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Basket. Da Avvenire di mercoledì 2, Salvatore Maria Righi racconta Cinciarini: in cabina di regia per traghettare l’Italia dall’Europa a Rio

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http://www.avvenire.it/Sport/Pagine/Cinciarini-in-cabina-di-regia-per-traghettare-lItalia-dallEuropa-a-Rio.aspx

Da Avvenire del 2 settembre 2015, grazie sempre a Occhiuto, per l’inserimento, un bel racconto di basket, firmato da uno specialista, appassionatissimo. Salvatore Righi è ferrarese, classe ’67, ama soprattutto i piccoli come Basile. Qui racconta il romagnolo Cinciarini, diventato mito a Reggio.

 

Di Salvatore Maria Righi

Le cose arrivano quando devono arrivare, ma un anno così non capita certo due volte nella vita. Lo scudetto sfiorato con Reggio Emilia, il passaggio all’Olimpia che è come arrivare su un altro pianeta anche se Milano sta alla fine della Via Emilia, il primogenito Alessandro arrivato proprio in questi giorni (con breve licenza premio dal ritiro dell’Italia) e, tra poco, l’Europeo e l’etichetta ormai consolidata di Pirlo del basket.

Alla soglia dei 30 anni, pochi giorni al sipario del suo secondo Europeo come playmaker dell’Italia, Andrea Cinciarini è la prova vivente che a volte si può sincronizzare la vita con lo sport e diventare allo scoccare di una certa ora X uomini, padri di famiglia e insieme direttore d’orchestra della squadra che potrebbe diventare – provvisoriamente – la prima nella grande famiglia azzurra, visto il cantiere in cui lavora Antonio Conte e visti i recenti scossoni nel mondo dell’Italvolley. Dipenderà molto da come va l’avventura nell’Europeo a Berlino (via il 5 settembre contro la Turchia), in un girone non proprio di burro visto che dovremo vedercela anche con Spagna, Serbia, Germania e Islanda.

Per fortuna che alla fase finale del campionato europeo, a Lilla dal 12 settembre, vanno le prime quattro e, quindi, con rispetto per gli amici islandesi, si farà la corsa su una del mazzo. In palio non c’è solo il podio, ci sono i biglietti per Rio 2016. E gli alti e bassi della lunga preparazione, iniziata il 20 luglio, dividono già tra ottimisti e pessimisti.

Non c’è naturalmente bisogno di chiedere da che parte stia il Cincia, come è ormai diventato nel mondo dei panieri, positivo per natura come molti di quelli nati dalle sue parti, a Cattolica. Un romagnolo dai nervi molto saldi. «Di certo per me è un anno molto, ma molto intenso. Prima le emozioni sportive con Reggio e il passaggio dalla gioia per il quasi scudetto alla tristezza per l’occasione persa, adesso la Nazionale con l’obiettivo di una medaglia o, comunque, di portare a casa un posto per le Olimpiadi. Poi ci sarà Milano e tutto quello che vorrà dire giocare nell’Olimpia.

Nel mezzo, ma nemmeno poi tanto, questo figlio che vuol dire iniziare un percorso nuovo con mia moglie Alessia e dare una struttura alla mia famiglia». Cinciarini ha un fratello, Daniele, che pare la sua goccia d’acqua anche per la trafila che hanno condiviso dalle giovanili a Pesaro, poi come sempre c’è qualcuno lassù che orienta le strade e i destini. Ed è forse il primo vero erede di Pierluigi Marzorati dai tempi belli di Cantù (e a Cantù lui stesso, due anni fa).

Ora ha in pugno il volante della Nazionale di Simone Pianigiani, per qualcuno la più forte di tutti i tempi grazie al poker di paisà dalla Nba: Belinelli, Gallinari, Bargnani e Datome. Il Cincia, però, tiene ancora i piedi ben piantati per terra: «Non è per nulla scontato aver la possibilità di rappresentare il proprio Paese giocando in Nazionale, così come non posso non essere contento del fatto che essere arrivato al vertice del campionato è anche il premio a tanta fatica e sforzi fatti. Se mi posso sentire realizzato come giocatore di pallacanestro e come uomo, visto che sono riuscito a mettere su casa e famiglia, sono anche consapevole che in questi tempi di crisi generale, con tanti ragazzi giovani che faticano a trovare una strada e un futuro, mi ritengo fortunato. Non privilegiato, però, perché credo che a questo mondo si possa avere tutto, si possono raggiungere tutti i traguardi nello sport e nella vita, se uno accetta di impegnarsi, fare sacrifici e rinunce».

