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Il Giornale, volley. Brillano i vecchi Papi (43 anni, matchpoint per Piacenza) e Fei, 38 anni e 17 punti, con Latina. Modena e Verona perdono la testa, a punteggio pieno resistono Civitanova e Perugia. Molfetta vince il derby del sud, Monza quello meneghino

L’esultanza di Kovacevic

Nella pallavolo, non sono più a punteggio pieno Modena e Verona (Kovacevic 27 punti), portate al tiebreak da Ravenna e Piacenza. Per gli emiliani il matchpoint è del 43enne Papi, ma è infortunato il 40enne Zlatanov. A Latina non basta il 37enne Fei per fermare l’ex Blengini (Sokolov 23). Trento resta in testa (Lanza 20); Molfetta (Sabbi 36) si aggiudica il derby del sud.

3^ giornata: Latina-Civitanova 1-3, Monza-Milano 3-0, Ravenna-Modena 2-3, Piacenza-Verona 3-2, Sora-Perugia 0-3, Vibo Valentia-Molfetta 1-3; Padova-Trentino 2-3. Classifica: Civitanova e Perugia 9; Trentino e Modena 8; Verona 7; Monza 6; Padova 4; Milano, Ravenna e Molfetta 3; Piacenza 2; Latina 1; Vibo e Sora 0.
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A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, la serie B. Il Verona non ha rivali, vincerà il campionato. Il Cittadella è alla 3^ sconfitta in 4 gare, andrà ai playoff? Raicevic non segnava da 6 mesi, fa vincere il Vicenza a Pisa. La doppietta di Ceravolo illude il Benevento

Vanni Zagnoli

Il Verona è destinato a vincere il campionato di serie B, esattamente come la Juve non ha rivali per il 6° titolo di fila. Ad Ascoli fa poker complice l’espulsione di Addae all’intervallo, grazie anche alla quarta doppietta di fila di Pazzini (in copertina), capocannoniere predestinato, a 32 anni. Il Cittadella incappa nel 3° rovescio in 4 gare, ha ragione Venturato: “Pensiamo alla salvezza”. A Perugia risolve la doppietta dell’ex Di Carmine, per Bucchi è il 4° successo consecutivo.

Il Carpi torna allo stadio Cabassi, un anno e mezzo dopo la storica promozione, è terzo grazie alla doppietta di Totò Di Gaudio. L’Entella vale il secondo posto, in prospettiva, rimonta il Benevento da 0-2 (doppietta di Ceravolo) a 3-2 anche grazie al solito Caputo. Il Vicenza passa a Pisa con Raicevic, il montenegrino era uomo mercato, a digiuno da 6 mesi: per Bisoli sono i primi tre punti, accompagnati dal gol del figlio Dimitri per il Brescia, nel pari con la Salernitana. L’Avellino si rilancia con capitan D’Angelo, lo Spezia delude.

Classifica: Verona 20, Cittadella 18; Carpi 16, Entella e Perugia 15, Benevento (-1) 14, Spezia 13, Brescia, Spal e Pisa 12; Frosinone 11, Bari e Salernitana 10, Pro Vercelli, Cesena, Avellino e Vicenza 9; Novara e Latina 8; Ternana e Ascoli 7, Trapani 5.

A cura di Francesco Delendati

Il Messaggero, la serie b. Cittadella primo dopo un quinto del campionato. Il Verona non sorpassa, pareggia con il Brescia. Il Benevento perde il derby a Salerno davanti a 14500 spettatori. Prima sconfitta anche per lo Spezia, nei festeggiamenti per i 110 anni. Arini espugna Pisa, i nerazzurri non perdevano in casa da aprile 2015

Il gol di Lasagna beffa lo Spezia

Un quinto del campionato di serie B e il Cittadella è in testa, nonostante i 3 gol subiti nella seconda gara interna di fila. E’ successo sabato, 0-1 con il Frosinone, e il Verona non ne approfitta, perchè si fa recuperare dal Brescia sul 2-2. Pazzini è capocannoniere con 8 reti, fa doppietta grazie anche al rigore procurato, rimontando il vantaggio del 35enne Caracciolo e l’1-2 di Torregrossa. Il Benevento è terzo pur perdendo il derby di Salerno (2-1), davanti a 14500 spettatori: segnano Della Rocca e Luiz Felipe, 19enne in prestito dalla Lazio, il migliore; Lucioni evita il tris di Coda e realizza a 3’ dal termine.

Lo Spezia festeggia i 110 anni, al Picco domina un tempo ma poi si arrende al gol di Lasagna (in copertina): con questo 0-1 il Carpi è quarto e fa cadere l’unica imbattuta. All’Arena Garibaldi, il Pisa ha il supporto dei 400 abbonati, si arrende nel finale (0-1) al subentrato Arini: in casa non perdeva dall’aprile 2015, in Lega Pro, sempre con la Spal. Terzo successo in sequenza per il Perugia, il centrale Monaco e la doppietta di Samuel Di Carmine stendono l’Avellino (3-0), mantenendo Rolando Bianchi in panchina. Il Bari domina l’Entella, salvata dal portiere Iacobucci: al vantaggio di Brienza replica Iacoponi (1-1). Stellone insiste nell’alternanza dei portieri, Micai torna al posto di Ichazo, comunque i pugliesi valgono le prime. Defendi e Avenatti colgono due traverse per la Ternana, risolve Legati per la Pro Vercelli (1-0). Il Cesena costruisce moltissimo a Vicenza (traversa di Laribi), eppure Bisoli debutta sulla panchina veneta conservando lo 0-0. Il Latina coglie il primo successo, 2-0 con rigore procurato da Paponi (che causerà anche l’espulsione del portiere Guerrieri) e Acosty. Il Trapani è ultimo e da solo, dopo il terzo posto di maggio.

