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Puzzolo. Il libro di Icardi è un falso problema. Serve un uomo forte a dirigere. Il vicepresidente Zanetti quanto conta? Il ds Ausilio guida una Ferrari, senza patente. Zagnoli: “Ausilio ormai è navigato. Il problema sono i procuratori”

Puzzolo con la moglie

Mauro Icardi, Inter. Sarà ancora capitano?
Mauro Icardi, Inter. Sarà ancora capitano?

Se i problemi l’Inter spera di risolverli togliendo la fascia ad Icardi, e’ il chiaro esempio di come non risolverli i problemi.

Ora l’Inter ha una società economicamente molto forte, e lo sarà ancora di più, tolti i paletti del fair play finanziario, ma al vertice dell’Inter non c’è una personalità forte, carismatica, capace di dirigere una società di questo livello.

Zanetti non si capisce se ha solo un potere rappresentativo o reale.

L’area tecnica affidata ad Ausilio che in vita sua ha sempre fatto solo il secondo, che ha dimostrato di essere bravo con i giovani, ma non ha certo l’autorevolezza per essere ascoltato da unospogliatoio di grandi giocatori.

Ausilio, non a caso, e’ il primo responsabile della gaffe sorta con il caso Icardi.

Ma come puoi andare alla presentazione del libro del tuo giocatore, quindi di fatto dando l’egida di tutto ciò della società, e non ti sei preoccupato di leggerlo così da non sapere che sarebbe stato un clamoroso autogol per le accuse contro i tuoi stessi tifosi?

Certo Icardi in queste cose e’ leggero, la sua vita privata, il,suo gossip, i social, spesso,  lo hanno portato fuori del seminato, ma tu Società, hai il dovere di vigilare, se un giocatore scrive simili cose nel suo libro, tu devi imtervenire, o perlomeno, dissociarti.

Moggi era quello che era, ma in società nessuno poteva muoversi a suo piacimento, lui controllava tutto, compreso i biglietti omaggio.

Trope volte all’Inter c’è questo senso di … assenza…, chi ha scelto De Boer? Chi mette in vendita Santon venduto a bene tre squadre, ripudiato per problemi fisici e oggi titolarissimo nell’Inter?

E la gestione del caso Brozovic vi sembra fatta bene?

Meno male che il prossimo anno arriverà il cholo Simeone e che sistemerà diverse cose.

Vanni Puzzolo

(v.zagn.) Il parere di Vanni è sempre illuminante, tantopiù di Inter. Comandano i procuratori, ormai, ovunque. Il ds Ausilio sono anni che lavora, dalla Pro Sesto a braccio destro di Marco Branca, uscito da almeno un biennio. Vorrei intervistarlo per la Gazzetta del Sud, da calabrese.

Certo che Icardi è leggero, perchè accanto ha una donna leggera, una quasi ex sexy star.

Serve gente con la testa sulle spalle, nel calcio, non gente innamorata di sè.

 

Puzzolo. La sconfitta in coppa ha fatto bene all’Inter; la sconfitta con l’Inter farà bene alla Juventus. Conta più l’atteggiamento del modulo. Mancini voleva Yaya Tourè, ma l’ivoriano al City resta in tribuna

Yaya Tourè
Yaya Tourè

Dicono “vincere aiuta a vincere”, questa volta si può sostenere il contrario, ” perdere, aiuta a vincere,” nel caso dell’Inter, aiuterà, per quanto riguarda la Juventus.

“Inter non ti vergogni?” Anche la Gazzetta dello sport, era esplosa di sdegno dopo la rovinosa sconfitta in Europa Legue contro gli israeliani.

Evidentemente si, si sono vergognati al punto che sono riusciti a rimontare e a battere, con merito, la Juventus, sulla carta, una delle migliori squadre europee, fra l’altro capolista e a punteggio pieno.

Ha vinto l’Inter perché ha avuto l’atteggiamento giusto, ha avuto coraggio nel pressare alto, ha avuto umiltà nell’affrontare ogni contrasto come fosse la cosa più decisiva al mondo, e perché poi, in seguito ha fatto emergere anche una certa qualità, in diversi giocatori, che certo non gli difetta.

La Juventus ha perso perché è stata supponente e presuntuosa.

Ora i giornali si divertiranno a crocifiggere le scelte di Allegri, a dilettare sul mancato impiego di Higuain, su Pjanic schierato regista, e su altre scelte, forse tardive, ma io credo che il modulo non sia mai così decisivo e nemmeno le scelte: conta l’atteggiamento.

La Juventus ha giocato sempre sotto ritmo, con poca rabbia, poca fame, come se avesse già vinto, perché a guardare i nomi di chi giocava e di chi… era in panchina, sembra impossibile non vincere.

Eppure un mio vecchio allenatore mi diceva che per vincere non bastano i nomi, servono pure i … cognomi!

Il fraseggio irridente di Buffon e c., anche con il pressing alto degli interisti sembrava voler dire, noi siamo la Juve e voi non siete un c…

Poi, nonostante una gara giocata male, senza rabbia e senza la giusta cattiveria agonistica, e’ venuto pure il vantaggio a fare pensare che, si in fondo, ” a noi basta poco per vincere” o che tanto alla ” fine vinciamo sempre noi” ma così non è stato, perché il campo, da sempre, da’ e toglie, ma punisce spesso la presunzione .

