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Alganews. L’impresa di Reggio contro Milano, l’1-2 è con Lavrinovic. Il coast to coast di De Nicolao sintetizza la serata sì degli emiliani

 

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. E’ l’1-2 della Grissin, non lo 0-3 di Milano, la serie scudetto è ancora viva e servirà almeno gara5. Reggio è viva e al PalaBigi si conferma imbattibile, solo Sassari ha vinto in stagione in campionato, i biancorossi della città del Tricolore fanno 21 su 22. Repesa non eguaglia i 55 successi nei playoff di Dan Peterson, 4° di ogni tempo, e Reggio finisce in tripudio, riducendo le certezze di Milano con il dominio sotto canestro di Lavrinovic.
Il clima è da baraonda, Cinciarini è in quintetto quasi in onore al suo passato di capitano emiliano e viene preso di mira dai reggiani (anche Batista inizia, a sorpresa), ma assieme a Kalnietis dilata il gap sul 9-17. Senza Aradori e Stefano Gentile, Reggio ha rotazioni limitate fra gli esterni, paga la difesa aggressiva dell’Ea7, a complicare ogni canestro. Il vantaggio arriva con le triple di Kaukenas (19-17) e Silins e Parrillo a controllare Simon. L’8 su 11 da due punti in 12’ di Reggio è degno di una finale, Sanders non è in serata, ne approfittano Lavrinovic e Silins per il 29-22.

Menetti chiedeva cattiveria, la Grissin la mette ma ogni tanto improvvisa le soluzioni offensive. Anche Milano fatica, Sanders resta fuori partita e big Darjus punisce con il 40-33. La cosa più bella è di Andrea De Nicolao, con un coast to coast all’intervallo, sottomano e libero supplettivo. Gentile non incide, dopo la leadership mostrata in gara2, merito di Della Valle e delle rotazioni in marcatura. Kaukenas azzecca il 45-33 e lì capisce che Reggio ha chances anche di far il bis, domani sera. Sono i due Mac a riavvicinare l’Olimpia, MacVan però si prende un tecnico, che complica la rimonta. Con Sanders in panchina, Reggio insiste su Lavrinovic e il lituano è quasi infallibile. Milano dà la sensazione di riprenderla, sembra Avellino in gara7 e non scende mai sotto il -3.

Lo sprazzo di Amedeo Della Valle, in lunetta e due volte da 3 ridà ossigeno ai vicecampioni d’Italia. Le sue triple sono da Nba, impossibili, così si candida a essere titolare nel preolimpico. Silins si era dichiarato eleggibile, si capisce perchè nell’ultimo quarto, quando segna e difende. Sanders ricorda quanto ha fatto nella bellissima con Sassari, un anno fa, e da 3 avvicina Reggio sul 62-56.

L’infrazione di passi di Alessandro Gentile è segnale di deconcentrazione, punita da 3 punti da Polonara e (due volte) da Needham. Il parziale di 25-9 dà la sensazione del crollo delle scarpette rosse. Sul 77-58 il quintetto di Repesa risale con Kalnietis e Cerella. Kaukenas è stanco, Polonara il più utilizzato ancora di più e sbaglia troppo negli ultimi 3’. Le palle perse comunque sono meno squilibrate a favore di Milano, mentre a rimbalzo prevalgono i biancorossi di casa. L’ultimo errore milanese è di Macvan, fallo sulla tripla di Della Valle e tecnico. Va direttamente in spogliatoio e poi è richiamato in campo dalla sua panchina. Con Repesa non si scherza. Sembra invece che Milano abbia scherzato con Reggio. E così è stata punita.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA-EA7 MILANO 81–72
REGGIO EMILIA: De Nicolao 5 (1-3 0-3), Della Valle 17 (1-3 3-8),
Kaukenas 10 (3-6 1-3), Polonara 9 (3-4 1-3), Veremeenko 2 (1-3);
Needham 10 (1-1 2-4), Parrillo (0-2 da tre), Silins 8 (0-2 2-3),
Lavrinovic 20 (7-9 1-2). Ne Aradori, Degli Esposti Castori, Lever.
All. Menetti.
MILANO: Kalnietis 15 (3-5 2-5), Cinciarini 9 (3-3 1-3), Gentile 2 (1-5 0-3), Sanders 3 (0-2 1-4), Batista 3 (1-4); Lafayette 4 (2-4 0-1), Simon 14 (3-4 2-5), Cerella 3 (1-1 da tre), Macvan 6 (0-1 1-1), McLean 13 (6-7), Magro. Ne Restelli. All. Repesa.
Arbitri: Paternicò, Martolini, Lo Guzzo.
Note. Parziali: 22-18 43-33, 58-51. Da 2: R 17-31, M 19-35. Da 3: R
10-28, M 8-23. Liberi: R 17-25, M 10-19. Rimbalzi: R 35 (8 o, Polonara
10), M 32 (7 o, Kalnietis 6). Perse R 16 (Kaukenas 4), M 12; Rec R 7,
M 8. Assist: R 22 (6 Needham), M 19. Spettatori 3500.