Vanni Zagnoli

Classifica: Cittadella 18, Verona 17; Benevento (-1) 14, Carpi e Spezia 13, Entella, Perugia e Pisa 12, Brescia, Spal e Frosinone 11; Bari 10, Pro Vercelli e Salernitana 9, Cesena, Latina e Novara 8; Ascoli e Ternana 7; Avellino e Vicenza 6, Trapani 5.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, serie B. Il Cittadella perde ma resta primo. Il Verona pareggia contro il Brescia. Bisoli guadagna un punto all’esordio. Prime sconfitte per Spezia e Benevento. Colpo della Spal. Terzo successo consecutivo per il Perugia

Signorelli (Spezia) contrasta Catellani (Carpi): i biancorossi emiliani vinceranno

Vanni Zagnoli
E’ trascorso un quinto del campionato di serie B e il Cittadella resiste in testa, nonostante la seconda sconfitta interna di fila, con tre gol subiti. Il Verona è destinato a superarlo, ieri però non è andato oltre il 2-2 casalingo con il Brescia, avanti a metà primo tempo con la punizione di Caracciolo. L’Hellas aveva avvicinato il vantaggio con il palo di Romulo, con una volata degna della prima stagione in A con Mandorlini, quando sfiorò il mondiale, con Prandelli ct. All’intervallo Pecchia inserisce Ganz e Juanito Gomez, gli attaccanti diventano 4 e Fossati al 7’ serve Pazzini, per l’1-1. Caracciolo propizia anche l’1-2 di Torregrossa, ma il centravanti si conferma capocannoniere, procurando il rigore (fallo di Bubnjic) e realizzando il 2-2.

Il duro Bisoli esordisce sulla panchina del Vicenza strappando lo 0-0 al Cesena, largamente superiore. Rodriguez di testa e Laribi (traversa) avvicinano il gol prima dell’intervallo, poi Ciano, due volte Vitale e ancora Rodriguez. Signori, invece, sbaglia una delle rare occasioni biancorosse. Infine Benussi devia il colpo di testa del centravanti iberico. Che grazia i… berici.

La Salernitana ridimensiona il Benevento, con Della Rocca e Luiz Felipe (il migliore) si aggiudica il derby e Lucioni evita il tris di Coda. Il Carpi è quarto con la consueta strategia di Castori, nel primo tempo Colombi effettua 5 parate ma c’era forse un rigore su Lollo. Alla ripresa, Lasagna rovina la festa per i 110 anni dello Spezia, che era l’unica squadra imbattuta. Il Pisa ha il supporto dei 400 abbonati, all’Arena Garibaldi, la Spal meritava un rigore per fallo di Lisuzzo su Mora, passa in extremis con Arini: i toscani non perdevano in casa da un anno e mezzo, sempre con la squadra di Ferrara, ma in Lega Pro.
Terzo successo in sequenza per il Perugia, il centrale Monaco e la doppietta di Samuel Di Carmine stendono l’Avellino. Il gioco di Bucchi è convincente, Rolando Bianchi resta in panchina.

Il Bari domina l’Entella, salvata dal portiere Iacobucci, al vantaggio di Brienza replica Iacoponi. Mister Stellone insiste nell’alternanza dei portieri, Micai torna fra i pali al posto di Ichazo, comunque i pugliesi valgono le prime posizioni. Defendi e Avenatti colgono due traverse per la Ternana, risolve Legati per la Pro Vercelli. Il penalty ottenuto da Paponi e trasformato da Boakye e il raddoppio di Acosty tengono il Trapani all’ultimo posto. Per il Latina è il primo successo e Paponi provoca anche l’espulsione del portiere Guerrieri, dall’86’ fra i pali va il difensore Fazio.

A cura di Francesco Delendati

Ilmessaggero.it, la serie b. Il Brescia pareggia a Verona, lo Spezia perde la prima contro il Carpi. La Spal vince a Pisa, i toscani non perdevano in casa da un anno e mezzo. Il Trapani è solo all’ultimo posto. Bisoli esordisce a Vicenza con un punto faticosissimo. Alla Salernitana il derby campano

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/serie_b_cittadella_in_testa_verona_fermato_brescia_perugia_terza_vittoria_latina_trapani-2015541.html

Andrea Caracciolo impegna la difesa del Verona, qui è contro l’altro Caracciolo, Antonio. Porta in vantaggio il Brescia su punizione, in questa azione propizia l’1-2

di Vanni Zagnoli
Il Cittadella resiste solo in testa, dal momento che il Verona non riesce ad aggiudicarsi il derby con il Brescia. Il Carpi vince a La Spezia dopo un primo tempo di grande sofferenza e sale al 4° posto, facendo cadere l’imbattibilità dei liguri. Prima caduta anche per il Benevento.  Il Pisa perde in casa dopo un anno e mezzo, come allora è la Spal a farlo capitolare. Terzo successo in sequenza per il Perugia. Trapani ultimo da solo.

