegri, non conta solo vincere, per avere ambizioni di vittoria finale importa giocare bene. Buffon: nessuna lesa maestà, solo critiche lecite. Zagnoli: “Inflessibilità anche nei confronti di chi in campo non si vede”

di Vanni Puzzolo

Lione-Juve , due considerazioni.
Buffon ha fatto il Buffon, dimostrando che due errori non sono niente, solo episodi sporadici in una lunga carriera.
Io però non mi sono accorto di tutte queste infamie che gli sarebbero state gettate addosso, certo ha sbagliato due partite in una settimana, una con la Nazionale e una con la Juve, i suoi errori sono stati rimarcati, lui criticato, come accade a tutti, e come a me sembra lecito.
Sarà esaltato quando ripeterà prestazioni come ieri e sarà ricriticato quando risbagliera’, ma sinceramente, con tutta la stima, non credo sia stata lesa maestà’.
Allegri dice, spesso, ultimamente, contava solo vincere.
Io credo che conti anche giocare bene, così facendo si vincerà più facilmente e meritatamente e meno casualmente.
Altrimenti poi quando perdi una finale o con il Bayern, non puoi dire abbiamo perso immeritatamente, perché i tedeschi potrebbero dire : contava solo passare il turno.
La Juve ha giocato bene per 20/25 minuti, e male per il resto, ha rischiato seriamente di perdere, e alla fine ha vinto giocando in maniera utilitaristica e grazie ad una prodezza di Quadrado, mettendo in campo anche tanto cuore. Certo tre punti utili, ma sarebbe preferibile sentire fare analisi diverse, da una squadra che si ripromette di tentare di vincere la champions.
Perché la Champions non si vince con il solo cuore, e nemmeno,giocando in maniera utilitaristica, ma giocando bene.

(v.zagn.) Su Allegri, sono d’accordissimo, su Buffon, anche. I due errori del portiere forse più grande di ogni tempo sono stati eclatanti. L’unica attenuante. Chi sbaglia gol fatti comunque è preso meno di mira, rispetto a un portiere.

Penso al movimento senza palla. Ci sono giocatori insulsi, impalpabili, che fanno un lavoro talmente oscuro che risultano trasparenti. Lì, magari, diamo 4,5 anzichè persino un 6: “Non ha fatto danni”

Puzzolo. Il libro di Icardi è un falso problema. Serve un uomo forte a dirigere. Il vicepresidente Zanetti quanto conta? Il ds Ausilio guida una Ferrari, senza patente. Zagnoli: “Ausilio ormai è navigato. Il problema sono i procuratori”

Puzzolo con la moglie

Mauro Icardi, Inter. Sarà ancora capitano?
Mauro Icardi, Inter. Sarà ancora capitano?

Se i problemi l’Inter spera di risolverli togliendo la fascia ad Icardi, e’ il chiaro esempio di come non risolverli i problemi.

Ora l’Inter ha una società economicamente molto forte, e lo sarà ancora di più, tolti i paletti del fair play finanziario, ma al vertice dell’Inter non c’è una personalità forte, carismatica, capace di dirigere una società di questo livello.

Zanetti non si capisce se ha solo un potere rappresentativo o reale.

L’area tecnica affidata ad Ausilio che in vita sua ha sempre fatto solo il secondo, che ha dimostrato di essere bravo con i giovani, ma non ha certo l’autorevolezza per essere ascoltato da unospogliatoio di grandi giocatori.

Ausilio, non a caso, e’ il primo responsabile della gaffe sorta con il caso Icardi.

Ma come puoi andare alla presentazione del libro del tuo giocatore, quindi di fatto dando l’egida di tutto ciò della società, e non ti sei preoccupato di leggerlo così da non sapere che sarebbe stato un clamoroso autogol per le accuse contro i tuoi stessi tifosi?

Certo Icardi in queste cose e’ leggero, la sua vita privata, il,suo gossip, i social, spesso,  lo hanno portato fuori del seminato, ma tu Società, hai il dovere di vigilare, se un giocatore scrive simili cose nel suo libro, tu devi imtervenire, o perlomeno, dissociarti.

Moggi era quello che era, ma in società nessuno poteva muoversi a suo piacimento, lui controllava tutto, compreso i biglietti omaggio.

Trope volte all’Inter c’è questo senso di … assenza…, chi ha scelto De Boer? Chi mette in vendita Santon venduto a bene tre squadre, ripudiato per problemi fisici e oggi titolarissimo nell’Inter?

