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Gazzetta del Sud, Sassuolo-Crotone 2-1. Il catanzarese Iemmello azzanna il Crotone. La paura paralizza i pitagorici nel finale. La salvezza è già a -6, Nicola rischia: “Ma giochiamo bene”

Defrel è sempre acrobatico

Vanni Zagnoli

Reggio Emilia
Il primo gol in serie A di un catanzarese leva anche il punto al Crotone e l’avrebbe meritato. Riccardo Iemmello è capocannoniere in Lega Pro, la scorsa stagione, con il Foggia sfiora la promozione, andata al Pisa, e il ds Guido Angelozzi gli permette il doppio salto, portandolo al Sassuolo. Prova a sfondare, mentre Falcinelli e Trotta da buone stagioni al Perugia e in under 21 sono bocciati dal mondo Mapei e vengono valorizzati in rossoblù.

“Sono felice per il gol e per la vittoria – racconta il centravanti degli emiliani -, ma è una coincidenza che abbia segnato al Crotone. O forse il destino ha voluto firmare questo scherzo. Pellegrini batte il corner, battezzo un angolo e mi va bene. Dedicato al nonno, tifoso del Catanzaro: “Fai gol al Crotone”, mi aveva pregato”.
Era persino stato cercato dal ds Peppe Ursino. “Non voglio commentare”, taglia corto.

Senza la penalizzazione, i modenesi sarebbero in zona Champions. “E’ una vittoria voluta. Ci alleniamo tutti i giorni per farci trovare sempre pronti e sfruttare al meglio le occasioni. Quando realizzano due subentrati è un buon segnale”.

I pitagorici avevano paura di perdere, nel finale, ed è successo davvero. I rossoblù sono a 6 punti dalla salvezza, il ritardo è preoccupante, in 8 giornate. “Hanno fatto una buonissima partita, faccio loro i complimenti”.

A Iemmello arrivano le congratulazioni di Eusebio Di Francesco: “Viene dalla C, lo schiero in un ruolo non suo, da due settimane provo a impiegarlo da esterno, ho la fortuna e la bravura di indovinare la soluzione”. E’ ammirato anche da Nicola: “Merita la serie A, si mostra subito degno”.

Il tecnico non viene discusso dalla famiglia Vrenna nè dalla direzione tecnica. “Perchè il gioco c’è, siamo sulla buona strada Poi se la società pensa si possa fare di più, farà le sue valutazioni Manca l’ultimo step mentale, l’attenzione sugli episodi, in difesa”.
Gli squali fanno sognare sino all’83’ soprattutto i 20mila cutresi del Reggiano. “I tifosi si fanno sentire, per 87′ facciamo la partita che dobbiamo, sempre corti. Peccato i due cambi obbligati, Claiton aveva le vertigini, Martella non ce la faceva: così buttiamo 14 giorni di lavoro”. Con il Napoli sarà la prima allo Scida. “Servirà altro, per colmare il divario e salvarci. A Reggio propongo il 4-3-3 utilizzato con la Roma, così abbiamo maggiore equilibrio nelle due fasi, evitando rischi in uscita di palla, dai tre centrali”.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, Sassuolo-Crotone 2-1. I calabresi avvicinano la prima vittoria in A, sfuma il riscatto sociale dei 20mila cutresi nel Reggiano. Il destro angolato di Sensi avvia la rimonta. I neroverdi senza le sconfitte ingiuste con Pescara e a Milano sarebbero in zona Champions

La rete del vantaggio rossoblù con l’ex Falcinelli

La prima vittoria in serie A del Crotone era lì, a portata, ipotecata subito dall’ex Falcinelli, preciso sul cross da destra di Rosi, mancato da Cannavaro, ma sulla sinistra era stata imperfetta la chiusura di Peluso. Defrel si ferma alla traversa, nel finale su punizione è Capezzi a cogliere l’incrocio, per i calabresi.

