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Motogp, Valentino Rossi: “Perchè 7 vincitori diversi in 7 gare. All’inizio ho pagato il mondiale perso l’anno scorso”

Valentino Rossi, Austria 2016.
Valentino Rossi, Austria 2016.. Sull’inizio di stagione.

 

 

 

L’intervista di Valentino Rossi a Skysport, con Guido Meda.

All’inizio del campionato non ero pronto al 100% perché sicuramente dopo la battaglia dell’anno scorso, e soprattutto per com’è andata a finire, era stato difficile riprepararmi bene per il Qatar. Non ero al 100%, ho fatto degli errori e potevo prepararmi meglio perché tutte le energie che usi in una lotta punto a punto per tutto l’anno con il tuo compagno di squadra, le recuperi in un attimo se vinci il Mondiale. Ma se lo perdi fai più fatica e se lo perdi male fai più fatica ancora.

Questo Mondiale ci ha offerto 7 vincitori diversi in 7 gare diverse. C’è una ragione più plausibile delle altre perché sta andando così?

Bisogna guardare bene tutto, la cosa che ha fatto di più la differenza è stata la pioggia, perché altrimenti ci sarebbero stati meno vincitori diversi, secondo me. Però anche la centralina unica, che ha livellato le performance di tutte le moto, abbassando la Yamaha e la Honda, che erano quelle più avanti come elettronica, aiutando invece la Suzuki e le altre, e anche per un team privato come quello di Crutchlow per esempio il gap è minore rispetto alla moto di Marquez e rispetto agli anni scorsi. E poi la Michelin, che ha lavorato molto soprattutto sull’anteriore, quindi adesso si possono fare dei sorpassi, si può spingere di più. Ma soprattutto ha una gamma di gomme più larga, che si possono adattare meglio a un pilota o a un altro o a una moto o a un’altra. Con la Bridgestone si doveva sempre usare quella o quella e quindi c’era più differenza. Stiamo bene con le Michelin, la moto è bella da guidare, si può spingere forte, a me piacciono.

Si può dire che Misano è una pista tecnica? È possibile che gli outsider tornino al loro posto e che voi torniate su?

Misano è una pista completamente diversa da Silverstone, ma è una pista più facile. Probabilmente Silverstone è la pista più difficile dell’anno o comunque una delle, dove ci sono più trucchi, più linee strane per evitare le buche, dove uno che la conosce può fare più la differenza. Misano è un po’ più normale. Bisogna però capire se tornerà il Viñales di prima di Silverstone, cioè molto veloce, molto competitivo sempre e comunque che è riuscito a fare un podio. O se lui e la moto sono cresciuti talmente tanto che adesso possono lottare per vincere tutte le gare. per quello che riguarda Crutchlow, a Silverstone ha dimostrato che è andato molto forte anche sull’asciutto, secondo me la  Honda lo sta aiutando fortunatamente per lui, e lui li sta ripagando con i risultati.

È vero che forse la Yamaha non è la moto più equilibrata di tutte, come dicevamo a inizio stagione, oppure che gli altri magari sono un po’ cresciuti e voi avete rallentato un po’?

Sì, secondo me la nostra moto andava molto bene all’inizio della stagione e adesso la Honda è cresciuta tanto, ma anche la Suzuki e la Ducati vanno molto forte. Quindi siamo più sullo stesso piano.   

Sulle quattro ruote…

Negli ultimi anni, soprattutto dal 2014 che sono stato sempre in ballo per vincere il Mondiale o comunque ho lottato per le posizioni che contano, ho cercato di concentrarmi di più sulle moto. E quindi ho deciso di non fare altre cose in macchina durante il campionato, anche se mi piacciono molto. Penso che avrò il tempo quando smetterò con la MotoGP. Adesso bisogna concentrarsi lì. Il rally di Monza è bellissimo ed è a fine campionato, quindi…

Quando provavi la F1 si è aperto un bivio…

C’è stato un momento che era più andar di là che rimanere di qua, ma bisogna dire anche che non sarei diventato subito il pilota della Ferrari e avrei dovuto fare il test driver e poi magari mi avrebbero messo in un’altra squadra di seconda fascia, poi se avessi dimostrato la mia velocità magari un giorno chissà. Però moto. Ed è andata bene così. Magari con la F1 avrei potuto essere un buon pilota ma non sarei mai riuscito a raggiungere questi livelli.