Tuttosport. La 2^ finale di fila per Reggio, Avellino a 2′ dalla fine era sul 77-74. Aveva sprecato occasioni a raffica del -2. Kaukenas e Silins azzeccano i cesti decisivi

AVELLINO 22 MAGGIO 2016 BASKET SERIE A SIDIGAS AVELLINO - GRISSIN BON REGGIO EMILIA NELLA FOTO Stefano Gentile FOTO CIAMILLO
Stefano Gentile, 26 anni, si è nuovamente infortunato

VANNI ZAGNOLI

REGGIO EMILIA. E’ Milano-Reggio, dunque, con fatica supplementare per la Grissin Bon, impegnata per una partita in più e sino a 11″ dalla fine da Avellino. Sidigas quasi meritava la finale, come i biancorossi avevano diritto di fregiarsi dello scudetto un anno fa.

La semifinale delle provinciali è palpitante, i biancoverdi rispolverano la mise che portò bene nella semifinale di coppa con Trento ma neanche giocano una palla della parità. A bordocampo alla vicepresidente Annamaria Malzoni si aggiunge il patron De Cesare, in curva una ventina di irpini, ma non sarà la loro prima finale scudetto, neanche di Sacripanti, uscito in semifinale a Cantù nel 2002 e a Caserta 6 anni fa. Menetti lo scaramantico ha una superpanchina e adesso prolungherà il più possibile la serie scudetto.

“Firmerei per ripetere la finale”, auspicava il patron Landi, prima dei playoff. Ieri punteggio basso, difese e pandemonio biancorosso. In due campionati, il PalaBigi è caduto solo con Cremona, Venezia e Sassari, è girato anche il metro arbitrale, dopo 40 anni sfavorevoli: emblematico il tecnico a Ragland per esultanza al 24′. Nunnally si lamentava dei fischi, risponde agli 8 punti subitanei di Lavrinovic.

La Grissin cattura gli sportivi per il nucleo italiano, sempre incidente (20-13), i campani lo limitano a Pini e a Cervi, stavolta timidi a rimbalzo.

Il 5 su 18 in 12′, con Buva e Leunen sulle gambe, fa uscire di partita Avellino (31-19), il -5 arriva con la regia di Green, superstite della coppa Italia 2007 con Boniciolli. Acher, Cervi e Nunnally mancano il -2 per 5 volte, Reggio respira con il pick and roll, grazie ad Aradori e Della Valle (fra i molti bardati di nero) e alla tripla di Lavrinovic. Le difese prevalgono, il 64-57 di Amedeo al 32′ vale la conferma del 2° posto e il preolimpico. Silins schiaccia e fa fuoco, è il miglior difensore dei playoff, limita l’mvp Nunnally. E’ (san)Martino Leunen (77-74), ma Kaukenas (in copertina) si ripete da 3. Buva sbaglia il -2, Aradori in stepback a -40″ dà l’82-76 e la finale.

Grissin Bon-Sidigas 85-80

REGGIO EMILIA: De Nicolao 2 (1-1 0-2), Kaukenas 17 (5-8 1-3), Aradori 9 (3-5 1-3), Silins 8 (2-3 1-2), Lavrinovic 13 (3-4 2-4); Needham 4 (1-2 0-1), Della Valle 14 (3-4 2-6), Polonara 13 (4-6 1-5), Golubovic 4 (1-2). Ne Parrillo. All. Menetti.

