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Il Gazzettino, Palermo-Torino 1-4. De Zerbi non cambia i rosanero: passa con Chochev, il Toro rovescia la partita, è in grande stagione. Ljaljic strabilia con la doppietta, dopo anni da 5,5. A segno anche i giovani Benassi e Baselli. Si finisce con il blackout e le luci dei telefonini

L’esterno del Palermo Aleesami in protezione della palla sull’attacco di Iago Falque

Non è credibile il presidente del Palermo Zamparini: “De Zerbi è già quasi ai livelli di Guidolin, il miglior allenatore del mio terzo di secolo di calcio”. A 37 anni, è lontanissimo dal tecnico di Castelfranco. I rosanero passano presto, di testa con il bulgaro Chochev, ma De Zerbi non è più bravo di Ballardini, indotto alle dimissioni, nè dei tanti tecnici della scorsa stagione. Il Torino conferma di essere in stagione sì, rimonta con la doppietta di Ljajic, uno dei tanti in crescita, lontano dall’Inter. Iago Falque pareggia ma in fuorigioco, il serbo scarica un gran destro all’incrocio, si ripete su cross di Zappacosta e controllo di petto. Due le parate di Posavec, in avvio su Benassi. E proprio il capitano dell’under 21 trasforma l’assist di Belotti. Il poker è servito da Falque. Problemi di illuminazione, più volte.
Vanni Zagnoli
PALERMO-TORINO 1-4: pt 5’ Chochev (P), 25’ e 40’ Ljajic, 45’ Benassi; 5’ st Baselli.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, il turno infrasettimanale di serie A. Le vittorie di Chievo, Bologna e Palermo. Ma l’Atalanta era stata superiore ai siciliani

Il gol di Nestorovski a Bergamo

L’integralità del commento alla serie A per il Gazzettino

(v.zagn.) Le emozioni delle altre 5 gare della serata.
Roma-Crotone 4-0: pt 26’ El Shaarawy, 37’ Salah, st 3’ e 12’ Dzeko. Paredes serve Dzeko, che coglie il palo. E’ l’affondo di Florenzi, a destra, a sbloccare un match squilibrato. Assist di Totti (lungo) e Salah. Dopo un’ora Szczesny para il rigore a Palladino (fallo di Florenzi su Falcinelli): come a Empoli, l’esterno si divora gol.
Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Hetemaj sbaglia il retropassaggio, Defrel angola il diagonale del pari. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa.

Atalanta-Palermo 0-1. Palo del macedone Nestorovski per i siciliani, bergamaschi molto superiori. Allo scadere risolve la girata di Nestorovski, già autore del pari con il Crotone, su cross da destra.
Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore, espulso all’intervallo Acquah, la seconda ammonizione è per fallo su Caprari. Aramu avvicina il vantaggio per i granata. Dubbia la simulazione di Martinez, vola ma per evitare l’uscita di Bizzarri. Al 33’ espulso anche Vives, Toro in 9. Pali di Memushaj e del granata Belotti. Il finale è ovviamente biancazzurro.
Bologna-Sampdoria 2-0: 45’ pt Verdi, 5’ st Destro. Giampaolo incappa nella 3^ sconfitta di fila, pur facendo la partita, almeno nel primo tempo. La sblocca Simone Verdi con un destro al volo da fuori, il più bel gol della serata. Il raddoppio è ancora su assist del ceco Krejci, per Destro, al 5’ della ripresa. Poi l’espulsione di Barreto per fallo sul magiaro Nargy, nel recupero fuori anche il rossoblù Di Francesco, intervento su Linetty.

Ilmessaggero.it, la serata di serie A. Il Chievo è terzo, sfrutta gli errori difensivi del Sassuolo. L’Udinese si fa riprendere due volte dalla Fiorentina, il Torino resiste a Pescara in 9. Posavec salva il Palermo con 4 parate, Nestorovski abbatte l’Atalanta all’89’

La coordinazione dell’azzurro Belotti, coglie il palo nonostante la doppia inferiorità numerica, approfittando della libertà concessa da Biraghi, a disagio come centrale

di Vanni Zagnoli
Come l’anno scorso, è il Chievo la rivelazione del campionato. De Zerbi conquista la prima vittoria, da tecnico del Palermo. Il Torino resiste a Pescara in 9, la Fiorentina rimonta due volte a Udine.

Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro.
I gialloblù sorprendono, rischiano solo nel finale. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Il Sassuolo impatta presto, grazie al retropassaggio sbagliato da
Hetemaj, finnico sempre tra i più generosi. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa, l’errore è dell’olandese Letschert e di Cannavaro, che uscirà all’intervallo per un nuovo, leggero infortunio.

