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Assocalciatori.it, il pallone racconta: i 90 anni di San Siro. La Scala del calcio era di proprietà del Milan, venne costruita per volontà di Piero Pirelli, fondatore dell’azienda di pneumatici, sponsor dell’Inter dal ’95. Nel ’55 arrivò alla capienza di 100mila posti, per Italia 90 il terzo anello e le 11 torri

San Siro

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Scala del calcio è dire poco, lo stadio San Siro Giuseppe Meazza è davvero uno dei templi del pallone mondiale. Il mese scorso, il 19 settembre, ha festeggiato i 90 anni di storia e qui la ripercorriamo nelle tappe più significative.

La capienza attuale è di 81mila spettatori, lo colloca fra i più grandi d’Europa. È dal 1980 che è intitolato a Meazza, scomparso l’anno precedente: era stato bandiera dell’Inter, dal 1928 al ’40, ma per un biennio giocò anche nel Milan, dal ’40 al ’42, e con Silvio Piola è stato il più grande del calcio italiano eroico. Comunque viene quasi sempre chiamato San Siro per il nome del quartiere di Milano in cui sorge.

Fu costruito nel 1926, per volontà di Piero Pirelli, allora presidente del Milan e figlio di Giovanni Battista, fondatore di Pirelli: è l’azienda produttrice di pneumatici, sponsor dell’Inter dal ’95.
Il progetto era dell’architetto Ulisse Stacchini e dell’ingegnere Alberto Cugini, bastò poco più di un anno, per ultimarlo, e vi lavorarono 120 operai. Costo un milione e ottocentomila lire dell’epoca.
L’inaugurazione fu con il derby tra Milan, allora unico padrone di casa, e Inter, che in quegli anni giocava all’Arena Civica di Milano, vinsero i nerazzurri per 6-3, con prima rete di Giuseppe Santagostino.
Per quasi un decennio, sino al ’35, la proprietà fu del Milan. Finché venne comprato dal comune, che ne detiene ancora la proprietà e lo affitta annualmente a Milan e Inter: i nerazzurri giocano a San Siro dal 1947.

Inizialmente aveva 4 tribune, di cui 3 scoperte, e la capienza era di 35mila spettatori. Il collegamento delle tribune la fece poi lievitare a 55mila, nel ‘39.
La prima partita di campionato si giocò il 3 ottobre 1926, Milan-Sampierdarenese, vinsero i liguri per 2-1. Nel 1934, l’Italia ospitò i Mondiali e a San Siro si giocarono tre incontri: Svizzera-Olanda, Germania – Svezia e una semifinale, che vide prevalere l’Italia sull’Austria. Decise il contestatissimo oriundo Enrique Guaita e partita nella partita fu il confronto tra le due leggende: Matthias Sindelar per il Wunderteam, morto nel 1939 in circostanze misteriose, dopo avere rifiutato il saluto nazista, davanti a Hitler, e Pepìn Meazza.

Il massimo del pubblico potenziale venne toccato nel 1955, 100mila, dopo la costruzione del secondo anello, ma allora esistevano meno norme di sicurezza e i controlli ai cancelli erano più approssimativi. Quel secondo ampliamento fu opera dell’ingegnere Ferruccio Calzolari e dell’architetto Armando Ronca, prese il via nel 1954 e servirono 16 mesi. Il secondo anello di gradinate sovrastava le vecchie tribune e in parte le copriva, successivamente la capienza venne ridotta a 85mila posti per questioni di sicurezza.
La reinaugurazione fu il 25 aprile del 1956, con l’amichevole Italia-Brasile, 3-0 per gli azzurri, molto a sorpresa, doppietta di Virgili e autorete. All’epoca Gianni Brera era capo della redazione sportiva de Il Giorno, parlava di “immenso transatlantico”: “Con le rampe illuminate come ponti, lo stadio pareva davvero navigasse in una prodigiosa crociera”.
L’anno successivo venne dotato del moderno impianto d’illuminazione che permise le partite in notturna e fu il Milan a pagare la maggioranza delle spese, dal momento che ne aveva bisogno per giocare in coppa.

Il Meazza ha ospitato anche incontri degli Europei di calcio 1980, dei mondiali del 1990, due finali di Coppa Campioni, una di Champions League, 4 Coppa Uefa e 4 di Supercoppa Europea, ma resta memorabile la semifinale della coppa dei Campioni del 1965, 3-0 dell’Inter sul Liverpool, con gol di Corso e Peirò all’inizio, tris di Facchetti dopo un’ora. La finale di coppa Campioni del 1970 venne vinta dal Feyenoord sul Celtic, con l’arbitraggio di Concetto Lo Bello.

Altra tappa significativa fu nel 1986, con i seggiolini colorati in tutti i posti del primo anello. Il restyling finale risale alla Coppa del Mondo del 1990, con aggiunta del terzo anello, della copertura totale dell’impianto e le 11 torri cilindriche in cemento armato, marchio distintivo dell’impianto. Alla vigilia del mondiale, il Comune di Milano accantonò l’idea del nuovo stadio. L’inaugurazione avvenne con la finale di Coppa Italia, vinta dalla Juve di Zoff, sul Milan di Arrigo Sacchi.
Arriva il Mondiale e la partita inaugurale è Camerun-Argentina, andata imprevedibilmente agli africani, per 1-0, grazie a Omam-Biyik, che sconfisse i campioni in carica, capitanati da Maradona e poi sconfitti su rigore nella finale dell’Olimpico.

Nel 1994, l’Inter si aggiudicò la sua seconda Coppa Uefa, davanti a 80mila spettatori, battendo il Salisburgo, squadra austriaca, con Giampiero Marini in panchina.
Il derby più strampalato, invece, fu nel 2001, 6-0 del Milan, con la doppietta di Comandini, che poi mai sarebbe ritornato a quei livelli. Qualche mese più tardi, a finale di Champions vede il Bayern Monaco sconfiggere ai rigori il Valencia.
Nel 2012, venne effettuato l’ammodernamento per rientrare nella categoria 4 Uefa, impose la sostituzione del manto erboso con erba sintetica mista, da allora le zolle naturali sono rinforzate da fibre sintetiche, per una maggiore uniformità del campo.
L’ultimo evento è stato il 28 maggio 2016, la quarta finale di Champions League, il derby madrileno vinto dal Real ai rigori sull’Atletico Madrid. E con le ultime migliorie, effettuate proprio per l’ultimo atto della coppa più prestigiosa, lo stadio è proprio a 5 stelle.

Vanni Zagnoli