Verona-Brescia 2-2: 22’ pt Caracciolo (B), st 7’ e 28’ rig Pazzini (V), 10’ Torregrossa (B).
Cresce la squadra di Brocchi, puntando sulla corsa imbriglia l’organizzazione e la tecnica dell’Hellas. Palo di Romulo in azione personale, torna ai livelli di tre stagioni fa, quando meritò la chance alla Juve. Caracciolo segna su punizione dal limite. Nella ripresa, Pecchia gioca con 4 punte, inserendo Ganz e Juanito Gomez, accanto a Pazzini e a Siligardi. Pareggia Pazzini, servito da Fossati, ma Torregrossa infila dopo un’azione di Caracciolo. Il 2-2 è dal dischetto, fallo di Bubnjic su Pazzini, capocannoniere con 8 reti.

Salernitana-Benevento 2-1: pt 31′ Della Rocca (S), 42′ Luiz Felipe (S) st 43′ Lucioni. Novanta minuti di adrenalina pura caratterizzano il derby campano. Nel primo tempo solo granata, Della Rocca realizza con una bella girata a centro area. Raddoppia il 19enne Luiz Felipe, brasiliano in prestito dalla Lazio. Nel finale Coda sfiora il tris, Lucioni salva sulla linea e poi insacca di testa, su azione d’angolo.

Spezia-Carpi 0-1: 2’ st Lasagna. Sei indisponibili fra i liguri, che festeggiano i 110 anni di storia. Sette assenze fra gli emiliani, con appena 17 giocatori a referto. L’avvio è tutto della squadra di Mimmo Di Carlo, trascinata sulla sinistra da Migliore, con 5 parate di Colombi. Annullato però al 35’ il vantaggio modenese di Catellani, per fuorigioco, ma poteva starci il rigore per la caduta di Lollo. Il gol alla ripresa con azione Pasciuti-Di Gaudio, l’esterno siciliano è dimenticato dalla difesa e così può liberare al tiro Lasagna. In 14 gare al Picco, con il Carpi lo Spezia ha vinto solo due volte.

Perugia-Avellino 3-0: pt 25’ Monaco, 32’ Di Carmine; 39’ st Di Carmine. Su angolo da sinistra di Di Chiara, il difensore centrale Salvatore Monaco segna di testa il suo 2° gol in carriera. Rosati nega il pari a Soumare, festeggiando da capitano le 200 gare da professionista. Di Carmine raddoppia con una girata da terra, facendosi così preferire a Rolando Bianchi, in panchina. Anche Nicastro è pericoloso per gli umbri, che chiudono con Di Carmine, servito da Acampora. Convincente il gioco di Bucchi.

Pisa-Spal 0-1: 40’ st Arini. L’Arena Garibaldi riapre almeno agli abbonati. Primo tempo senza occasioni, dopo un’ora Lisuzzo atterra Mora, era rigore, ma per l’arbitro Pasqua è fallo del mancino ferrarese. Esce Lazzari, arrivato in settimana a Pisa per il minimo di stipendio, 1641 euro al mese: nel 2004-05 fu capocannoniere di coppa Italia, nell’Atalanta, con 9 reti, di cui 5 nella doppia sfida alla Juve. Nel finale entra Mariano Arini e corona il contropiede condotto da Antenucci. I toscani non perdevano in casa dall’aprile 2015, da due stagioni fa, in Lega Pro, sempre con la Spal.
Bari-Entella 1-1: pt 3’ Brienza (B), 9’ Iacoponi (E). Il computo delle occasioni è tutto a favore dei pugliesi. A 37 anni, Franco Brienza resta uno stoccatore di classe, trova subito l’incrocio dei pali, con il sinistro da fuori. Pareggia Iacoponi, nell’unica grande occasione per i liguri. Di Cesare manca il 2-1, Martinho da 20 metri coglie la traversa e di nuovo è insidioso. Brienza chiede il rigore per la spinta di Keita, anche De Luca e Fedele esaltano il portiere Iacobucci. Di Cesare manca la porta anche nel finale. Stellone insiste con il turnover di portieri, ripresenta Micai, dopo tre partite con Ichazo, ma non deve compiere prodigi.

Pro Vercelli-Ternana 1-0: 6’ st Legati. I piemontesi passano al 3-5-2 ma soffrono le fere: traverse da fuori di Defendi, sul finire del primo tempo, e di Avenatti a inizio secondo. Decide l’angolo da sinistra di Mammarella, Bani di tacco libera davanti alla porta Elia Legati, difensore centrale cresciuto nel Milan. Nell’area della Pro, Luperto sbilancia in area il rossoverde La Gumina, che però è ammonito per simulazione.

Vicenza-Cesena 0-0. Bisoli debutta sulla panchina biancorossa strappando un punto, ma sono i romagnoli a dominare, orchestrati da Cascione, alla 100^ bianconera. Vicini al gol Rodriguez di testa e Laribi, traversa prima dell’intervallo. Anche Ciano e due volte Vitale sono insidiosi per il Cesena, che spreca con Rodriguez. Signori, invece, sbaglia l’unica occasione berica. Infine Benussi si allunga anche sul colpo di testa del centravanti spagnolo.