Udinese-Fiorentina 2-2: pt 26′ Zapata (U), 30’ Babacar (F), 45′ Danilo (U); 7′ st Bernardeschi rig.
La squadra di Paulo Sousa fa valere un palleggio superiore, rispetto alla distruzione del gioco cara a Iachini, eppure deve rimontare due volte.
Badu sbaglia un gol per i friulani, all’inizio. E’ l’argentino De Paul, 22 anni, a propiziare le reti friulane, segna Duvan Zapata, tenuto in gioco da Tomovic.
Il primo pareggio è grazie all’assist del solito Tello, a destra, per il colpo di tacco di Babacar. Prima del riposo va a segno facilmente Danilo, su traversone mancato anche da Tomovic. La Fiorentina era partita in maniera molto più convincente, un anno fa, impatta grazie alla leggera spinta dell’iraqeno Ali Adnan, su Babacar. Dal dischetto Bernardeschi trova la soluzione di precisione: è l’unico italiano in campo, uscirà nel finale per il figlio di Chiesa, incideva molto di più a Crotone, in B, e la scorsa stagione.

Atalanta-Palermo 0-1: 44’ st Nestorovski. I bergamaschi attaccano molto, il gioco di Gasperini però si conferma più spettacolare che produttivo, con 4 parate complicate di Posavec. Il macedone Nestorovski è il più insidioso, coglie il palo nel primo tempo, nel finale trasforma il traversone da destra, anticipando Spinazzola e Masiello. A Bergamo si rivaluta Reja, che aveva attraversato un inverno difficile.

Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre, per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore e in generale la squadra di Mihajlovic non convince. Viene espulso all’intervallo Acquah, il fallo sul talentuoso Caprari vale la seconda ammonizione.
E’ Aramu ad avvicinare il vantaggio per i granata. Nel secondo tempo, Martinez vola sull’uscita di Bizzarri, viene ammonito, ma il tuffo era anche per evitare di farsi male, con la caviglia. Al 33’ è espulso anche Vives, il Toro così finisce in 9. Il match risale di intensità, con i pali di Memushaj (da fuori) e del torinista Belotti, in contropiede. Il finale è ovviamente biancazzurro, alla squadra di Oddo manca un centravanti di livello, Manaj in mezz’ora crea poco. E anche la retroguardia resta da brividi.

Il Gazzettino. Palermo-Sassuolo 0-1, Berardi resta un ottimo rigorista, 16 gol su 19 tiri. 39 gol e 22 assist in 91 partite di A. Bene Mazzitelli e Sensi, debuttanti a centrocampo. Bentivegna e Sallai si dannano tra i rosanero

Il Sassuolo vince a Palermo, come l’anno scorso, non è più una sorpresa perchè i rosanero sono incompleti, dopo la salvezza di maggio a un quarto d’ora dalla fine.

L’inizio è con il classico gol sbagliato da Defrel e il rasoterra centrale di Berardi, bloccato da Posavec, 20enne croato fra le 5 novità di Ballardini. Di Francesco fa turnover inserendo tre giovani: Antei in difesa per Cannavaro, a centrocampo Mazzitelli per Biondini e Sensi (in copertina) per lo squalificato Duncan e lì si nota la superiorità. Serve comunque un rigore episodico a decidere la partita. Berardi si procura la punizione dal limite, il rimpallo va su Magnanelli e poi su Defrel, affondato da Rajkovic. Dal dischetto Berardi segna per la 16^ volta su 19 tentativi, è al 39° gol (più 22 assist) in 91 partite in A.

Il Palermo reagisce con la girata aerea di Rajkovic, deviata da Consigli. L’avvio di ripresa è siciliano, con Antei sotto pressione, il Sassuolo rientra presto in possesso del gioco, con un’accelerazione e un altro rigore reclamato da Berardi. Entra il rosanero Sallai, impegna Consigli e per un attimo porta scompiglio. Ballardini chiude con il 4-2-3-1 ma concede anche una traversa, a Berardi, destro da fuori. Politano si conferma degno erede di Sansone, con un destro intercettato dal portiere. Nel recupero l’espulsione di Rajkovic, doppia ammonizione.
Vanni Zagnoli

A cura di Francesco Delendati

Il Messaggero, Palermo-Sassuolo 0-1. I neroverdi erano favoriti e dominano. Berardi coglie anche una traversa, Rajkovic avvicina il pari e si fa espellere

http://sport.ilmessaggero.it.

Nella foto, il salvataggio di Vitiello, in acrobazia.

Vince il Sassuolo e non è una sorpresa, c’era già riuscito l’anno scorso con Floccari. Stavolta il successo era nell’aria perché i neroverdi sono in attività da quasi due mesi, in formissima grazie all’Europa league, e i rosanero sono incompleti, dopo la salvezza di maggio, a un quarto d’ora dalla fine.