L’inizio di campionato della Juventus, aveva forse illuso, il fatto di essere già considerati campioni futuri designati, fra i pretendenti alla  Champions, ha forse tolto ai giocatori quella fame che li ha sempre contraddistinti,forse si sono convinti che, con poco, vincono sempre, e quindi una corsetta in meno, un contrasto più leggero, tante piccole cose che però, alla fine, fanno la differenza.

Era a punteggio pieno, ma non aveva fatto partite indimenticabili, a parte la prima mezz’ora con il Sassuolo, e  già in coppa con il Siviglia, seppur un po’ di sfortuna vi era stata, non era parsa la migliore Juve.

Allegri  ha capito, e credo, avranno capito anche Buffon e c., come era successo anno scorso dopo la sconfitta, la quarta, con il Sassuolo, da allora non sbagliarono più un colpo.

Credo che sarà così pure quest’anno , perché la Juventus è una corazzata, fatta per vincere, e non per affondare, ed è ben guidata, ma nel calcio a volte non basta, bisogna avere il giusto atteggiamento, quello che ieri sera, ha fatto la differenza fra Inter e Juventus.

Ps. Mancini qualche giorno fa disse che Toure e Ibrahimovic, sarebbero stati gli unici due giocatori che potevano spostare gli ecquilibri di un campionato, beh, l’ivoriano giace in tribuna e la squadra di Guardiola gioca e vince a meraviglia, lo svedese segna, perché quello lo sa fare bene, ma il suo Manchester grandi firme, perde e gioca male: morale Mancini pensa che siano i singoli che fanno vincere i campionati, io penso che i singoli ti fanno vincere partite, ma il collettivo, il gioco è l’atteggiamento giusto, ti fanno vincere trofei.

Vanni Puzzolo

Puzzolo. Roma e Inter, viaggio all’inferno e ritorno: casualità o svolta?

La terza giornata di campionato non ha solo confermato lo strapotere della Juventus e l’ottimo livello raggiunto dal Napoli di Sarri, che si lamenterà forse troppo, ma insegna calcio.

La terza giornata stava per dare dei giudizi negativi sulle altre sue grandi del campionato che, sulla carta, hanno le potenzialità per contendere il secondo posto al Napoli, ( il primo posto mi sembra già assegnato), Roma e Inter.

La squadra di Spalletti, a fine primo tempo, era nella tempesta, e non solo metereologica, sotto per 1-2 con la Sampdoria all’Olimpico, sembrava già ridimensionata , e invece , la lunga sosta, quasi un ‘ora, (l’arbitro Giacomelli ha emulato il Collina nella famosa gara di Perugia),  ha ripresentato in campo una squadra rigenerata , con Totti in campo e’ tornato il sole e i giallorossi hanno saputo capovolgere il risultato, anche grazie ad un generoso rigore concesso a tempo scaduto dal promettente arbitro triestino .

Ora la Roma, passato lo spavento, potrà ritrovare il giusto morale e cercare di fare un percorso all’altezza delle ambizioni della società e del valore della rosa.

L’Inter a venti minuti  dal termine a Pescara, era sotto un treno, e De Boer  già crocifisso sulla strada di Appiano Gentile.

Anche valenti e saccenti opinionisti avevano già indicato Prandelli come probabile sostituto.

Poi l’olandese fa la mossa della disperazione, cambia tre giocatori in una sola volta , mette tre attaccanti e succede il miracolo: Icardi fa doppietta e ribalta il Pescara.

Viaggio all’inferno e ritorno.

In realtà l’Inter non aveva giocato male, anzi, aveva mostrato sintomi di miglioramento evidenti,  ma era sotto,e, senza due miracoli di Handanovic, il Pescara avrebbe fatto  il secondo gol, e l’Inter avrebbe sicuramente perso.

A mio avviso ancora l’Inter è  un cantiere aperto, troppi giocatori nuovi da inserire e troppo poco tempo per lavorare per il tecnico olandese, per poter dare giudizi definitivi.

Due certezze però ci sono: la squadra nerazzurra e’ composta da tanti buonissimi calciatori e ha una bocca di fuoco per l’attacco veramente da paura, la seconda certezza però è che la squadra è costruita male: troppi doppioni e l’ assenza di un regista basso e di un  buon terzino sinistro sono evidenti.

Ci vorrà pazienza, bisognerà dare il tempo giusto a De Boer , in fondo a Mancini il tempo è stato concesso, il tecnico olandese e’ stato catapultato in un campionato per lui sconosciuto a tre giorni dal suo inizio, e conosceva non del tutto la rosa a disposizione, quindi  mi sembra corretto dargli il giusto tempo per portare la sua idea di calcio, perché statene certi che non si adeguerà al calcio tipico italiano, perseguirà e proporrà fino in fondo la sua idea, e, dico io, anche giustamente, altrimenti non avrebbe senso averlo scelto.

L’Inter ha ottimi solisti, se diventerà squadra e saprà dotarsi di un gioco, quello che Mancini in 18 mesi non gli ha saputo dare, io dico che il secondo posto potrebbe non essergli precluso.

testo autoredatto da Vanni Puzzolo

 

 

 

Puzzolo. Le cause di Lotito, tutte temerarie. Da quando un professionista non può dimettersi? E’ più loco il presidente dell’allenatore

Vanni puzzolo con la gazzetta a Siviglia
Vanni Puzzolo con la Gazzetta a Siviglia

La frenesia giudiziaria di Claudio Lotito e’ irrefrenabile e inimitabile.

Dopo aver intrapreso, e  perso,  cause nazionali con i suoi giocatori Ledesma e Pandev, con il suo allenatore Ballardini, ha provato ad affacciarsi in Europa con la causa al suo ex allenatore Pektovic, reo di essersi accordato, prima della fine del suo contratto, con la Federazione Svizzera.