Latina-Trapani 2-0: pt 38’ Boakye rig, 40’ Acosty.
Cosmi è in panchina nonostante il rogo dell’auto. Legittimo sgambetta Paponi, in uno contro uno, e Boakye trasforma dal dischetto. Pinsoglio nega il pari a Barillà. Il raddoppio è immediato, propiziato da Di Matteo dalla sinistra. I pontini vincono così la prima gara stagionale. Solo i siciliani sono ancora senza successi, nonostante una buona seconda frazione, con passaggio al 4-3-3. A 4’ dalla fine espulso il portiere del Trapani Guerrieri, che stende Paponi: fra i pali va Fazio, che evita il tris di Mariga.

Classifica: Cittadella 18, Verona 17; Benevento (-1) 14, Carpi e Spezia 13, Entella, Perugia e Pisa 12; Brescia, Spal e Frosinone 11, Bari 10, Pro Vercelli 9, Cesena, Latina e Novara 8, Ascoli e Ternana 7; Salernitana, Avellino e Vicenza 6; Trapani 5.

A cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, serie B. Il Cittadella prova a innestare la sesta. Big match al Bentegodi tra Verona e Frosinone, domenica

Il salvataggio iniziale di Alfonso ritarderà la goleada del Brescia a Cittadella

(v.zagn.) La serie B torna in campo 4 giorni dopo il turno infrasettimanale e il Cittadella punta alla 6^ vittoria di fila, ospita il Brescia di Brocchi: la campagna abbonamenti si è chiusa con il record di 1720. Il Verona riceve il Frosinone, altra neoretrocessa, per una partita sulla carta spettacolare. In coda, il confronto fra Vicenza e Avellino.

6^ GIORNATA. Alle 15 (Sky) Bari-Benevento, Carpi-Entella, Cittadella-Brescia, Latina-Ternana, Pisa-Ascoli, Pro Vercelli-Cesena, Salernitana-Trapani, Spezia-Novara,  Vicenza-Avellino. Domani (17,30) Verona-Frosinone. Lunedì (20,30) Perugia-Spal.

CLASSIFICA. Cittadella 15, Verona 10; Benevento (-1), Bari, Frosinone, Entella e Pisa 8, Spezia 7; Brescia, Carpi, Ascoli e Ternana 6, Spal, Cesena, Trapani e Novara 5, Vicenza 4; Perugia, Salernitana, Latina e Pro Vercelli 3, Avellino 2.

Assocalciatori.it. Il pallone racconta: Paolo Rossi. “Tifavo per la Fiorentina campione d’Italia nel ’69. Il Real Vicenza. L’arrivo al Perugia vicecampione. Zoff è il portiere che mi ha fatto dannare di più”

http://www.assocalciatori.it/news/il-pallone-racconta-paolo-rossi

Il mito compie 60 anni e resta intatto, nel suo fascino. Paolo Rossi è l’eroe del mundial spagnolo del 1982, poi commentatore di punta di Sky e da due stagioni di Mediaset premium.

Pablito è fra gli sportivi più popolari al mondo, richiestissimo a convention, momenti di sponsor e comunicazione. Viene celebrato da una mostra, a Sir­mio­ne del Garda, in piaz­za Car­duc­ci, sino al 9 ottobre. Poi si sposterà a Bru­xel­les, Mo­na­co di Ba­vie­ra, Mon­te­car­lo, New York e Ro­ma. L’al­le­sti­men­to è cu­ra­to dall’asso­cia­zio­ne El­le2A e dal­la fon­da­zio­ne Pao­lo Rossi, pre­sie­du­ta da Lu­ca Pe­liz­zon. Al ter­mi­ne del tour, sarà allestito un mu­seo per­ma­nen­te, do­ve ver­ran­no rac­col­ti an­che i ri­cor­di e i cimeli di ogni tap­pa.

Festeggia in famiglia, assieme alla moglie Federica, alle figlie Sofia Elena (5 anni) e Maria Vittoria (7) e ad amici.

“E’ questo il regalo più bello – racconta -. Non essendo un materialista, ciò che prediligo è stare con le persone più care. Nella mia vita ho sempre privilegiato i rapporti umani, dunque condividere i momenti belli, come un compleanno importante. Cercavo serenità, l’ho trovata”.

Moltissimi gli auguri che arrivano. “Mi festeggiano alla grande, ringrazio tutti. Fa piacere essere ricordato, restare nel cuore dei tifosi e anche della gente comune, a distanza di decenni”.

Sono due gli allenatori determinanti per la sua ascesa: Giovambattista Fabbri e Bearzot.

“Avevo 20 anni quando Gb al Lanerossi Vicenza mi cambiò ruolo, da ala destra a centravanti, esaltando le mie qualità. Gli bastarono due allenamenti, per capirlo: feci gol subito in Coppa Italia, poi andammo a vincere la serie B con 21 gol miei. Ha rappresentato un papà, in tutti in sensi, lo devo sempre ringraziare”.

Quel Vicenza arrivò secondo in serie A, nel ’77-’78, dietro alla Juve. Divenne Real, perchè giocava come nessuno, e aveva questo undici di base, secondo l’1-3-3-2-1, perchè allora si giocava con il libero staccato dietro: Ernesto Galli; Carrera; Callioni, Prestanti, Lelj; Faloppa, Guidetti, Salvi; Cerilli, Filippi; Rossi. Si rivelò anche Luciano Marangon, 22 anni, a sinistra, cosicchè Lelj passava a destra, e trovarono spazio anche il mediano Mario Guidetti, l’interno Paolo Rosi e Massimo Briaschi, che poi avrebbe raggiunto Rossi alla Juve.

Il capitolo leggendario venne scritto da Pablito con il ct più amato, Enzo Bearzot.