I modenesi iniziano con il classico gol sbagliato da Defrel e con un rasoterra centrale di Berardi, bloccato da Posavec, 20enne croato alla 2^ presenza in A. Di Francesco fa turnover inserendo tre giovani: il romano Antei in difesa per Cannavaro, chiude su Quaison nell’unica controfuga insidiosa della prima mezz’ora.  A centrocampo Mazzitelli gioca al posto di Biondini e Sensi per lo squalificato Duncan e proprio lì c’è la superiorità. Serve comunque un rigore episodico a decidere la partita. Berardi si procura la punizione dal limite, il rimpallo va su Magnanelli e poi su Defrel, affondato da Rajkovic. Dal dischetto Berardi segna il 16° rigore su 19 tentati in neroverde, è al 39° gol (più 22 assist) in 91 partite in A. Gli emiliani sono al 25° penalty ottenuto, in 3 stagioni e una partita di A, sono tutelati dagli arbitri, ma altrettanto pericolosi.

Il Palermo reagisce con la girata aerea di Rajkovic, deviata da Consigli: il serbo è fra i 5 nuovi lanciati da Ballardini, penalizzato da un mercato al risparmio.

L’avvio di ripresa è siciliano, con Antei sotto pressione, il Sassuolo rientra presto in possesso del gioco, con un’accelerazione e un altro rigore reclamato da Berardi. Acerbi due volte si trova a fare l’attaccante, ormai Di Francesco fa giocare da grande la sua creatura. Sallai impegna Consigli e per un attimo porta scompiglio. Ballardini chiude con il 4-2-3-1 ma concede anche una traversa, a Berardi, di destro da fuori. Così è sempre più da nazionale. E Politano si conferma degno erede di Sansone, con un destro intercettato da Posavec. Il forcing del Palermo è solo generoso, finisce con l’espulsione di Rajkovic, troppo irruento.

Vanni Zagnoli

Palermo-Sassuolo 0-1

PALERMO (3-4-3): Posavec 6,5; Cionek 6, Vitiello 5,5 (36’ st Embalo sv), Rajkovic 5; Rispoli 6, Hiljemark 5, Gazzi 5, Aleesami 6; Bentivegna 6 (24’ st Sallai 6), Quaison 5,5, Balogh 5 (11’ st Nestorovski 5,5). All. Ballardini 5,5.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6,5; Gazzola 6, Acerbi 6, Antei 6,5, Peluso 6; Sensi 6, Magnanelli 6,5, Mazzitelli 6,5 (27’ st Biondini 6); Berardi 7,5, Defrel 6 (30’ st Falcinelli sv), Politano 5,5 (40’ st Adjapong sv). All. Di Francesco 6,5.

Arbitro: Pairetto di Nichelino 6,5.

Rete: 31’ pt Berardi rig.

Note: ammoniti Rajkovic, Mazzitelli, Quaison e Magnanelli. Espulso al 46’ st Rajkovic per doppia ammonizione. Angoli 4-8. 12mila spettatori.

Il Giornale di Sicilia. Il Sassuolo parte favorito al Barbera. Di Francesco è l’allenatore più fedele della serie A: “Che differenza con Zamparini…”. Le sue olimpiadi: “Amo il tennis, la portoricana Monica Puig e l’argentino Del Potro mi hanno entusiasmato”

Vanni Zagnoli

Molto in teoria, non ci sarebbe partita, fra Palermo e Sassuolo, in questo momento. A favore dei neroverdi, al lavoro da quasi due mesi, per raggiungere i gironi di Europa league. Un anno fa vinsero al Barbera con Floccari, ma non erano così accreditati. Adesso vengono dal sesto posto, con tutte le grandi fermate, e dalle goleade al Lucerna (1-1, però, in Svizzera) e alla Stella Rossa.

Anche senza Vrsaljko, all’Atletico Madrid. Così in fascia destra il turnover prevede l’esordio di Pol Lirola, 19enne spagnolo finalista Primavera e vincitore del Viareggio con la Juve, al posto di Gazzola. Nicola Sansone da una settimana gioca pure in Spagna, nel Villarreal, viene sostituito da Matri, da anni più bello che utile, ma possibile debuttante nel finale. Intanto a sinistra sorprende Matteo Politano, romano, ex romanista, spettacolare assieme a Berardi contro i serbi, con assist, gol e pali. Ecco, Berardi è al miglior momento della carriera, avviluppante e pungente. Manca giusto l’uomo forte di centrocampo, Duncan, già sostanzioso nella Sampdoria. Esordisce allora in A Stefano Sensi, passato dal San Marino (come il desideratissimo Diawara, del Bologna) al Cesena e alla comproprietà con la Juve.