La gara di Misano.

Questa gara per me è una gara a sé, qui non è importante il Mondiale, è importante arrivare domenica al massimo e fare il massimo.

a cura di Giangabriele Perre

Alle Olimpiadi, Sara Simeoni e Pietro Mennea conquistarono più podi di Federica Pellegrini. Resta dietro a Valentino Rossi e a Tomba, a Pantani e forse anche a Nibali. Divina ma fragile, a 5 cerchi

(v. zagn.) Tutta sta grandezza, di Federica Pellegrini , ma alla fine solo un oro e un argento olimpico.
Meno di Sara Simeoni, oro e due argenti nel salto in alto, più o meno come Pietro Mennea, un oro e due bronzi nella velocità.
La galleria dei campioni italiani aggiornata: Valentino Rossi, Tomba, poi non so se arrivi lei, sinceramente.
Sara Simeoni mi pare davanti, Pietro anche, e Pantani di sicuro, forse anche Nibali.
Divina, sì, ma fragile. Ecco, buoni piazzamenti, alle olimpiadi. Un argento, un oro, tre quinti posti, il quarto di oggi. Una signorissima, eppure è mancato l’ultimo acuto, proprio.
A cura di Francesco Delendati

Tennis, i 35 anni di Serena Williams, la muscolarità eterna. 22 titoli del grande slam come Steffi Graf. Il raffronto con i motociclisti Agostini e Valentino Rossi, con Michael Schumacher

(Vanni Zagnoli) I 35 anni di Serena Williams e la sua muscolarità eterna: 22 titoli del grande slam come la tedesca Steffi Graf, anche se quello era un altro tennis e la compagna di Andrè Agassi era molto più normale, sul piano fisico.

Racconterei la sua storia tramite un’ex azzurra: Lea Pericoli, Silvia Farina Elia o meglio con Karin Knapp. Oppure, semplicemente, il ritratto di Serena.

La galleria degli immortali, ovvero degli sportivi più titolati: Giacomo Agostini e Valentino Rossi, Michael Schumacher. Insomma, i primattori di ogni disciplina.

A cura di Francesco Delendati

Messi e il padre condannati a 21 mesi, fossero stati 2 anni sarebbero andati in galera. Crolla il mito del più grande sportivo del millennio. Capitò anche a Valentino Rossi e a Tomba

(Vanni Zagnoli) I 21 mesi di condanna a Messi e al padre per frode fiscale. Fossero stati due anni sarebbe andato in galera.

Tanti gli sportivi condannati: Alberto Tomba, Valentino Rossi, molti ciclisti e tennisti.

Il più grande sportivo del millennio crolla. Dopo il rigore sbagliato in finale di Copa America, il suo Barcellona perde regolarmente: la 7^ Champions League nelle ultime 11, adesso arriva persino la condanna.

In copertina Messi in azione con l’Argentina

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino. La bwin rimborsa le scommesse su Valentino, l’aveva già fatto Paddy Power. Intanto Rossi scioglie il contratto di merchandising con Marquez e anche Lorenzo perde sponsor. Arriverà una causa per quanto avvenuto in pista?

Linda Morselli è la fidanzata di Valentino Rossi
Linda Morselli è la fidanzata di Valentino Rossi

Anche a nordest centinaia di scommettitori vengono rimborsati da bwin.it, uno dei bookmakers più noti. Rifonde chi ha scommesso su Valentino Rossi campione del mondo in motogp. “L’intera giocata – spiegano gli allibratori, dall’Austria – sarà restituita come bonus, applicando il justice payout. Lanciamo un segnale forte di sportività”. La mossa è di marketing, però tutela gli scommettitori vittima del piano di Marquez. “Bwin promuove l’integrità nello sport – dice Moreno Marasco -, rimborsa per le controversie di Sepang e Valencia, perchè gli scommettitori avevano creduto in una competizione vera”.