Una manna per i suoi legali, ma bastonate ricevute in Italia e in Europa.

Ora ha ben pensato di varcare i confini europei, facendo causa oltre oceano al suo allenatore Marcelo Bielsa, detto il “loco”, il quale ha battuto il record di essersi dimesso dall’incarico senza mai neppure arrivare in Italia.

Premetto che e’ abbastanza grottesco che Bielsa ci ripensi e riesca addirittura a dimettersi , battendo ogni record, prima ancora di essere presentato, ma il personaggio e’ conosciuto, e il suo nomignolo gli e’ stato appioppato ad arte.

E’ pero’ altrettanto grottesco che Lotito riesca ad andare, ogni volta,per la sua smania di sperimentare, oltre se stesso.

Difficile addentrarsi nei contesti e nei motivi che hanno provocato tutto questo, bisognerebbe sapere tanti particolari e non solo quelli che prima Bielsa, e poi Lotito-Tare hanno provato a spiegarci.

Le questioni che voglio porre sono altre.

La Lazio è in preda alle iniziative di un uomo, più ancora che di un Presidente,invaghito di se’ e delle sue capacità di fare scuola.

Quelli che normalmente si rapportano con lui o cedono o lui finisce che gli fa causa, non ci sono mezze misure.

Lotito in sequenza è riuscito a litigare con allenatori, calciatori, direttori sportivi, giornalisti, colleghi presidenti e tifosi, tutti accusati di non aver saputo riconoscere la ” sua verita” , e se questa non viene accettata, porta puntualmente tutti in tribunale.

Lotito ora minaccia l’ennesima causa per non aver rispettato gli accordi presi con la firma di un contratto.

Da che mondo è mondo, un professionista, se vuole, si può dimettere, ovviamente rinunciando agli emolumenti, se nel contratto fosse prevista una penale, dovrà essere pagata, altrimenti valgono le sue dimissioni che dovranno essere motivate.

Motivi per una causa risarcitorie , non ne vedo.

Lotito, e ‘ bene ricordarlo, e’ lo stesso che a fine campionato ha confermato Simone Inzaghi, poi ha cambiato idea e ha bloccato Prandelli con una bella stretta di mano pregandolo di aspettare qualche giorno per essere ufficializzato ( sta ancora aspettando), poi e’ sempre il padrone della Salernitana a cui ha destinato Inzaghi per poi ieri sera riportarlo nella panchina capitolina, con grande rispetto, ovviamente, dei tifosi campani.

Gli va di lusso che a lui il risarcimento, per le sue iniziative, non lo abbia  mai chiesto nessuno. (Prandelli , ad esempio, si dice che abbia perso altre opportunità di lavoro per rispettare la sua parola).

Fra le sue perle ci fu’  pure la minaccia di portare la Lazio a giocare a Valmontone, dileggiand o una storia di 116 anni, e tutto perché veniva contestato dalla curva nord.

Ora una domanda mi sorge, ma fra lui e il Bielsa, chi è più “loco”.?

Vanni Puzzolo

 

Puzzolo. I 3 motivi per cui abbiamo battuto la Spagna. I tre per cui oggi non credo ce la faremo con la Germania: il muro difensivo e la forza tedesca, la legge dei grandi numeri

la rosa azzurra dell'Italia agli Europie di Francia che sta facendo sognare gli italiani
la rosa azzurra dell’Italia agli Europie di Francia che sta facendo sognare gli italiani.

Io ci credevo.

Sapevo che Conte era un valore aggiunto e che, nonostante la poca qualità in rosa, le assenze e le varie perplessità, il marines azzurro avrebbe trasformato una squadra normale, in una truppa d’assalto che avrebbe buttato il cuore oltre l’ostacolo.

Credevo che avremmo potuto battere la Spagna, certo non nel modo in cui l’abbiamo fatto, prendendola a pallonate.

Credevo che avremmo fatto settanta minuti di contenimento e che avremmo potuto colpirli con una ripartenza.

Siamo stati, invece , capaci di sorprenderli, di andarli ad attaccare nel loro territorio fragile, la difesa.

Pique e Ramos sono due eccellenti difensori, ma sono abituati a giocare nei rispettivi club, a metà campo, a non essere pressati, a difendere poco e male, ecco noi siamo andati a stanarli e abbiamo trovato terreno fertile : un capolavoro del nostro allenatore-fuoriclasse, miglior tecnico , per distacco, dell’Europeo.

3 motivi dicevo per i quali ci credevo : la Spagna è  più forte di noi, ma non fortissima, gioca ora a ritmi blandi, e’ molto prevedibile, e ti può fare gol solo con le loro solite “imbucate “.

Da lontano non tirano, di testa gol non  né fanno, è una difesa attenta e concentrata come la nazional-Juve, difficilmente poteva essere sorpresa.

Secondo motivo: il loro miglior attaccante e’ Morata, che diventerà un grande, ma ancora non lo e’ , gli spagnoli corrono poco, vanno al piccolo trotto, noi abbiamo fatto 8 chilometri più di loro.

Terzo motivo: anche la legge dei grandi numeri ha il suo valore, erano 22 anni che non li battevamo, troppi, poteva succedere, e’ successo e,  con grande merito.

Certo il calendario non è stato generoso: in girone con il Belgio, numero due del ranking mondiale, ottavi con i campioni d’Europa in carica, quarti con i campioni del mondo in carica: i temibili tedeschi.

se dovessimo passare, probabilmene la semifinale con i padroni di casa francesi, una vittoria nostra sarebbe clamorosa e  stra-meritata.