AVELLINO: Ragland 14 (5-9 0-2), Acker 2 (1-3 0-1), Nunnally 23 (4-9 2-4), Leunen 10 (2-3 2-4), Cervi 6 (1-2); Green 3 (1-3 da tre), Veikalas, Severini, Buva 22 (10-16), Pini (0-1). Ne Parlato, Norcino. All. Sacripanti.

Arbitri: Lamonica, Sabetta, Begnis.

Note: 24-17, 42-36, 61-55.

Da 2: R 23-35, A 23-44. 3: R 8-26, A 5-14.

Liberi: R 15-17, A 19-21. Rimbalzi: R 28 (10 o), A 31 (10 o, 8 Leunen). Perse R 14, A 15 (4 Buva); Rec R 4, A 5 (3 Ragland).

Assist: R 20 (5 Kaukenas, Della Valle), A 16 (5 Nunnally, Green). Spettatori 3460.

A cura di Giangabriele Perre

 

 

Tuttosport, basket. L’alta marea stavolta è per la Grissin Bon, annegata nel finale a Venezia. In trasferta fanno in tutto 5 sconfitte, la Reyer veniva da 3 perse. Decidono Tonut (era vicino a Reggio) e lo “schiacciatore” Owens

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Jeff Viggiano cerca di stoppare Amedeo Della Valle

VANNI ZAGNOLI

Stefano Tonut rialza la Reyer dopo 3 sconfitte di fila, Eurocup compresa, e onora così la memoria di Valeria Solesin. La Marsigliese e il minuto di raccoglimento per la veneziana uccisa a Parigi fanno sgorgare commozione, al Taliercio.

Con la coppa, Reggio ne perde 3 di fila e 5 in trasferta, senza ripetere il colpo di un anno fa. Gli orogranata si prendono la rivincita della finale scudetto omaggiata alla 7^ alla menomata Grissin Bon: manca Veremeenko, Lavrinovic per un tempo non è in serata, nè l’ex Aradori impatta bene; meglio Kaukenas, rientrato alle Canarie, dopo quasi un mese.

Sorprendono Goss con un gioco da 4 punti e Owens con 3 schiacciate. Gli emiliani si dannano in difesa, al 25′ avanzano sul 50-57 con la tripla di Aradori ma scatenano l’Umana: 78-73 grazie a Stefano Tonut, 22enne più fisico del padre Alberto e reggiano mancato. I due liberi sbagliati da Aradori favoriscono il -6 a 2′ dalla fine, Lavrinovic porta solo il -2, un altro personale sprecato dall’azzurro levano pathos.

UMANA-GRISSIN BON 87-83

VENEZIA: Green 8 (1-4 0-1), Goss 14 (2-4 2-3), Bramos 11 (1-1 3-4), Peric 4 (2-5), Owens 16 (7-10); Ruzzier 4 (2-3), Tonut 12 (4-4 1-4), Jackson 7 (2-3), Viggiano 3 (1-2 da tre), Ortner 2 (1-2), Ress 6 (1-1 1-1). Ne Ambrosin. All. Recalcati.

REGGIO EMILIA: S. Gentile 12 (2-4 2-4), Della Valle 8 (1-5 2-6), Aradori 12 (1-4 2-3), Polonara 4 (2-3 0-3), Pechacek 4 (1-6 0-1); De Nicolao 5 (1-1 1-2), Kaukenas 8 (1-3 2-3), Strautins, Silins 10 (4-5 0-1), Lavrinovic 20 (8-16 0-2). Ne Lever. All. Menetti.

Arbitri: Sahin, Mazzoni, Baldini.

Note: i parziali 20-20, 39-41, 62-65; da 2: V 23-37, R 21-47; da 3: V 8-15, R 9-26; liberi: V 17-22, R 14-17. Rimbalzi: V 34 (6 off, 6 Bramos, Owens), R 29 (13 off, 8 Lavrinovic). Perse V 20, R 9; Rec V 4, R 12. Assist: V 23 (Green 5), R 18 (Gentile 5).

