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Da Blogo, Skysport. Federica Masolin: “Sono da spettacolo”. Una soubrette nata, come tante di Sky

(v.zagn.) Nella mia galleria di video con giornalisti e soubrette e showgirl manca Federica Masolin, conosciuta a Parma, al teatro Regio, anni fa, con il direttore Massimo Corcione. La rividi nella mia prima puntata a Sky, da sogno, fra gli studi.

Pubblico, senza neanche leggerla, questa bella intervista da tvblog.it. Rendendo felice Cristian Pigato.

Da http://www.tvblog.it/post/1327771/federica-masolin-sky-sport-f1-cv 

Federica Masolin a Blogo: “Sono secchiona e lo sport è la mia vita, a Sky soddisfatta della F1, pronta per l’intrattenimento”

A Tvblog.it parla la giornalista di Sky Sport: la carriera, i pochi pregiudizi riscontrati. Top secret il suo status sentimentale…

 

Prosegue su Tvblog un viaggio in 6 puntate alla scoperta delle telegiornaliste che si occupano di calcio. Quanti di voi si sono chiesti che tipo di gavetta c’è dietro il lavoro di ognuna di loro, quali sono i pregiudizi che devono affrontare in un ambiente prettamente maschilista, quali sono le gaffe più celebri che hanno commesso o i loro sogni nel cassetto, che rapporto hanno con i social network? E, poi, dulcis in fundo… ma sono single, fidanzate o sposate? Ecco tutte le curiosità soddisfatte… la quinta intervistata è Federica Masolin.

Partiamo dalla gavetta. Quando è nata la passione per il giornalismo e quali esperienze significative hai fatto prima di approdare a Sky?

“Mi è sempre piaciuto lo sport. Sono la prima di due sorelle e mio papà sperava di avere un figlio maschio. Quindi sono sempre andata ovunque con lui, dallo stadio all’autodromo fino ai campi da tennis. E lo sport è sempre stato la mia vita. A questo si è aggiunto una mia grande curiosità. L’idea di entrare dietro le quinte degli sport mi è sempre interessata… È il lavoro che avrei voluto sempre fare: o la ballerina, perché da bambina mi cimentavo nella danza classica, o la giornalista. Prima di Sky ho avuto piccole collaborazioni con giornali locali ma niente di grossissimo. A 20 anni ho inviato il curriculum a Sky, da lì mi hanno fatto dei contratti e sono sempre qui”.

La famiglia ti ha incoraggiato a intraprendere questo mestiere o era scettica all’inizio?

“Ho avuto pieno appoggio da loro. Mi hanno sempre assecondato nel seguire le mie volontà e inclinazioni, non mi hanno mai detto di no e anzi mi hanno aiutato quando ce n’è stato bisogno”.

Ti ricordi il tuo primo giorno di lavoro a Sky Sport?

“Sono passati tanti anni… Ero giovane ed emozionata ma anche carica e consapevole di avere un’importante opportunità. È stato un forte impatto”.

Negli anni hai alternato i ruoli di conduttrice e inviata. Quali differenze ci sono e quale incarico preferisci?

“Quando conduci devi essere la voce dello spettatore, devi essere capace di dare le notizie e chiarire le domande a chi ti guarda da casa. Quando sei inviato diventi un occhio aggiunto, c’è la telecamera, ci sono personaggi da intervistare, devi tirare fuori le curiosità e allo stesso tempo crearne. Mi trovo a mio agio in entrambi i ruoli”.

Il servizio o l’esperienza di cui sei più orgogliosa?

“Da tre anni mi occupo di Formula Uno, seguo le gare e le qualifiche. È un programma molto interessante e complesso perché va in onda live, non c’è studio ed è fondamentale il supporto della redazione. È sicuramente l’esperienza più completa di cui oggi vado particolarmente fiera”.

Una gaffe clamorosa che hai fatto e che vuoi citare?

“Non mi viene in mente niente. Questo non significa che non sbaglio mai. Comunque, che io sappia, Striscia la notizia non mi ha mai pizzicata!”.

Hai mai avvertito nel mondo del lavoro eventuali pregiudizi sul fatto che tu sia una donna – e anche bella – che si occupa di sport?

“Non ho mai avvertito pregiudizi un po’ perché sono la secchiona che deve studiare e arrivare preparata alle cose e un po’ perché, quando ci metti passione e impegno, è difficile essere ‘attaccata’. Ho un buon rapporto con i colleghi maschi e oggi, comunque, il giornalismo sportivo si è molto aperto alla figura della donna competente”.

Anche quello dei motori che è notoriamente maschilista?

“Ho riscontrato meno pregiudizi rispetto al mondo calcistico”.

Qual è il modello di riferimento nel tuo campo?

“Tanti e nessuno. Guardo e ascolto molte mie colleghe ma non ho un modello in particolare”.

Come reagisci ai complimenti e alle lusinghe sui social? E a chi si spinge un po’ oltre con gli apprezzamenti?

“Non mi è mai capitato che siano andati oltre perché cerco di mantenere un profilo abbastanza professionale. Sono una ragazza giovane, a cui piace scherzare, spesso mostro le foto di chi incontro per lavoro. Per ora, per fortuna, non ho trovato grandi volgarità”.

In redazione sono spesso nate storie d’amore tra giornalisti. Sei stata “contagiata” da questo virus?

“Non mi piace parlare della mia vita privata in generale. È vero, però, che ci sono tanti luoghi comuni…”.

Vorresti cimentarti come presentatrice? Quale trasmissione ti piacerebbe condurre (o già esistente o da inventare)?

“Sono molto soddisfatta di quello che sto facendo perché è molto complesso e in mezz’ora ti ritrovi a parlare tre-quattro lingue e non c’è niente di scritto perché è un percorso che ti costruisci nel mentre e in cui devi saper cogliere quello che c’è. Mi piacerebbe anche fare dell’altro, non mi precludo niente anche nell’intrattenimento o in quei programmi basati sul talento…”.

cura di Giangabriele Perre