Archivi tag: venezia

Parma-Venezia 1-2. Doppietta lagunare nella coda. Da Iamcalcio.it, Biagio Bianculli: Moreo e Domizzi rimontano

Maurizio Domizzi era il capitano dell’Udinese, doveva smettere, guida la difesa del Venezia, in lega Pro

PARMA 1

VENEZIA 2

PARMA (4-4-2): Zommers; Coly, Canini, Lucarelli, Nunzella; Nocciolini (7′ st Messina), Corapi, Giorgino (23′ st Miglietta), Scavone; Calaiò, Evacuo (40′ st Guazzo). A disp.: Coric, Fall, Benassi, Ricci, Saporetti, Corapi, Miglietta, Simonetti, Guazzo, Evacuo, Melandri. Allenatore: Apolloni.

VENEZIA (3-5-2): Facchin; Malomo (1′ st Marsura), Modolo, Domizzi; Fabris, Acquadro (33′ st Tortori), Pederzoli, Bentivoglio, Farofalo; Ferrari (18′ st Geijo), Moreo. A disp.: Sambo, Luciani, Galli, Soligo, Pellicanò, Edera, Vicario, Baldanzeddu, Cernuto. Allenatore: Inzaghi.

ARBITRO: Piscopo di Imperia (Affatato – Scatragli).

RETI: 2′ pt Evacuo (rig.), 43′ st Moreo, 45′ st Domizzi.

NOTE: Ammoniti: Canini e Lucarelli (P); Pederoli (V). Spettatori: 10537 di cui 9069 abbonati e 35 ospiti. Incasso: 62803,96 euro di cui rateo abbonati 42768, 96 euro. Recupero: pt 1′; st 4′.

PARMA – Clamoroso successo del Venezia dal Tardini. Negli ultimi due minuti regolamentari la formazione di Inzaghi in maniera rocambolesca capovolge il punteggio. Moreo e Domizzi guidano la rimonta dopo aver subito il gol a freddo dopo 120′ su rigore trasformato da Evacuo. Inaspettata davvero la vittoria lagunare dopo un primo tempo dominato dai crociati.

Difatti dopo il vantaggio, gli emiliani avevano sfiorato il raddoppio con Calaiò in rovesciata al 9′, Nocciolini al 13′ (respnta di Facchin) e Corapi al 39′ che colpisce la traversa. Nel secondo tempo pochi gli spunti per gli appunti e così si arriva nel finale. A due minuti dal 90′ è Moreo di testa a battere Zommers su cross dalla sinistra di Marsura. Nell’ultimo minuto regolamentare è Domizzi a inzuccare sugli sviluppi di calcio d’angolo e il Venezia si porta a quota 8 in classifica.

Biagio Bianculli

Il Gazzettino, Lega Pro. Il girone A è un affare tra Livorno e Cremonese. Il gruppo B ha Parma e Venezia favorite. I ducali partono a Modena, i lagunari contro il Forlì. La novità del boxing day, si gioca a Santo Stefano e il 30 dicembre

Vanni Zagnoli
In Lega Pro c’è un girone di ferro, il gruppo B, con il nordest abbinato alle squadre emiliane più forti, ovvero Parma, Reggiana e Modena.

Se il girone A vede favorite Livorno e Cremonese, per l’unico posto da serie B diretta, l’altro raggruppamento settentrionale propone lo scontro fra le matricole di tradizione, Venezia e Parma, con un budget di rilievo. “Il nostro è di 7 milioni – conferma il ds Giorgio Perinetti -, in sintonia con il costo delle squadre promosse nelle ultime stagioni. Potrebbe capitare di sforare, ma il presidente Tacopina mi perdonerebbe”. “Siamo inseriti come in una serie B2 – sottolinea mister Filippo Inzaghi -, con il Parma favorito. Vogliamo fare bella figura. E anche il Padova è attrezzato”. Con Oscar Brevi in panchina. Il Pordenone riparte dalla semifinale playoff, sempre con Tedino. Anche a Bassano si rincorre sempre una storica serie B, ora con Luca D’Angelo.