Da La Gazzetta dello sport, Francesco Pioppi: Reggio ancora lituana per finire l’opera. Kaukenas: “Sono tornato perchè il lavoro era sospeso”.

Kaukenas capitano biancorosso.
Kaukenas capitano biancorosso.

Gli emiliani ripartono dalle conferme di Kaukenas e Lavrinovic. Rimas: “Sono tornato perché c’era un lavoro in sospeso”.

Da La Gazzetta dello sport, di Francesco Pioppi.

http://archiviostorico.gazzetta.it/2015/agosto/20/Reggio_ancora_lituana_per_finire_ga_0_20150820_5b1bd0e4-4700-11e5-95e4-63d34b5e1f93.shtml

Reggio emilia.

Il pianto soffocato nell’abbraccio delle sue tre figlie era l’ultima immagine di Rimantas Kaukenas e di una Reggio Emilia in ginocchio dopo aver solo sfiorato uno storico scudetto. A distanza di quasi due mesi l’aria è tornata a essere serena e, in attesa degli azzurri Aradori, Della Valle e Polonara, a fare gli onori di casa è proprio la guardia di Vilnius, che quest’anno avrà i gradi di capitano sul petto dopo la partenza di Cinciarini.

«Ho ancora entusiasmo, voglia di lavorare e soprattutto vedo chiara la strada che dobbiamo fare per arrivare ai nostri obiettivi. Lo scudetto? Dico solo che sono tornato perché sentivo che il lavoro non era finito, perciò non credo ci sia molto da aggiungere, sintetizza Kaukenas. Milano, Venezia e Sassari partono ancora una volta favorite rispetto a noi, su questo non ci sono discussioni, ma come abbiamo già visto in passato i pronostici contano poco».

Sono 38 gli anni per Kaukenas, 35 per l’altro totem Darjus Lavrinovic che ha accettato di affrontare l’ennesima cavalcata in cerca di riscatto: «Il basket è sempre stato la mia vita e non so ancora se per 2 o 3 stagioni ma lo sarà ancora. Ho grandi motivazioni perché l’anno scorso non sono mai riuscito ad essere al 100% ed è la cosa che mi ha fatto più male, spiega Lavrinovic.Perché sono tornato a Reggio? Perché vogliamo vincere lo scudetto e fare passi in avanti in Eurocup».

I due evergreen lituani saranno i custodi di una filosofia comunque all’insegna del Made in Italy a cui si è data nuova linfa con gli arrivi di Aradori, Andrea De Nicolao e Stefano Gentile.

Uno stile accattivante che piace tanto al patron Stefano Landi quanto a coach Menetti, giunto al 14° raduno con la Reggiana, il 5° da capo allenatore: «Siamo unici e diversi nel panorama nazionale, commenta il tecnico, e questa idea ci spinge anche a esprimere un basket che ci distingue dalle altre squadre, meno individualità e più gioco corale un mix di italiani e veterani dell’Est che ci permette di esprimere meglio i valori in cui crediamo».

Quasi una sfida al sistema quella lanciata dalla società reggiana, i cui obiettivi restano di primissimo livello: «Affrontiamo la nuova stagione consapevoli che quello che abbiamo fatto l’anno scorso è qualcosa di incredibile, ma abbiamo voglia di stupire ancora, spiega il coach. Dico sempre che uno dei giorni più belli della mia vita è stato il mio matrimonio, ma è ancora più bello quello che viene dopo e non è saggio restare a sfogliare l’album dei ricordi troppo a lungo».

Frosini A chiudere il roster c’è l’ala pivot bielorussa Vladimir Veremeenko, ex Unics Kazan e Banvit, che raggiungerà i compagni domani e che il direttore sportivo Frosini descrive così: «Lungo mobile e con doppia dimensione in fase offensiva, ci aiuterà sotto canestro offrendoci una vasta gamma di soluzioni». Rescisso il contratto con il centro classe 91 Giovanni Pini che va ad Avellino.

A cura di Giovanni Nicotera

Video. Dailybasket, Darjus Lavrinovic: “Mi sento bene. Ho vinto tante finali che nemmeno le ricordo tutte. Possiamo battere Sassari anche con Lawal”.

darius lavrinovic

Il centro lituano Darjus Lavrinovic spiega per Dailybasket che Sassari è battibile anche con Lawal. E poi scherza: “Ho vinto talmente tanti trofei che non ricordo quanti sono”.