“Ha sempre creduto nelle mie qualità e alla fine l’ho ripagato con il mundial, i 6 gol e il titolo di capocannoniere”.

Pablito non ha rimpianti. “Una volta lasciato il calcio, ho scelto di staccare un po’, impegnandomi in attività imprenditoriali. Non ho voluto fare l’allenatore né il dirigente, ruoli che non mi sento di portare avanti”.

Al punto che ora Rossi è impegnato in un’attività fuori dai riflettori. “A Perugia abbiamo avviato l’accademy Paolo Rossi, scuola calcio diversa, aperta anche a bambini e ragazzi stranieri, che negli anni potranno frequentare l’università internazionale. Mi auguro di ampliare il progetto e lanciare l’accademy anche in altre città italiane”.

Abita in Toscana, nel Chian­ti.

“Dopo 5 ope­ra­zio­ni, pos­so sol­o da­re il cal­cio d’ini­zio al­le par­ti­te in gi­ro per il mon­do, con i vec­chi com­pa­gni. Ma non ho 60 anni, sono tre volte 20. Tre come le donne con cui vivo, do­po il pri­mo ma­tri­mo­nio e il pri­mo fi­glio, Ales­san­dro, 33enne. Que­ste bim­be mi re­ga­la­no sen­sa­zio­ni in­de­scri­vi­bi­li, quan­do le ac­com­pa­gno a scuo­la o le va­do a pren­de­re. So­no il se­gre­to del mio spirito”.

Beh, è normale, quando la paternità arriva in età avanzata, anche se non è la prima. Ed è così anche per Paolorossi, perchè a lungo si pronunciava così, tutto d’un fiato, come Giggiriva.

“Fac­cio 50 mi­la chilometri l’an­no in mac­chi­na per­chè oltre l’agriturismo vi­ci­no a ca­sa, se­guo le ac­ca­de­mie cal­cio Pe­ru­gia, le mo­stre sul­la mia car­rie­ra in gi­ro per l’Italia e pre­sto a Mon­te­car­lo e Bru­xel­les. Inol­tre da 10 an­ni va­do in tv, a Mi­la­no, per com­men­ta­re la Cham­pions”.

Ora gli hanno pro­po­sto il film sul­la sua vi­ta, per il ci­ne­ma o una fic­tion tv, partendo dalla famiglia. Con quella Nsu Prinz ver­de, che farebbe ridere Gene Gnocchi, dal momento che il comico fidentino spesso ha piazzato questa battuta, nei suoi monologhi: “La Nsu Prinz di Prince”.

“E’ la più brut­ta au­to che ab­bia mai vi­sto – sorride Paolo Rossi -, eppure mio pa­pà ne era or­go­glio­sis­si­mo, quan­do ve­ni­va a ve­der­mi gio­ca­re le pri­me par­ti­te. E mia mamma, a 90 anni, la ricorda benissimo”.

Rossi è diventato Rossi a Torino, nella Juve rivalissima della Fiorentina, squadra di riferimento per chi è nato a Prato, poi diventata provincia e forte di una squadra che dal ’77 è ininterrottamente fra i professionisti.

Paolo aveva lo svedese Kurt Ham­rin come idolo. “So­gna­vo di di­ven­ta­re co­me l’uccellino, per­ché ero un’alet­ta ve­lo­ce, con lo stes­so nu­me­ro 7”.

Declina a me­mo­ria la squa­dra che an­da­vo a ve­de­re nel 1969, quan­do vin­se il secondo scu­det­to: “Su­per­chi; Ro­go­ra, Man­cin; Espo­si­to, Fer­ran­te, Bri­zi; Riz­zo, Mer­lo, Ma­ra­schi, De Si­sti, Ama­ril­do o Chia­ru­gi”.

Tutti viventi, a parte Ugo Ferrante, lo stopper scomparso nel 2004.

Rossi iniziò nel Santa Lucia, nel Pratese, a 11 anni passò all’Ambrosiana, poi un quadriennio alla Cattolica Virtus, squadra fiorentina.

“A 16 anni arrivai alla Juve, ma raramente trovavo la convocazione in prima squadra”.

Fu così che andò in prestito al Como, nel ’75-’76, con le prime 6 gare da professionista.

“Chiesi al presidente Giampiero Boniper­ti di trovarmi un’altra squadra, mi propose la B a Vicenza e fu la mia fortuna, con il passaggio a centrattacco. Fui ca­po­can­no­nie­re e titolare in nazionale, al mondiale del ’78”.

Dove Rossi a 22 anni dà spettacolo, con l’Italia quarta e il blocco juventino: Zoff; Gentile, Cabrini; Benetti (Cuccureddu), Bellugi, Scirea; Causio (Claudio Sala), Tardelli, Rossi, Antognoni (Zaccarelli), Bettega (Graziani).

Sembra di sentire Nando Martellini declamare la formazione, fra l’1-0 all’Argentina, poi campione, e la sconfitta con l’Olanda, 2-1, bissato nella finale per il terzo posto, a favore del Brasile.

Fu 38 anni fa che il mondo scoprì Rossi, soprannominato Pablito da Gior­gio La­go, poi gior­na­li­sta del Gaz­zet­ti­no del nordest. “Da quelle settimane argentine per tanti so­no di­ven­ta­to Pa­bli­to e a me quel nome piace. Sembra che il tempo si sia fermato e certe persone mi ringraziano come se fosse ieri”.