E la gestione del caso Brozovic vi sembra fatta bene?

Meno male che il prossimo anno arriverà il cholo Simeone e che sistemerà diverse cose.

Vanni Puzzolo

(v.zagn.) Il parere di Vanni è sempre illuminante, tantopiù di Inter. Comandano i procuratori, ormai, ovunque. Il ds Ausilio sono anni che lavora, dalla Pro Sesto a braccio destro di Marco Branca, uscito da almeno un biennio. Vorrei intervistarlo per la Gazzetta del Sud, da calabrese.

Certo che Icardi è leggero, perchè accanto ha una donna leggera, una quasi ex sexy star.

Serve gente con la testa sulle spalle, nel calcio, non gente innamorata di sè.

 

Puzzolo. “Caro Maldini ti scrivo: ti stimo, ma questa volta sbagli. Pellè: sbagliare una volta è umano, ma ripetersi…”

Maldini Paolo con il padre Cesare, hanno fatto veramente la storia del Milan
Paolo Maldini con il padre Cesare: hanno fatto veramente la storia del Milan

Ero presente il giorno del tuo addio al calcio giocato a San Siro, Milan-Roma, avete perso, era fine stagione faceva un caldo pazzesco, ricordo il tuo giro di campo finale, e gli applausi scroscianti della tribuna, ma ricordo pure il  fischi della tua curva, la tua faccia schifata passando sotto quei fischi e il tuo ” bravi complimenti con tanto di applausi,” , era veramente uno scandalo che la curva del Milane ti stesse fischiando.

Il tutto perché tu sei stato, eri e sarai una schiena retta, un “hombre vertical” non andavi ai club, non regalavi biglietti agli ultras, e non sei mai sceso a compromessi, oltre che un grandissimo campione, per me,  sei stato pure un grande uomo, anzi lo sei ancora.

La stima che ho per te,però, non mi impedisce di farti notare, umilmente ( chi sono io in fondo per permettermi tanto ?) che questa volta sbagli, stai sbagliando , o forse, sei male consigliato, oppure hai valutato male la situazione.

Hai sempre detto che non ti interessava tornare a fare l’uomo immagine del Milan, che non ti interessava essere solo una bandiera, che non volevi fare il soprammobile, e che volevi metterci la faccia e prenderti  responsabilità in prima persona.

Fin qui, nulla da eccepire, ma sul resto, sinceramente non condivido.

La nuova proprietà cinese del Milan ti vuole e chiede al suo uomo di fiducia, colui a cui è stato dato l’incarico più alto di formare il nuovo staff tecnico di contattarti e di offrirti la responsabilità dell’area tecnica, da condividere con il ds Mirabelli, e tu rifiuti sdegnato.

Perdonami Paolo, tu sei stato sicuramente un grande campione, e avrai sicuramente le stimmate del grande dirigente, ma, per ora, in quel campo hai fatto zero virgola zero.

Fassone nel suo piccolo e’ già stato direttore alla Juventus, al Napoli e all’Inter, ora gli hanno affidato il Milan, e’ lui il manager di riferimento della società , lui ti contatta per un posto importante, e tu dici che vuoi rispondere del tuo operato solo alla proprietà .

A me sembra sbagliato, e anche poco rispettoso per chi ti ha cercato.

Pensi sia riduttivo condividere le responsabilità tecniche di mercato con Mirabelli? ma guarda che Mirabelli ha già fatto più di 10 anni di gavetta, di marciapiede, e ha scoperto e portato all’Inter fior di giocatori, ti sembra un reato di lesa maestà rapportarti con lui?

Francamente mi sembri un po’ presuntuoso.

Nessuno nasce imparato, anche se tu sei un campione, ma in questo ruolo ancora devi dimostrare tutto, forse era il caso di coadiuvare gente che ha già dimostrato capacità e che ora ha esperienza, poi, in seguito , se le tue capacità fossero ( e sicuramente lo saranno) così spiccate, e’ normale che pretenderai una tua leadership.

Sembra che tu abbia pure detto, anche se in un’altra intervista poi hai dichiarato che non avete mai parlato di soldi, che tu non puoi guadagnare meno dei calciatori, ma che discorsi sono ?