Il Sassuolo ribalta la partita in 5’, con giovani al primo gol in A: destro da fuori di Stefano Sensi, 21 anni, e tocco ravvicinato di Iemmello, catanzarese miglior marcatore di Lega Pro, nel Foggia. Era la partita del riscatto sociale per la comunità emiliana di Cutro, 20mila in maggioranza muratori, mortificati dal processo Aemilia, che coinvolge anche il padre del campione del mondo Iaquinta. Senza la sconfitta a tavolino, il Sassuolo sarebbe da Champions league. Aveva mancato il pari con Lirola, al Mapei vince sempre, 7 su 7. Non ha mai pareggiato, come solo la Juve. Davide Nicola è a -6 dalla salvezza: “Il gioco c’è. Con il Napoli debutteremo allo Scida”.
Vanni Zagnoli

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, Crotone-Atalanta 1-3, Cagliari-Sampdoria 2-1. I bergamaschi stavolta dilagano presto, rischiano nel finale per l’espulsione di Kessiè. Blucerchiati alla 4^ sconfitta di fila, immeritata

L’errore di Viviano punito da Melchiorri, al rientro 5 mesi e mezzo dopo l’infortunio. E nel 2010 battè un angioma cerebrale, riprese a giocare dalla 2^ categoria (foto Ansa, Nicola Belillo)

Nei posticipi, il Cagliari vince grazie a un errore incredibile di Viviano, mentre l’Atalanta dilaga con il Crotone. L’avvio è dei sardi (Viviano para su Murru), Storari alza il destro di Cigarini ma alla mezzora s’infortuna. I blucerchiati prendono l’iniziativa, sino all’incursione a sinistra del friulano Padoin, a scapito sempre del 18enne Pedro Pereira, trasformato da Joao Pedro. Praet avvicina il pari, nel finale lo trova Bruno Fernandez, servito da Linetty. Poi l’uscita sbagliata di Viviano e il primo gol in A di Melchiorri, ex Padova.
Il Crotone è penalizzato dal campo neutro di Pescara, quasi vuoto, fra un mese tornerà allo Scida. Petagna sfrutta l’assist di Masiello, si libera di Dussenne e infila di sinistro il vantaggio atalantino. Ferrari salva sulla linea sul destro di Gomez, che poi fa volare anche il trevigiano Cordaz. Decisivo tre volte, ma poi esce male e Kurtic insacca con una spalla; splendido il destro da fuori di Gomez per il tris. Per la squadra di Di Nicola, nel primo tempo solo il diagonale (fuori) di Trotta. Nella ripresa, al 17’ l’espulsione di Kessiè per l’entrata pericolosa su Dussenne, il finale è vivacizzato da Simy.
Vanni Zagnoli
Cagliari-Sampdoria 2-1 (37’ pt Joao Pedro, st 41’ Bruno Fernandez, 43’ Melchiorri); Crotone-Atalanta 1-3 (pt 3’ Petagna, 40’ Kurtic, 46’ Gomez; 41’ st Simy). CLASSIFICA. Juve 15; Napoli 14; Inter 11; Roma, Lazio, Chievo, Bologna e Milan 10; Sassuolo 9, Fiorentina, Torino e Genoa 8, Udinese e Cagliari 7, Sampdoria, Pescara e Atalanta 6; Palermo 5, Empoli 4, Crotone 1.

Il Gazzettino, il turno infrasettimanale di serie A. Le vittorie di Chievo, Bologna e Palermo. Ma l’Atalanta era stata superiore ai siciliani

Il gol di Nestorovski a Bergamo

L’integralità del commento alla serie A per il Gazzettino

(v.zagn.) Le emozioni delle altre 5 gare della serata.
Roma-Crotone 4-0: pt 26’ El Shaarawy, 37’ Salah, st 3’ e 12’ Dzeko. Paredes serve Dzeko, che coglie il palo. E’ l’affondo di Florenzi, a destra, a sbloccare un match squilibrato. Assist di Totti (lungo) e Salah. Dopo un’ora Szczesny para il rigore a Palladino (fallo di Florenzi su Falcinelli): come a Empoli, l’esterno si divora gol.
Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Hetemaj sbaglia il retropassaggio, Defrel angola il diagonale del pari. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa.