“Vediamo chi giocherà fra lui e Mazzitelli – spiega Eusebio Di Francesco -, o magari impiegherò entrambi”. Ma tre esordienti sarebbero un azzardo, al Barbera. E in avanti, Falcinelli e Trotta potrebbero subentrare negli ultimi minuti. “Giovedì, Falcinelli mi è piaciuto, da esterno”.

Tutto questo mentre il Palermo è incompleto e a rischio di B. “Neanche noi ancora siamo a posto. I rosanero hanno giovani vogliosi di brillare. Ho visto la partita con il Marsiglia e poi l’1-0 in coppa Italia con il Bari: mi ha colpito Aleesami, grande spinta e ottime qualità tecniche”.

A contenerlo non ci sarà l’unico siciliano del Sassuolo, Emanuele Terranova, in recupero dopo il terzo infortunio grave della carriera. “Da tantissimo non si allena con il gruppo, lo aspettiamo”.

L’unico vantaggio per il Palermo è la desuetudine emiliana al doppio impegno settimanale. “Non solo: siamo fuori casa, in un ambiente caldo. E la prima di campionato nasconde insidie, al punto che un anno fa abbiamo battuto il Napoli, poi da scudetto. Anche stavolta c’è tanta voglia di iniziare bene, sarebbe fondamentale. Il Palermo ha consumato meno energie, noi dobbiamo recuperare anche mentalmente, e magari sarà brillante con la preparazione calibrata a un buon avvio”.

Di Francesco è alla 5^ stagione nel Modenese, il più fedele della serie A. “Mentre il Palermo cambia allenatore più spesso, per scelta del presidente. Avere continuità di lavoro aiuta”.

Il patron Squinzi chiede la Champions, in fondo la ventilava già nello scorso decennio, quando il Sassuolo era in Lega Pro… “Sa come stimolarci e anch’io lo faccio, ma altre squadre sul mercato e come stipendi spendono tanto di più. Restiamo umili, con giovani nuovi, per confermare l’Europa. Come la Juve vuole ripetere lo scudetto”.

Al quarto anno di A, il Sassuolo è come fosse sempre alle olimpiadi. “A me – conclude Di Francesco – hanno colpito i tennisti. Monica Puig, prima medaglia per Porto Rico, e Del Potro, finalista da 140° al mondo”. Ecco, i neroverdi sono un po’ come quelle racchette. Raccattano punti con tutte.

vzagn

Non è la serie B di Gattuso, esonerato al Palermo, dimissionario a Pisa. Ipotesi Zeman, a 69 anni dopo la stagione senza trofei in Svizzera

(v. zagn.) Non è la serie B di Gennaro Gattuso (nella foto), al Palermo era stato esonerato dopo poche giornate, al Pisa si dimette addirittura prima dei calendari.

Rispunta la possibilità Zeman, per i toscani. Ha 69 anni, viene dalla parentesi non esaltante al Lugano, in Svizzera.

A cura di Francesco Delendati

Il Giornale di Sicilia. L’ex Corini: “Il Palermo sarà costruito dopo la cessione di Vasquez. Borriello potrebbe fare la differenza anche solo in 20 partite. Gilardino è stato eccezionale, per dedizione”. “Il Trapani meritava la serie A, con Petkovic”. Gli oscar per gli Europei: “A Neuer e Boateng, Kroos, Payet e Griezmann”

L’integralità della lunga chiacchierata con Eugenio Corini per Il Giornale di Sicilia. E’ stata pubblicata solo la parte sul Palermo, ieri.

Vanni Zagnoli

Eugenio Corini, 45 anni (in copertina), aspetta una panchina, è fermo da una stagione e mezza, dall’esonero immeritato al Chievo, che aveva salvato benissimo per un biennio.

Genio, come giudica il Palermo, ora?

“Riparto dalla salvezza, al culmine di una stagione molto delicata. Era in una situazione difficile, è stato bravo l’allenatore Ballardini, con i ragazzi: mai hanno mollato, nonostante le molte avversità, anche a 4 giornate dalla fine sembrava complicata”.

Che squadra sta nascendo?

“Siamo lontani dal varo, nel senso che è appena stato ceduto Gilardino, solo con la partenza di Vasquez inizieranno gli acquisti”.

Lei è a guardare da fine ottobre 2014. Qual è il modulo prevalente, fra chi ha la salvezza come primo obiettivo?