I calciatori quali? Tu sai bene che nelle squadre ci sono i Locatelli, e i Bacca, e che i compensi sono direttamente proporzionali alla carriera fatta, al ruolo, al valore di mercato, certo, giusto che tu non guadagni come un normale impiegato, ma a me sembrava più giusto dire, la questione economica non mi interessa ora, datemi ciò che volete, se dopo un anno di lavoro avrò dimostrato e sono contento, allora il mio ingaggio lo discuteremo.

Insomma, Paolo, ti stimo ancora, ma credo che se non andrai al Milan, e si dice che la proprietà cinese sia molto seccata, credo che sarà stata veramente un’ occasione persa per tutti, ma in particolare, per te.

Caro Pelle’ , io agli Europei ero stato uno dei pochissimi che ti avevo giustificato e creduto, pensavo veramente che il tuo modo di battere il rigore fosse stato solo un tentativo per caricare te ed innervosire Neuer, e seppur tanti italiani e il web in particolare ti avevano massacrato, io ho pensato che tu lo fossi stato ingiustamente.

Ora, dopo lo sgarbo, dopo il poco rispetto del tuo gesto di ieri sera, comincio a pensare che tu non sia poi così innocente e che certe situazioni te le vai a cercare.

Ventura ha fatto bene a difenderti in pubblico ma ad applicare il regolamento del buon senso e dell’educazione escludendoti dai convocati per la gara in Macedonia.

Vero che hai chiesto anche scusa, ma sinceramente, oltre che tardive, mi sono sembrate solo scuse di facciata, hai mancato di rispetto ai tuoi compagni, al tuo allenatore e a tutti gli italiani, e, la recidività dei tuoi comportamenti porta a pensare che in te qualcosa debba cambiare alla svelta, altrimenti mi sembra giusto che avendo scelto i milioni della Cina per fare il tuo lavoro, tu ci resti a lungo.

Vanni  Puzzolo

 

Puzzolo. Roma-Inter è il festival degli errori difensivi. Sassuolo scippato, Guida da fermare

Vanni Puzzolo con il tablet impegnato a scrivere. Da d.s del San Marino subì uno dei più grossi scippi di campionato accaduti nei dilettanti
Vanni Puzzolo con il tablet
impegnato a scrivere. Da d.s del San Marino subì uno dei più grossi scippi di campionato accaduti nei dilettanti

Per quanto i commentatori di Sky si siano impegnati ad  esaltare la partita, per quanto il pubblico si possa anche essere divertito, per quanto i giornali stamane hanno raccontato di una partita spettacolare, io rimango della mia idea: Roma-Inter e’ stata una partita da anti-calcio, da obbrobrio calcistico, da museo degli orrori soprattutto per la parte difensiva.

Gianni Brera , provocando, diceva che la partita perfetta doveva finire zero a zero, ora io non voglio dire questo, ma una gara con 30 e passa occasioni da gol, con 40 tiri non è una partita da esaltare, credo che nessun allenatore ne sarebbe fiero, e’ una partita, forse, da calcio inglese, o meglio olandese, ma in Italia non si può vedere.

Una vera squadra anzitutto deve avere equilibrio, la fase difensiva deve essere fatta bene come quella offensiva, il centrocampo deve fare filtro, oltre che a proporre gioco, in mancanza di questo, non si chiama squadra, ma armata brancaleone.

Certo alla fine gioisce Roma, e con i tre punti prende le cose positive che pur ci sono state, ma credo che nelle segrete stanze Spalletti non abbia difficoltà ad ammettere che in questo modo grandi obiettivi sono preclusi.

Peggio ancora l’Inter che ha pure perso, ma che dovrà riflettere su più cose che onestamente sono inspiegabili.

Andare in svantaggio 8 gare su 9, spesso nel primo tempo , significa un approccio sempre sbagliato, la squadra è scollata, il centrocampo non filtra e la difesa viene sempre presa in velocità.

Sentire De Boer dire : “ci ha sorpreso la velocità di Salah, ” è una frase che da sola meriterebbe un ” esonero per giusta causa” :  ma come prepari una partita con la Roma e ti sorprende se Salah in velocità e’ incontenibile? parole che dovrebbero fare riflettere i vertici nerazzurri su come conosce il campionato italiano.

L’Inter sono tre anni che con i terzini non ci capisce nulla, nessuno è adeguato alle aspettative e ai livelli richiesti, ma che Santon, dopo essere stato venduto a tre squadre diverse, e puntualmente rifiutato per non avere superato le visite mediche, faccia il titolare, a me sembra pazzesco, che poi lo mettano a sinistra dove la velocità di Salah dovrebbe essere conosciuta, mi fa capire perché all’Inter siano diversi anni che non ne azzeccano una.