 

http://www.dailybasket.it/video/darjus-lavrinovic-possiamo-battere-sassari-anche-con-lawal-gara2-certamente-sara-piu-difficile/

Tuttosport, basket. La finale più pazza, Reggio contro Sassari, 3^ contro 5^. Le debuttanti cercano l’Eurolega e anche un nuovo impianto

Ksistof e Darjus Lavrinovic con la maglia dello Zalgiris Kaunas. I gemelli si sono alternati, a Reggio, ora Darjus (a destra) è recuperato e sempre decisivo.
Ksistof e Darjus Lavrinovic con la maglia dello Zalgiris Kaunas. I gemelli si sono alternati, a Reggio, ora Darjus (a destra) è recuperato e sempre decisivo.

VANNI ZAGNOLI

REGGIO EMILIA. La palla a spicchi rotola al contrario. Alle 20,45 (Raisport1) inizia la finale scudetto meno pronosticata, fra Reggio e Sassari, entrambe debuttanti. Mancano la ricchissima Milano e la Reyer del presidente Brugnaro, che magari oggi si consolerà diventando sindaco di Venezia.

E’ 3^ contro 5^ della regular season, come solo le altre due volte: nell’81 vinse Cantù, terza, su Bologna, mentre due anni fa Siena (5^) prevalse su Roma. Il pronostico è per i sardi, solo perchè al completo, mentre alla Grissin Bon mancano l’ex Drake Diener, mvp della scorsa stagione, e Federico Mussini, miglior ’96 forse d’Europa.

Per la verità, il Banco di Sardegna è senza il pivot Lawal, solo però in gara1, per squalifica. Sta meglio, invece, il centro lituano Darjus Lavrinovic, a 35 anni è il miglior della serie A. Dopo gara3, persa con Venezia, è stato operato a un adduttore: ha impiantato fattori di crescita, estratti dalle sue piastrine, con una tecnica mininvasiva e sofisticata, dalla guarigione lampo.

Nelle serie al meglio delle 7 partite, chi ha vinto la prima si è sempre aggiudicato lo scudetto. Oggi magari la Reggiana può compiere l’impresa, in generale il pronostico è per i sardi, già vincitori di due coppe Italia e una supercoppa, sempre su Milano. La bacheca emiliana presenta solo l’Eurochallenge di un anno fa, ma i piazzamenti sono superiori: 6 promozioni in A, la semifinale scudetto nel ’97; in coppa Italia, la finale del 2005, più due semifinali.

I profeti di questi miracoli sportivi si chiamano Massimiliano Menetti e Romeo Sacchetti, alla prima finale tricolore. Il tecnico di Reggio ha 42 anni, è l’unico ad allenare nella sua provincia: “Sono nato a Palmanova, ma avevo pochi mesi quando la famiglia lasciò il Friuli”. Menetti si ispira all’omonimo Allegri, anche nei modi, e ha cominciato ad allenare da ragazzino.

Meo, invece, ha 62 anni, era stato uno dei cavalieri di Nantes, la migliore ala piccola degli anni ’80, con Torino.

Nella città del primo tricolore, datato 1797, il tutto esaurito è scontato, poichè 3500 posti sono inadeguati. Chi vince la serie, si affaccierà per la prima volta in Eurolega, Reggio era già emigrata al PalaDozza di Bologna per la final four di Eurochallenge e l’Eurocup, il PalaBigi è il peggior impianto sportivo italiano, ai massimi livelli, eppure il comune non vuole accollarsi i costi del nuovo palasport e in questo il sindaco Luca Vecchi imita i predecessori Del Rio e Spaggiari, sempre di sinistra. “Pure Sassari ha bisogno di un impianto più grande – spiega Sacchetti -. E, centrassimo il triplete, la nostra programmazione economica sarebbe più facile”.