Atalanta-Palermo 0-1. Palo del macedone Nestorovski per i siciliani, bergamaschi molto superiori. Allo scadere risolve la girata di Nestorovski, già autore del pari con il Crotone, su cross da destra.
Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore, espulso all’intervallo Acquah, la seconda ammonizione è per fallo su Caprari. Aramu avvicina il vantaggio per i granata. Dubbia la simulazione di Martinez, vola ma per evitare l’uscita di Bizzarri. Al 33’ espulso anche Vives, Toro in 9. Pali di Memushaj e del granata Belotti. Il finale è ovviamente biancazzurro.
Bologna-Sampdoria 2-0: 45’ pt Verdi, 5’ st Destro. Giampaolo incappa nella 3^ sconfitta di fila, pur facendo la partita, almeno nel primo tempo. La sblocca Simone Verdi con un destro al volo da fuori, il più bel gol della serata. Il raddoppio è ancora su assist del ceco Krejci, per Destro, al 5’ della ripresa. Poi l’espulsione di Barreto per fallo sul magiaro Nargy, nel recupero fuori anche il rossoblù Di Francesco, intervento su Linetty.

Il Gazzettino, Empoli-Crotone 2-1. Martuscello e Nicola non sono al livello di Giampaolo e Juric, decide Costa ma è in fuorigioco. In B, Entella-Pisa 0-0

In copertina, Raffaele Palladino infastidisce la difesa toscana

Senza Giampaolo, l’Empoli è meno spettacolare e convincente. Si fa rimontare dalla matricola Crotone, ancora a 0, ma poi ripassa grazie a un gol in fuorigioco. Il vantaggio è del difensore Bellusci, in mischia, di testa, su angolo del veneziano Pasqual, ex capitano della Fiorentina, 34 anni: per il centrale calabrese è il primo gol in A, viene da due stagioni al Leeds. Il Crotone con Juric era migliore, Nicola si batté per la salvezza con l’ultimo Livorno in A, adesso guida la più debole del lotto, assieme al Palermo. Prima dell’intervallo arriva comunque l’assist di Rohden, lo svedese in torsione premia l’inserimento di Sampirisi che gira in porta. Dopo un’ora la punizione di Pasqual da destra, Andrea Costa trasforma di testa, in posizione irregolare. Al 35’ la seconda ammonizione per di Dussenne, su Marilungo.

Gli anni con Sarri e Giampaolo hanno reso l’Empoli una realtà stupefacente, come il Chievo, nel rapporto budget e pubblico/risultati e gioco, con Martuscello il ridimensionamento è inevitabile, come un decennio fa, con Daniele Baldini: questo l’allenatore è senza curriculum, ha solo un decennio nelle giovanili dei blu ma può pilotarli all’8^ salvezza in A. Dispiacciono i vuoti, allo stadio Castellani.

Vanni Zagnoli

EMPOLI-CROTONE 2-1: pt 31’ Bellusci, 47’ Sampirisi (C), 12’ st Costa.

CLASSIFICA. Juventus 9 punti; Napoli e Roma 7; Genoa, Sampdoria, Udinese e Bologna 6; Pescara, Chievo, Lazio e Inter 4, Fiorentina, Torino, Atalanta, Milan, Empoli e Sassuolo 3; Cagliari e Palermo 1, Crotone 0.

SERIE B. Nel posticipo, Entella-Pisa 0-0, superiorità ligure

A cura di Giangabriele Perre

Gazzetta del Sud. Filippo Galli: “Il Milan e i giovani, il Crotone e le squadre di vertice, la Champions e la Juve

http://www.gazzettadelsud.it/sezioni/22/sport

Vanni Zagnoli

Sono rare le interviste di Filippo Galli, 53 anni, bandiera del Milan. Spesso è stato ospite allo sport di Mediaset, come stampa scritta fa un’eccezione per la Gazzetta del Sud e passa in rassegna i rinforzi delle grandi. Per la verità gioca in difesa, nelle valutazioni, e in fondo è stato un grande difensore centrale, rossonero dall’83 al ’96, con 3 gol in 217 gare, arrivando sino alla convocazione con l’Italia. Da allenatore, due stagioni con la primavera, una da vice e dal 2009 è responsabile del settore giovanile.