In Italai, la squadra deve essere costruita dalla difesa, non a caso, anno scorso Mancini, con una difesa impenetrabile, era riuscito a stare in testa alla classifica per un girone , pur con una squadra con limiti evidenti.

De Boer  vuole portare la sua mentalità olandese? mi può stare bene, giocare e proporre gioco non è una cosa sbagliata, ma la squadra deve essere compatta, giocare da squadra, i reparti muoversi con armonia ed essere coesi, al’Inter tutto questo non accade e gli avversari, si anche quelli scarsi o impronunciabile come gli israeliani , non è un caso che affondano la difesa come fosse burro.

Se poi Icardi, come ieri sera, non gioca, o si dimentica di fare il trascinatore che seppe essere con la Juventus dove faceva a sportellate  con Chiellini e Bonucci, ma si limita ad aspettare il pallone, ecco che non ti puoi aspettare nulla di buono.

Certo ieri sera, forse, gli spettatori si saranno divertit, ma per chi guarda il calcio per vederlo giocare con una logica, ieri sera è stata una fiera degli errori tecnici e tattici, basta pensare che solo nel primo tempo, l’Inter ha fatto ben 27 passaggi sbagliati.

A San siro nel Pomeriggio  si era perpretato un vero e proprio scippo, autore l’arbitro campano Guida, proprio nel giorno dell’esordio della V.A.R., chissà come sarebbe finita se non fosse stata solo sperimentazione , ma fosse stata già pronta da usare!

Il Sassuolo stava dando la solita lezione di calcio al Milan, con mezza squadra e  reduce dalle fatiche di coppe, aveva in mano la gara e il risultato, 3-1, il Milan era alla deriva, è già pesavano sulla gara episodi dubbi presi tutti a favore del Milan.

Per l’ineffabile direttore di gara però non bastava e quindi decideva di ” alterare” il risultato regalando un rigore al Milan e rimettendo i rossoneri in partitai quali  poi sono stati bravissimi a capitalizzare il regalo e a ribaltare il risultato, certo anche il Sassuolo ha le sue colpe, però la decisone sbagliata  ha cambiato la gara.

Bravissimo Di Francesco a dichiarare, io mi tengo volentieri la prestazione, il Milan prenda pure i tre punti, forse voleva aggiungere, se noi giochiamo sempre così, vinciamo spesso e se i rossoneri giocano sempre così, vincono poco.

Vanni Puzzolo

Puzzolo. La sconfitta in coppa ha fatto bene all’Inter; la sconfitta con l’Inter farà bene alla Juventus. Conta più l’atteggiamento del modulo. Mancini voleva Yaya Tourè, ma l’ivoriano al City resta in tribuna

Yaya Tourè
Yaya Tourè

Dicono “vincere aiuta a vincere”, questa volta si può sostenere il contrario, ” perdere, aiuta a vincere,” nel caso dell’Inter, aiuterà, per quanto riguarda la Juventus.

“Inter non ti vergogni?” Anche la Gazzetta dello sport, era esplosa di sdegno dopo la rovinosa sconfitta in Europa Legue contro gli israeliani.

Evidentemente si, si sono vergognati al punto che sono riusciti a rimontare e a battere, con merito, la Juventus, sulla carta, una delle migliori squadre europee, fra l’altro capolista e a punteggio pieno.

Ha vinto l’Inter perché ha avuto l’atteggiamento giusto, ha avuto coraggio nel pressare alto, ha avuto umiltà nell’affrontare ogni contrasto come fosse la cosa più decisiva al mondo, e perché poi, in seguito ha fatto emergere anche una certa qualità, in diversi giocatori, che certo non gli difetta.

La Juventus ha perso perché è stata supponente e presuntuosa.

Ora i giornali si divertiranno a crocifiggere le scelte di Allegri, a dilettare sul mancato impiego di Higuain, su Pjanic schierato regista, e su altre scelte, forse tardive, ma io credo che il modulo non sia mai così decisivo e nemmeno le scelte: conta l’atteggiamento.

La Juventus ha giocato sempre sotto ritmo, con poca rabbia, poca fame, come se avesse già vinto, perché a guardare i nomi di chi giocava e di chi… era in panchina, sembra impossibile non vincere.