Sembra l’eco del messaggio che il grande Manu Ginobili, uno che ha vinto tutto di qua e di là dall’Oceano, ha affidato in questi giorni al web per dire ai giovani che l’unica via per raggiungere i propri sogni è lastricata di sudore e di tenacia, e la metafora usata dell’argentino di San Antonio è anche meno prosaica. Cianciarini, venuto su nella cantera della Scavolini, ha come modello e punto di riferimento, oltre al divino Sale Djordjevic (che ritroverà sulla panchina della Serbia), un altro biancorosso che nessuno mai dimenticherà, Alphonso Ford, il bomber che ha giocato sette anni con una leucemia addosso («E noi non lo sapevamo, non lo sapeva nessuno,di lui ho sempre ammirato la grandissima forza di volontà») e che quando ha dovuto gettare la spugna nel 2004, prima di andarsene a 33 anni, ha lasciato un testamento che Andrea ha imparato a memoria: «Voglio che ognuno di voi continui ad avere fede. Siate forti e combattete duro».

Certo, crescendo e girando lo Stivale, Cincia ha avuto modo di imparare anche da tanti altri mostri sacri come Spanoulis, Zizis e Diamantidis, o come Paul e Derreck Rose nella Nba: «Sono un grande consumatore di basket anche in televisione, non mi perdo una partita che sia Italia, Europa o Stati Uniti, credo si possa migliorare anche da spettatore degli altri». Ora un giocatore di Milano, nell’ultima rivoluzione di Armani, con Alessandro Gentile a fare la trazione anteriore della Nazionale e dell’Olimpia. Al termine di lungo girovagare che un tempo si chiamava gavetta e che è stato un giro d’Italia sempre più in alto: Senigallia, Pistoia, Montegranaro, Pavia, Cantù e poi Reggio Emilia.

«Le minors, come vengono chiamate, sono state fondamentali perché è un percorso che ti forma il carattere, quando ti ritrovi ad essere il più giovane di un gruppo di giocatori e di uomini e devi farti rispettare e accettare. Impari soprattutto che niente nella vita ti viene regalato, e che bisogna continuare a porsi obiettivi anche quando arrivi in alto. Io non voglio fermare la mia crescita, anche per questo lavoro in palestra tutto l’anno, estate e inverno, e penso che si può sempre migliorare. Si può sempre fare qualche passo in più fino alla fine della carriera».

Certo, ci vuole anche talento. Anche la natura deve fare la sua parte. E infatti l’ha fatta, nel caso del Cincia che si vede un regista nella concezione moderna: «Credo che nel mio ruolo mi debba adattare alle situazioni ed essere anzitutto un leader vocale, parlare ai compagni e garantire presenza in campo, a differenza che nel club qui ci sono tante bocche da fuoco e tanti giocatori che fanno facilmente canestro e il mio compito è prima di tutto metterli tutti nel ritmo giusto».

Da playmaker o direttore d’orchestra della pallacanestro di una volta, dei Caglieris e Marzorati suoi predecessori, al pilota eclettico di una macchina che pare proprio un gran bel bolide, anche per quel tocco americano nel motore: «I nostri compagni che giocano nella Nba hanno tanto talento e un’esperienza maturata in quel fantastico e durissimo campionato, ma si sono calati in questa avventura con la stessa nostra fame di centrare gli obiettivi, senza mai fare pesare il fatto che sono professionisti nella lega americana. Sono brave persone, prima di tutto». E questo, prima legge di Cincia, fa la differenza ben oltre il parquet di un campo da basket.

Dailybasket. Massimo Barchiesi (radio Rai) e il quintetto azzurro per gli Europei: “In base all’ultima stagione, farei Cinciarini, Belinelli, Gallinari, Datome e Bargnani”.

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Il radiocronista dipinge il suo quintetto titolare per i campionati europei alla via sabato 5: “Play Cinciarini, Guardia tiratrice Belinelli, ala piccola Datome, ala forte Gallinari e come centro Bargnani. Le Olimpiadi sono raggiungibili, anche grazie a una panchina molto lunga”.

L’Italia è inserita nel gruppo B insieme alla Germania, Spagna, Serbia, Islanda e Turchia.  Questo è il programma degli incontri degli azzurri, a Berlino.