In mezzo ci furono le famose buste nel calciomercato, con 2 mi­liar­di e mez­zo di li­re, va­lu­ta­zio­ne vertiginosa, per l’epoca.

«Nessuno pensava che il presidente biancorosso Giussy Farina mettesse quella cifra, nemmeno la Juve. A ragion veduta, forse, fu anche un azzardo da parte sua».

Il mito di Rossi è alimentato anche dalle cadute, la squalifica per il calcioscommesse, con l’esclusione dall’Europeo del 1980, in casa. Rossi aveva 24 anni e teoricamente era al top, mentre per Italia 90 aveva già smesso, con quelle ginocchia fragili.

“Due anni di squalifica, senza avere commesso reati. Fui condannato per una stretta di mano con una persona presentata da un compagno di squadra, con poche parole di circostanza. E anche se poi la stessa persona ritrattò, lo stop rimase. La cosa peggiore riguarda i sospetti, lo sguardo della gente”.

Rossi aveva preferito restare a Vicenza, anzichè tornare alla Juve, ma i biancorossi passarono da quell’incredibile secondo posto alla retrocessione in B nonostante 15 suoi gol. E neanche al Perugia andò benissimo, dal momento che gli umbri venivano dal secondo posto del 1978-79 (da imbattuti, cosa mai successa nella storia) all’8° posto.

Quel grifone schierava: Malizia; Nappi, Ceccarini; Bagni, Della Martira, Frosio; Butti, Dal Fiume, Rossi, Goretti, Casarsa.

Il Perugia venne poi penalizzato di 5 punti, come Avellino e Bologna, e la stagione successiva retrocedette, mentre Rossi si fermò sino all’82.

“Ep­pu­re dell’Umbria con­ser­vo bei ri­cor­di, al punto di avere aperto lì l’accademy”.

Al mondiale passò dalle critiche per l’insistenza di Enzo Bearzot all’immortalità.

«Nel­le par­ti­te del girone di Vigo non stavo bene, Cau­sio, Ca­bri­ni e Tardelli scherzavano, ma con affetto. Fu il ct a credere in me, a oltranza, Bearzot era coe­ren­te, ma­ga­ri te­star­do, ma pro­prio per que­sto era amato. Mi sbloccai con la tripletta al Brasile, fu una partita straordinaria, di tutti, contro una squadra fenomenale. Il mister venne presto a dirmi di pensare alla semifinale con la Polonia, per man­te­ne­re al­ta la ten­sio­ne. E così battemmo anche la Germania”.

E all’epoca l’esaltazione popolare fu totale.

“Furono le vittorie del riscatto e dell’orgoglio. E poi il presidente Sandro Pertini, quella partita a carte in aereo… Fu un momento di unità collettiva del Paese, dopo gli anni di piombo. La gente si riversò in strada, fu naturale festeggiare in piazza. C’era bisogno di ottimismo, contribuimmo anche noi. In quei 40 giorni avevo solo una cassetta, in camera ascoltavo “Sotto la pioggia”, di Antonello Venditti”.

Nell’83, il dram­ma dell’He­ysel, con la prima coppa dei Campioni della Juve, contrappuntata dalle 39 morti. “Non di­men­ti­che­rò mai le len­zuo­la che co­pri­va­no i cor­pi fuo­ri dal­lo sta­dio”.

Al mondiale del Messico ’86 non giocò e l’Italia uscì contro la Francia, con un secco 2-0.

“Avevo 30 anni, ma ero come un turista, perchè Bearzot mi avvisò che non mi avrebbe utilizzato, ac­cet­tai per ri­co­no­scen­za. A novembre tornerò in Messico, per en­tra­re nel­la lo­ro Hall of Fa­me, con Ro­nal­do, Zi­co e Rum­me­nig­ge”.

Le gi­noc­chia non reg­ge­va­no più, così Rossi pas­sò al Ve­ro­na di Osvaldo Bagnoli, dove chiuse nell’87.

“Non potevo fare altrimenti, ma non ho rimpianti”.

Pablito si rivede in Giuseppe Rossi, tornato in Spagna, al Celta Vigo.

“Pe­pi­to ave­va gran­di qua­li­tà, mi rive­do in lui, ma non ha avu­to la mia for­tu­na e mi di­spia­ce”.

Il portiere che l’ha fatto dannare di più è Zoff.

“Poi per fortuna ci ho giocato spesso assieme. Dino ha fatto la storia, è stato straordinario in tutto. E i difensori marcavano in maniera molto più ferrea di oggi, Vierchowod e il tedesco Karl Heinz Forster avevano qualcosa in più”.

Oggi il tifo di Rossi è legato a due squadre.

“Al Vi­cen­za, che vor­rei ri­ve­der­e in A, e alla Juve, che mi prese e riprese”.

Intanto i calciatori sono cambiati.

«Decisamente. Noi eravamo giovani ma già adulti. Crescevamo giocando a calcio nelle strade, tutto quanto abbiamo ottenuto ce lo siamo sudato. A 16 anni eravamo già adulti. Ora si gioca un calcio molto diverso, in cui i calciatori sono divi a 20 anni e guadagnano milioni. Tutto questo non aiuta a maturare».

Fra i simboli positivi c’è Dybala.

“Spontaneo e corretto, in campo, bello anche da vedere. E’ anche un bravo ragazzo, un buon esempio”.