Dopo Sepang, anche Paddy Power si era schierata con Rossi e per i rimborsi. “Diamo una piccola soddisfazione ai giocatori, scippati di una vincita quasi incassata”. Dall’Irlanda restituirono puntate nel 2012, quando la Juve vinse a Catania grazie al gol annullato a Bergessio, e l’anno scorso con il 3-2 di Juve-Roma, con gli errori dell’arbitro Rocchi.

VIA GLI SPONSOR. Continua l’emorragia di marchi, per le squadre spagnole. Sector e Gas abbandonano Lorenzo, si rompe anche il sodalizio commerciale con la V46 (fa merchandising persino per la Juve), perchè Valentino non vuole più rapporti con Marquez. Magari la ferita sportiva si rimarginerà, almeno con il compagno Lorenzo, Marquez però non avrà una seconda chance, nonostante la chieda a Striscia la notizia. La stretta di mano arriverà solo quando Valentino avrà smesso. A 36 anni però continua. E Marquez vuole battere il suo record di 9 titoli mondiali, è a quota 4 a 22 anni, dunque ha tutto il tempo.

“La Yamaha – spiega l’ex campione Giacomo Agostini (Sky) – non esce dai contratti con Valentino e Lorenzo, resteranno entrambi. E’ nato questo contrasto con Marquez, per colpa anche di Valentino, e adesso va chiuso. Senza aspettare marzo, il prossimo mondiale. Io lasciai a 35 anni, Valentino può proseguire per varie stagioni”.

Quest’anno hanno fallito entrambi i fratelli Marquez. “Anche Alex, raramente protagonista, in moto2. La scorsa stagione, Marc finiva per terra e si rialzava, nel 2015 è caduto troppo”.

Vanni Zagnoli

 

Il Gazzettino. Valentino Rossi diserta il galà mondiale. La Yamaha: “Resta con noi assieme al campione Lorenzo”. La Honda: “Nel tempo si calmerà”.

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Vanni Zagnoli

L’ultimo schiaffo di Valentino Rossi a Jorge Lorenzo è la mancata partecipazione al gala di Valencia. Ha preferito andare a cena con la fidanzata Linda e un gruppetto di amici, facendosi rappresentare dal direttore di Yamaha Racing Massimo Meregalli, che ha ritirato il premio di vicecampione del mondo da Vito Ippolito, presidente della Fmi.

Le accuse di Vale a Marc Marquez di avere coperto le spalle a Lorenzo hanno colpito anche i tifosi spagnoli. Il quotidiano sportivo As ha indetto un sondaggio, secondo il 51,2% Marquez ha aiutato il connazionale, ma poi in un titolo parla di “rabbia infantile” di Rossi. Per Abc, “sporca il titolo di Lorenzo, attaccando Marquez”. E Marca in prima pagina lo definisce “Un mito nel fango”.

Valentino ha il contratto con la Yamaha per un altro anno, al pari di Lorenzo, però deve ricostruire il rapporto. In fondo i top team sono pochi, alla Honda troverebbe Marquez, che gli ha fatto perdere il 10° mondiale perchè un giorno vorrebbe battere il suo record (a 22 anni ne ha già conquistati 4), mentre alla Ducati è già stato per due stagioni, le peggiori della carriera. Lorenzo prova a fumare il calumet della pace: “Valentino l’ha presa così male perché si rende conto che questa probabilmente era la sua ultima chance di vincere il 10° Mondiale”. E il direttore della Yamaha Lin Jarvisg garantisce: “La squadra non cambierà”. Il vicepresidente della Honda Nakamoto lo invita a rivalutare il discorso nel tempo: “Quando le acque si saranno calmate, accetterà che la gara di Valencia sia stata il degno finale di una stagione stupenda”. “Doveva essere squalificato anche Marquez”, sostiene l’ex presidente della Ferrari Luca di Montezemolo. E’ stato antisportivo ma non c’erano gli estremi per la squalifica. “Non siamo squadre di calcio – osserva giustamente Danilo Petrucci, ternano della Ducati Pramac -, dovremmo correre ognuno per sé”.

Intrigante il consiglio che arriva a Valentino dall’ex ct Lippi: “Da 20 anni è lo sponsor più grande della motogp, senza di lui perderebbe il 50%. Come vendetta sportiva, l’ideale sarebbe ritirarsi e passare alla superbike”.