Italia – Turchia 05.09.15 ore 21

Italia – Islanda 06.09.15 ore 18

Italia – Spagna 08.09.15 ore 21

Italia – Germania 09.09.15 ore 17.45

Italia – Serbia 10.09.15 ore 14.30

 

http://www.dailybasket.it/video/dailybasket-massimo-barchiesi-radio-rai-e-il-quintetto-azzurro-per-gli-europei-in-base-allultima-stagione-farei-cinciarini-belinelli-gallinari-datome-e-bargnani/

Basket. Che sia un grande Europeo, emozionante. Con Hackett, Cinciarini, Della Valle, Polonara, Melli e i ragazzi della Nba

Daniel Hackett
Daniel Hackett

di Vanni Zagnoli

Ci siamo, allora, mancano 3 giorni agli Europei. Dopo vacanze, non sto scrivendo di basket, neanche quasi propongo e allora non ho studiato tutta la sera. Ho visto le esclusioni: Peppe Poeta, l’amico Riccardo Cervi che ho sentito di persona e poi Pascolo, l’ala di Trento.

Un trentino in azzurro mi sarebbe piaciuto.

Il resto è un bel roster, ci siamo. Siamo da podio, credo. Due anni fa finì che l’Italia fu 6^ e mancò la qualificazione al mondiale, ora si spera di centrare l’olimpiade.

E’ dura, perchè il resto del mondo non sta a guardare, nel basket.

Resta dura.

Datome non è più in Nba, Belinelli è stato grande, un anno fa, Bargnani in azzurro non è mai stato davvero grande e Gallinari è finalmente recuperato appieno.

Mi aspetto tanto da tanti, tanto da tutti. Polonara è stato il miglior giocatore delle finali scudetto, poteva il premio anche se Reggio le ha perse. Della Valle è attesissimo e poi ci sono tutti gli altri.

Le difficoltà, per esempio, è con il quotatissimo Nicolò Melli. Va in Germania. una notte l’ho incontrato al forno a Reggio, come un giovane qualsiasi.

E’ un ottimo professionista, non ama tanto le interviste, la pressione mediatica. Doveva essere già in Nba e da tempo, a 24 anni deve compiere l’ultimo salto di qualità, a 13 era già in panchina con Frates, in serie A.

L’Europeo è in giro per l’Europa, in 5 paesi, una bella esperienza, indubbissimamente.

E’ lo spettacolo del basket, è il basket.

Da valorizzare assieme a tutto il resto dello sport. Perchè non si vive di solo calcio.

 

 

Dailybasket.it. La Grissin Bon perde Riccardo Cervi, va a Milano con Cinciarini. Era uscita dal contratto con il lungo Chikoko (Zimbabwe). Arrivano Stefano Gentile, Aradori e De Nicolao, restano da scegliere 1-2 lunghi: sottocanestro serve un campione.

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Il centro Vitalis Chikoko in azione in gara 7 della finalissima play off con Sassari

http://www.dailybasket.it/serie-a/la-grissin-bon-perde-riccardo-cervi-a-milano-con-cinciarini-era-uscita-dal-contratto-con-il-lungo-chikoko-zimbabwe-arrivano-stefano-gentile-aradori-e-de-nicolao-resta-da-scegliere-1-2-lunghi-s/

Vanni Zagnoli

Reggio Emilia

La Grissin Bon rinuncia a un altro vicecampione d’Italia. Esce dal contratto anche del centro Vitalis Chikoko (Zimbabwe), dopo l’addio a Drake Diener. Cinciarini è passato a Milano assieme a Riccardo Cervi, che ha firmato proprio in serata. Il lungo era stato richiesto dall’Olimpia già a primavera, la discontinuità nei playoff non ha cambiato il programma del ds Portaluppi.

Riccardo Cervi, a destra.
Riccardo Cervi, a destra.

Cambia parecchio, dunque, il volto dei biancorossi dopo la finale. Federico Mussini va al college, partirà a fine agosto, arrivano però Stefano Gentile, Aradori e Andrea De Nicolao, ex Verona. Dovrebbero restare entrambi i lituani (Lavrinovic si sa che è fragilissimo) e a questo punto servirebbero due lunghi, da affiancare anche a Giovanni Pini. Uno potrebbe essere americano, anche se la società emiliana cerca preferibilmente italiani, a costo di spendere di più.

 

Per fortuna restano tre big: Amedeo Della Valle e Achille Polonara, stranamente non richiesti da Milano, e il lettone Ojars Silins, discontinuo, rispetto alla scorsa stagione.

