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Il Gazzettino, Palermo-Torino 1-4. De Zerbi non cambia i rosanero: passa con Chochev, il Toro rovescia la partita, è in grande stagione. Ljaljic strabilia con la doppietta, dopo anni da 5,5. A segno anche i giovani Benassi e Baselli. Si finisce con il blackout e le luci dei telefonini

L’esterno del Palermo Aleesami in protezione della palla sull’attacco di Iago Falque

Non è credibile il presidente del Palermo Zamparini: “De Zerbi è già quasi ai livelli di Guidolin, il miglior allenatore del mio terzo di secolo di calcio”. A 37 anni, è lontanissimo dal tecnico di Castelfranco. I rosanero passano presto, di testa con il bulgaro Chochev, ma De Zerbi non è più bravo di Ballardini, indotto alle dimissioni, nè dei tanti tecnici della scorsa stagione. Il Torino conferma di essere in stagione sì, rimonta con la doppietta di Ljajic, uno dei tanti in crescita, lontano dall’Inter. Iago Falque pareggia ma in fuorigioco, il serbo scarica un gran destro all’incrocio, si ripete su cross di Zappacosta e controllo di petto. Due le parate di Posavec, in avvio su Benassi. E proprio il capitano dell’under 21 trasforma l’assist di Belotti. Il poker è servito da Falque. Problemi di illuminazione, più volte.
Vanni Zagnoli
PALERMO-TORINO 1-4: pt 5’ Chochev (P), 25’ e 40’ Ljajic, 45’ Benassi; 5’ st Baselli.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, Torino-Fiorentina 2-1. È l’anno di Cairo, Corriere della Sera e speranze di Europa. Falque controlla con la mano, il vantaggio granata è dubbio. Raddoppia Benassi: “Orgoglioso di essere capitano, a 22 anni”. Babacar segna nel finale. L’arcigrinta di Sinisa prevale sulla poesia di Pessoa

Il 2-0 di Benassi

E’ l’anno del presidente Cairo. La sua scalata al Corriere della Sera è accompagnata da un Torino da zone alte, capace di battere la Fiorentina. Il tremendismo di Mihajlovic, l’allenatore più grintoso della serie A, supera la poesia di Paulo Sousa, che in campo non porta più i versi del portoghese Fernando Pessoa.

Belotti avvicina il vantaggio, Iago Falque lo firma. Ruba palla a centrocampo a Salcedo commettendo fallo, non fischiato da Calvarese, si invola a destra e incrocia il diagonale da urlo. Poi Tomovic chiude su Belotti. I viola reagiscono dopo la mezz’ora, Kalinic schiaccia addosso ad Hart, portiere ex Manchester City finalmente sicuro. Sanchez non ripete il gol centrato con il Chievo, Ilicic non è in giornata, esce all’intervallo per Zarate.

Il raddoppio dopo un’ora, Iago premia lo scatto di Benassi, Tomovic sbaglia il fuorigioco e l’interno infila con il destro. Babacar e Vecino subentrano a Bernardeschi e Badelj, i toscani migliorano e il senegalese trasforma il cross da sinistra del croato Milic. Infine Barreca libera Martinez, è Tatarusanu a respingere il colpo di testa del venezuelano. La Viola perde a centrocampo, subendo Valdifiori, Acquah e Benassi. Discreto l’argentino Lucas Boye, 20enne ex Newell’s Old Boys, sulla sinistra. Il Toro è meno spettacolare rispetto all’èra Ventura, ma più pragmatico.

“Proviamo a tornare in Europa – confessa il modenese Benassi, ex Inter -: è un grande orgoglio essere capitano a 22 anni”.