“Il calcio moderno non è legato a un sistema, la maggioranza dei tecnici cambia durante la gara e adatta il sistema di gioco durante il campionato. Chi ha la difesa a 4, muove le altre 6 pedine, fra centrocampo, trequarti e attacco e questo avviene anche con la retroguardia a tre. Anche agli Europei propongono varianti, in base alle caratteristiche degli avversari”.

Ecco, oggi si gioca molto per distruggere il gioco, come dimostrano il Portogallo campione d’Europa e l’Atletico Madrid sconfitto ai rigori nella finale di Champions league.

“E’ fondamentale avere un’idea propria di gioco, adattandola tuttavia al tipo di gara: difensiva, come del Portogallo in Francia, contro la Croazia e la Polonia, o offensiva, come per esempio con il Galles. La Germania resta la nazionale migliore al mondo, eppure si è adattata, nei quarti e in semifinale. Il segreto è cercare di prendersi un vantaggio in ogni situazione”.

Certo, però è più bello vincere controllando il gioco, come vorrebbe sempre Arrigo Sacchi.

“Quello dipende delle qualità tecniche, riesce con giocatori brillanti nel palleggio e nello smarcamento diversamente si punta sul recupero palla e ripartenza veloce. Il Galles ha offerto un calcio piacevole, avvicinando la finale”.

Compila le sue pagelle dell’Europeo?

“La più forte è stata la Germania, come talenti la Francia è quasi al suo livello, mi aspettavo molto di più dall’Inghilterra. Certamente merita i complimenti il Portogallo, per avere vinto senza neppure arrivare ai rigori”.

E in serie A? Come si riparte?

“Con la Juve un passo avanti a tutte Sono curioso di assistere alla crescita di Roma e Napoli, vediamo l’evoluzione e il mercato di entrambe. Inoltre dobbiamo valutare se Inter e Milan siano pronte almeno per la Champions, se non per lo scudetto”.

Passiamo in rassegna gli acquisti del Palermo?

“Alcuni erano già lì, sono stati semplicemente riscattati, oppure rientrano da fine prestito. La squadra è ancora da fare”.

Le cessioni, allora.

“Dicevo, la plusvalenza con Vasquez determinerà il budget. Piuttosto, plaudo al rientro del ds Rino Foschi, esperto, apprezzato nel mio quadriennio a Palermo, da regista: ha capacità per assemblare la miglior rosa possibile”.

Corini, al Chievo fece in tempo ad allenare Sorrentino?

“Per 6 mesi, finchè a gennaio fu ceduto ai rosanero. E’ un portiere di rendimento, penalizzato solo da un infortunio, all’epoca, ha esperienza, qualità e sciorina grandi parate, determinanti per la salvezza. Come la regia di Maresca, che autografò anche il gol chiave, contro il Verona, retrocesso: al rientro, garantiva un rendimento altissimo, con grande personalità e qualità”.

Due prestiti hanno lasciato Palermo.

“Brugman aveva impattato bene, al primo, vero anno di serie A, a Pescara farà bene. Come Cristante, talento andato anche al Benfica: in rosanero non si è ritagliato molto spazio, deve trovare consapevolezza nei suoi mezzi”.

A 34 anni, Alberto Gilardino è ancora un attaccante significativo?

“Viene da 10 gol. Mostra dedizione, professionalità e qualità altissime, poichè è sempre a disposizione e anche dalla panchina è utile: è integro e con tantissime motivazioni”.

Capitolo acquistabili. Ciano merita la serie A da anni?

“Sì, perchè da punta esterna ha sempre fatto molto bene. Ha grandi capacità, in B è determinante per assist e gol, cerca la consacrazione in A”.

Come centravanti piace Borriello, altro 34enne…

“Fra Carpi e Atalanta è andato bene. E’ pure integro, dà sempre un peso specifico al ruolo, come Gilardino”.

Marco Borriello nella nebbia
Marco Borriello nella nebbia. Piace ai rosanero

Ecco, quanto può reggere, in prospettiva, da titolare?

“In ogni rosa è difficile fare distinguo, nei 25 ci sta alla grande. Va considerato qualche infortunio, nel calcio odierno un attaccante può fare la differenza in 30 partite o anche solo giocandone una ventina, l’importante è che siano alto livello”.

Tra i rosanero chi conosce?

“Bosi è stato mio compagno al corso di Coverciano, con i giovani si è comportato molto bene e aveva mostrato capacità anche in quelle due panchine con il Palermo. Assieme al responsabile del settore giovanile Baccin, ha il merito di avere portato la primavera alla finale del torneo di Viareggio”.

Quali di quei ragazzi sono pronti per la serie A?

“Simone Lo Faso è grandissimo, ricorda il talento di Vasquez, sono curioso di vederne l’evoluzione. E La Gumina, lotta e lavora, pur avendo il gol nel sangue, ha meritato l’esordio in A”.