I tre motivi per cui oggi non ci credo?

Sempre la legge dei grandi numeri, capovolta, difficile che arrida sempre a noi, e mai a loro, i tedeschi li battiamo sempre, siamo il loro incubo…

Il secondo, sono veramente forti, completi, veri pretendenti al titolo, coniugano bene tecnica, qualità e forza fisica, e da quel punto di vista, faremo fatica a superarli.

Hanno una rosa completa, senza infortuni, mentre noi oltre che quelli che rimpiangiamo a casa, su tutti, Marchisio e Verratti, regaleremo Candreva e De Rossi, e pure il suo sostituto Motta, scusate se è  poco.

Certo chi giocherà darà l’anima, Sturaro ci sorprenderà , ma ha disputato si è no 10 gare di campionato, e le mie perplessità sono tante, sinceramen te, se devo fare un piccolo appunto a Conte, non avrei lasciato a casa Jorginho .

Ultimo motivo, il nostro  muro difensivo, con i tedeschi, spesso crolla.

E’  successo a Berlino, in amichevole, due volte a Monaco e a Torino, Müller ci fa sempre gol, e la nostra super difesa, soffre la loro fisicità.

Conte e gli azzurri hanno fatto non tanto, di più, ad arrivare fin qui, a farci sognare, a regalarci un sogno, ma francamente, temo, che un miracolo sia molto difficile.

Ovviamente il mio è solo un pronostico, e si sa, i pronostici li azzecca solo chi non li fa.

Diciamo che la mia è solo scaramanzia e che questa sera , invece, faremo come al solito, invertiremo quello che usava dire il famoso calciatore inglese Gary Lineker: il calcio si gioca 11 contro 11 e alla fine vincono sempre i tedeschi.

A noi piacerà pensare: il calcio si gioca 11 contro 11 e alla fine vincono sempre i tedeschi… Se non incontrano l’Italia!

Vanni Puzzolo

Puzzolo, Euro 16. La lezione di Conte: in un’Italia senza fuoriclasse, è il vero fuoriclasse. Senza fenomeni, si vince da “squadra”

Antonio Conte, guida la nazionale più modesta, ma guida una "squadra"
Antonio Conte, guida la nazionale più modesta, ma è  una “squadra”

Checco Zalone, nel 2006 cantava “siamo una squadra fortissimi” e sapete come andò a finire.

Nel suo libro, Conte, parlando del Brasile, quarto ai mondiali del 2014, disse: “Quella non era una squadra, mi sembravano degli scappati di casa”.

L’altra notte, ancora una volta,  il Brasile viene clamorosamente eliminato dal Perù dalla Coppa America, eppure tutti gli allenatori vorrebbero allenare e poter scegliere fra la qualità dei giocatori della ” verde-oro”.

Dieci anni dopo Conte si ritrova a guidare una selezione azzurra modesta, una delle più povere tecnicamente mai andate ad una competizione internazionale, ulteriormente impoverita da tre defezioni, tutte a centrocampo, Marchisio, Verratti e Montolivo, eppure lui ama ripetere: siamo una “squadra”, giocheremo da “squadra” e avremo gli occhi della tigre.

Detto e fatto . Il Belgio, numero due del ranking europeo, si deve inchinare.

Il magnifico portiere Courtois evita ai fiamminghi un passivo superiore e alla fine sportivamente ammette: “Surclassati tatticamente”.

Ieri sera gli azzurri hanno dimostrato tre cose:  non sono così modesti, certo fuoriclasse non ce ne sono, ma a volte non è detto che sia un male.

2) Per tattica siamo sempre fra i primi: siamo ordinati, difendiamo bene, ripartiamo, siamo coesi e diamo l’idea di essere sempre una squadra.

3) Abbiamo cuore e grinta sufficienti, sappiamo soffrire e il gruppo è molto unito. Le scene dei panchinari ai gol e al fischio finale lo dimostrano, così si va lontano.

Facendo poi un’analisi tecnica, e dopo aver visto all’opera quasi tutte, mancano solo Austria e Portogallo che non sono certo fra le favorite , se le favoritissime sono quelle che abbiamo visto fin d’ora all’opera, ebbene,  non credo ci sia tanto da spaventarsi.

La Francia, si sa, è forte, gioca in casa, ed è una delle probabilissime finaliste, però ricordiamoci che gioca in difesa con una coppia centrale (Rami, Koscielny) che se permettete, vale molto meno dei nostri tre formidabili difensori juventini .

La Germania, l’unica, assieme agli azzurri, a vincere con due reti di scarto, ( primo tempo e allo scadere come l’Italia,) ha meritato, però pure loro hanno ballato tanto dietro e le occasioni avute dagli Ucraini sono state tante e alcune clamorose.

La Spagna ha trovato il gol solo nel finale e , a parte il solito asfissiante possesso palla, in verità, alquanto sterile, non ha impressionato, e ha dovuto faticare tantissimo per avere ragione di una Repubblica Ceca coriace, ma modesta e rinunciataria.

Mi ha impressionato la Croazia, che conosciamo bene per averla affrontata nel girone ( senza mai perdere) e non mi meraviglierei se la trovassimo per lo meno in semifinale.

Per il resto la nostra organizzazione difensiva non la cambio con nessuno, ovvio, faremo più fatica quando dovremo fare noi la partita, a noi viene più congeniale contenere, difendere e ripartire, a centrocampo manca un vero e proprio play, ma con le squadre più forti, il nostro modulo tiene e siamo in grado di controbattere con efficacia.