 

Basket. Lavrinovic ha chiuso la stagione in anticipo, Diener è in forse per una contusione. E adesso Mussini è out

Foto Daniele Montigiani / LaPresse 01-6-2015  Venezia (Italia) Play Off Semifinale Gara 2 Umana Reyer Venezia Vs Grissin Bon Reggio Emilia Nella foto: Kaukenas Rimantas Photo Daniele Montigiani / LaPresse 01-6-2015  Venezia (Italy) Play Off Semifinal match 2 Umana Reyer Venezia Vs Grissin Bon Reggio Emilia In the photo: Kaukenas Rimantas
Peric contro Kaukenas

Si chiude in anticipo la stagione di Darjus Lavrinovic. Il pivot Reggio Emilia si è infortunato all’adduttore della gamba sinistra mercoledì sera, la società neanche può sostituirlo perchè i tesseramenti si sono chiusi prima dei playoff. Diener è in forse per una contusione alla mano destra, Della Valle resta acciaccato.

Soprattutto, è arrivata la notizia della lesione al tendine di una caviglia per Federico Mussini, certamente out anche per l’eventuale finale. Reggio ha una panchina profonda, si ritrova però senza un titolare e un quasi titolare per affrontare le 3 gare chiave di semifinale.

Basket. Il centro Darjus Lavrinovic si racconta alla Gazzetta dello Sport, con Francesco Pioppi: “Reggio mi ha aspettato, nessuno l’avrebbe fatto. Mi sdebiterò”.

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Ksystof Lavrinovic

(v.zagn.) Francesco Pioppi, 31 anni, reggiano, dall’autunno è corrispondente de La Gazzetta dello Sport, da Reggio. Assieme a Ezio Fanticini, 58 anni, collaboratore della rosea da quasi 40, segue la Reggiana e la Grissin Bon. In Lega Pro, raramente viene a Reggio l’inviato (per le partite più importanti c’è Andrea Tosi, ancora più raramente arrivano da Milano), in serie A arriva l’inviato quasi sempre: Andrea Tosi in primis, Massimo Oriani (è venuto per Gazzetta tv), Luca Chiabotti (capo rubrica basket), Vincenzo di Schiavi (bolognese trasferito a Milano).

Francesco Pioppi scrive regolarmente per il sito della Gazzetta dello Sport, per il Resto del Carlino, edizione di Reggio, e viene spesso valorizzato anche dal cartaceo, della Gazzetta, appunto con personaggi.

Già avevo pubblicato la sua intervista a Polonara, poi a Kaukenas, presto recupererò Drake Diener. A inizio mese aveva realizzato questa apertura di pagina con Lavrinovic. Sentito in mixed zone al palazzetto, anche da me, con video per Dailybasket.it. Poi, giustamente, Francesco Pioppi si è appartato con il pivot di Reggio, al termine del mio video. Come sempre, un bel ritratto, in cui il collega racconta anche il personaggio, arrivato dalla Lituania.

Dal ’93, all’incirca, il basket da Reggio per la Gazzetta era seguito da Daniele Barilli. Da anni però Barilli, classe ’61, di Montecchio, è passato alle pagine della provincia, per Carlino Reggio, e allora ha lasciato a Pioppi, più specialista di basket – credo abbia giocato – e soprattutto con più tempo a disposizione per realizzare interviste molto esclusive. Che per Reggio rappresentano un fiore all’occhiello. Come i pezzi di Fanticini sulla Reggiana (in Lega Pro non sono così consueti, a parte le partite). Com’era i pezzi sempre particolari di Daniele sul basket. E come sono i pezzi sul Sassuolo degli inviati o di Stefano Fogliano (Carlino Modena).

Francesco Pioppi (La Gazzetta dello Sport, Il Resto del Carlino, Reggio Emilia)
A destra, Francesco Pioppi (La Gazzetta dello Sport, Il Resto del Carlino, Reggio Emilia): qui è con Gianluca Basile, ex bandiera di Reggio

Reggio Emilia

Espressioni come “gancio cielo”, “giro sul piede perno” o “passo e tiro” suonano ormai come vecchie filastrocche che solo chi ha qualche capello bianco sa ancora recitare. A Reggio Emilia però sono tornate prepotentemente d’attualità da quando Darjus Lavrinovic ha ritrovato feeling col parquet: “I miei modelli sono stati Olajuwon per i movimenti in post e Sabonis per l’arte che aveva nel passare la palla, nel leggere le situazioni e fare sempre la cosa più intelligente”.