Il Palermo è atteso da un’altra stagione tribolatissima, con salvezza arrivata a 20’ dalla fine?

“Giocatori molto importanti sono stati ceduti, aspettiamo la squadra che nascerà, è in costruzione. Gli obiettivi saranno parametrati al loro valore, anzi non sempre i risultati rispecchiano le aspettative, il budget e i nomi”.

Crotone-Palermo sarà una sorta di derby del sud, per la prima volta in serie A, peccato che sia sfumato il derby vero, con il Trapani…

“Ma i granata vengono da una grande stagione. A gennaio erano in linea con gli obiettivi, sopra la linea di sofferenza, di lì si sono scatenati: anche per la bravura del ds Faggiano e il rendimento della prima punta, Bruno Petkovic, con uno score pazzesco. Meritarono la finale e pure la promozione, a Serse Cosmi è mancato giusto il guizzo decisivo”.

Quale squadra le piace, in serie A?

“Il Torino, se prenderà davvero Iago Falque, Giaccherini e Ljajic, innestandoli su un telaio già importante. Belotti viene da un campionato positivo e Mihajlovic offre garanzie”.

Ventura è adatto per l’Italia?

“Ha una esperienza straordinaria, da maestro di calcio. La chance della vita implica l’eredità pesante di Conte, dovrà gestire la qualificazione”.

In che senso?

“Beh, siamo all’opposto rispetto agli Europei. In Francia si qualificavano le prime due di ogni gironi più le migliori terze, anche dopo la prima fase finale. In Russia 2018 andrà solo la prima, dunque la Spagna è obiettivamente favorita, e la seconda andrà allo spareggio”.

Ha 68 anni, al mondiale diventeranno 70. Viene in mente Cesare Maldini, 70enne con il Paraguay, in Corea del Sud e Giappone 2002…

“Per gli allenatori, non ho mai creduto a gioventù e anzianità, contano le capacità e l’esperienza molto. Trovo idee nuove in veterani e vecchie in giovani. E viceversa”.

Il meglio dei tecnici italiani è in Inghilterra?

“Per Mazzarri parla la storia, ovunque ha già raggiunto gli obiettivi, la spettacolarità è molto soggettiva, spesso si creano etichette: Napoli e Reggina sapevano giocare e contrattaccare. Ranieri debutta in Champions, può raggiungere gli ottavi, con le conferme dei tre migliori: Vardy, Marhez e Kantè”.

Lo scudetto del Leicester a cosa è paragonabile?

“Al titolo del Verona nel 1985. O anche all’Europa league del Sassuolo, partito per la salvezza, ma più ricco, grazie alla Mapei”.

Guidolin e il Galles, allora.

“Con Francesco ho convidiso 4 stagioni a Palermo, compresi i licenziamenti e i ritorni, con momenti esaltanti, di cui è costellata l’intera sua carriera. Ovunque ha sempre fatto molto bene, anche allo Swansea si è salvato in anticipo, partendo da posizione di classifica pericolosa”.

Al Chelsea, Conte sarà favorito per la Premier?

“No, perchè tante sono le pretendenti, anche in Europa”.

Un tecnico italiano all’estero potrebbe fare il direttore tecnico dell’Italia?

“No, perchè auando lavori in società così importanti, sei assorbito a tempo pieno dall’incarico, con tutti i traguardi da onorare. Anche l’impegno in federazione sarebbe a tempo pieno, partendo dalla strutturazione del settore giovanile”.

Si parla di Alberto Zaccheroni, ex ct del Giappone, esonerato di recente nel campionato nipponico. Corini, chi propone?

“Marcello Lippi era la più giusta e  opportuna, anche solo per il titolo mondiale di 10 anni fa. Leggo della situazione particolare legata al figlio Davide, manager. La scelta compete alla federazione”.

Per il Giornale di Sicilia, le va di compilare il top11 di Francia 2016?

“Preferisco limitarmi ai migliori nella spina dorsale di una squadra. Dunque, come portiere Neuer (Germania) si prende sempre i riflettori, senza dimenticare il fantastico Europeo di Buffon. Tra i difensori, Boateng, nonostante l’errore del rigore procurato contro l’Italia, valso l’1-1: ci sarebbe anche Bonucci, ma per velocità, forza e gol preferisco il tedesco”.

Via con gli elementi offensivi.

“A centrocampo, un altro germanico, Kroos è fantastico, per come legge il gioco. Sulla trequarti, Payet, conosciuto due anni fa nell’Olympique Marsiglia, in amichevole contro il mio Chievo: gioca nel West Ham, in Inghilterra, con Ogbonna. Alla voce centravanti, Griezmann, scarpa d’oro, prima punta veloce, abile a giocare anche sotto il centravanti e da esterno”.