Sulla carta, è una Grissin inferiore all’ultima, poichè Cinciarini, Diener e Cervi garantivano comunque un buon contributo, soprattutto il capitano. Aradori nei playoff non era in condizione a causa del problema allo sperone, Gentile junior onestamente è inferiore al Cincia e Cervi resta il miglior stoppatore d’Italia.

I tifosi comunque sono delusi perchè perdono 5 giocatori molti amati, soprattutto capitan Cinciarini e Cervi, reggiano di Codemondo, frazione di Cavriago.

La prossima stagione l’obiettivo è avanzare in Eurocup, magari raggiungendo le final four, dopo l’Eurochallenge conquistata un anno fa, centrare la seconda finale di coppa Italia della storia e puntare alle semifinali in campionato.  E’ chiaro che se dovesse arrivare un superpivot al posto di Cervi, tipo il Lawal di Sassari, Reggio sarebbe ancora la vera anti Milano.

 

 

Dailybasket. Il campione olimpico di sci Giuliano Razzoli: “Gli slalom di Cinciarini e Della Valle”.

Giuliano Razzoli in slalom
Giuliano Razzoli in slalom

 

http://www.dailybasket.it/serie-a/basket-il-campione-olimpico-di-sci-giuliano-razzoli-gli-slalom-di-cinciarini-e-della-valle/

Se Geppi Cucciari è la tifosa vip della Dinamo Sassari, Razzoli è il sostenitore speciale di Reggio Emilia. Vinse l’oro a cinque cerchi a Vancouver nel 2010, nei playoff è stato al PalaBigi molto spesso. “Scendo volentieri dalla mia Razzolo. E’ una bella squadra, ci ha fatto appassionare”.
E’ il mito dello sport reggiano, assieme a Stefano Baldini, podista campione olimpico di maratona nel 2004, e ad Ancelotti, plurivincitore da tecnico e da giocatore.

Basket. Grissin Bon, è tempo di addii. Il 19enne Mussini vola in America. Cinciarini potrebbe andare a Milano.

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Federico Mussini

(v.zagn.) La Grissin Bon vicecampione d’Italia perde il primo pezzo. Federico Mussini, 19enne più quotato del basket italiano va un anno in America: “All’università di St. John’s – spiega su facebook -, vivrò a New York e mi allenerà Chris Mullin, un grande esempio. Cerco di diventare il miglior giocatore possibile”. Cinciarini è tentato da Milano, con la cessione del capitano Mussini avrebbe potuto essere persino titolare, a Reggio.

Il Messaggero. La Grissin Bon riparte dal secondo posto, restano il nodo PalaBigi e il rebus Cinciarini. L’agente Sbezzi: “Resta”.

andrea cinciarini

Andrea Cinciarini, capitano della Grissin, cercato da Milano.

 

L’integralità del pezzo per Il Messaggero, idea di Gianluca Cordella.

Di Vanni Zagnoli

REGGIO EMILIA

La Grissin Bon finirà con il cambiare abbastanza, nonostante lo scudetto sfumato per 2 punti, dopo 2 matchpoint persi ai supplementari. Il nodo è Andrea Cinciarini, a 29 anni il capitano è richiesto da Milano per sostituire Hackett: “Stacco – dice semplicemente -, devo riflettere”.

Ha cambiato la storia della Reggiana, portandola un anno fa al successo in Eurochallenge, ai quarti e a due semifinali di coppa Italia e poi ai migliori piazzamenti in stagione regolare nella storia: 6° posto la scorsa stagione, 3° in questa.

I biancorossi si ricandidano come anti Milano, fare meglio di Sassari e Venezia però è complicato, senza un impianto adeguato. Il sindaco Luca Vecchi promette il restyling del PalaBigi, dove però è quasi impossibile andare oltre i 3500 posti attuali.

Cinciarini ha voglia di debuttare in Eurolega, a Reggio rischia di sfiorarla regolarmente e allora la tentazione Milano è fortissima. “Ma la Reggiana è casa sua – sostiene il suo agente, Riccardo Sbezzi -, perciò resterà”.

La riserva del playmaker è Mussini firmerà un quinquennale, a 19 anni si  è appena diplomato, eppure potrebbe andare al college,

in America. Esperienza già provata da Amedeo Della Valle, consacrato personaggio del nostro basket: ha un contratto quadriennale, Polonara un biennale ma catalizza l’interesse dell’Nba, come il lettone Silins. Anche il pivot Cervi piaceva a Milano, dopo l’infortunio di primavera è calato molto, gli serve continuità.