Sarà dura vincere l’Europeo, ci sono squadre indubbiamente più attrezzate, ma la compagine di Conte ha dimostrato di avere tutti gli attributi per fare bene, ed anche, una discreta qualità, e poi si sa, partire in seconda o terza linea, senza le pressioni del pronostico, a noi storicamente fa bene.

E un titolo europeo da troppi anni ci manca.

testo autoredatto da Vanni Puzzolo

(v.zagn.) Molto d’accordo con Vanni

 

 

Puzzolo. Nazionale, domani le scelte. Chi andrà all’Europeo e chi avrei portato: dietro Buffon toccava a Donnarumma, erede designato. Zagnoli: “Porterei i migliori, non i giovani”

Antonio Conte, ct azzurro, domani è' il giorno delle scelte definitive.
Antonio Conte, ct azzurro: oggi è  il giorno delle scelte definitive.

Stasera alle 20.45 il CT azzurro Antonio Conte, svelerà in diretta TV chi saranno i 23 azzurri che andranno agli imminenti campionati europei in Francia.

Dei 30 presenti a Coverciano, saranno sette i tagli che il CT dovrà effettuare, noi proviamo, così per gioco, ad anticipare le scelte, e anche a commentarle, dicendo chi avremmo portato e chi no.

Cominciamo dai portieri: andranno sicuramente Buffon, Sirigu e Marchetti, il giovane Meret tornerà a casa contento della sua prima esperienza.

Al di là del capitano e veterano Buffon, le due riserve non le condivido, infortunato Perin, io avrei optato per Mirante e Donnarumma.

Avrei premiato l’ottimo campionato del bolognese, e fatto fare esperienza al prossimo erede di Buffon, la vera sorpresa del campionato.

I campionati di Marchetti, anche per i tanti infortuni, e di Sirigu, praticamente ha giocato pochissimo nel Psg, non mi sembravano meritevoli di tale convocazione.

In difesa il blocco Juventus e’ granitico e sicuro, Barzagli, Bonucci, Chiellini,  dietro vedo bene Ogbonna che ha ben giocato al West Ham e ha il vantaggio di conoscere già bene i meccanismi della difesa a tre di Conte.

De Sciglio, considerato un buon jolly, dovrebbe riuscire a guadagnarsi Parigi.

Rugani va verso la bocciatura, ma non mi meraviglierei fosse mandato a casa anche Astori, e qui, io avrei chiamato il sassolese Acerbi.

Sono in mezzo al campo le scelte più difficili : certo gli infortuni di Marchisio e Verratti hanno tolto due titolari certi, inoltre Montolivo, credo non abbia recuperato e quindi molto probabilmente andrà a casa.

Motta ci sarà, a me non entusiasma, ma esperienza internazionale ne ha da vendere, credo che andranno a casa Benassi, Zappacosta e Sturaro, spero vivamente che venga portato Jorginho, l’unico vero regista (anche se Conte non gradisce il suo tiki-taka corto), Bonaventura poteva essere un buon jolly, ma il suo pessimo finale di campionato, legato ad infortunio, credo sia decisivo per non staccare il biglietto per la Francia.

Critiche poche, i giocatori sono quelli a centrocampo, non vedo altre alternative.

Attacco: considerato che Conte porterà diversi esterni, Candreva, Bernardeschi, El Shaarawy , credo che porti solo 4 attaccanti.

Pelle’ non si discute, Zaza nemmeno, Eder seppur in calando è particolarmente apprezzato dal CT perché ha trascinato l’Italia alle qualificazioni, rischia , a mio avviso Immobile, perché spero vivamente che Conte non faccia la pazzia di rinunciare ad Insigne, l’unico dotato di estro e fantasia.

Anche in questo reparto credo che solo il finale di stagione di Pavoletti potesse meritare più spazio, per il resto Conte ha chiamato i migliori e quelli che da un biennio giocano con lui.

Vanni Puzzolo

(v.zagn.) Mah, Vanni, da alcune stagioni sono meno attento al discorso nazionale, quindi il tuo giudizio è più autorevole. Accenno temi che vorrei approfondissi tu.

Meret quarto portiere è un non senso, semplicemente. Anche essere il quarto è tanta roba, anche per un 40enne.

Marchetti a me è sempre piaciuto molto, Sirigu di meno.

Ogbonna alla Juve non era andato bene.

A me piace Pirlo, anche solo per 15′ finali o per il primo tempo.

Pavoletti poteva essere il 23°, diciamo. Zaza si discute, El Shaarawy è stato così straordinario?

Vorrei che Vanni proprio preparasse l’11 alternativo, di gente che aveva il potenziale o il rendimento per esserci. Parlavo al telefono a lungo con Maietta, a 34 anni avrebbe meritato la chiamata. I giovani a me non interessano, interessano i migliori.

 

 

Puzzolo. Carpi, sogno infranto. I meriti di Castori e di Ballardini. Le colpe delle due società. Meglio la Spagna con i premi a vincere, c’è meno ipocrisia

Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini
Il ds biancorosso Romairone, a sinistra, con il patron Bonacini, evidenti le colpe della società carpigiana.

di Vanni Puzzolo

Come sarebbe finita lo si era capito la settimana prima.