Come tecnico?

“Conte, perchè ha fatto un grande lavoro”.

Niente portoghesi?

“Beh, lo spirito di squadra li ha portati al titolo, non solo il ct Fernando Santos o Cristiano Ronaldo, Renato Sanchez o Eder, goleador nel secondo tempo supplementare”.

vzagn

 

Il Gazzettino, Palermo-Verona 3-2. La salvezza rosanero con 10 punti in 4 gare, Irrati danneggia indirettamente il Carpi evitando ai rosanero l’inferiorità numerica e convalidando il 3-1 irregolare di Gilardino

Palermo-Verona, l'1-0 di Franco Vasquez, da fuori
Palermo-Verona, l’1-0 di Franco Vasquez, da fuori

Vanni Zagnoli

Dura mezz’ora e poi 2’ a inizio secondo tempo la vera incertezza sulla serie A del Palermo. Potrà disputare il terzo campionato di fila, dal 2004 è mancato solo per una stagione e in assoluto sarà la 37^. A parte il Napoli, i rosanero rappresentano la capitale del calcio meridionale, la salvezza arriva con 10 punti nelle ultime 4 gare eppure non è così meritata. Perchè con Carpi e Frosinone (in B), Sampdoria e la stessa Udinese facevano a gara a giocar peggio e perdere occasioni, magari subendo valanghe di gol. Neanche riconteggiamo gli allenatori cambiati da Zamparini in 30 anni di calcio o il record da ottobre, va detto invece che il Verona gioca seriamente, come negli uppercut al Milan e alla Juve. In avvio ci sarebbe un tocchetto con la mano di Helander, punibile con il rigore per i siciliani, non per Irrati. Il vantaggio è di Franco Vasquez, sinistro da fuori angolato, prendibile, non per il sopravvalutato Gollini.

Il presidente gialloblù Maurizio Setti è stato socio del patron Bonacini, anche nel Carpi, si era offeso per le accuse di mister Emmezeta: “Il Verona ha fatto vincere il Frosinone apposta, nel recupero, Pisano si è girato apposta. Il Carpi è favorito dagli arbitri”. Lì allora servono le parate di Sorrentino, 37 anni e mai in nazionale, tocca sul palo le bordate di Pazzini e di Ionita. In mezzo Irrati incide sulla battaglia per la sopravvivenza, con la doppia espulsione, ingiusta, di Morganella e Wszolek. E’ lo svizzero a toccare con il gomito e poi di nuovo a sbracciare, la reazione del polacco ex Fiorentina è minima, l’Hellas doveva restare in superiorità numerica e qualcosa forse sarebbe cambiato.

Fra Mandorlini e Delneri, la serie B ai piedi dell’Adige è ripiombata con le sconfitte al Bentegodi nei confronti diretti e pure con la vulnerabilità esterna (l’unica vittoria è stata a Bologna), confermata anche al Barbera. La ripresa però si incendia, con il pareggio del talentuoso Viviani, trequartista potenziale titolare per una media serie A. Risponde subito Maresca, di testa su fallo laterale mancato da Helander e soprattutto da Bianchetti, con la corresponsabilità di Gollini. Il Verona gioca, anche contro i propri interessi perchè salvasse il Carpi diminuirebbe di almeno 5 milioni il paracadute economico per la retrocessione. Il Palermo ha paura ma non fa autogol, anzi l’ex padovano Cionek ruba palla al fragile Marrone, aziona a destra Rispoli (in fuorigioco) e Gilardino segna il 188° gol in A. Chissà se Zamparini avrà esultato in taxi, ascoltando la radio. L’ultimo brivido quando Viviani calcia la punizione da sinistra, Hiljemark perde Pisano che fa 3-2. Tardi anche per illudere il Carpi.

Palermo-Verona 3-2

GOL: 29’ pt Vazquez; st 3’ Viviani (V), 6’ Maresca, 19’ Gilardino, 39’ Pisano (V).

PALERMO (3-4-1-2): Sorrentino 7; Cionek 6,5, Gonzalez 5,5, Andelkovic 5,5; Rispoli 6,5 (39’ st Vitiello sv), Hiljemark 5,5, Maresca 6,5, Morganella 4,5; Vazquez 6,5 (45’ st Jajalo sv); Gilardino 6, Trajkovski 5,5 (11′ st Lazaar 6). All. Ballardini.