Vanni Zagnoli

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, il turno infrasettimanale di serie A. Le vittorie di Chievo, Bologna e Palermo. Ma l’Atalanta era stata superiore ai siciliani

Il gol di Nestorovski a Bergamo

L’integralità del commento alla serie A per il Gazzettino

(v.zagn.) Le emozioni delle altre 5 gare della serata.
Roma-Crotone 4-0: pt 26’ El Shaarawy, 37’ Salah, st 3’ e 12’ Dzeko. Paredes serve Dzeko, che coglie il palo. E’ l’affondo di Florenzi, a destra, a sbloccare un match squilibrato. Assist di Totti (lungo) e Salah. Dopo un’ora Szczesny para il rigore a Palladino (fallo di Florenzi su Falcinelli): come a Empoli, l’esterno si divora gol.
Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Hetemaj sbaglia il retropassaggio, Defrel angola il diagonale del pari. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa.

Atalanta-Palermo 0-1. Palo del macedone Nestorovski per i siciliani, bergamaschi molto superiori. Allo scadere risolve la girata di Nestorovski, già autore del pari con il Crotone, su cross da destra.
Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore, espulso all’intervallo Acquah, la seconda ammonizione è per fallo su Caprari. Aramu avvicina il vantaggio per i granata. Dubbia la simulazione di Martinez, vola ma per evitare l’uscita di Bizzarri. Al 33’ espulso anche Vives, Toro in 9. Pali di Memushaj e del granata Belotti. Il finale è ovviamente biancazzurro.
Bologna-Sampdoria 2-0: 45’ pt Verdi, 5’ st Destro. Giampaolo incappa nella 3^ sconfitta di fila, pur facendo la partita, almeno nel primo tempo. La sblocca Simone Verdi con un destro al volo da fuori, il più bel gol della serata. Il raddoppio è ancora su assist del ceco Krejci, per Destro, al 5’ della ripresa. Poi l’espulsione di Barreto per fallo sul magiaro Nargy, nel recupero fuori anche il rossoblù Di Francesco, intervento su Linetty.

Ilmessaggero.it, la serata di serie A. Il Chievo è terzo, sfrutta gli errori difensivi del Sassuolo. L’Udinese si fa riprendere due volte dalla Fiorentina, il Torino resiste a Pescara in 9. Posavec salva il Palermo con 4 parate, Nestorovski abbatte l’Atalanta all’89’

La coordinazione dell’azzurro Belotti, coglie il palo nonostante la doppia inferiorità numerica, approfittando della libertà concessa da Biraghi, a disagio come centrale

di Vanni Zagnoli
Come l’anno scorso, è il Chievo la rivelazione del campionato. De Zerbi conquista la prima vittoria, da tecnico del Palermo. Il Torino resiste a Pescara in 9, la Fiorentina rimonta due volte a Udine.

Chievo-Sassuolo 2-1: pt 21’ Rigoni, 28’ Defrel (S), 40’ Castro.
I gialloblù sorprendono, rischiano solo nel finale. Il destro di Nicola Rigoni è alzato da Biondini, sotto la traversa. Il Sassuolo impatta presto, grazie al retropassaggio sbagliato da
Hetemaj, finnico sempre tra i più generosi. Risolve Castro in acrobazia, su angolo di Birsa, l’errore è dell’olandese Letschert e di Cannavaro, che uscirà all’intervallo per un nuovo, leggero infortunio.

Udinese-Fiorentina 2-2: pt 26′ Zapata (U), 30’ Babacar (F), 45′ Danilo (U); 7′ st Bernardeschi rig.
La squadra di Paulo Sousa fa valere un palleggio superiore, rispetto alla distruzione del gioco cara a Iachini, eppure deve rimontare due volte.
Badu sbaglia un gol per i friulani, all’inizio. E’ l’argentino De Paul, 22 anni, a propiziare le reti friulane, segna Duvan Zapata, tenuto in gioco da Tomovic.
Il primo pareggio è grazie all’assist del solito Tello, a destra, per il colpo di tacco di Babacar. Prima del riposo va a segno facilmente Danilo, su traversone mancato anche da Tomovic. La Fiorentina era partita in maniera molto più convincente, un anno fa, impatta grazie alla leggera spinta dell’iraqeno Ali Adnan, su Babacar. Dal dischetto Bernardeschi trova la soluzione di precisione: è l’unico italiano in campo, uscirà nel finale per il figlio di Chiesa, incideva molto di più a Crotone, in B, e la scorsa stagione.