Il pareggio-sonnifero strappato dal Palermo a Firenze, in concomitanza della rovinosa sconfitta casalinga subita dal Carpi per opera di una Lazio crudele, aveva orientato definitivamente la lotta salvezza, al Carpi non sarebbe bastato vincere l’ultima a Udine, al Palermo sarebbe stato sufficiente vincere la gara casalinga con il Verona per salvarsi.

Cosi è’ stato.

I media si sono sforzati di raccontare di una partita vera, giocata in Sicilia, ma così non è stato, è stata fatta tanta pantomima.

Le motivazioni hanno fatto la differenza, hanno prontamente raccontato tutti, ma più che altro la differenza l’ha fatta Gollini, giovane e  bravissimo portiere veronese, che non ha ripetuto le prestazioni precedenti, e, anzi, ha commesso due errori, in particolare quello sul gol di Maresca, che hanno indirizzato la partita.

Alla Favorita è stata fatta comunque, una piccola-grande recita, fatta bene (con le polemiche che vi erano state ovvio che non poteva essere diversamente) ma sempre recita, partita vera giocata fino ad un certo punto, ma il pareggio degli scaligeri è durato, fatalità, soli due minuti, e dopo il 3-2 messo a segno di Pisano , non si è più giocato, mancavano 6 minuti, ma entrambe le squadre hanno pensato solo a farli passare in fretta.

Cosi fan tutti, o quasi, nessuno scandalo, tutto come era previsto.

Credo sia doveroso però riconoscere i meriti del mister Ballardini, che ha avuto il coraggio di tornare, dopo essere stato trattato ignobilmente da certi giocatori ( non si era mai visto un giocatore esonerare in diretta TV un allenatore ! ) e di crederci, ricompattando lo spogliatoio, e di riuscire a tirar fuori i valori reali di un a squadra che prima sembrava l’armata brancaleone.

Pure la Società, nonostante i demeriti di Zamparini e i suoi demenziali ripetuti cambi di allenatore, ha fatto la sua parte, le relazioni con le altre società, ormai consolidate da tanti anni di serie A, hanno fatto sì che alcune partite siano state meno ostiche, in particolare, credo, che il punto di Firenze, fondamentale, quello non lo abbia conquistato Ballardini, ma la società.

A volte succede che pure le società, i rapporti personali, le amicizie, gli scambi di mercato,  e tante altre  cose, facciano punti al posto della squadra, a volte  basta anche un solo punto, perché quando si lotta per la salvezza si dice sempre di dover vincere, ma spesso alla fine, la differenza la fa un punto.

Il punto che il Carpi non è riuscito a fare con la Lazio, perché probabilmente non ha le stesse relazioni consolidate che poteva vantare il Palermo, è vero che il Carpi ha sbagliato due rigori, ma è anche vero che la Lazio è stata spietata, e spesso, certe gare, da chi non ha interesse di classifica, risultano giocate in maniera più morbida.

Castori da gennaio, con la sua squadra, ha fatto 28 punti, una media da Europa League, ma la società quanti ne ha fatti?

Bonacini e c. hanno  il grande torto di non aver creduto al suo allenatore che gli aveva sempre detto : questa squadra non va stravolta, ma migliorata, invece , imbeccati dal ds Sogliano ha prima smantellato la squadra della promozione e poi esonerato il suo condottiero.

E’ stato perso del tempo, risultato poi decisivo, perché una volta tornato Castori e, ripristinata l’ossatura della vecchia squadra , i punti sono stati fatti, ne è mancato uno, a volte, quel punto, lo fa la Società.

Moggi amava dire che in un campionato 10 punti li faceva lui, qui ne bastava uno.

Sarebbe stata una bella favola la salvezza del Carpi, e l’avrebbe pure meritata , come si sarebbe meritato Zamparini,  la retrocessione, ma, lo ha ammesso pure lui, ad un certo punto ha agito ” furbescamente” e  così ,il sogno del Carpi si è infranto e il Verona retrocede con il suo ampio ” paracadute” .

Forse sono meno ipocriti gli spagnoli: il ” maletin” ( premio a vincere che viene dato come stimolo a chi stimoli non ne ha ) e’ regolare e consentito.

Loro almeno evitano le pantomime.

(v.zagn.) Sono d’accordo quasi completamente con Vanni

 

Puzzolo. Giustizia sportiva da follia. Collegi giudicanti uno contro l’altro. Caos generale sull’esito dei campionati. E quel pasticcio del paracadute… È tutto da rifare!

Vanni Puzzolo con il tablet impegnato a scrivere. Da d.s del San Marino subì uno dei più grossi scippi di campionato accaduti nei dilettanti
Vanni Puzzolo con il tablet. Da ds del San Marino subì uno dei più grossi scippi di campionato accaduti nei dilettanti

Da uno spunto di Vittorio Galigani.
La giustizia sportiva. Un optional dalla lentezza esasperante. Dai giudizi inusitati. Inaspettati. Improvvisati.

Spesso imprevedibili.

Arrivano, di sovente, fuori tempo massimo.

Sentenze alle volte ininfluenti ed altre stravolgenti.

Quasi sempre quando i giochi sono ormai fatti.

Sia in positivo che in negativo.

Norme regolamentari insufficienti ed inadeguate. Che si prestano a mille, disparate, interpretazioni.

Tutte diverse.  Con i vari Collegi giudicanti che si smentiscono l’un l’altro.

Con una facilità che ha dell’impressionante.

Due giorni orsono la Corte di Appello Federale ha smentito il giudice di primo grado. Appunto. Riassegnando al Lanciano tre dei cinque punti che gli erano stati sottratti per inadempienze amministrative.