Vanni Zagnoli

 

Ilmessaggero.it. Il Cittadella insiste a punteggio pieno, grazie al rigore sbagliato da Ardemagni. Il Verona ne ha 3 a Ferrara, successi anche per Entella e Ascoli. Frosinone e Bari meritano più del punto

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In copertina, un tackle durante Avellino-Cittadella

Vanni Zagnoli

Il primo turno infrasettimanale della stagione corrobora il primato del Cittadella, con la quinta vittoria in 5 gare, ma l’Avellino meritava almeno un punto. Il Verona domina a Ferrara, già la seconda forza della serie B; vincono anche Entella e Ascoli.

Avellino-Cittadella 0-1: 33’ st Arrighini.

I veneti migliorano prima dell’intervallo, costruiscono poco. Su cross da sinistra di, Paolucci tocca con la mano, dopo però anche la deviazione con una gamba, per cui non sarebbe rigore. Comunque Ardemagni lo spedisce sul fondo. Chiaretti con il sinistro manda in area, Djimsiti sbaglia il tocco e Arrighini è lesto nella girata mancina.

Spal-Verona 1-3: pt 6’ Valoti, 34’ Pazzini; st 14’ Mora (S), Valoti. Sono già 8 i marcatori gialloblù in stagione. Pazzini origina il vantaggio, raddoppia approfittando del disimpegno sbagliato dai ferraresi. Nella ripresa il sinistro di Mora vivacizza il match, chiuso ancora da Mattia Valoti, figlio di Aladino, ex Parma.

Frosinone-Pisa 0-0 I ciociari fanno la partita, Marino riesce sempre a controllare il gioco e meriterebbe il successo. L’opposizione di Gattuso regge e il Pisa resta con un solo gol al passivo.

Brescia-Carpi 2-2: pt 20’ Lasagna (C), 27’ Morosini (B, 34’ Martinelli (B); st 5’ Struna. Kevin Lasagna aggira di forza Calabrese e realizza il 6° gol in B della carriera, era stato fra i trascinatori nella quasi salvezza biancorossa in A. Sul pari l’errore del portiere Colombi, smanaccia sui piedi di Leonardo Morosini. Lasagna sbaglia il raddoppio, Martinelli infila da fuori. Nella ripresa, il 2-2 sul palo di Totò Di Gaudio, poi l’espulsione di Ndoi per doppia ammonizione. I bresciani comunque resistono e anzi sfiorano il successo.

Ternana-Bari 0-0 E’ la partita più equilibrata della serata, molto tattica, con finale pugliese, di Maniero.

Benevento-Pro Vercelli 1-1: 34’ pt La Mantia (P) rig, 20’ Buzzegoli.

La superiorità è della matricola campana, segna però la Pro su rigore, perché sul colpo di testa di La Mantia Luciano si oppone con una mano. Impatta Buzzegoli con un sinistro da fuori, poi un’occasione sottoporta per i piemontesi.

Trapani-Spezia 0-0 Barillà al 11’ della ripresa gira in porta, la palla forse era entrata, non per il guardalinee.

Entella-Perugia 2-1: pt 5’ Ceccarelli (E), 37’ Nicastro; 27’ st Caputo. Su angolo di Moscati, il gol per la squadra di Chiavari è di testa, a precedere il difensore Di Chiara. A seguire la traversa di Masucci da fuori. Il pareggio con suggerimento di Ricci, la fuga per la vittoria è di Caputo.

 

Ascoli-Vicenza 2-0: 26’ pt Carpani, 22’ st Cacia rig. L’azione dell’ex Leonardo Gatto viene chiusa dal centrocampista Carpani, al primo gol in B. Galano di testa manca il pari.  A metà ripresa Cacia coglie l’incrocio dei pali, con parata di Benussi. Poi Gatto strattona Adejo, l’arbitro Piccinini però punisce il difensore, espulsione e rigore, così Cacia dal dischetto arriva a 122 reti: è a 13 da Schwoch, bomber cadetto di ogni tempo.

Novara-Latina 2-2: pt 16’ Viola (N), 21’ Brosco (L), 33’ Adorjan (N), 37’ Paponi (L).

Le prime due reti sono su punizione, sul pari dei pontini responsabilità del portiere Da Costa. Il sorpasso è del magiaro Adorjan, passato anche dal Liverpool. Al 36’ il Latina perde Scaglia, espulso per proteste, eppure pareggia subito, in mischia. Galabinov manca il 3-2.

Lunedì: Cesena-Salernitana 0-0.

5^ GIORNATA. Avellino-Cittadella 0-1, Spal-Verona 1-3, Frosinone-Pisa 0-0, Brescia-Carpi 2-2, Ternana-Bari 0-0, Benevento-Pro Vercelli 1-1, Trapani-Spezia 0-0, Novara-Latina 2-2, Entella-Perugia 2-1, Ascoli-Vicenza 2-0; Cesena-Salernitana 0-0.

CLASSIFICA. Cittadella 15, Verona 10; Benevento (-1), Bari, Frosinone, Entella e Pisa 8, Spezia 7; Brescia, Carpi, Ascoli e Ternana 6, Spal, Cesena, Trapani e Novara 5, Vicenza 4; Perugia, Salernitana, Latina e Pro Vercelli 3, Avellino 2.