Atalanta-Palermo 0-1: 44’ st Nestorovski. I bergamaschi attaccano molto, il gioco di Gasperini però si conferma più spettacolare che produttivo, con 4 parate complicate di Posavec. Il macedone Nestorovski è il più insidioso, coglie il palo nel primo tempo, nel finale trasforma il traversone da destra, anticipando Spinazzola e Masiello. A Bergamo si rivaluta Reja, che aveva attraversato un inverno difficile.

Pescara-Torino 0-0. Un tempo con soli due tiri, di Biraghi e Verre, per gli abruzzesi. Hart rischia un nuovo errore e in generale la squadra di Mihajlovic non convince. Viene espulso all’intervallo Acquah, il fallo sul talentuoso Caprari vale la seconda ammonizione.
E’ Aramu ad avvicinare il vantaggio per i granata. Nel secondo tempo, Martinez vola sull’uscita di Bizzarri, viene ammonito, ma il tuffo era anche per evitare di farsi male, con la caviglia. Al 33’ è espulso anche Vives, il Toro così finisce in 9. Il match risale di intensità, con i pali di Memushaj (da fuori) e del torinista Belotti, in contropiede. Il finale è ovviamente biancazzurro, alla squadra di Oddo manca un centravanti di livello, Manaj in mezz’ora crea poco. E anche la retroguardia resta da brividi.

Loew rinnova con la Germania, sarà in carica per 12 anni, ma ha vinto solo un mondiale. Il Barcellona paga 25 milioni per Umtiti, conferma che i difensori vengono sopravvalutati. Il Napoli soffia Giaccherini al Torino

(Vanni Zagnoli) Loew rinnova il contratto per due stagioni, come selezionatore della Germania, arriverà a 12 anni di guida tecnica, è un record per il calcio recente, ma ha vinto solo un mondiale, con un’ottima nazionale.

I 25 milioni pagati dal Barcellona per acquistare il francese Samuel Umtiti sono eccessivi, per un difensore che all’Europeo non ha convinto particolarmente. E’ la conferma che adesso i difensori vengono sopravvalutati.

Il Napoli soffia Emanuele Giaccherini al Torino. L’esterno torna in Italia dopo la stagione in prestito a Bologna, il suo cartellino è di proprietà del Sunderland.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino. Due gol in 20′, per il Napoli, poi rischia poco. Peres sorprende Reina, nel recupero espulso Vives. Higuain al 33° gol stagionale: Nordhal è a due reti, però manca solo una giornata

gol di higuain
La rete del vantaggio di Higuain

Torino-Napoli 1-2

GOL: pt 12′ Higuain, 20’ Callejon; 21′ st Peres.

Torino (3-5-2): Padelli 6; Bovo 5,5, Jansson 5,5, Silva 5; Zappacosta 6 (29’ st Molinaro 6), Benassi 6,5, Vives 6, Acquah 5,5 (7’ st Baselli 5,5), Peres 6; Martinez 5 (33’ st Immobile 5), Belotti 6. Allenatore: Ventura.

Napoli (4-3-3): Reina 6; Hysaj 6,5, Koulibaly 6,5, Albiol 6, Ghoulam 6,5; Allan 6,5, Jorginho 7, Hamsik 7 (28’ st Lopez 6); Callejon 7 (38’ st El Kaddouri 6), Higuain 7, Insigne 6,5 (28’ st Mertens 6). Allenatore: Sarri.

Arbitro: Damato di Barletta 6,5.