Un anno fa, a Sassari Diener era stato il miglior giocatore della serie A, ha 33 anni e non sarà confermato. A 38, Kaukenas viaggia sulle orme del mito Mitchell, che resistette sino a 41; l’altro lituano Darjus Lavrinovic (35) è il miglior centro del campionato ma spesso acciaccato. L’allenatore Menetti ha bisogno di sicurezze, di certo il patron Stefano Landi lo confermerà a lungo, dopo questo miracolo. Il budget quest’anno era di 5 milioni, si punterà a fare strada anche in Eurocup, dopo l’eliminazione al primo turno, con appena 2 vittorie in 10 gare. Reggio comunque continuerà a puntare su giovani italiani.

 

Video. Dailybasket.it, Andrea Cinciarini: “Tifosi superlativi per una grande squadra”

andrea cinciariniIl capitano dei biancorossi ringrazia i tifosi, elogia la squadra, anche gli infortunati. Sottolinea i meriti dello staff tecnico criticato ingiustamente, il tutto dopo la semifinale vinta a Venezia.

http://www.dailybasket.it/serie-a/la-finale-andrea-cinciarini-e-il-capitano-della-miglior-reggiana-di-41-anni-di-storia/

Tuttosport, basket. Miracolo a Venezia, la Grissin Bon ripresenta Lavrinovic, il lituano è decisivo. Super Cinciarini. Reggio adesso gioca per lo scudetto, con la bella in casa

Andrea Cinciarini è il giocatore più amato dai reggiani.
Andrea Cinciarini è il giocatore più amato dai reggiani.

VANNI ZAGNOLI
Il miracolo avviene anche a Venezia, complice la pretattica esasperata di Reggio, che ha sempre escluso la possibilità di recuperare Lavrinovic (qualcuno parlava addirittura di perazione) e invece il centro più decisivo della serie A gioca: anche un buon minutaggio, 21’, record di questi playoff, risultando come sempre decisivo.
Reggio vince al Taliercio come in gara2 e imita le imprese di Sassari. Recalcati manca la 5^ finale della carriera (3 vinte), battuto del tecnico più giovane e a quasi 70 anni potrebbe ritirarsi. Menetti abita a Reggio da quando aveva 6 mesi, tifa Juve, ha maglia di Tevez, si ispira ad Allegri e si commuove. “Cinciarini è il mio Buffon”, ci rivela. Autografa due triple di fila, per il 55-63. “Polonara-Llorente” è in serata, “Silins-Pogba” no, “Kaukenas-Tevez” si dedica alla squadra, neanche c’è bisogno della classe di “Della Valle-Chiellini”. Risolve la difesa: la zona 3-2 paralizza la Reyer, 30% al tiro. E Cinciarini si candida a mvp dei playoff, in caso di scudetto. La bella si giocherebbe a Reggio, è l’idolo dei 150 emiliani venuti in laguna. “Alta marea, portali via”, urlavano fra gogliardia e cattivo gusto.

UMANA-GRISSIN BON 63-70

VENEZIA: Stone 9 (0-7 1-3), Goss 11 (1-4 3-6), Viggiano 4 (1-1 0-3), Peric 15 (5-11 1-3), Ortner 2 (1-1); Ruzzier (0-1), Ceron ne, Aradori 4 (2-5 0-1), Dulkys 3 (0-1, 1-5), Jackson 9 (2-5 1-4), Nelson 3 (0-1 1-1), Ress (0-1 0-3). All. Recalcati.
REGGIO EMILIA: A. Cinciarini 18 (6-11 2-4), Kaukenas 9 (3-5 0-1),
Polonara 12 (3-6 1-6), Silins 1 (0-1), Pini 2 (1-1); Della Valle 13 (0-2 3-5), Lavrinovic 15 (4-8 2-3),
Ne: Chikoko, Rovatti, Cervi, Pechacek, Stefanini. All. Menetti.
Note: i parziali 14-16, 34-29, 46-48; da 2: V 12-37, R 8-20; da 3: V 9-30, R 8-20; liberi: V 12-13, R 12-17. Rimbalzi: V 40 (13 off; Stone 8), R 37 (5 off, Lavrinovic 9). Perse V 15 (4 Peric), R 14 (4 Cinciarini); Rec V 3, R 9 (3 Della Valle, Kaukenas). Assist: V 17 (5 Jackson), R 13 (5 Cinciarini). 5 falli: Stone. Spettatori 3500.