VERONA (4-2-3-1): Gollini 5; Pisano 6,5, Bianchetti 5, Helander 5, Emanuelson 5; Viviani 6,5, Marrone 5 (25’ st Forman 5); Wszolek 5,5, Ionita 6 (1’ st Romulo 6), Siligardi 5,5 (35’ st Checchin sv); Pazzini 6. All. Delneri.

ARBITRO: Irrati di Pistoia 4.

Note: espulsi Wszolek (V) e Morganella al 34′ pt per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Gilardino, Viviani, Vasquez. Recupero: pt 2’, st 6’. Angoli: 4-4. 25mila spettatori.

In copertina, la curva rosanero

A cura di Giangabriele Perre

 

 

 

Ilmessaggero.it, Sassuolo-Verona 1-0, Palermo-Sampdoria 2-0, Empoli-Bologna 0-0. L’Europa neroverde, la salvezza resta ancora carpigiana. Gli errori di Ranocchia

Luigi Delneri era stato regista dell'Udinese a fine anni '70. Abita ad Aquileia
Luigi Delneri era stato regista dell’Udinese a fine anni ’70. Abita ad Aquileia

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/empoli_bologna_palermo_sampdoria_sassuolo_verona_diretta-1703722.html

di Vanni Zagnoli
Arriva il sorpasso del Sassuolo sul Milan, a due giornate dalla fine gli emiliani diventano leggermente favoriti per la corsa all’Europa league. In coda, il Palermo raggiunge il Carpi al terz’ultimo posto ma in caso di parità sarebbe comunque retrocesso. Empoli-Bologna valeva invece per la tranquillità, finisce 0-0.
SASSUOLO-VERONA 1-0
Al Mapei, i neroverdi faticano sempre, l’Hellas è all’altezza ma decide il destro di Lorenzo Pellegrini, 19enne romano, ex giallorosso, deviato in maniera decisiva da Moras, che aveva arginato la discesa di Duncan.
La partita di oggi è paradigmatica del girone di ritorno, i veneti danno tutto, fa le cose per bene neanche sono fortunati. Di Francesco sceglie Falcinelli come centravanti, al posto di Defrel, Delneri risponde con Gomez in avanti, nel 4-2-3-1, con Ionita ad arginare Magnanelli, finto trequartista alle spalle di Juanito. Le occasioni sono per Pisano, Wszolek (errore di Longhi), Gomes, Viviani e Siligardi. Fra i neroverdi l’unico in giornata è Duncan, Pellegrini è a un passo dal cambio quando trova il rimpallo vincente. Delneri inserisce Toni per Juanito, il Sassuolo vive il momento migliore, sempre sospinto da Duncan. Il sinistro da fuori è l’ultimo sussulto di Berardi. Rientra Missiroli, Rebic grazia Consigli, Pisano mette alto di testa su sponda di Ionita.
Palermo-Sampdoria 2-0
Secondo successo di fila per Ballardini, che approfitta dello scivolone del Carpi a Torino per raggiungerlo, ma sarebbe penalizzato dai confronti diretti. I blucerchiati sono svogliati, è il solito svarione di Ranocchia (espulso a Modena con il Sassuolo, lì però Montella si salvò) ad avvantaggiare Vazquez, lanciato da Gilardino. Nella ripresa c’è l’autogol di Krsticic.
Senza lo squalificato Gonzalez, Ballardini punta su Cionek, Vitiello e Andelkovic in difesa, il 3-4-1-2 è ultraoffensivo, Vazquez è alle spalle di Gilardino e Trajkovski. Moduli speculari, Montella al posto di Moisander lancia il debuttante Skriniar. Quagliarella non segna da un mese e mezzo, non ha più speranze di Europei, in avvio manca due occasioni, Soriano e Alvarez lo supportano poco. Sull’1-0, Cionek salva su De Silvestri, poi Fernando esce e Cassano non cambia l’inerzia della gara. Viviano risponde a Gilardino, poi Morganella e Quaison volano sulla sinistra, Vasquez centra basso e Cassani rinvia addosso a Krsticic. La salvezza doriana non è ancora matematica, il Frosinone scivola invece a 4 punti da Carpi e rosanero e allora il duello per la quartultima posizione è solo fra queste. Domenica c’è Fiorentina-Palermo e Carpi-Lazio, la chiusura sarà con Udinese-Carpi e Palermo-Verona, gli emiliani restano appena avvantaggiati.
EMPOLI-BOLOGNA 0-0
La squadra di Donadoni muove molto la palla, i toscani graffiano. Mirante ipnotizza Zielinski, Saponara invoca un rigore. Gli emiliani sono salvi, con 41 punti, il potenziale era da Europa league e tre mesi fa avevano speranze di battersi per la sesta posizione. L’Empoli vuole trattenere Marco Giampaolo, erede di Sarri sul piano anche dello spettacolo.