Dice tutto la metafora di papà Graziano Rossi: “Si va molto più sul violento rispetto alla politica. Mio figlio e Marquez si detestano più del doppio, rispetto a Renzi e a Bersani. Qui alcuni hanno perso la dignità. Se non si può vincere in un certo modo, forse è meglio non vincere proprio”.

 

 

Sembra che Marquez sia peggio di calciopoli. Ma stiamo scherzando? C’era chi comprava gli arbitri, le partite, manovrava. Con tutto il marcio dello sport italiano? Scommesse, campionati comprati e venduti?

vanni zagnoli con mircea lucescu

Sembra che Marquez sia peggio di calciopoli. Ma stiamo scherzando? C’era chi comprava gli arbitri, le partite, manovrava. Ma stiamo scherzando? Con tutto il marcio dello sport italiano? Scommesse, campionati comprati e venduti? Ma scherziamo?

Con tutto il marcio che vedo e leggo e sento e ho toccato con mano, della società italiana? Sport, politica, imprenditoria. Ma scherziamo?

Sembra che Marquez sia peggio di Calisto Tanzi…

E basta con questa mania di far discutere, di alimentare il dibattito in maniera artificiosa. Basta duetti, diatribe ad arte, processi e processini.

Viene in mente quando Gianni Melidoni diceva a Gianni Minà: “Sei un lacchè”.

O quando disse all’amico e collega Alberto Caprotti di Avvenire che aveva criticato una sua intervista a Maradona: “Ti auguro di fare metà della mia carriera”.

A me non interessa che Valentino sia il top del mondiale, che abbia in mano tutto il merchandising. Ecco, già quello mi pare anomalo.

E allora? Marquez ha tutto il diritto di fare quel vuole.

Tutto. Non ha offeso nè provocato nessuno.

Perchè se è così, che il grande campione come Valentino, a 36 anni merita rispetto, allora vale anche la mia teoria che i giovani devono fare la loro gavetta, come allenatori e pure come giornalisti. O no?

Marquez oggi sembra peggiore di Pulvirenti e di Moggi, di Gervasoni e di Doni, ma di tutto il marcio dell’economia e politica e tutto d’Italia.

Complessivamente, mi pare che l’etica spagnola sia superiore a quella italiana.

Volgariamo, volgariamo, qualcosa resterà. M., parolacce a gogò, irrispetto. Ne ho sentite tante, su Marquez e Lorenzo

Valentino Rossi sperona apposta Jorge Lorenzo

di Vanni Zagnoli

Ho sfogliato la margherita, dico la mia? Ma la dico con volgarità? Mai. E non solo perchè collaboro dal ’93 con Avvenire e dal 2012 con Famiglia Cristiana.

Diceva bene Pippo Marchioro, nel ’94: “Il giornalismo dovrebbe essere a livelli alti, dare messaggi positivi, importanti, di cultura”.

Ecco, sono ignorante, non so bene cosa sia il minculpop e simili, gli sfoggi culturali li lascio a scrittori e scrittrici. Al massimo mi concedo la parola leccapiedi, lacchè – ammesso che sia la stessa cosa -.

Ecco, sulla stampa e sui social vedo sempre più volgarità, parolacce a raffica, battutoni.

Dico basta. Mi prendo sul serio, ma basta cavolate, basta risate grasse, giornali di pancia. Basta.

Basta. Non serve essere colti, basta essere medi. In medio stat virtus, ricordo poco altro di latino.

Dunque, nello sport chiunque ha diritto a ostacolare, senza fare male, chiunque. Esistono le lepri, i guardaspalle.

Ha perso Valentino, la vinto l’alleanza spagnola. E allora? E i biscottoni fatti nel calcio e non solo, in Italia?

Marquez ha diritto ad aiutare chi vuole, quando vuole, per i motivi suoi. Lorenzo ha diritto ad allearsi come vuole e con cui vuole.

Ora chi scrive ha l’abitudine di disturbare le redazioni, di non tacere, di confutare. Non è sempre colpa delle redazioni, no? Tanta è colpa mia.

Allora, come ricordava Giacomo Agostini in mia intervista su Il Giornale di Sicilia.