La Grissin Bon si gode così un pivot che sembra arrivato direttamente dal passato: atletismo al minimo sindacale, ma una tecnica enciclopedica che maschera quegli acciacchi che potevano compromettere la sua stagione: “Quando a dicembre ho saputo che mi sarei dovuto operare di nuovo alla schiena ho vacillato – confessa Lavrinovic -. La maggior parte delle società mi avrebbe tagliato o avrebbe cercato un accordo per mandarmi a casa, invece qui hanno creduto in me e nelle mie potenzialità. Ogni giorno durante la mia riabilitazione pensavo a come poter ripagare questa fiducia, adesso è arrivato il momento”.

Persino i più scettici sono stati conquistati perché Big Darjus, come lo chiamano i compagni, è sempre più protagonista e nelle ultime 6 partite (5 vinte) viaggia a 12.8 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 1.8 stoppate in 20′ di utilizzo. Merito anche dell’intesa telepatica che ha con il connazionale Kaukenas: “Con lui ci troviamo ad occhi chiusi, abbiamo giocato assieme allo Zalgiris, al Real Madrid e in nazionale, lui sa sempre dove sono io e io so dov’è lui”. Lavrinovic si è però integrato alla perfezione anche con il resto dello spogliatoio ed è considerato un buontempone. Lo sa bene Drake Diener, preso per i fondelli dopo lo uno 0/2 ai liberi che era costato la sconfitta con Pesaro: “Dopo quella partita ho visto Drake un po’ giù e in allenamento c’erano facce scure: ho rotto il silenzio chiedendogli se voleva venire a ripetizioni di liberi da me”. La riposta dell’americano non si è fatta attendere: “Mi ha mandato a quel paese ridendo, credo siano quei piccoli gesti che aiutano uno spogliatoio a superare i momenti di difficoltà”.
> PROGETTI — Il tono del lituano torna però serio quando si parla dei playoff: “Non mi interessa chi incontreremo, noi dobbiamo pensare solo a noi stessi perché se giochiamo bene e siamo in salute possiamo battere chiunque, mentre se caliamo l’intensità arrivano i guai”. Nella sua stagione c’è solo un rimpianto: “Mi sarebbe piaciuto giocare qui assieme al mio gemello Ksystof ma ha scelto di andare al Lietuvos Rytas per avvicinarsi alla famiglia”. Quella di Darjus è invece tutta a Reggio Emilia, la (splendida) moglie Edita e i due figli Titas e Darjus jr. rispettivamente di 9 e 7 anni: “Qui sono felici, frequentano la scuola internazionale di Modena e possono crescere in un posto bello e sicuro”. Non è difficile vederlo a spasso per la città con auto di grossa cilindrata: “Mi piacciono le belle macchine, ma più di ogni cosa il gelato alla crema e ne mangio troppo, adesso però basta perché ci sono i playoff e voglio essere al top”. Con il gelato probabilmente scherza, con i playoff sicuramente no.

Francesco Pioppi per La Gazzetta dello Sport

Tuttosport, basket. Quando la palla scotta, la Grissin Bon c’è: batte in volata Venezia, dopo Milano e Trento. E anche a Cremona si era esaltata nel finale.

Rimantas Kaukenas
Rimantas Kaukenas

VANNI ZAGNOLI

REGGIO EMILIA.

Quando la palla scotta, la Grissin Bon c’è allora può davvero sperare di raggiungere la prima finale scudetto. Una tripla di Kaukenas a 3” dalla fine evita i supplementari, Reggio ha veramente nervi saldi, affiorati già con Milano all’andata, a Cremona e con Trento. Aggancia Venezia al secondo posto con il terzo successo di fila, complice l’espulsione di Peric al 37’. Le triple in avvio del croato Peric e dell’ex Ress portano la Reyer sull’8-2 al 2’, Reggio in un attimo si rilancia sul 17-10. Senza Cervi, Menetti inserisce solo per una manciata di azioni Chikoko, arrivato dalla Zimbabwe, via Germania. Il break di 8-0 orogranata ribalta il match, Della Valle rimette in carreggiata Reggio grazie a tre liberi dopo il fallo di Nelson a metà campo sulla sirena. In regia Stone resta a secco, Ruzzier gli subentra e recupera subito tre palloni sulle disattenzioni reggiane. Il play 22enne realizza al quarto d’ora la tripla che rilancia i veneti e, quando anche Goss colpisce da tre, Venezia trova il massimo vantaggio sul 25-33. Cinciarini e Della Valle frenano l’emorragia, pur forzando troppi tiri in area. Reggio si sveglia con le triple di Diener e Polonara (38-40), sorpassa al 25’ con Lavrinovic (44-43).