Eppure un mio vecchio allenatore mi diceva che per vincere non bastano i nomi, servono pure i … cognomi!

Il fraseggio irridente di Buffon e c., anche con il pressing alto degli interisti sembrava voler dire, noi siamo la Juve e voi non siete un c…

Poi, nonostante una gara giocata male, senza rabbia e senza la giusta cattiveria agonistica, e’ venuto pure il vantaggio a fare pensare che, si in fondo, ” a noi basta poco per vincere” o che tanto alla ” fine vinciamo sempre noi” ma così non è stato, perché il campo, da sempre, da’ e toglie, ma punisce spesso la presunzione .

L’inizio di campionato della Juventus, aveva forse illuso, il fatto di essere già considerati campioni futuri designati, fra i pretendenti alla  Champions, ha forse tolto ai giocatori quella fame che li ha sempre contraddistinti,forse si sono convinti che, con poco, vincono sempre, e quindi una corsetta in meno, un contrasto più leggero, tante piccole cose che però, alla fine, fanno la differenza.

Era a punteggio pieno, ma non aveva fatto partite indimenticabili, a parte la prima mezz’ora con il Sassuolo, e  già in coppa con il Siviglia, seppur un po’ di sfortuna vi era stata, non era parsa la migliore Juve.

Allegri  ha capito, e credo, avranno capito anche Buffon e c., come era successo anno scorso dopo la sconfitta, la quarta, con il Sassuolo, da allora non sbagliarono più un colpo.

Credo che sarà così pure quest’anno , perché la Juventus è una corazzata, fatta per vincere, e non per affondare, ed è ben guidata, ma nel calcio a volte non basta, bisogna avere il giusto atteggiamento, quello che ieri sera, ha fatto la differenza fra Inter e Juventus.

Ps. Mancini qualche giorno fa disse che Toure e Ibrahimovic, sarebbero stati gli unici due giocatori che potevano spostare gli ecquilibri di un campionato, beh, l’ivoriano giace in tribuna e la squadra di Guardiola gioca e vince a meraviglia, lo svedese segna, perché quello lo sa fare bene, ma il suo Manchester grandi firme, perde e gioca male: morale Mancini pensa che siano i singoli che fanno vincere i campionati, io penso che i singoli ti fanno vincere partite, ma il collettivo, il gioco è l’atteggiamento giusto, ti fanno vincere trofei.

Vanni Puzzolo

Puzzolo. La tre giorni di coppe smaschera le squadre senza gioco, premia i progetti a lungo termine. Sassuolo è il nuovo Parma?

di Vanni Puzzolo )con la moglie, in copertina)

Le coppe sembrano  che siano come San Giovanni: non vogliono inganni .

L’Inter che a Pescara aveva pescato il jolly, viene clamorosamente battuta e bocciata da una modesta e semi sconosciuta squadra israeliana, e non basta il robusto turn-over operato da De Boer per giustificare una simile debacle.

Difficile pensare che anche l’Inter messa in campo ieri sera, seppur viene confermato che giocatori come Melo, Ranocchia, Biabiany non possono più stare a certi livelli, non sia in grado di battere o comunque di non venire umiliata da una squadra israeliana.

La verità sta nel gioco, l’Inter non ne ha, non gli è  stato dato da Mancini in 18 mesi, e neppure   DeBoer, seppur al comando da un solo mese, sembra capirci qualcosa.

D ‘altra parte lo dico e lo ripeto da un anno, l’Inter viene costruita male, manca un play basso che faccia partire l’azione, che dia fluidità al gioco , senza quello difficile trovare il bandolo della matassa.

Se è stato un azzardo cambiare allenatore a tre giorni dall’inizio del torneo, ancor pi ù sarebbe assurdo ricambiare oggi dopo un mese , anche se i segnali che arrivano  dalla Cina-Indonesia  sembra vadano in quella direzione.

Senza un progetto e senza il tempo necessario per realizzarlo non si va da nessuna parte.

Progetto  che invece non difetta ne’ al Napoli, troppo sottovalutata la sua vittoria, né al Sassuolo, la squadra di Di Francesco gioca a memoria e dà spettacolo, e non è un caso che lui ribadisca sempre ” conta il collettivo, da noi il singolo non è importante” .

Manca Berardi, il miglior talento che hanno, ma l’orchestra suona comunque a meraviglia, e non mi stupirei affatto se il Sassuolo ricalcasse le orme del Parma di Scala, sia in Italia che in Europa.