Valentino ha avuto molti più problemi con tanti colleghi di me con i capiservizio.

Con Gibernau, con Max Biaggi.

E quel calcetto a Marquez?

Immaginante se una redazione sceglie un altro collaboratore al mio posto, io che faccio, do un calcio al caposervizio o al collega prescelto?

E poi denuncio pubblicamente che me l’hanno fatta sporca? Ma stiamo scherzando?

Marquez ha tutto il diritto di fare il gioco che vuole, la storia dello sport è piena di scelte analoghe.

Valentino è il più grande sportivo italiano da 20 anni ma è umano. Meritava il mondiale, ha pagato l’alleanza.

Perchè arriva l’alleanza contro di lui?

Semplice, ha litigato con tanti, quasi come me. Anzi, io molto meno. Io mi lamento, Valentino, accusa, provoca.

Certo, di collaboratori è pieno il mondo, nel giornalismo, di campioni è vuoto.

Marquez, come il caposervizio, direttore o caporedattore o redazione, ha tutto il diritto di fare quel che vuole.

Qual è il problema?

Premesso che non è stato sportivo, che forse è solo geloso e invidioso ma dov’è il problema? Se l’avesse fatto Rossi, a favore di un altro, ai danni di Marquez, sarebbe stato altrettanto poco sportivo? Non credo.

Bimbom…? bimbo cosa?

Per me si chiamano cadute di stile, ne vedo tante. Non mi piacciono.

Un conto sono lamentele, noia, telefonate private, whatsspp tormentanti, un conto sono le parolacce. Di giornalisti, di Valentino, di tutti.

Dico basta. Bisogna saper perdere, io vivo nella sconfitta, nell’introspezione, mai troverete una mia esternazione pubblica volgare.

Mai. E cerco di non esserlo neanche in privato. Sempre.

Quindi, bravo Valentino, bravo Lorenzo, Marquez ha fatto perdere chi, fores, l’ha provocato, chi vuol vincere per forza, come me che voglio scrivere per forza.

Perdere, nel giornalismo, nella vita, è un’arte. Io devo imparare da tanti, da tutti, da Valentino e da chi dà della m. ad altri no.

Vengano loro a prendere lezione di fairplay da me e da chiunque.

Giornalisti e sportivi devono sempre dare il buon esempio, a mio avviso.

Ah, scusate. Questo è un pezzo riservato agli editorialisti, io non lo potrò mai pubblicare da nessuna parte, la prima, il commento, il fogliettone sono proibiti per i freelance polemici.

Volgariamo? Io non ci sto, mai. Mai.

“Mi tira il c…”, ha detto Valentino. Ma sta scherzando?

Preferisco i campioni gentiluomi. Altro che bambole gonfiabili e scherzi ai rivali.

Ripeto, se Biaggi, Gibernau, Marquez e magari Lorenzo, ci sarà un motivo, no?

Non è che tutti ce l’hanno con Valentino per caso, no?

Ne ho sentite tante, in tv. Ne sento e leggo tante da tanto. Preferisco scrivere o parlare in maniera illeggibile o confusa, piuttosto che usare parolacce. Basta, dico basta. Basta a chi mi dà lezioni. Non le accetto neanche da Valentino.

Ah, dimenticavo. L’evasione fiscale… Io ho pagato piccole somme, spese mediche non puramente mediche, piccole cifre. Mi controllano regolarmente. Io, collaboratore, precario a vita.

E poi dovrei studiare il personaggio daccapo. Non è un santo, neanch’io lo sono.

Però Marquez non è un farabutto, un delinquente, un poco di buono. Perchè allora quando due squadre si accordano per il pareggio per far retrocedere una terza cosa fanno?

Agostini dice che tutto è nato dalla conferenza stampa di Valentino Rossi a Sepang. Ha ragione.

Ah, il più forte non deve vincere per forza, quando corre per l’Italia. Perchè allora sennò Schumacher, la Juve e molti altri dovrebbero vincere sempre.

Io preferivo Agostini, quel poco che ricordo.

Papà Vasco era per Virginio Ferrari, il rivale di Graziano Rossi, a fine anni ’70. Preferivo l’eleganza di Franco Uncini al look zingaresco di Marco Lucchinelli.