Il varo dei calendari è stato a Parma, al teatro Regio. Si comincia il 28 di agosto, l’ultima giornata è il 7 maggio, prima della maratona dei playoff, che si concluderà l’11 giugno, con finale in campo neutro.
Novità stagionale è il boxing day, in stile britannico, si giocherà dunque lunedì 26 dicembre e venerdì 30, poi la Lega Pro riprenderà il 22 gennaio. I turni infrasettimanali sono 3, di martedì e mercoledì, il 13 e 14 settembre, il 6 e il 7 dicembre e il 4-5 aprile; i playout saranno il 21 e il 28 maggio. La programmazione sarà di 3 mesi in tre mesi, con un girone che giocherà il primo trimestre di sabato, gli altri due di domenica, poi il cambio. Le fasce orarie sono 4: alle 14,30, 16,30, 18,30 e 20,30, in più la domenica è prevista una gara a mezzogiorno.

La 1^ giornata del girone B: Albinoleffe-Maceratese, Ancona-Mantova, Bassano-Reggiana, Lumezzane-Teramo, Modena-Parma,
Pordenone-Gubbio, Sambenedettese-Padova, Santarcangelo-Feralpisalò, Sudtirol-Fano, Venezia-Forlì.

A cura di Francesco Delendati

Venezia, il ds Perinetti a Zagnoli, su TvParma: “Il budget per la nostra Lega Pro è di 7 milioni, in linea con chi vinse la categoria. Magari però lo dimenticherò e il presidente Tacopina mi perdonerà”

(Vanni Zagnoli) Giorgio Perinetti (in copertina), ds del Venezia, a mia domanda, su TvParma: “Il nostra budget è di 7 milioni, in linea con chi ha vinto la lega pro nella storia recente. Io però sono vecchio, ogni tanto lo dimentico e vado oltre, così magari il presidente Tacopina non è contento”.

Rara una confessione pubblica del genere, ancorchè su media di piazza diversa dalla propria.

A cura di Francesco Delendati

Basket. Il preolimpico non è per Della Valle nè per Polonara, due talenti fra i più scintillanti dell’ultimo biennio. Dunque l’Italia ha un surplus di eccellenti giocatori. Tonut ha strappato l’ultimo biglietto, meritato, con Venezia, e Abass (Cantù) viaggia sulle orme di Myers?

Ripartono dal basso. Filippo Inzaghi al Venezia, Fabio Cannavaro in Cina, con il Tianjiin Quanjian, squadra di serie B.

Alganews, basket. Venezia domina gara-3 con Milano, siamo 2-1 e domani sera può allungare. Pargo e Green brillano

Pargo è il super rinforzo di Venezia per i playoff
Pargo è il super rinforzo di Venezia per i playoff

(v.zagn.) Milano rischia veramente di uscire in semifinale. Ha perso a Venezia gara-3 per 73-62, con 17 punti dell’ultimo arrivato Pargo e 14 di Mike Green. Alla fine del terzo quarto, i veneti erano avanti per 65-44, l’Armani Jeans è solo McLean, ha troppi giocatori in ombra.

In copertina, Walter De Raffaele, ex vice di Recalcati, subentrato

Alganews, basket. Milano pareggia con Venezia: 78-65, con 17 punti di Simon

Simon è uno dei trascinatori di Milano
Simon è uno dei trascinatori di Milano

di Vanni Zagnoli

L’Armani jeans pareggia la serie di semifinale con Venezia. Dopo la scivolata a sorpresa in gara1, domina la partita con gli orogranata, grazie a 17 punti di Simon, agli 11 di Mcvan e Batista.

Per l’Umana 13 di Bramos, 11 di Pargo e 10 di Tonut. Lunedì sera gara-3 a Venezia.

Il Gazzettino, serie D. Il Venezia si fa raggiungere sul 3-3 a Seren del Grappa ma sale con due giornate d’anticipo. Tacopina è a Manhattan, aveva esonerato Favaretto per Favarin. Dopo Zamparini e i 3 campionati in serie A, due fallimenti.

Joe Tacopina è alla 3^ esperienza calcistica in Italia
Joe Tacopina è alla 3^ esperienza calcistica in Italia

Arriva la Lega Pro del Venezia, con due giornate di anticipo, il presidente Joe Tacopina può esultare. L’americano entrò nel calcio da vicepresidente della Roma, poi la presidenza al Bologna, sino alla buonuscita ricevuta da Saputo, nei giorni della promozione in A. In serie D è più facile e il traguardo arriva agevolmente, com’è successo anche al Parma. Il 3-3 sul campo dell’Union Ripa porta il punto necessario per brindare, a Seren del Grappa.

I bellunesi raggiungono il pari a 2’ dalla fine, mettendo pepe sul recupero, ma non ci sono altri rischi. La promozione è meritata dalla squadra di Favarin, subentrato a Favaretto. Nel ’99, l Venezia si salvò in A con Novellino, risalì con Prandelli ma retrocedette, con il presidente Zamparini: nel 2005 la retrocessione in C1 e il fallimento, 7 anni fa il nuovo crack e la ripartenza dalla D, con il russo Korablin. Nel tempo si punterà alla B.