Filippo, la Juve di quanto è favorita per lo scudetto?

“Era già forte prima, non so se perderà Pogba, comunque ha una super rosa. Avrà però un’attenzione particolare per la Champions e allora magari perderà qualcosa in campionato”.

Dani Alves, Benatia, Pjanic, Pjaca e Higuain molto probabile. Allegri ottiene i rinforzi che Conte chiedeva a vuoto?

“Non ricordo quanti ne volesse l’ex ct, di certo i bianconeri hanno raggiunto una stabilità di risultati che ha portato maggiori entrate dal lato finanziario e allora si possono permettere giocatori molto importanti, per l’Italia”.

Pjanic è il miglior regista della serie A?

“Non mi viene in mente un playmaker in senso classico. Sa gestire la palla, non lo considero un vero regista, è certamente un buon palleggiatore, in un centrocampo mobile, in cui non c’è un autentico impostatore del gioco e lo fanno almeno in tre”.

Per quanti milioni è giusto cedere Pogba? 110?

“Le cifre le fa il mercato e chi c’è dentro, dunque Juve, Manchester United e il procuratore Mino Raiola. Nessun altro può dire quanti ne bastino”.

Il Napoli non vale più il secondo posto?

“Intanto non ha ancora perso Higuain e finché non l’avrà ceduto merita di ripartire da dov’è arrivato. Sarri ha mostrato di rapportarsi nella maniera giusta alla guida di una grande, lotterà di nuovo con la Juve e credo ci sarà pure la Roma. Il gap potrebbe non ampliarsi, proprio perché i campioni d’Italia daranno la priorità alla Champions”.

Tonelli all’Empoli si è confermato un ottimo centrale: può essere titolare? E Giaccherini?

“Giac sì, dipenderà dal modello di gioco che avrà in mente il mister, è presto per intuirne il pensiero. Entrambi possono trovare continuità di impiego, ma è sempre difficile inserirsi in un Napoli arrivato tanto in alto”.

Sempre a proposito di centrali, Juan Jesus non entusiasmava, all’Inter: è un rinforzo vero, per la Roma?

“Al di là del valore che può avere dimostrato a Milano, è una pedina importante per un certo tipo di gioco e di pensiero, finalizzato a raggiungere la Champions”.

Florenzi e Mario Rui sono terzini troppo offensivi, per la difesa giallorossa?

“A me piacciono gli esterni che avanzano, conta che si sappiano sacrificare. A volte si difende meglio attaccando, piuttosto che sulla propria linea di contenimento. Incidono le idee e Spalletti ne ha di molto valide, tutti e due vengono da ottime stagioni”.

Ansaldi, Erkin e Banega possono portare l’Inter in Champions?

“Indubbiamente si è rafforzata, c’è ancora un mese e più di mercato e tutte possono cambiare ancora la rosa. Mancini lavora con attenzione per dare un’identità ai nerazzurri, forse sono un gradino sotto ma per un posto in Champions ci sono anche loro”.

Mancini resta?

“Non lo so, anche perché da 7 anni mi occupo molto più di giovani che di serie A. E’ difficile dare un giudizio da fuori, solo chi è dentro conosce gli equilibri interni”.

E Icardi rimane?

“Penso di sì, a metà settimana l’ha ribadito lui stesso”.

Il Genoa che Suso restituisce, al Milan?

“Ritrovato, incisivo anche sottoporta. Può dire la sua, nella rosa”.

Il capocannoniere della serie B Lapadula può coesistere con Bacca?

“Sì, assolutamente”.

A quale ex allenatore del Milan paragona Montella?

“Preferisco non entrare nel merito. Ha fatto un gran lavoro alla Fiorentina e anche alla Sampdoria ha portato a termine il suo mandato raggiungendo la salvezza. A me piace la sua idea di calcio, mi auguro che faccia bene e lotti per il terzo posto”.