A cura di Giangabriele Perre

 

Il Gazzettino. L’enplein del Cittadella, la doppietta di Strizzolo strizza il Novara. A Perugia derby sospeso per l’infarto di un tifoso, il finale è senza belligerenza: “E’ il minimo”, sostiene anche Benny Carbone, allenatore della Ternana

In copertina, il granata Strizzolo mette all’angolo il Novara

(v.zagn.) Non era mai capitato che la capolista di B vantasse 5 punti di vantaggio dopo 4 giornate. Il Cittadella può resistere per un girone, come il Lanciano di tre anni fa, sperando almeno nei playoff. La doppietta di Strizzolo, il 3-0 è di Litteri, capocannoniere con Maniero (4 gol), poi segna il Novara con Di Mariano.

A Perugia, il derby con la Ternana viene sospeso nel finale per l’infarto di uno spettatore. E’ la curva di casa a imporlo e secondo il questore neanche c’erano gli estremi per lo stop. Le squadre onorano la memoria dello spettatore con il torello: Bianchi aveva segnato per il Grifone, subito… catturato” da Faletti. Il Verona liquida l’Avellino in 41’, con Bessa, Pisano e Romulo, al 2° posto resistono anche Pisa (risolve Eusepi) e Benevento, che con Pajac recupera il gol di De Vitis (Latina): a Empoli 40 arresti fra i bresciani, il sindaco non vuole ospitare partite del Pisa. Entella a bersaglio con Pellizzer e Caputo, la Spal rimonta con Giani e Schiattarella, complice l’espulsione di Palermo al 9’ st. Rigore procurato da Orsolini per l’Ascoli, ripreso da Petkovic (Trapani). Non c’era il fallo su Sciaudone, lo Spezia ne approfitta con Nenè e Piu, al 92’ La Mantia per la Pro Vercelli, che meritava un punto.

CLASSIFICA. Cittadella 12; Benevento (-1), Verona, Bari, Frosinone e Pisa 7; Spezia 6m Spal, Brescia, Carpi, Entella e Ternana 5, Cesena, Trapani, Novara e Vicenza 4, Ascoli e Perugia 3; Salernitana, Latina, Avellino e Pro Vercelli 2.

A cura di Giangabriele Perre

 

Il Gazzettino, serie B. Comanda il Cittadella, chissà se riverberà le fiabe di Chievo, Sassuolo e Carpi… Il Benevento avvicina il colpo a Modena, Pisa ammaliante

In copertina la rete del 2-0 di Salvi in Cittadella-Ternana

Vanni Zagnoli

A radio Rai, come nella diretta Sky, la 2^ giornata di serie B emoziona. Lo spezzatino risulta persino eccessivo, con partite in 4 tempi, vale però la pena fare uno sforzo, per seguire tutte e 11 le gare.

A nordest, il Cittadella si gode la vetta, con 4 gol in 2 gare, sabato sera aveva superato la Ternana con reti di Litteri e Salvi. La decima avventura cadetta (tutte in questo millennio) potrebbe portare per la seconda volta ai playoff, il sogno è con il gioco e l’umiltà di ripetere le fiabe di Chievo, Sassuolo e Carpi. In fondo il potenziale della Gabrielli non è inferiore a Gaudì e a Paluani, mentre la Mapei ovviamente è fuori categoria. Mister Venturato è un debuttante navigato, nato in Australia 53 anni fa, da famiglia trevigiana. Comandava il centrocampo del Montebelluna e nel Giorgione, a Venezia e al Treviso, insomma è un simbolo del Veneto e in panchina vanta anche due promozioni in C2, più la cadetteria riportata a Cittadella, finalista pure di coppa Italia Lega Pro.

Il Verona avanza con Simone Ganz, decisivo quanto il padre Maurizio e già nelle mani della Juve, dopo un’ora lo raggiunge il colpo di testa di Coda, uomo salvezza a primavera. Sannino sulla panchina granata impatta bene. A quota 4 anche il Brescia, premiato sabato da Morosini e da Caracciolo sul Frosinone. Sfuma a 8’ dalla fine il primato della matricola Benevento, dopo 6 playoff persi in Lega Pro. Baroni è specialista in partenze lanciate, gioisce a Modena con la perla di Falco. Il Carpi fatica a costruire gioco, pareggia comunque con Catellani.

Il Vicenza perde anche a Ferrara, dove la Spal si riaffaccia in B allo dopo 24 anni. Festeggia nel primo quarto di gara con Arini e Cremonesi. I berici pagano l’espulsione del portiere Benussi al 6’, per arginare la fuga di Antenucci. Allo scadere il tris è di Zigoni.

Stupisce il Pisa, ripreso da Gattuso solo tre giorni fa, con il passaggio della società a Pablo Dana, già uomo di fiducia di mister Bee, mancato proprietario del Milan. A Empoli, campo neutro, batte il Novara grazie all’ex Lisuzzo, centrale difensivo in gol all’11’. La Pro Vercelli segna con l’albanese Vajushi, pareggia il Trapani con Coronado, bomber della quasi serie A.

Sabato sera, il Perugia era caduto al 95’, perchè Del Prete devia con il braccio il tiro di Castrovilli e viene espulso: Maniero trasforma il rigore e anche il pugliese De Luca poi viene cacciato. Nel pomeriggio di ieri, l’Entella supera l’Avellino con Masucci e il rigore di Caputo, procurato da Donkor su Pellizzer.

Non si è disputata Ascoli-Cesena ovviamente per il recente terremoto, mentre mercoledì alle 20.30 Ternana e Pisa recupereranno la prima giornata.

A cura di Giangabriele Perre