Quattro punti consecutivi di Peric firmano il controsorpasso lagunare, senonchè la stessa ala croata si fa fischiare un tecnico per proteste. Reggio ne approfitta per il +4 al 28’, con un magistrale coast-to-coast di Federico Mussini. Nel quarto finale, Peric stoppa Della Valle e riporta la Reyer avanti (55-56), eppure perde palla per l’aggressività a tutto campo di Lavrinovic. A 3’ dalla fine Hrvoje Peric realizza una tripla siderale (60-59), poi zittisce il PalaBigi e viene espulso per il secondo fallo tecnico: dopo la sua “bomba” zittisce il pubblico ironicamente, gli arbitri non glielo perdonano. Recalcati perde il miglior marcatore (in sala stampa neanche se la prende), ma Goss estrae dal cilindro la “bomba” che vale il +1 orogranata. Nel minuto finale Lavrinovic autografa il 67-65 con un gioco da tre. Con 10” rimasti, Spencer Nelson raccoglie il rimbalzo chiave e realizza il 67 pari. I biancorossi però hanno l’eterno Rimas Kaukenas, a 38 anni si prende il tiro decisivo, è un gioiello dall’arco, approfittando della scivolata di Stone, ma è perfetto lo schema su rimessa laterale disegnato da Menetti. L’ultimo tentativo di Viggiano non raggiunge il ferro, Venezia è al secondo stop in 7 gare.

“Siamo stati troppo nervosi”, ammette Recalcati, battuto dal 40enne Menetti, il coach più giovane della serie A. “La sua zona – obietta l’allenatore di Reggio – ha fatto in modo che ritardassimo a prendere ritmo, nella ripresa abbiamo ripagato Venezia con la stessa moneta, senza concederle alcun contropiede. Decidono i 27 punti concessi all’Umana negli ultimi due quarti, le abbiamo levato la confidenza sotto canestro”.

Per i playoff tornerà Cervi, Reggio si rilancia come antiMilano. L’ex Ortner gioca appena 7’, Venezia paga la giornata balorda di Stone e del lituano Dulkys.

GRISSIN BON-UMANA 70-67

REGGIO EMILIA: A. Cinciarini 6 (3-6 0-2), Diener 9 (0-5 2-5), Kaukenas 15 (3-6 3-6), Polonara 11 (3-3 1-5), D. Lavrinovic 15 (7-10 0-4); Mussini 5 (1-1 1-3), Della Valle 6 (1-3 0-2), Silins (0-2 0-1), Chikoko, Pini 3 (1-1). All. Menetti.

VENEZIA: Stone (0-2 da tre), Goss 9 (0-3 2-4), Dulkys 2 (1-1 0-2), Peric 20 (6-15 2-2), Ress 6 (1-4 da tre); Ruzzier 7 (2-3 1-4), Viggiano 5 (2-3 0-3), Jackson 6 (1-3 1-3), Nelson 11 (2-3 1-4), Ortner 1 (0-1). Ne Ceron, Semionato. All. Recalcati.

Arbitri: Lamonica, Di Francesco, Aronne.

Note: i parziali 20-18, 32-40, 55-52; da 2: R 19-37, V 14-32; da 3: R 7-28, V 8-28; liberi: R 11-13, V 15-21. Rimbalzi: R 40 (9 off, 8 Polonara), V 38 (7 off, 7 Stone). Perse R 14 (Kaukenas 6), V 13 (Peric
4); Rec R 5, V 9. Assist: R 14 (Cinciarini 6), V 16 (Goss 5). 5 falli: Silins. Espulso Peric al 37’ (doppio fallo tecnico). Spettatori 3500.