Tuttosport, basket. La Grissin Bon batte Venezia di 4, stramerita la “bella” al Taliercio per raggiungere la finale scudetto. Un coro divertente ma discutibile

palabigi
La Grissin Bon festeggia dopo la vittoria su Venezia

Qui pubblico la stesura integrale del pezzo scritto ieri sera in tempo reale per Tuttosport. L’attacco curioso è stato sforbiciato. Rischiavo, è chiaro, il confine fra l’ironia tipicamente emiliana e il cattivo gusto è minimo. Ovviamente, accetto ogni critica possibile e in premessa dico che non si scherza sulle tragedie, sull’acqua alta.

VANNI ZAGNOLI

REGGIO EMILIA. “Alta marea, portali via”, canta a un certo punto la curva della Grissin Bon. Vorrebbe che spazzasse via l’Umana, levandole a prima finale della storia.

Gli orogranata perdono al PalaBigi, non chiudono la semifinale sul 4-2, vanno alla bellissima, domani sera al Taliercio. Come Milano, pure stanca. Da gara-3, Venezia ha giocato al gatto con il topo, considerato che la Grissin Bon, al completo probabilmente superiore, perdeva pedine a catena. Ecco, non sapremo mai come finerebbe se Lavrinovic non si fosse fatto male, all’inizio della prima semifinale a Reggio; se Mussini anzichè volare in contropiede avesse gelato il gioco, allo scadere del 2-2; se Diener non si fosse procurato guai a una mano e poi al gluteo.

Ecco, la Reyer è sempre al completo, Stone era uscito solo prudenzialmente, nel finale del 5° atto. La squadra di Recalcati si mostra fragile, più emotiva dei biancorossi di Menetti. Reggio aveva chiuso con 8 sconfitte in 10 gare in Eurocup, era arrivata in semifinale di coppa Italia e playoff e con il 3° posto in regular season ma ora meriterebbe moralmente di passare.

Come Sassari. Fa soffrire il presidente della Reyer Brugnaro, al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Venezia: aveva firmato una petizione contro la Rai per il trattamento riservato al basket in tv, quest’anno non si può lamentare. Lo spettacolo sul parquet è ovattato, perchè si pensa che prima o poi la Reggiana crollerà fisicamente.

Parte bene, al 12′ è 26-20 con il 38enne Kaukenas in doppia cifra. Goss e Dulkys tengono attaccati i lagunari, Cinciarini si comporta da capitano e resiste il più possibile. Servirebbero 3 americani a gettone, per compensare il gap creato dagli infortuni emiliani. Con la tripla di Polonara (33-26) si alimenta l’illusione, la smorza le triple di Goss: al 26′, 50-48, poi 54-55, di fronte alla zona 3-2.

Venezia cerca il Dulkys in fundo, è però indietreggiata dall’altro lituano Kaukenas. Jackson fa 66 pari da 3, al 34′. Della Valle mette il triplete del 72-66, Viggiano replica a 3′ dalla fine. Poi Kaukenas, Silins nell’ultimo minuto. Pandemonio, nella città del primo tricolore. Arriverà qui?

GRISSIN BON-UMANA 82-78
 REGGIO EMILIA: A. Cinciarini 20 (7-13 0-1), Della Valle 13 (4-8 1-7), Kaukenas 22 (7-9 2-3), Polonara 13 (2-3 2-5), Pini 2 (1-5); Rovatti, Silins 12 (3-5 2-5), Chikoko. Ne Magnani, Stefanini, Pechacek, Cervi. All. Menetti. VENEZIA: Stone 5 (1-2 1-3), Goss 31 (8-13 2-5), Dulkys 5 (1-1 1-3), Peric 4 (2-2 0-2), Ress 4 (2-6 0-2); Aradori 1, Viggiano 3 (0-2 1-5), Jackson 10 (3-5 1-5), Nelson 13 (5-7 1-1), Radic (0-1). Ne Ruzzier, Ceron. All. Recalcati. Arbitri: Sahin, Seghetti, Di Francesco. Note: i parziali 22-20, 39-33, 61-55; da 2: R 24-43, V 22-39; da 3: R 7-21, V 7-26; liberi: R 13-18, V 13-16. Rimbalzi: R 36 (11 off, 10 Polonara), V 34 (10 off, 7 Stone). Perse R 15 (7 Kaukenas), V 16 (4 Nelson); Rec R 8, V 8. Assist: R 18 (Cinciarini 12), V 12. 5 falli: Pini al 36′. Spettatori 3500.