Inaudito. A due sole giornate dal termine del campionato di serie B.

Gli abruzzesi tornano in lizza per la salvezza.

Piombano nello sconforto la Salernitana e le altre coinvolte nella zona retrocessione che si vedono raggiunte.

Si ipotizza una decisione sul filo di lana. Non escludendo il ricorso alla classifica avulsa. Nella quale la Salernitana soccomberebbe nei confronti del Modena, del Lanciano. Avrebbe ragione solo del Latina.

L’ennesima conferma. Ove ce ne fosse stato ancora bisogno di un regolamento estremamente lacunoso,  Di una vacuità assoluta.

Norme che vanno riscritte nella loro totalità: subito.

Venerdì 13 il Collegio di Garanzia del Coni discuterà i ricorsi di Benevento e Savona.

In colpevole ritardo.

I sanniti sono già saldamente e meritatamente in serie B non  hanno bisogno che venga loro restituito quel punto inopinatamente sottrattogli per  una “leggerezza” procedurale dell’allora direttore generale, della Lega Pro, Renato Cipollini.

I liguri sono ormai retrocessi, irrimediabilmente, tra i dilettanti.

Anche vedendo riconosciuta la loro ragione mai i potrebbero trarre nessun vantaggio dall’esito positivo del loro appello, Anche  se venissero loro restituiti i punti maltolti.

Ingiustizia sarà fatta.

Qualunque sarà la decisione assunta dall’assise giudicante.

Sentenze che magari faranno anche dottrina.

Potranno essere utili, agli avvocati di parti interessate, in future controversie.

Non dovrebbe essere così, in ogni caso, che funziona.

Prima ancora delle riforme sui campionati tra nto sbandierate dai vertici federali, sarebbe opportuno rivedere i regolamenti che attengono alla giustizia sportiva, l procedure, i termini.

Per il deposito degli atti e la pubblicazione delle motivazioni, per  abbreviare le procedure. senza che debba passare un anno, in alcuni casi di più, per arrivare all’ultimo grado di giudizio, per dare a tutti la possibilità di ricorrere, per avere una giustizia giusta.

Per molti versi sconvolgente il caso che vede coinvolta la Leonfortese. Squadra siciliana che partecipa al girone I della serie D. Penalizzata con un zero tre, a tavolino, risalente alla prima giornata di campionato.

La Santarcangiolese, penalizzata di 6 punti per responsabilità oggettiva, non ha potuto espletare l’iter del ricorso completo perché non sono state pubblicate in tempo le motivazioni, pertanto il ricorso alla COrte di Giustizia Federale sarebbe avvenuto già dopo la disputa del play-out, fortunatamente è con merito, sono riusciti a salvarsi sul campo al termine della stagione regolare.

Nei dilettanti poi succede anche di peggio.

Tanti anni fa il S.Marino, dove io ero il d.s vinse il campionato di interregionale, festeggio’ la

rimozione in c/2 ma un mese dopo la Caf accolse il ricorso di ultima istanza del Riccione e promosse i riccio sei al posto del S.Marino.

In Sicilia viene segnalato un caso analogo, che coinvolge la Leonfortese, penalizzata alla prima giornata di campionato per un 0-3 è trascorso l’intera stagione sportiva , il ricorso sarà discusso il prossimo 24 maggio a campionati conclusi.

 

Gli organi della giustizia sportiva sono capaci di cose, di fantozziana memoria, ritenute impossibili ai comuni mortali.

Del caso Verona- paracadute, ho già parlato, ma ci ritorno brevemente, perché questo è veramente uno scandalo enorme.

La norma del “paracadute”  turba la regolarità del campionato.

Un appannaggio milionario stabilito da regole assurde.

Scritte da una mano…infelice evidentemente  all’oscuro delle mille sfaccettature che si intrecciano all’interno del sistema calcio.

La classifica della serie A ad una giornata dal termine della stagione regolare vede  il Palermo ed il Carpi giocarsi la salvezza.

Distanziate di un solo punto.

Gli emiliani sono impegnati a Udineper r credere nella permanenza nella massima categoria dovrebbero vincere contro i bianconeri friulani e sperare che a Palermo il Verona, già retrocesso in serie B, porti via quantomeno un pareggio.

La lotta per evitare l’ultima retrocessione in serie B si è però tinta di giallo.

Colpa di polemiche, sospetti e paradossi.

Generati da un regolamento cervellotico.

Un macroscopico “bug” nei parametri del paracadute, incentiva il Verona a perdere la partita.

Meglio ancora: glielo impone.

Confermando la classifica attualecon la retrocessione di Carpi, Frosinone e Verona, gli scaligeri incasserebbero 25 milioni previsti dalla tranche iniziale più 15 milioni restanti, sui sessanta complessivi, in caso di mancata promozione nella stagione successiva.

Nel sistema elaborato dalla Lega di Serie A si è creato un vero “difetto di programmazione”.

La mano che ha generato il software non ha previsto una evenienza terminale.

Chi si salva e chi retrocede può anche essere deciso soltanto all’ultima giornata, e questo capita spesso, peccato che nessuno lo abbia previsto.

Viene premiato, in bella sostanza, il risultato peggiore.

Sembra un assurdo, ma è vero.

Il Verona scenderà certamente in campo per onor di firma, no n avrà nessun interesse a giocarsi la partita per far retrocedere i rosanero, rischierebbe   di gettare alle ortiche un “tesoretto” di ben quindici milioni di euro.

Più illecito di quello non c’è, legalizzato  e protetto dal paradosso dei regolamenti, altro che il ” maletin ” spagnolo.