Note: ammoniti Albiol, Vives, Bovo, Jansson, Benassi. Angoli: 1-3. Espulso: Vives al 47’ st per doppia ammonizione. 20mila spettatori.

Vanni Zagnoli

E’ il secondo posto del Napoli, non della Roma. Lo merita per continuità, chiudendo al meglio una delle stagioni più spettacolari della sua storia. Domenica la sublimerà con il Frosinone retrocesso, non avrà difficoltà a mantenere i due punti sui giallorossi, attesi invece a San Siro dal Milan, in corsa per il sesto posto.

La gara chiave per la squadra di Sarri era il posticipo di ieri, anche perchè il Torino veniva da 4 vittorie in 6 gare. I granata segnano già all’11’, con Belotti su cross di Zappacosta, ma in fuorigioco per il movimento perfetto di Raul Albiol. Il Napoli gioca per Higuain. Hamsik lo smarca e il suo tocco morbido vale la 33^ rete in campionato, a due dal record di Nordahl, del 1949-50.

Il bis arriva presto, finta di Insigne a liberare Hamsik a sinistra, lo slovacco trova il fondo e crossa basso, sul secondo palo c’è Callejon pronto al tapin. E’ poi il montante a fermare il destro da fuori di Higuain. La reazione granata è blanda, lavora molto di più Padelli, in un primo tempo da 7 per i campani.

Il centrocampo del Torino soffre, allora a inizio ripresa Ventura leva Acquah per Baselli e la gara diventa più equilibrata. Lo svedese Jansson è solo alla 6^ presenza stagionale, deve limitare Higuain e sulla distanza ci riesce. Il Napoli fa girare la palla, rifiata quell’attimo che consente al Toro di dare un senso al finale, perchè Vives lancia lungo per Bruno Peres (nella foto in copertina), il tocco sporco dell’esterno brasiliano diventa un pallonetto imprendibile per Reina. Molinaro e compagni tentano il forcing ma il portiere spagnolo non deve compiere interventi. Nel recupero viene pure espulso Vives, napoletano del Torino, regista vecchia maniera, fra i più continui. Nel momento del contenimento piace Allan, pugnace come quando era all’Udinese. E’ fra gli uomini Champions del Napoli.

 

Volley e calcio: ecco chi se ne va

Puzzolo: La favola di Totti, entra e in 4 minuti fa doppietta, ribalta il Torino, blinda il terzo posto della Roma e si garantisce il contratto

Totti e Pallotta , pronti a brindare per un altro anno assieme
Totti e Pallotta pronti a brindare per un altro anno assieme

Il calcio si sa è un romanzo popolare, a volte è poesia, ma ieri sera è diventato favola: la favola che ha scritto Totti .

La settimana elettrica che ha messo contro Spalletti&Totti, sfociata nel presunto litigio del dopo-Bergamo, non poteva finire  nel modo più romanzesco, una vera e propria favola, con al centro del Colosseo, il capitano e il suo allenatore.

Roma era spaccata in due: da una parte la ragione di stato, cioè la società con Spalletti, chiamato dalla stessa a rifondare le regole andate in frantumi e a imporre una democrazia di spogliatoio che non prevedeva privilegi per nessuno, dall’altra le ragioni del cuore,cioè la gratitudine eterna riconosciuta a Totti e la devozione di tutti alla sua immensa classe.

A Bergamo, si dice, erano volati gli stracci, non i ceffoni,( i due erano stati subito divisi) , le accuse di Spalletti però erano state cattive e sibilline ” da anni non vincete un c….” ” zitto tu che giochi a carte fino  alle due quando sei in ritiro”,

I tifosi erano spiazzati, difficile prendere una posizione ecquilibrata.

Poi però arriva Roma -Torino e tutto diventa più chiaro, i dubbi svaniscono, alla fine ” solo uno rimane in piedi” ed è il capitano, l’altro sorride, abbraccia, prende i tre punti, ma sa in cuor suo di aver perso e che da domani, nulla sarà più come prima.