La Roma un progetto c’è l’ha e pure un gioco, Spalletti da quando è subentrato una identità l’ha data, ma deve registrare la difesa, perché se giochi 32 volte in Europa e prendi 32 volte gol , normale che lontano tu non  possa andare.

Per la Juventus non sono sinceramente preoccupato, certo la prestazione è stata Insufficente, ma il gioco non manca e lo considero solo un errore di percorso, a che se l’Europa non concede troppi bonus, e  uno e già stato usato .

Personalita’ e qualità alla squadra si Allegri  non mancano, il gioco nemmeno, sono certo si riscatterà subito.

Anomala ed indecifrabile la partita delle Fiorentina, un punto prezioso e poco più.

Ma le squadre italiane, in Europa, devono imparare dalla canzone -tormentone di quest’estate: devono ” andare a comandare” .

 

Puzzolo. L’esonero di Mancini getta l’Inter nel caos, quasi 2 anni di lavoro buttati. Ma era inevitabile, la sintonia non c’era più e l’allenatore ha i suoi demeriti. Comunque l’Inter cinese parte con troppa confusione

Mazzarri, a sinistra, con Mancini. Il cambio era andato in scena nel novembre 2014
Mazzarri, a sinistra, con Mancini. Il cambio era andato in scena nel novembre 2014

Anzitutto chiariamo un concetto: Mancini è stato esonerato.

La formula di risoluzione consensuale viene usata solo perché, a livello economico,  è stato trovato un accordo con il pagamento del 50% delle sue spettanze, ma Mancini non voleva andarsene, quindi è stato allontanato per volontà unilaterale della nuova proprietà cinese.

L’Inter cinese comunque parte male, con troppa confusione, poca chiarezza.

Seppur socio di minoranza, Thohir rimane presidente e determina, il management rimane tutto in carica, seppur tutti in scadenza di contratto, mentre la proprietà cinese sembra volersi affidare e fidarsi di  altri manager e procuratori legati a sè .

Sia chiaro, nulla di strano che, arrivando una nuova proprietà, questa si voglia affidare a persona di sua fiducia, la cosa strana però è che mantiene in carica la vecchia e si fida di altri.

Detto questo, l’esonero di Mancini mi è parso inevitabile e pure sensato.

Mancini pretendeva di rinnovare il contratto di altri due anni a cifre importanti, inserendo una clausola in base alla quale doveva avere voce in capitolo nel mercato, voleva una penale importante in caso di esonero e rifiutava, al tempo stesso, penali in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, come spiega bene la Gazzetta dello Sport.

Temo che Mancini viva in un altro tempo o che sia rimasto alla Premier e del City.

In Italia non esiste nessun allenatore che abbia voce in capitolo determinante sul mercato, nemmeno Allegri.

Nessun allenatore oggi può pretendere di determinare il mercato, e, dico io, meno male. Certo l’allenatore suggerisce, consiglia e la società,  nel limite del possibile, cerca di accontentarlo, ma non esiste che l’allenatore determini.

Spesso  e volentieri gli allenatori si intestardiscono a volere portare sempre dietro i giocatori che hanno avuto nelle altre squadre, questo spesso è negativo e crea problemi.

Le società ora hanno scouting all’avanguardia e mi sembra giusto che siano i responsabili dell’area tecnica a scegliere certi giocatori e poi a prendersi le responsabilità.

Chi pensate abbia visto e scelto Pogba? Conte? O Paratici e il suo egregio scouting?

Neanche un allenatore super vincente come è stato Ancelotti o Allegri può pensare di determinare il mercato. E poi diciamocelo chiaro, il ritorno di Mancini all’Inter non è stato così ricco di risultati, di vittorie, o di obiettivi centrati, e il primo mercato di gennaio, fatto interamente da Mancini, è stato un fallimento  completo e ripudiato interamente l’anno dopo.

Quindi la sua parte di fiducia l’aveva pure avuta e se l’era giocata.

Solo in Inghilterra esiste il manager con compiti di allenare e gestire il mercato, da noi questo ragionamento non attecchirà mai.

I contratti poi è  da un pezzo che vengono fatti con una parte variabile, mi sembra normale che la proprietà voglia mettere penali in caso di obiettivi mancati.

I proprietari magari capiscono di calcio meno di Mancini, però la squadra allenata da lui in questi due anni non ha mai giocato bene, non ha mai avuto un gioco, nè dato l’idea di squadra in percorso di crescita.