Il Crotone ha chances di salvarsi?

“Ha compiuto un’impresa venendo in serie A. Dovrà giocare molto sull’entusiasmo, forse anche per questo ha scelto Nicola. La squadra è piuttosto giovane”.

Ceccherini, Sampirisi, Mazzarani e Tonev sono i rinforzi giusti?

“Sampirisi è stato anche nel settore giovanile del Milan. Mi auguro che i rossoblù bissino l’impresa, salvandosi”.

A cura di Giangabriele Perre

 

Il Sora volley fa brillare la Ciociaria, rimpiazza il Frosinone. Il Crotone inizia, con Davide Nicola, promosso con il Livorno, esonerato, richiamato e non confermato. 10 anni dopo il mondiale di Germania, Oddo è debutta in A da allenatore, dopo 14 mesi eccellenti, a Pescara

(v.zagn.) Volley, il Sora ha i conti a posto, debutterà nella serie A maschile. Rappresenta la ciociaria, mai a questi livelli, a parte nel calcio. Ecco, rimpiazza idealmente il Frosinone, retrocesso in B con una giornata di anticipo nella stagione appena conclusa.

Inizia il raduno del Crotone, è la novità della serie A, con Davide Nicola in panchina. Promosse il Livorno ma venne esonerato a metà stagione, tornò ma non evitò la retrocessione, nè era stato confermato.

Il mondiale di calcio 10 anni dopo. Oggi cosa  fanno gli azzurri campioni del mondo? Massimo Oddo (in copertina, consola il suo ex tecnico Cosmi, dopo la vittoria nei playoff, sul Trapani, ndr) debutta in A da allenatore, dopo 14 mesi eccellenti, in panchina, a Pescara.

A cura di Francesco Delendati

La Gazzetta del Sud, la serie A del Crotone. Corini debuttò da allenatore con i pitagorici: “Stoian è tornato ai livelli del Chievo. Per salvarsi occorre resistere alle crisi, ai cicli di sconfitte. E’ il ds Ursino il segreto”

Eugenio Corini era titolare in serie A nella Juve, nel '90-'91, a 20 anni
Eugenio Corini era titolare in serie A nella Juve, nel ’90-’91, a 20 anni

La versione integrale della lunga chiacchierata con Genio Corini, per la Gazzetta del Sud, uscita lunedì.

Vanni Zagnoli

Il Crotone debutta in serie A e lì Eugenio Corini è stato primattore, con due salvezze larghissime al Chievo. Un anno e mezzo fa venne esonerato immeritatamente, arrivò Maran e convinse di più sul piano del gioco, come risultati però l’ex regista del Palermo era stato perfetto, soprattutto nel subentro a Sannino. Risponde alla Gazzetta del Sud mentre osserva il figlio Filippo, 14 anni, regista della Paluani Life, ovvero nel Chievo giovanissimi.

Genio, aveva debuttato in panchina proprio in rossoblù…

“Subentrai a Menichini, che venne richiamato dopo 10 partite. Iniziò la stagione successiva, sino al subentro di Drago. Che si salvò, approdò ai playoff e di nuovo si salvò. E adesso la promozione con Juric”.

Corini finì allora in Lega Pro, a Frosinone, rilevando Carlo Sabatini. E dopo di lei i ciociari vissero il quadriennio memorabile con Stellone.

“Due promozioni e la salvezza in A svanita a una giornata dalla fine”.

Ora Ivan Juric fa bene a tornare al Genoa, da capoallenatore?

“Si parla ancora di ipotesi, perciò evito di commentare. Merita un voto altissimo, con quella squadra di giovani. La società è ambiziosa e anche la scorsa stagione sperava nel salto. Molto ruoto attorno alla capacità del ds Ursino di scovare talenti e inserirli nell’ambiente giusto. A parte l’ultima salvezza, complicata, le annate sono spesso brillanti. Juric fa un grande lavoro anche per identità e spirito, al punto che si è giocato il primato con il Cagliari, più attrezzato”.

