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Alle Olimpiadi, Sara Simeoni e Pietro Mennea conquistarono più podi di Federica Pellegrini. Resta dietro a Valentino Rossi e a Tomba, a Pantani e forse anche a Nibali. Divina ma fragile, a 5 cerchi

(v. zagn.) Tutta sta grandezza, di Federica Pellegrini , ma alla fine solo un oro e un argento olimpico.
Meno di Sara Simeoni, oro e due argenti nel salto in alto, più o meno come Pietro Mennea, un oro e due bronzi nella velocità.
La galleria dei campioni italiani aggiornata: Valentino Rossi, Tomba, poi non so se arrivi lei, sinceramente.
Sara Simeoni mi pare davanti, Pietro anche, e Pantani di sicuro, forse anche Nibali.
Divina, sì, ma fragile. Ecco, buoni piazzamenti, alle olimpiadi. Un argento, un oro, tre quinti posti, il quarto di oggi. Una signorissima, eppure è mancato l’ultimo acuto, proprio.
A cura di Francesco Delendati

Alganews.it, nuoto. Gli argenti diversi di Federica e Gregorio. La Pellegrini è all’ultimo mondiale, Paltrinieri è il favorito per i 1500

Gregorio Paltrinieri e, a destra, di spalle, Giorgio Cimurri
Gregorio Paltrinieri e, a destra, di spalle, Giorgio Cimurri, al PalaBigi di Reggio.
Federica Pellegrini
Federica Pellegrini

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/08/05/nuoto-gli-argenti-diversi-di-federica-e-gregorio/

Gli argenti di Federica e Gregorio sono diversi. La Pellegrini è all’ultimo mondiale, di più non poteva fare, ha confermato il secondo posto di due anni fa, a Barcellona. Katie Ledecky era troppo forte, aveva migliorato due volte il record dei 1500, i 200 sono una gara teoricamente molto diversa, fuori dalla portata per una fondista, eppure la 18enne americana si è confermata il personaggio di questi mondiali.

Federica, dunque, si è aggiudicata il mondiale degli umani, davanti a Melissa Franklin, lasciando dietro la magiara Hossu e la primatista stagionale olandese, Heemskerk.

Di fronte all’intervista Rai, di Elisabetta Caporale, scoppia in lacrime: “Tutti mi dicevano di fare anche i 400…”. Un po’ per il suo bene, un po’ perchè magari avrebbe bissato il podio. Indietro però non si torna e anche a Rio de Janeiro Federica Pellegrini non farà i 400.

Paltrinieri è il favorito per i 1500, gli 800 non sono la sua gara preferita eppure sino a 60 metri dalla fine era avanti, il cinese Sun Yang recupera, recupera, si impone di un secondo ma a Gregorio va bene così.

Il mezzofondista di Carpi ha 20 anni, è allenato da Stefano Morini, che è stato anche tecnico di Federica, lavora a Ostia, spesso si è allenato all’alba, per avere la giornata libera.

Accadde soprattutto quando si allenava in Australia e il bronzo va proprio all’oceanico Mack Horton. Sabato ha la batteria, domenica la finale, si avvia a diventare un grande personaggio dello sport italiano. Certo è ancora lontano dalla popolarità di Federica, con 14200 followers su twitter, contro i 352mila della Pellegrini. La più amata dagli italiani e portabandiera di Rio. Si aspetta solo l’ufficialità.

 

 

Il Gazzettino, nuoto. Marcello Guarducci, mito degli anni ’70, racconta Federica Pellegrini: “Al 7 colli era saltellante, i 400 sl le servirebbero per i 200”.

La stesura completa dell’intervista a Marcello Guarducci per il Gazzettino del nordest. Con il grazie a Toni Liviero per avere avallato l’idea.

Marcello Guarducci oggi è agente di commercio, sempre legato al mondo del nuoto
Marcello Guarducci oggi è agente di commercio, sempre legato al mondo del nuoto
Marcello Guarducci è stato fra gli sportivi italiani più amati, negli anni '70
Marcello Guarducci è stato fra gli sportivi italiani più amati, negli anni ’70

A 59 anni, Marcello Guarducci fa l’agente di commercio per la Robel (azienda romana di costumi) e per Isotyche (depurazione di piscine tramite ozono). Trentino, fu il primo italiano medaglia, nel 1975, a Calì (Colombia).
“Nella 4×100 – racconta – con Roberto Pangaro, triestino oggi 65enne, Claudio Zei, 61enne romano, e Paolo Barelli, dal ’99 presidente federale. Io naturalmente chiudevo la staffetta”.
Prima di lei solo una donna, la padovana Novella Calligaris, oro mondiale nel ’75, a Berlino.
“L’anno dopo, alle olimpiadi di Montreal, ero stato 5° e 6° nei 200,
Nel ‘77, a Chiavari, firmai il record europeo sui 100. Sino al 4° posto mondiali di Berlino ’78”.
Ha conosciuto Federica Pellegrini?
“Di fatto no, ci siamo solo incrociati due volte. A Kazan ha impattato bene, con il 6° posto record italiano nella 4×100”.
Stamane le batterie dei 200, nel pomeriggio le semifinali.
“Ci aspettiamo che vada a medaglia, visto che fa solo una gara individuale. Le possibilità sono elevate, nonostante sostenga che molto difficile. Mette le mani avanti, ma resta una certezza”.
Non è arrivata in condizione troppo presto?
“L’ho vista a Roma, al Sette Colli, era un po’ saltellante rispetto al passato. Aumenta la velocità, in acqua, però non era fluida in bracciata. Spero nel rush finale che l’ha sempre caratterizzata. A 27 anni, è sempre più complicato resistere, ma ha l’obiettivo Rio”.
Perchè trascura i 400?
“Li ama e li odia, eppure sono propeudici ai 200. Per me lo erano i 200 per i 100. Senza la distanza lunga, rischiano di mancarle gli ultimi 50 metri. Se la gioca con l’olandese Heemskerk, con le americane Missy Franklin e Ledecky, ma occhio anche all’australiana McKeon: per fortuna rinuncia la primatista dei 100 farfalla Sjoestroem”.
Quanto perde, passando da Lucas a Matteo Giunta?
“Un atleta ha sempre bisogno di un riferimento certo, Castagnetti era il padre e pure il fratello, poichè tirava fuori sempre il meglio. Il biondo francese era già assente, affidava gli allenamenti al 33enne pesarese. Federica ha fiducia ma lui sia rigido e, al momento giusto, morbido: l’importante è che non venga sopraffatto, per ora il connubio è discreto”.
Chi altri è da medaglia?
“Paltrinieri sui 1500 più che sugli 800, perchè sulla distanza breve può trovare specialisti dei 400. Spero in una sorpresa, magari dalla rana. Manca un anno alle Olimpiadi, ne avremmo bisogno. Guardate l’americana Ledecky, primatista a 18 anni sugli 800: nel nuoto si può emergere da ragazzi, nei tuffi servono anni”.