Se invece la proprietà si è basata sui risultati del precampionato, allora ha sbagliato, perché queste tournée demenziali, fatte solo per fare cassetta, sono sicuramente deleterie per i giocatori e l’allenatore che circumnavigano il mondo, si allenano poco e giocano con climi assurdi, ecco di tutto questo  chiederne conto a Mancini mi sembra sbagliato.

Anche se è normale che la proprietà cinese non abbia piacere di fare figure barbine come quelle fatte con il Tottenham e  il Bayern, e Mancini non aiuta quando dichiara dopo l’1-6 , “La squadra nel primo tempo mi è piaciuta…”.

Mancini forse si è tolto un peso, forse non credeva più nel progetto cinese, forse la stessa proprietà non aveva più fiducia in lui, ma ricordo che solo 15 giorni fa gli aveva assunto l”ennesimo collaboratore, Gregucci, allenatore di prima categoria, e che ora tutto il suo numeroso staff verrà gioco forza smantellato con un grosso dispendio di risorse per la società.

Insomma penso che Mancini se la sia un po’ cercata, al momento l’Inter non ha venduto nessuno dei big e ha preso 4 giocatori importanti, la squadra, a mio avviso, e’ in grado di competere per il secondo posto alla pari di Napoli e Roma, tutte queste lamentele per il mancato arrivo di Tourè a me è sembrata esagerata e ha, probabilmente, infastidito la proprietà.

E’ già accaduto a Mancini di aver provocato il suo allontanamento nella sua prima esperienza all’Inter, e poi essersi pentito, ma Moratti non torno’ indietro e assunse Mourinho, e sappiamo tutti, come andò.

Diciamo che l’arrivo dell’olandese De Boer, perlomeno, è di buon auspicio, io sarei contento di vedere l’Inter giocare finalmente bene a calcio, se questo accade, le probabilità di centrare gli obiettivi aumentano.

Vanni Puzzolo

 

La Juve non doveva vendere Pogba, certi giocatori si tengono a prescindere, per vincere la Champions. Puzzolo: “Ma è stato lui a volersene andare”

Vanni Puzzolo al mare
Vanni Puzzolo al mare

Capisco che per i tifosi sarà dura da digerire.

Per come la vedono loro, POGBA  non era da vendere, punto e basta.

Magari anche diversi non tifosi arrivano a questa sintesi, le grandi squadre tengono i grandi giocatori, questi ti aiutano a diventare grandi.

Zagnoli (in copertina con il presidente di Rcs Urbano Cairo) dice Ronaldo e Suarez non li vendono, a parte che non è vero in assoluto perché Ronaldo il Manchester United lo ha venduto, e Suarez prima di arrivare al Barcellona era al Liverpool, ma in ogni caso , il ragionamento da fare è diverso.

Quando certi giocatori entrano in certe dimensioni, diventano delle aziende, e le aziende producono profitti, grandissimi profitti, e attorno a questi profitti girano tantissime persone e altrettanti interessi.

Una cosa deve essere chiara: i grandi giocatori se vogliono andar via lo fanno, non ci sono dinieghi che possono fermarli, decidono loro il proprio destino.

Le società, non riescono ad opporsi, clausule o non clausole rescissorie comprese.

Gli esempi di quello che dico sono talmente innumerevoli che non ve li sto a fare.

La juventus non lo avrebbe davvero venduto Pogba, chi pensa che doveva finanziare l’acquisto di Higuain,  è fuori strada.

La Juventus aveva risorse necessarie per pagare l’argentino e tenere il francese, anche perché sapeva che avrebbe potuto venderlo tranquillamen te anche il prossimo anno.

Subentra però l’azienda, e tutto quello che gira attorno, il manager e’ lì per questo, per produrre utili, per fare vedere i ricavi, e in Italia soprattutto, noi certi giocatori non ce li possiamo più’ permettere .

Quando Raiola gli fa presente l’ingaggio che può strappare dalle grandi squadre europee, con diritti di immagine connessi, sponsor e    accessori vari, anche la volontà del giocatore, che in parte resisteva (Pogba  sarebbe pure rimasto) viene piegata: troppa la differenza.