Vanni Zagnoli

In vetrina, Spalletti, passato dall’esonero e richiamo e ancora esonero a Venezia ai trofei della carriera. Qui una coppa Italia con la Roma

Ilmessaggero.it, il Venezia risale in Lega Pro, con Joe Tacopina presidente. Era stato vice alla Roma e un anno al vertice del Bologna, finchè venne cacciato da Saputo. La storia arancioneroverde, Zamparini licenziò Prandelli nonostante la promozione, esonerò e richiamò Spalletti e, nel ’95, Ventura

Cesare Prandelli, a sinistra, con Vanni Zagnoli. Negli studi di TvParma
Cesare Prandelli, a sinistra, con Vanni Zagnoli. Nel 2001 riportò il Venezia in A, poi venne esonerato da Zamparini

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/il_venezia_torna_in_lega_erinro_con_tacopina_ex_presidente_del_bologna_e_vice_alla_roma_fu_allenato_da_ventura_prandelli_e_spalletti_esonerati_da_zamparini-1692383.html

di Vanni Zagnoli

Il presidente prezzemolino ha festeggiato dagli Usa, ma tornerà per la celebrazione della Lega Pro. Mister ovunque è Joe Tacopina, quell’americano dai capelli brillantinati che era entrato alla Roma con Thomas Dibenedetto, nel 2011.

Era uscito per la presidenza del Bologna, la proprietà però era di Joey Saputo, il canadese di Montelepre (Palermo), con moglie calabrese, di Cervicati, e mamma trevigiana. Joe e Joey sono andati d’accordo quasi mai, anzi non si capisce perchè Saputo (fra i 300 uomini più ricchi al mondo) si sia appoggiato a quell’avvocato onnipresente, nel calcio, per prendersi il Bologna. Non ne aveva bisogno, bastava che ascoltasse solo il genovese Salvatore Primicerio, che l’ex presidente della Roma Franco Sensi portò al Nizza come dg. Primo Salvi era stato firma di Tuttosport dalla Liguria, è l’uomo del presidente Saputo, a Casteldebole si vede quasi settimanalmente, molto fa da Genova, mentre Tacopina da Manhattan maneggia il Venezia, risalito almeno in Lega Pro, con due giornate di anticipo.

Joe si era lasciato male, con Joey, costretto a una buonuscita di due milioni di euro per non averlo più di traverso, nelle scelte. La sera della promozione in A del Bologna, nello scorso giugno, Tacopina gongolava in tribuna al Renato Dall’Ara, mentre Saputo era più defilato, forse neanche allo stadio. Lì Tacopina decise di prendersi i lagunari, per riportarli tra i professionisti. Sale solo la prima, dalla serie D, e la missione è stata comunque agevole.

Il 3-3 sul campo dell’Union Ripa porta il punto necessario per brindare, a Seren del Grappa, nomi fiabeschi. I bellunesi raggiungono il pari a 2’ dalla fine, mettendo pepe sul recupero, ma non ci sono altri rischi per gli arancioneroverdi.

Abbiamo controllato, i colori sociali non sono cambiati, nonostante due fallimenti. La promozione è meritata, in panchina c’è di Favarin, subentrato all’assonante Favaretto. Nel ’99, il Venezia si salvò in A con una delle migliori stagioni di Novellino, grazie al sinistro uruguagio di Alvaro Recoba, che azionava anche la testa di Maniero. Novellino passò al Napoli, per riportarlo in serie A, e gli subentrò Luciano Spalletti, esonerato per Giuseppe Materazzi. Lucio tornò, ma il presidente Zamparini lo licenziò di nuovo, per affidarsi a Franco Oddo, padre di Massimo, 40enne rampante sulla panchina del Pescara. Mister Emmezeta, dunque (dal nome dei supermercati friulani), era già un mangiallenatori a inizio millennio. La retrocessione venne assorbita con l’ingaggio di Prandelli, che riportò gli arancioneroverdi nell’empireo calcistico. Promozione affatto scontata per una società che solo nel ’64 aveva vissuto analoga puntata in A. Un mese e mezzo e via anche lo spettacolare Cesare Prandelli, per il pragmatismo di Beppe Iachini, ex vice di Novellino, ma all’epoca appena 38enne e anche sprovvisto di patentino. Fece da prestanome Alfredo Magni, nella seconda metà degli anni ’70 più volte vicino a una serie A impossibile con il Monza. Il binomio non evitò la serie B, nel 2005 diventata C1.