Totti entra in campo al 41 del secondo tempo, la Roma è sotto per 1-2, ( Spalletti stesso in conferenza ammetterà di averlo fatto entrare un po’ troppo tardi) , e compie un impresa epica, dopo 17 secondi mette a segno il gol del pareggio con una spaccata di classe e opportunismo degna di di ventenne e non di un quarant’enne prossimo alla pensione.

Al resto ci pensa l’arbitro Calvaresi, che forse per vocazione divina, o forse semplicemente perché è scarso, fa diventare la serata una favola da raccontare ai nipotini.

Durante la gara aveva dato, giustamente un rigore al Torino, ma ne aveva negati due evidentissimi alla Roma, che , se dati, probabilmente, non avrebbero permesso a Totti di entrare e compiere l’impresa.

Calvarese all’ultimo minuto vede un fallo di mano che non c’è , strizza l’occhio a Totti, e gli dice, vai capitano, prenditi la tua sacrosanta rivincita.

Totti va sul dischetto, in realtà non tira nemmeno bene, Padelli intuisce, tocca la palla, ma gli dei hanno deciso così: la palla entra, 3-2 e Totti scatta come un puledro impazzito verso là”  sud”,  saltando a piedi pari due cartelloni pubblicitari, con l’agilità di un vent’enne.

Emblematica la scena che inquadra Spalletti, mentre tutti vanno ad abbracciare il capitano, lui rimane fermo e si gratta la testa, chissà i suoi pensieri dove sono volati.

Oggi è il compleanno di Roma, il capitano gli ha regalato una vittoria, e il terzo posto Champions blindato, ma un regalo se lo è fatto pure lui: ora diventa difficile, seppur con la ragione di stato, negargli un contratto.

Io credo che da oggi Spalletti si sia convinto che , forse, con il buon senso, le ragioni di stato possano convivere con le ragioni del cuore.

Certo il calcio , ieri sera, ci ha regalato l’ennesima favola da raccontare.

di Vanni Puzzolo

Il Gazzettino. Il “Gallo” Belotti stende il Bologna dal dischetto allo scadere, i rossoblù non vincono da due mesi. Crolla il Genoa: in vantaggio con Pavoletti, perde Izzo (espulso) e ne prende 4 dal Carpi

belotti

Belotti circondato dai compagni dopo la trasformazione

Ventura parlava di un Torino da 6=, può salire a +61 con il successo di Bologna: al Dall’Ara la squadra di Donadoni è da salvezza, fuori è da Champions. Giaccherini andrà all’Europeo e spera da titolare, anche in virtù del palo colto al 57’, ma l’anticipo è deciso allo scadere, dal rigore di Belotti. Il contatto è fra Rossettini (nella foto in copertina) e lo stesso “gallo”, nel senso che esulta dai tempi dell’under 21 in questa maniera singolare. I rossoblù non vincono da due mesi e all’epoca potevano infastidire il sesto posto del Milan, ora sono fischiati ma restano gli unici ad fermato la Juve, in 22 gare e anche ieri ci stava il pareggio.

A Modena, il castorismo ha la meglio sull’eusebismo di Gasperini, ovvero sulla voglia di spettacolo a tutti i costi del tecnico del Genoa, simile a Di Francesco, che aveva battuto il Carpi nel derby emiliano. Segna Pavoletti su azione di Ansaldi, al 46′ viene espulso Izzo, la seconda ammonizione è per fallo su Letizia. L’assist di Mbakogu (ex Padova ed Este) manda al pari Di Gaudio, in rovesciata. Poi l’esterno palermitano libera Lollo e Pasciuti, entrambi a bersaglio con la complicità di Lamanna, non ai livelli di Perin, terzo portiere della nazionale, infortunato. Chiude il primo gol in A dell’esterno Sabelli. Castori ha tanto del cholismo di Simeone, si può salvare con un budget di 12 milioni.

