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Avvenire, nuoto. Federica Pellegrini alla vigilia di Londra 2012: “Arrivo a Rio. Le aspettative sono sempre altissime, su di me, confermarsi è complicato”

Su Avvenire, questo articolo uscì alla vigilia di Londra 2012

Vanni Zagnoli

Semplicemente è la regina. L’Italia non aspetta che lei, anche senza tricolore in mano. L’unica incognita per Federica Pellegrini è l’ansia, perchè in acqua non ha rivali. E anche nella popolarità, in quanto la veneziana è tra le grandi donne dello sport nazionale. Si sta concentrando per Londra, le interviste esclusive sono rare, così vicino all’evento planetario, fa un’eccezione per Avvenire.

Federica, a fine mese via alla sua terza Olimpiade. Sarà l’ultima?

“Non credo proprio, spero di arrivare a Rio de Janeiro 2016”.

Era stata la prima scelta, per il ruolo di alfiere. Conta di esserlo in Brasile?

“Se le gare di nuoto si disputeranno come sempre l’indomani della cerimonia di apertura, non è ipotizzabile che le valutazioni siano diverse rispetto a Pechino e Londra. Peraltro ho chiarito il mio amore incondizionato verso i colori della bandiera e il sentimento che provo per la nazione”.

La scelta di Valentina Vezzali la trova d’accordo?

“Totalmente, i risultati parlano per lei”.

Alle Olimpiadi ha vinto “solo” nei 200 stile libero, l’argento di Atene e l’oro in Cina. Stavolta perlomeno porterà altre due medaglie?

“Da qualsiasi parte lo si guardi, il bicchiere è sempre mezzo pieno”.

Ha già deciso a quali gare partecipare?

“Sicuramente i 200 e i 400 sl, più staffetta 4×100, con abbiamo vinto il bronzo europeo. Per il resto, seguirò le indicazioni del mio allenatore, Claudio Rossetto”.

Il compianto ct Alberto Castagnetti voleva vederla in acqua anche sugli 800, rinuncia per sempre?

“Mai dire mai”.

Idem sui 100?

“Esatto”.

Nelle staffette ha speranze di podio?

“E’ dura, ma in vasca niente è impossibile”.

Si affacciò sulla scena internazionale ai mondiali di Barcellona, nel 2003, nel tempo gestisce meglio l’ansia?

“Direi proprio di sì. Sono cresciuta molto sotto questo punto di vista e riesco a controllarmi”.

Negli istanti in cui non si sente bene, in acqua, come reagisce?

“E’ un percorso confidenziale che ho affrontato con il mental coach”.

Dara Torres ha mancato la qualificazione alla sesta Olimpiade della carriera, fra le atlete medagliate 8 anni fa, in Grecia, considerando tutte le distanze, sarà l’unica ancora in acqua?

“Sinceramente non ho il quadro completo di tutte le atlete internazionali che hanno ottenuto il minimo olimpico”.

Filippo Magnini si è aggiudicato l’oro europeo sui 100 stile a Debrecen, a 30 anni. Questa relazione come ha cambiato la vita di Federica?

“Sto vivendo bene e con allegria. Fra tante cose, apprezzo il suo modo di trasferirmi serenità in tutti gli ambiti, compreso lo sport”.

A Shanghai lei fece doppietta con l’allenatore francese Philippe Lucas. Le manca il suo carisma?

“Ne aveva tanto, in effetti. Fu un progetto tecnico condiviso che centrò l’obiettivo. La situazione poi è mutata e ora mi sento completamente coinvolta con il metodo di coach Rossetto”.

Per i suoi allori, quanto deve alle doti naturali e quanto all’allenamento?

“Sono in pari misura. Non c’è talento che possa far raggiungere grandi risultati senza duro lavoro: Il segreto sta proprio in questo”.

Alessia Filippi viene da tre anni tormentati, dopo l’oro mondiale di Roma 2009, il podio è fuori dalla sua portata?

“Le auguro di potersi giocare le sue carte, il bello dello sport è che puoi arrivare laddove molti neanche immaginano”.

L’australiano Ian Thorpe era tornato in acqua ma ha fallito il minimo olimpico, Phelps sarà cannibale come a Pechino?

“Michael viene da trials americani impegnativi, compirà scelte tecniche chiare, resta la superstar del nostro movimento”.

Un record del mondo è da escludere?

“No. Arrivano segnali da molti atleti in varie specialità e avrebbe un significato speciale”.

Com’è lo stato di salute dello sport italiano alla vigilia dell’appuntamento chiave del quadriennio?

“Le aspettative sono chiare e la competizione è sempre più dura. Noi azzurri sappiamo dare il 110% nel momento in cui conta, questo fattore influenzerà positivamente il nostro medagliere”.

Fra i campioni del 2008, oltre a Vezzali ci saranno Giulia Quintavalle (judo), Chiara Cainero (tiro a volo, skeet), Alex Schwazer (marcia, 50 chilometri) e Roberto Cammarelle (boxe). Chi ha maggiori chances di riconferma?

“Non amo esprimermi sui miei risultati, figuriamoci sui colleghi. Auguro a tutti di essere molto, ma molto felici dopo aver gareggiato”.

Il libro di Miska Ruggeri. Da il Corriere della Sera, Marco Rizzi: l’Apollonio di Tiana, filosofo occultista che faceva miracoli

Miska Ruggeri lavora alla redazione cultura di Libero, accanto a Francesco Specchia
Miska Ruggeri lavora alla redazione cultura di Libero, accanto a Francesco Specchia

http://archiviostorico.corriere.it/2014/luglio/23/Apollonio_Tiana_filosofo_occultista_che_co_0_20140723_e4c72bd2-122b-11e4-8baf-e8dd775f36f2.shtml

L’imperatore Alessandro Severo aveva collocato tra le sue divinità personali, accanto a quelle tradizionali, anche Orfeo, Abramo, Gesù e Apollonio di Tiana. Se i primi appartenevano ad un passato remoto, gli ultimi erano figure recenti, all’incirca contemporanee. Come Gesù, Apollonio veniva dall’Oriente, ma a differenza di quello, era sfuggito all’imperatore Domiziano che lo voleva condannare, sottraendosi miracolosamente alla sua vista durante il processo; almeno così ci racconta Filostrato, che nel III secolo ne scrisse la biografia su sollecitazione dell’imperatrice Giulia Domna. L’eroe di Filostrato appare un uomo in comunicazione con il divino, dotato di poteri taumaturgici e profetici, tanto da riuscire a prevenire una pestilenza nella città di Efeso; il suo profilo ne rivela anche l’appartenenza alla tradizione filosofica pitagorica, che in quegli anni inclinava verso l’esoterismo e le speculazioni teologiche. Inevitabilmente Apollonio divenne una bandiera dell’ultimo paganesimo, come testimoniano le accuse di magia e di ciarlataneria rivoltegli da numerosi scrittori cristiani. In questo modo, però, se ne smarrì la cifra originale, ora ben ricostruita da Miska Ruggeri in una documentata biografia, basata sui materiali epigrafici e iconografici, oltreché sulle fonti letterarie. Di grande interesse risulta anche la parte dedicata alla fortuna postuma di Apollonio, che non si limita alle riprese occultistiche e teosofiche tra Otto e Novecento, culminate in Madame Blavatsky, ma coinvolge scrittori del calibro di Flaubert e Pound.

Rizzi Marco