Normale che se il giocatore rinuncia a cerci compensi si aspetta che gli stessi gli vengano riconosciuti dalla sua Società, ma in questo caso non c’era partita, la Juventus non poteva corrispondere ad un ragazzo di 23 anni 13 milioni netti all’anno, avrebbe sconvolto gli ecquilibri di uno spogliatoio.

Higuain e’ stata un’eccezione: tutti sanno che l’argentino può essere determinante per la vittoria della Champions: la grande ossessione di tutto il popolo bianconero, e per questo può essere accettato.

La vecchia guardia Buffon, Chiellini, Bonucci, Marchisio, Barzagli, Lichstainer lo accettano, per Higuain, la Società, una eccezione la fa, due non le può supportare.

Ecco perché non è stata la Juve a vendere Pogba, ma il Manchester United ad acquistarlo.

Vanni Puzzolo

(v.zagn.) Sì, Vanni, hai ragione, però… Però Messi al Barca non chiede di andare, Cristiano al Real ha vinto due Champions in tre anni, senza entusiasmare, in finale. Il Liverpool nel calcio mondiale da anni vale quanto il Napoli, forse. Pogba si tiene, si investe. A me non piace troppo, però è bravo. Mai lasciar andare i campioni, mai. Dal Napoli alla Juve è un salto, dalla Juve al Manchester United il salto è persino più limitato. Negli ultimi anni.

Puzzolo. La serie B, la mia griglia di partenza, con le 3 retrocesse in pole. Abodi ha fatto un ottimo lavoro, ora ha un ottima visibilità

Andrea Abodi, presidente della Lega serie B
Andrea Abodi, presidente della Lega serie B

Dopo la scissione con la lega di serie A avvenuta nel 2010, tutti hanno cominciato a cantare il de profundis, per una lega che aveva perso il suo motore e che, si diceva, orfana della lega maggiore, sarebbe durata poco.

Abodi, invece, ha fatto un ottimo lavoro, ora la lega di B gode di ottima salute, e di grande visibilità ( dove sono finiti sindaci che hanno lottato per non farla giocare al sabato ? ) e lo ha dimostrato anche ieri sera nel vernissage dove è stato presentato il calendario nella bellissima location del teatro Bonci di Cesena.

Abodi ha dato un’ identità precisa, il campionato è interessante e avvincente, non è più un rimorchio, ora sa camminare da solo.

Le società hanno tutte una certa solidità economica,pur con un retaggio debitorio di alcune, riuscire ad avere 22 società solide ed oculate, che rispettano il budget tipo e il salary cup, e che si iscrivono  puntualmente rispettando i parametri della covisoc e’ significativo, pur avendo ancora dei proventi tv non in linea con i maggiori campionati europei.

Dato ad Abodi, quello che gli appartiene, vengo a provare a stilare delle griglie di partenza, precisando che parliamo di un campionato imprevedibile, molto lungo, con un mercato ancora aperto e con una sosta lunga che spesso, inverte le gerarchie, comunque ci provo.

Le tre retrocesse, Verona, Carpi e Frosinone, meritano i favori del pronostico , hanno mantenuto una certa ossatura della A, chi più e chi meno, e hanno fatto comunque acquisti con le ambizioni non nascoste di tornare in A.

In seconda griglia metto le tre deluse di anno scorso : Spezia, e Novara, avendo un grande potenziale economico , e Cesena che non ha un simile potenziale, ma con i suoi oltre 10.000 abbonati rimane una squadra temibile, soprattutto se mister Drago, ( uno dei pochi allenatori sopravvissuti in un campionato che ha portato a 15 cambi in panchina), alla solidità casalinga riuscirà a risolvere la fragilità esterna.

In terza fascia  vedo il Benevento e l’Entella, e il Bari, pure qui grande disponibilità economica ( nel caso del Bari, società nuova e curiosità di vedere il lavoro di Sogliano dopo i disastri di Carpi). Il Perugia con potenzialità minori ma con un allenatore (Bucchi) che sarà a mio avviso una rivelazione, potrebbe essere un potenziale out-sider.

Le altre le metto tutte sullo stesso piano, non credo che il Trapani possa ripetere la stagione formidabile di anno scorso ( non me ne vogliano gli amici siciliani), quindi Brescia, Avellino, Vicenza, Pro Vercelli, Ternana, Salernitana,e Latina, assieme alle tre neo promosse Spal, Pisa ( orfano di Gattuso e ancora senza allenatore) e il Cittadella, rientrato ma veterano della B.

Buon campionato a tutti.

Vanni Puzzolo