Sapete chi è il mio idolo? Andrea Dovizioso, regolarista come mia moglie Silvia. Discreto, sempre composto, sempre a punti, una sicurezza. Mai una sbruffoneria.

A me non piacciono.

Fare gli sbruffoni per me è reato, ostentare il curriculum o presumere di avere qualità come faccio io non credo lo sia…

Ah, vedete che siamo tutti blogger, dalla scrittura ficcante, senza chiamarsi grande firma o blogger pura? Senza essere Selvaggi nè emuli?

Alla larga. Mi tengo il mio stile ingessato. Mi tengo l’educazione, sempre. Dentro e fuori il campo e le redazioni.

 

Il Giornale di Sicilia, motogp. Agostini: “Vale, imitami. Nel 1977 ne passai 34 e arrivai secondo, in Francia. Non voleva far cadere Marquez”.

Giacomo Agostini quando gareggiava
Giacomo Agostini quando gareggiava

Vanni Zagnoli

E’ il weekend chiave della motogp, si decide il mondiale e per le carte scegliamo il più grande campione nella storia del motociclismo, Giacomo Agostini. Il bresciano si è aggiudicato 15 titoli iridati: 8 nella 500 (dal 2002 è diventata appunto motogp) e 7 in classe 350, che dal 1982 non esiste più. Vinse 123 gare, fra il 1963 e il ’77, altre 39 volte salì sul podio, solo in 28 corse non terminò fra i migliori tre. Per contro, Valentino Rossi insegue il 10° mondiale: vinse il primo nella 125, il secondo in 250, gli altri 7 fra 500 e motogp, dunque se domenica arrivasse almeno secondo a Valencia raggiungerebbe il mitico Ago nei successi della categoria più importante. Nelle vittorie, Rossi è dietro, con 112, ma nei podi nettamente avanti (211).

Giacomo, per quanto avvenuto a Sepang, lei da che parte sta?

“Non mi devo schierare – risponde il più blasonato fra gli opinionisti di Sky, 73 anni -, perchè sono amico dei contendenti, pure di Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Mi è anche difficile esprimermi. La diatriba è nata in quella conferenza stampa prima del motogp in Malesia: Valentino ha voluto farla e Marquez si è arrabbiato, io avrei rimandato a fine campionato, per non creare nervosismo. Erano tutti tesi, bastava aspettare due corse”.

Come giudica l’incidente fra Valentino e Marquez?

“Quando sei provocato, puoi anche perdere le staffe e compiere gesti che a mente lucida non faresti. Tutto nasce dall’esasperazione, compreso quell’appoggio con la testa di Marquez. E’ fuori di dubbio che la caduta non sia stata voluta. Valentino dice che lo voleva tenere largo e portare fuori traiettoria e questo hanno visto anche i commissari. Forse io stesso avrei fatto uguale, in quelle condizioni mentali. Poi se ne pagano le conseguenze”.

Ovvero la partenza dall’ultima posizione…

“Già. E’ in testa al mondiale di 7 punti, ma a Valencia inizierà dietro a tutti, dunque non è più favorito. Sono però convinto che possa ancora farcela”.

Serve il secondo posto, se Lorenzo vincesse, oppure il 3°, se lo spagnolo arrivasse secondo.

“O anche il sesto, se il rivale sarà terzo. Percentuali? Non possiamo continuare a indovinare. Il pronostico è aperto perchè la gara va corsa. Credo che in 2-3 giri, Valentino potrà superare 10 concorrenti, ne avrà però ancora davanti altrettanti”.

Ma il secondo posto è alla portata, partendo dal fondo?

“A me è capitato di compiere la stessa impresa, in Francia, al Paul Ricard, nel 1977, solo che all’epoca si gareggiava in 36, adesso sono molti di meno. Ne passai 34 e arrivai dietro solo al britannico Barry Sheene, poi vincitore di quel titolo nella 500 e scomparso nel 2003. Eravamo però a metà stagione e la mia Yamaha semplicemente non partiva”.

Oggi il team Movistar Yamaha osteggia Valentino?