Vanni Zagnoli

BOLOGNA-TORINO 0-1: 47’ st Belotti rig.

CARPI-GENOA 4-1: pt 34’ Pavoletti (G), 49’ Di Gaudio, 50’ Lollo; st 4’ Pasciuti, 41’ Sabelli.

Il Gazzettino, il turno di serie A è favorevole al Napoli, la Juve nel derby rischia. Idem la Fiorentina a Frosinone. Roma-Inter vale il 3° posto. In coda sono in 5 per evitare di accompagnare il Verona in B

James Pallotta, a sinistra, con Francesco Totti. Anche il presidente vuole far smettere il capitano
James Pallotta, a sinistra, con Francesco Totti. Anche il presidente vuole far smettere il capitano

Vanni Zagnoli
Inizia l’ultimo quarto della serie A, con tutti i verdetti aperti.
TORINO-JUVENTUS e NAPOLI-GENOA. Il turno può essere favorevole al Napoli, che però rischia di perdere Higuain. Ieri un brivido, ma è solo una botta e contro il Grifone, spettacolare ma sempre molto aperto, può alimentare i suoi record di reti. De Laurentiis mette le cose in chiaro, per il mercato: “Vogliamo tenerci i gioielli che piacciono ai top club”. Perchè il bel gioco di Sarri valorizza tutti gli interpreti e allora piacciono in giro per il mondo El Pipita, ma pure Insigne e Mertens, Callejon e Jorginho.
La Juve ha il derby, all’andata lo risolse allo scadere con Cuadrado, diversamente forse la rimonta da primato neanche sarebbe iniziata, stavolta il Torino è in crisi, contestato anche il gioco improduttivo del teatrale Ventura.
ROMA-INTER e MILAN-LAZIO. La partita chiave è sabato alle 20,45, all’Olimpico. I giallorossi cercano la 9^ vittoria in sequenza, sperando di acchiappare anche il Napoli, per evitare il preliminare di Champions. L’Inter conferma Mancini anche se dovesse finire in Europa league, prova Eder come centravanti, può rinunciare a Icardi, avulso dal collettivo. Il difensore brasiliano Juan Jesus ha fiducia: “Possiamo batterli”. Il punto è che i nerazzurri hanno fallito quasi tutti i confronti diretti e per il futuro vorrebbero soffiare Berardi alla Juve.
Milan-Lazio vale per l’Europa, i rossoneri hanno 4 punti di margine sul Sassuolo, la Lazio deve vincere per alimentare la rincorsa al sesto posto ma ormai punta tutto sulla coppa in cui può avanzare sino alla semifinale. Mihajlovic è appeso a un filo, l’infortunio di Niang penalizza anche Bacca. E poi c’è Frosinone-Fiorentina, trasferta complicatissima per i viola, contro i giallazzurri che al Matusa valgono l’Europa.
FRA SPETTACOLO E SALVEZZA. Il resto del cartellone è in bilico fra tranquillità e salvezza. Si parte con Empoli-Palermo, i toscani in coda, nella classifica del girone di ritorno, i siciliani producono nulla, in avanti. Domenica mattina l’Atalanta viene da 5 punti in 10 giornate e ospita un Bologna comunque lontano dal sesto posto. Nel pomeriggio, il ritorno di De Canio all’Udinese dopo 15 anni, il Sassuolo però sta benissimo. Sampdoria-Chievo è per la tranquillità anticipata, con la squadra di Montella finalmente competitiva. Infine il confronto tra le ultime, il Verona vincere per dare senso alla volata, il Carpi pregusta il quart’ultimo posto, dopo un campionato sempre in zona retrocessione. Sono in 5, compresa l’Udinese, per evitare gli ultimi due posti. Dalla Sampdoria (a +6) in su sono tranquille.