Quali pitagorici apprezza maggiormente?

“Tanti, anche se non c’è più nessuno, di quei miei due mesi. Eccelenti gli esperti Cordaz e Clayton, gli interni Barberis, Salzano e Capezzi, i laterali. Mi fa piacere che Stoian (in copertina con la maglia gialloblù, contro la Roma, in serie A) sia tornare il ragazzo che lanciai a Verona. Naturalmente brilla Budimir, Palladino dopo la condizione ripresa. Juric è molto bravo nelle rotazioni, così i pitagorici tengono un ritmo importante”.

Chi acquisterebbe per la serie A?

“Ursino cerca di mantenere la linea verde, migliorerà l’ossatura con elementi di esperienza. La presidenza e il direttore costruiranno una rosa adeguata per competere alla salvezza”.

Ecco, quali sono gli ingredienti fondamentali?

“Conta la capacità di restare compatti nei momenti delicati, a lungo i risultati possono non venire e la resistenza è decisiva. E’ così che il Carpi ha sfiorato il miracolo, mentre il Frosinone sino a 4-5 domeniche dalla fine era benissimo in corsa. Nelle difficoltà va trovata la forza”.

Passiamo in rassegna i dirigenti crotonesi?

“Il vicepresidente Gualtieri era già consigliere di Lega, ai tempi miei, con la famiglia Vrenna è animato da grande passione. Anche con me Raffaele fece la battuta: “Vorrei la serie A”. Diciamo che è stato lungimirante, crea le situazioni giuste, valorizzate al massimo”.

Lo stadio Ezio Scida avrà il peso del Matusa per il Frosinone?

“Come ambiente è perfetto per una provinciale, con gli spalti vicini al campo, aiuta chi lotta per non retrocedere. Ai ciociari è mancato un rendimento esterno sufficiente, ma in casa hanno convinto. A parte la sconfitta con il Palermo, risolutiva per entrambe”.

Dipinga ora la galleria dei calabresi di serie A e B.

“Floccari e Maietta nel Bologna, come Missiroli e Berardi nel Sassuolo, hanno un ruolo fondamentale e sarà tale anche per le prossime stagioni. In B, si fanno largo i fratelli Gatto, Massimiliano alla Pro Vercelli, Leonardo a Salerno, passando per il Vicenza: era cresciuto nella primavera del Chievo, è rapido e scaltro, si era allenato anche con me. Alla Ternana, Ceravolo si conferma ottimo centravanti, attacca la profondità, migliora come leader e meriterebbe la serie A. Modesto è stato mio compagno a Palermo, è sempre a posto, ha qualità e anche al Crotone lo dimostra, tantopiù da crotonese. Quando si vince, contribuisce tutta la rosa, a motivare continuamente e a creare la bella alchimia”.

Chiudiamo con i tecnici calabri…

“Gattuso è in finale playoff per la promozione in B, con il Pisa. Lo ricordo al Palermo, è un passionale, dà tutto se stesso. A Latina Iuliano era subentrato bene, un anno fa, è stato congedato troppo presto. Gli esoneri capitano, anche non per demeriti propri: al debutto aveva dimostrato valore, salvando in anticipo i pontini. Perrotta ha scelto l’impegno con l’assocalciatori, eravamo assieme nel Chievo e dopo una carriera da campione del mondo mostra intelligenza: farà strada anche nell’Aic”.

 

A cura di Giangabriele Perre

 

Gazzetta del Sud. La serie A del Crotone, Floccari, da Nicotera: “E’ un po’ come il Leicester campione d’Inghilterra. E’ l’orgoglio della Calabria, come quando c’era il Catanzaro. Poi arrivò la Reggina”

Sergio Floccari con la maglia rossoblù
Sergio Floccari con la maglia rossoblù

http://edicoladigitale.gazzettadelsud.it/gazzettasud/books/160523catanzaro/#30

Vanni Zagnoli

La 19^ stagione di Sergio Floccari nel calcio professionistico è stata da 6+, forse anche 6,5, con 6 reti in 25 gare, fra Sassuolo (in copertina contro il Milan) e Bologna. Sino a dicembre aveva contribuito a mantenere i neroverdi in posizione da Europa league, da gennaio arriva alla salvezza anticipata con la squadra di Donadoni. Complessivamente gioca 1651’, si dimostra efficace anche come bomber, non solo per la partecipazione alla manovra e al gioco difensivo. Quattro anni fa sposò Maria Elisa Canti, miss San Marino nel 2001: l’ha reso padre di Giuseppe, con il papà in mixed zone nell’ultima partita stagionale al Dall’Ara, lo 0-1 con il Milan.