“Non mette parola, a mio avviso. Ha due piloti che si contendono il titolo, non può favorirne uno. E io stesso non voglio giudicare la commissione, nè gli ufficiali di gara, per la sanzione nei confronti di Vale”.

Se non altro, l’attenzione sul motociclismo è altissima, nel mondo…

“Questo sì, è molto più elevata rispetto alla norma. Mi auguro che domenica vinca il migliore: grande amicizia non ci può essere, ma alla fine si stringano la mano e torni il rispetto”.

Valentino era già stato acerrimo avversario dialettico anche di Max Biaggi, dunque non può essere colpa solo di Marquez…

“Vale ha sempre fatto le sue gare, sorpassi al limite, anni fa si era toccato con lo spagnolo Gibernau. Per vincere, non puoi essere sempre pulito: è una torta che tutti vorrebbero”.

A Sky qual è il pensiero prevalente? Per esempio come si schiera Marco Lucchinelli, l’altro ex campione del mondo opinionista?

“E’ difficile prendere una posizione netta. A Vale sono scattati i nervi, ne facciamone un dramma, tantopiù che l’incidente non ha portato conseguenze. Non è una guerra, voltiamo pagina”.

Come si comporteranno i piloti per così dire neutrali? Ci sono spagnoli (Pedrosa, Espargaro), italiani (Iannone, Dovizioso) e persino britannici (Smith, Crutchlow).

“Ognuno farà la propria gara, sono leali, ambiscono tutti a un bel piazzamento finale, sono in bilico anche le posizioni ai piedi del podio finale. Lotti, rischi la vita e vuoi chiudere al meglio. Valentino non deve avere bisogno di aiuto, dipenderà molto da dove si troverà Lorenzo”.

Chi merita il titolo?

“Entrambi. Jorge è caduto varie volte, Valentino è sempre arrivato fra i tre migliori, a parte due volte. Nessuno si aspettava che a 36 anni si battesse per il titolo, non c’è supremazia evidente”.

E’ il mondiale più equilibrato della storia?

“Non è l’unico. Ci si ricorda sempre del presente, per i giovani sì, ma fra 30 anni sarà dimenticato, comunque è una bella battaglia. La Yamaha è superiore alla Honda solo come telaio, le moto si equivalgono abbastanza, quest’anno sono stati i piloti a fare la differenza, spesso sono in tanti sono compresi in 2 decimi, sul giro”.

Si è ben comportata anche la Ducati, 3^ nel mondiale costruttori, dietro anche alla Honda.

“Hanno fatto un grande lavoro, speriamo che durante l’inverno colmino l’ultimo gap. Il massimo sarebbe avere un italiano campione del mondo su moto italiana”.

Lei andrà in Spagna, nel weekend?

“No, resto in studio a Milano, fra Sky e Cielo. Mi spiace non sentire il profumo dei motori”.

vzagn

La follia di Valentino Rossi, come di Schumacher con Villeneuve. Mai giocare con la vita, capisco le provocazioni però Valentino merita una lunga squalifica

Vanni Zagnoli: nel tempo libero rimugina...
Vanni Zagnoli: nel tempo libero rimugina…

http://tv.liberoquotidiano.it/video/11841682/MotoGp-a-Sepang–la-follia.html

Non mi occupo di motori, se non sotto forma di interviste esclusive, e allora ieri non ho seguito la motogp. Ero a Reggio, per il colore, di Reggiana-Cremonese. Ho seguito la vicenda sui siti, mi sono sentito ora con un amico caposervizio che mi ha spiegato che Valentino Rossi è in primo piano.

Qualsiasi cosa accada, dare un calcio al rivale, mai. Mai, mai, farlo cadere. Mai giocare con la vita, è una reazione inspiegabile, illogica.

Le premesse non mi interessano, sarà tutto vero. Si può anche perdere a tavolino, perchè la squadra decide che un altro deve vincere. Non muore nessuno. Ma quel calcetto.

E’ una macchia, dovrebbe essere squalificato e a lungo. Ricordo solo Michael Schumacher provocare quel tipo di situazione, quasi 20 anni fa, con Jacques Villeneuve. Ero a Maranello, l’indomani, quando si scusò.

Mi spiace tanto, per Valentino. Ma mai, mai una cosa così. Mai.