Inconcepibile quanto si sta verificando.

La regolarità dei campionati messa a repentaglio dalla dimostrata incapacità di alcuni addetti anche  rappresentanti del “palazzo”.

Dilettanti prestati al calcio.

Il sintomo evidente che è proprio tutto da rifare! Lo impone la realtà.

testo autoredatto da Vanni Puzzolo

Puzzolo. La furbata di Zamparini, lo sfogo di Bonacini: tutto finito? Io dico probabile, ma ci sono almeno tre buoni motivi per pensarla diversamente. La lezione di Stirpe. Rigore ed espulsione contro la Juve, quando non conta è più facile…

Stefano Bonacini, patron del Carpi, polemico con Zamparini
Stefano Bonacini, patron del Carpi, polemico con Zamparini

Intervenendo stamane a “Radio anch’io lo sport” il presidente Zamparini risponde alle domande di chi lo rimprovera di aver fatto polemiche gratuite e inopportune: “Beh, io ho 35 anni di esperienza e l’ho fatto un po’ furbescamente per alzare il livello di guardia ” .

Ovviamente gli interlocutori hanno glissato e nessuno ha avuto il coraggio di dirgli quello che meritava.

Ma si sa, così vanno le trasmissioni e Zamparini e’ sempre prodigo di titoli per i media, quindi meglio tenerselo buono.

Alla  stessa trasmissione poi sono intervenuti, credo per par (e anche pax) condicio, il patron del Carpi Bonacini e il presidente del Frosinone Stirpe.

Quest’ultimo si è dimostrato pacato e maturo come il suo pubblico, che ieri ha dato prova di grande sportività, applaudendo la squadra seppur retrocessa e incitando e ringraziando Stirpe con uno striscione significativo: “Grazie presidente, riproviamoci”.

Stirpe ha parlato di risorse, ha spiegato che se non avesse investito in strutture forse avrebbe potuto fare una squadra migliore: “Ma le strutture vengono prima e ora il Frosinone le avrà in un futuro molto prossimo e grazie a queste potrà riprovarci davvero”.

Stirpe parla della suddivisione iniqua della torta dei proventi tv, del paracadute per le retrocesse, secondo lui inadeguato, ma non ha trovato alcun seguito, a nessuno dei suoi interlocutori interessava  fare la guerra alle grandi.

Il presidente del Frosinone ha confermato di aver querelato Zamparini per le frasi di dubbio gusto che avevano messo in discussione la loro vittoria di Verona.

Bonacini ha spiegato, come ieri Castori, che il loro calcio è stato fatto in lealtà con tutti, che nessuno ha regalato nulla e che le allusioni di Zamparini fatte in occasione della partita vinta con l’Empoli lui non si era permesso di farle in occasione della partita vinta dal Palermo con la Sampdoria. “Juve e Lazio hanno giocato, come è giusto che sia,  al meglio e pur non avendo obiettivi precisi, nulla hanno regalato”.

Mister Gaudì auspica che anche il prossimo turno sia regolare e che il Verona vada a giocare a Palermo cercando di fare fino in fondo il proprio dovere.

Ora si sa che alla fine le “motivazioni” sono diverse e spesso abbiamo visto come chi deve vincere di solito vince, e le squadre senza stimoli fare solo passeggiate e impiegare seconde linee.

Castori ha detto che i biancorossi sono ingenui, ma non scemi, facendo capire che tutto è già deciso, ma io dico che potrebbe non essere così.

Certo Toni, ad esempio, non si capisce perché deve dare l’addio al calcio alla penultima partita e non all’ultima. Perché non darlo a Palermo davanti al suo ex pubblico?

Certo pensare che non abbia voluto trovarsi in una situazione scomoda e che si fosse tirato fuori pure lui “furbescamente” non credo sarebbe peccato mortale.

Potrebbe pure essere, però, che si possano ritorcere contro Zamparini le parole dette contro la squadra del Verona, in occasione della partita persa con il Frosinone.

Quel “i giocatori del Verona si sono spostati”, detto con malizia e poco “furbescamente”, potrebbe non essere stato ben digerito dai giocatori scaligeri che magari hanno voglia proprio a Palermo di dimostrare tutta la loro professionalità. E il Verona, ultimamente, ha dimostrato di essere in palla, anche senza Toni.

Delneri  a Palermo subì un esonero rapidissimo e non avrà certo dimenticato, il presidente veronese Setti prese molto male le allusioni di Zamparini, inoltre sono risaputi i suoi eccellenti rapporti di lavoro con Bonacini. Pertanto io consiglio agli uomini di Fabrizio Castori di concentrarsi bene sulla gara di Udine e possibilmente di vincerla. Poi  nel calcio, in questo calcio ultimamente più vero, tutto può accadere.

Pillole sulla Juve: non ripeterò che ha vinto con merito e in maniera limpida, è assodato.

Vedere però l’arbitro Maresca che ieri sera non ha esitato a fischiare un rigore contro ed ammonire Alex Sandro (senza dimenticarsi di farlo come Rizzoli), per un fallo veniale e poi espellerlo per un seconda ammonizione, pure questa veniale, mi ha fatto pensare un po’…

Come dire, facile ora che non conta, ci mancava pure che Bonucci non protestasse e sarebbe stata la serata giusta per dimostrare che il Bonucci che protesta sempre eè solo una leggenda metropolitana, ma in questo il difensore azzurro non è proprio riuscito. Sarebbe come chiedere al Papa di non pregare…

Vanni Puzzolo