Intanto la proprietà era passata a Franco Dal Cin, il friulano inventore di tanto, nel calcio italiano, che vendette il Venezia a Luigi Gallo, il quale accompagnò la società al fallimento.

Sette anni fa il nuovo crack (proprietario era Arrigo Poletti) e la ripartenza dalla serie D, con il russo Korablin, in lotta per i playoff in C1. Un anno fa l’Fbc Unione Venezia non si iscrisse al campionato di C1, rinacque come Venezia football club società sportiva dilettantistica, dapprima con l’americano James A. Daniels alla presidenza, presto andata a Taco.

Nel tempo si punterà alla serie B, in una piazza che nel ’94-’95 vide in panchina anche Ventura, pure esonerato e richiamato da Zamparini. Lo stadio Penzo è in laguna, per la Lega Pro è sufficiente, ma Zampa e poi Dal Cin volevano costruire un nuovo impianto a Tessera.

In rosa gli unici noti sono il centrocampista Evans Soligo, 37enne già bandiera della Salernitana, e il centravanti Matteo Serafini, 38enne che nel 2006-07 realizzò una tripletta a Buffon, in serie B, con il Brescia. La garanzia è il ds, Giorgio Perinetti, romano per due volte alla Roma. Ecco, si capisce di chi sono i meriti di questa promozione, Perinetti (in copertina) è fra i migliori dirigenti italiani, Joseph Tacopina mette un paio di milioni di euro e la passione. Da un quartiere di New York.

 

Il Gazzettino, Venezia. Coach De Raffaele: “La differenza è stata nei tiri liberi concessi, 18 in più per Reggio. Nel primo tempo ha avuto solo Aradori. Quel rimbalzo di Veremeenko…”

Walter De Raffaele ha sostituito in panchina Charlie Recalcati
Walter De Raffaele ha sostituito in panchina Charlie Recalcati. Qui era un anno fa, vice

Vanni Zagnoli
Reggio Emilia
Walter De Raffaele è arrivato a tanto così dall’impresa della stagione, visto che la Grissin Bon al PalaBigi è ancora imbattuta, in campionato.
“Non abbiamo avuto la capacità di portarla a casa – racconta -, ma ho poco da rimproverare ai giocatori, se non qualche episodio nel supplementare. Le risposte sono positive, abbiamo margini di miglioramento, giochiamo con compattezza e solidità mentale. E ogni volta che Reggio è rientrata, siamo stati bravi a non farla scappare, in un punto a punto continuo. Torniamo con l’amarezza della sconfitta, comunque siamo stati all’altezza”.
Che cosa ha deciso?
“Un tiro dentro e fuori, siamo morti con la palla in mano alla fine dell’overtime. E poi quel rimbalzo di Veremeenko. Tutti episodi, che poteva essere risolutivi da una parte o dall’altra”.
Si aspettava questo Aradori, da ex?
“Sulle qualità di Pietro non avevamo dubbi. Reggio ha vissuto per due quarti sui suoi 19 punti, offrendo poche altre cose, in attacco, e poi ha chiuso con 25. E’ un giocatore da striscia, di cui abbiamo tutti enorme rispetto, anche sul piano umano”.
I due falli iniziali di Owens hanno inciso?
“Ogni volta che è entrato, poi usciva anche. In campo ci dà un atletismo non da poco. Succede di incappare nelle fallosità, dev’essere più avveduto e amministrarsi meglio”.
Aradori e Kaukenas assommano 49 punti, contro i 47 di Goss e Green. La differenza è tutta lì?
“Anche nei tiri liberi concessi, 32 contro i nostri 14 tirati. Abbiamo la nostra conformazione di squadra, tendiamo sempre ad aprire il campo, con uomini che preferiscono tirare da 3 e non a penetrare. A un certo punto era diventata la partita dei sette nani, con Polonara come pivot…”.
Cos’è cambiato, con la sua gestione?
“La matrice difensiva c’è sempre stata, ora c’è la possibilità di lavorare una settimana intera, senza le coppe. I giocatori prima giocavano senza allenarsi, come sempre c’è una presa di responsabilità maggiore, con il cambio di guida tecnica. Abbiamo alzato il numero dei possessi, cercando di mantenere un equilibrio: segnamo tanto, subiamo altrettanto, ma sono le nostre caratteristiche”.