Il viaggio di Floccari lungo la penisola è cominciato da Nicotera. Fra i 6 e i 12 anni giocò nel Medma, squadra di Seconda categoria, e poi passò al Marina, in Prima.

Sergio, che emozioni prova, nel vedere il Crotone in serie A?

“E’ la stessa di tutti i calabresi, io sono con loro. Serviva da tempo una squadra della nostra regione in serie A. Torna a far sognare tutta la Calabria. Non siamo abituati ad avere una rappresentante, quassù”.

Beh, c’era stato il Catanzaro, per 7 stagioni, poi la Reggina per 9.

“Ancora io dovevo nascere, quando arrivarono i giallorossi. Dal 2009, con la retrocessione degli amaranto, non avevamo più questa soddisfazione, di una calabrese in A. Rappresenta un po’ il riscatto di tutta una terra, faccio i complimenti ai rossoblù, perchè hanno compiuto un’impresa analoga al Leicester, nessuno se l’aspettava”.

Nel 2002, aveva giocato in serie B per mezza stagione, al Genoa con Ivan Juric.

“E poi sono stato compagno di Raffaele Palladino e di Francesco Modesto al Parma. Lo meritano perchè la scorsa stagione hanno sofferto molto, con il crack della società emiliana. Modesto poi è crotonese, contribuisce a questo bel regalo per la Calabria”.

Il Carpi è retrocesso all’ultima giornata, il Frosinone alla penultima. Sono piccole società, che erano al debutto. Il Crotone può evitare il ritorno in B?

“La società conosce bene le dinamiche interne, non basta ispirarsi al modello Carpi per tentare di salvarsi. Non è detto che sia la ricetta giusta per i pitagorici, certamente mister Castori ha firmato un campionato dignitoso, ha combattuto”.

Lei ha 34 anni, è come fosse già un allenatore. Cosa suggerirebbe?

“Il Crotone ha giovani importanti, sarebbe giusto strutturare un po’ la squadra, aggiungere esperienza, con gente che conosca la categoria. Dall’atteggiamento giusto, perchè si cali in quella realtà e dia un contributo importante. L’equilibrio premia sempre”.

Il Bologna chiude con 9 sconfitte casalinghe, è fra le squadre più battute, internamente, mentre i rossoblù in B hanno perso solo una volta…

“C’è stato un mese e mezzo di calo, per noi, dopo la grande rimonta. Miglioreremo anche al Dall’Ara, nella prossima stagione”.

 

 

Ultima giornata di serie B: Novara-Modena e Livorno-Lanciano sono le partite chiave. Salernitana-Como è scontata, ad Ascoli, Pro Vercelli e Latina basta un punto

Cristiano Bergodi era il capitano della Lazio, negli anni '80. Terzino destro
Cristiano Bergodi era il capitano della Lazio, negli anni ’80. Terzino destro

 

(v.zagn.) Alle 20,30 e su Sky l’ultima giornata di B. Da decidere l’8^ posizione, due retrocesse e le 2 ai playout. Per i playoff, l’Entella deve vincere a Crotone, perché in caso di parità con il Novara (in copertina Marco Baroni) sarebbe dietro. I piemontesi ospitano il Modena, che ha bisogno dei tre punti per non finire in Lega Pro. Decisive Livorno-Lanciano e Salernitana-Como, importanti Spezia-Ascoli, Pescara-Latina, Pro Vercelli-Cagliari e Bari-Trapani per il 3° posto.

A cura di Giangabriele Perre